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Varano, la rinascita passa per le gru (Potain)

Varano, la rinascita passa per le gru (Potain)

Camerino: dimenticate la solita cantieristica grigia: la Rocca di Varano ha finalmente riaperto il dialogo con il mondo dei vivi. Dopo anni di silenzio imposti dal sisma del 2016, l’antica fortezza marchigiana – custode di vicende medievali e belvedere di panorami da cartolina – vede riaccendersi l’attività, grazie all’inizio dei lavori di restauro e riqualificazione che dovrebbero durare circa un anno.

A fare da protagonista – perché in un buon racconto giornalistico deve esserci sempre almeno un protagonista ben caratterizzato – non è uno storico architetto in doppiopetto, ma la gru a torre automontante Potain Igo T 99. Un nome che suona un po’ come quello di un robot da salvataggio culturale e, in effetti, con i suoi 40-45 metri d’altezza e la capacità di sollevare fino a quasi due tonnellate, si sta rivelando la spalla meccanica ideale per affrontare gli spigoli difficili di un cantiere su terreno collinare con accessi non particolarmente agevoli (per usare un dolce eufemismo).

Il noleggio della Igo T 99, curato da Potain >>Gavarini Macchine<<  e affidato alle cure operative di >>COGEN Costruzioni Generali<< , non è stato privo di colpi di scena logistici: per raggiungere la Rocca la gru ha dovuto percorrere un sentiero sterrato di due chilometri, così stretto da far pensare a un reality show dell’edilizia.

Un veicolo semovente >>Gapo<<  ha svolto un ruolo da coprotagonista, facilitando il trasporto e il posizionamento sul terreno scosceso, evitando così ritardi “epici” degni di un romanzo d’avventura. L’iniziativa non è solo un intervento tecnico, ma una sorta di promessa simbolica: restituire alla comunità di Camerino un suo simbolo di resilienza e memoria storica.

La Rocca di Varano non sarà più solo un punto panoramico per gli occhi stanchi dei passanti, ma un monumento restaurato che racconta, attraverso pietre e acciaio, la capacità di rimettere insieme pezzi di storia. In tempi in cui spesso il patrimonio culturale sembra confinato in liste di cose “da vedere”, questa impresa fa sperare che la cultura possa tornare a essere vissuta – e sollevata – con un po’ di ingegno meccanico e tanta volontà civica.