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ANCE ricorre al TAR per il 'caro materiali'

ANCE ricorre al TAR per il 'caro materiali'

L’ANCE ha presentato un ricorso al TAR Lazio per chiedere l’annullamento della metodologia di rilevazione dei prezzi dei materiali per l’edilizia e del meccanismo di calcolo delle compensazioni per i rincari.

In questo caso sotto accusa c'è il decreto del MIMS dello scorso novembre sulle compensazioni per il primo semestre del 2021 e un sistema di rilevazione dei prezzi che porterebbe al riconoscimento e alla compensazione di soltanto il 33% dei maggiori costi effettivi sostenuti dalle imprese.

"Avevamo apprezzato la volontà politica del Ministro Giovannini di riconoscere una soluzione per affrontare una situazione che si va facendo drammatica – ha sottolineato il Presidente Gabriele Buia- ma contro questa soluzione si sono messi di traverso alcuni tecnocrati del Ministero con una metodologia del tutto sbagliata di rilevazione dei prezzi".

L'associazione parla di "assenza di criteri univoci di rilevazione e in presenza di dati evidentemente irragionevoli e contraddittori trasmessi da Provveditorati, Unioncamere e lSTAT" che "hanno rilevato una percentuale del tutto irragionevole e di gran lunga inferiore all’aumento reale registrato sul mercato" (con differenze che arrivano a punte dell’88,6%).

La stessa ISTAT – dice il ricorso – ha ammesso di non avere la struttura adeguata per svolgere il lavoro. Ma il paradosso si raggiunge con i Provveditorati alle opere pubbliche. Infatti, non risulta pervenuta alcuna rilevazione da Puglia, Molise e Basilicata.
Altre Regioni, invece, hanno inviato tabelle con nessuna o alcune soltanto delle voci di prezzo. In particolare, nessun dato è stato fornito da Lazio e Sardegna; così come l’Umbria ha rilevato soltanto le variazioni di prezzo di due materiali su 15.

Emblematico il caso dell’Emilia-Romagna, che ha registrato, per 10 materiali su 15, una variazione percentuale pari allo 0%, indicando per il 2021 i medesimi prezzi medi del 2020, "che tra l’altro, da un raffronto con le rilevazioni prodotte nell’ambito dell’istruttoria per l’adozione del “decreto prezzi” del 27 marzo 2018, risultano coincidere con quelli del 2016, sicché i prezzi dovrebbero essere bloccati da 6 anni".

Ora spetta al giudice decidere se il ricorso Ance sia fondato: parliamo del quarto ricorso negli ultimi quindici anni, sempre sulla metodologia della rilevazione, ma mentre in passato la questione riguardava pochi materiali, ora il fenomeno riguarda praticamente tutti i materiali dell’edilizia e sta mettendo in ginocchio il settore.

Così ha chiuso Buia: "Attendiamo fiduciosi la decisione del giudice, ma intanto prendiamo atto con soddisfazione di una CTU realizzata da professionisti molto autorevoli che smonta il meccanismo di rilevazione ora in atto".