ANCE: gli scenari possibili per il settore delle costruzioni
ANCE: gli scenari possibili per il settore delle costruzioni
La crisi determinata dall’emergenza Covid ha investito l’economia italiana in una fase caratterizzata già da una prolungata debolezza del ciclo: dopo la graduale accelerazione del triennio 2015-2017 la ripresa si era, infatti, molto affievolita, lasciando il passo a un andamento pressoché stagnante dell’attività.Lo scorso anno, infatti, i livelli di attività economica risultano ancora inferiori al 4,1% rispetto a 12 anni fa. Di contro, ad esempio, la Francia è cresciuta dell’11,3% e la Germania del 15,5%.
Nel primo semestre 2020, il blocco parziale delle attività e della vita sociale connesso alla crisi sanitaria ha determinato effetti negativi sia dal lato della domanda sia dell’offerta.
Il Pil ha registrato una contrazione dell’11,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Per il settore delle costruzioni, già gravemente colpito da una crisi che dal 2008 non è mai scomparsa, la pandemia è stata una vera e propria doccia fredda, tanto più che cominciavano a vedersi primi, timidi, segnali di ripresa.
La stima formulata dall’Ance per il 2019 ad inizio anno nell’Osservatorio congiunturale era, infatti, di un aumento del 2,3% su base annua degli investimenti in costruzioni. Stima confermata pienamente dall’Istat che a marzo scorso indicava una variazione del +2,4% per gli investimenti in costruzioni.
L’anno in corso si era aperto con il proseguimento di dati positivi. Nei primi due mesi del 2020 l’indice Istat della produzione nelle costruzioni evidenziava 8 un ulteriore aumento del 4,5% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Anche i dati delle Casse Edili per il periodo esaminato, indicavano aumenti nel primo bimestre del 2020, del 3,6% del numero di ore lavorate e dello 0,1% dei lavoratori iscritti rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
A partire dal mese di marzo la situazione è ritornata a essere negativa. Il Centro Studi Ance, ad inizio aprile scorso, a seguito del lockdown imposto dal Governo per arginare il contagio della pandemia da coronavirus, ha immaginato uno scenario per il settore delle costruzioni che prevedeva una graduale ripresa delle attività economiche a partire da giugno fino alla ricostituzione delle normali condizioni, entro l’anno.
Gli investimenti in costruzioni, in questo scenario, al momento confermato, subiscono una brusca battuta d’arresto, con una diminuzione nel 2020 di circa il -10% in termini reali, rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda le previsioni per il 2021, si ipotizza una moderata crescita del settore delle costruzioni del 2,7%, tenendo conto della progressiva ripresa delle attività economiche già iniziata nella seconda parte de 2020.
Si evidenzia, che le stime, antecedenti alla nuova misura fiscale collegata al Superbonus 110% (articolo 119 del Decreto Legge n. 34/2020), non tengono conto degli effetti positivi sul mercato residenziale che potranno derivare dal provvedimento. A tal riguardo, l’Ance, stima ricadute positive legate al Superbonus per circa 6 miliardi di investimenti in investimenti in costruzioni in italia.
Gli effetti di tale misura, che copre il periodo 1 luglio 2020 - 31 dicembre 2021, saranno rilevanti per l’economia e per l’occupazione. La spesa aggiuntiva di 6 miliardi di euro nel settore delle costruzioni generebbe, infatti, un effetto totale sull’economia di 21 miliardi. In termini di occupazione, si avrebbe un incremento di circa 64mila posti di lavoro nelle costruzioni.
Considerando anche i settore collegati, l’aumento potrebbe superare le 97mila unità. Pertanto, il Superbonus 110%, così come le ultime misure di sostegno agli investimenti contenute nel Decreto Legge di agosto (DL n. 104/2020) e soprattutto le risorse straordinarie messe in campo dall’Europa per il rilancio, potranno fornire un rilevante impulso positivo al settore delle costruzioni, soprattutto nel prossimo anno, ponendo le basi per una ripresa effettiva.
Il contesto attuale rende necessario un Piano straordinario di investimenti pubblici, che consenta di superare le gravissime conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria e di rispondere alle sfide poste dalla crescita sostenibile.
Una grande opportunità in questo senso arriva dalle risorse di “Next Generation EU”, il programma che ha adottato l’Europa per il rilancio dell’economia.
Un’occasione irripetibile per offrire una risposta alla crisi economica attraverso una vera trasformazione dell’economia nella direzione della sostenibilità, offrendo, al contempo, maggiore dinamismo e inclusione per i giovani del Paese che rischiano di pagare il prezzo più alto di questa crisi.
Fonte ANCE


