I chirurghi della montagna

La redazione di goWEM! è stata ospitata sul cantiere dove lavora >>Brizzi Costruzioni<<  in subappalto della >>Ambrogetti<<  di Verghereto; siamo, nel comune di Casteldelci su invito di >>WR57<< , distributore ufficiale per l’Emilia Romagna e Rep. di San Marino per il marchio >>Hitachi<< , per osservare da vicino un intervento di messa in sicurezza di una frana generata dall’evento alluvionale del maggio 2023

Alluvione maggio 2023

Un episodio che ha portato al collasso di un intero versante, interrompendo la viabilità comunale in più punti e isolando temporaneamente alcune località della zona.
Il tema del dissesto idrogeologico, in Italia, non è più emergenza sporadica, ma condizione strutturale del territorio. Piogge intense, fenomeni sempre più concentrati e una fragilità geologica diffusa rendono questi interventi parte integrante della gestione ordinaria delle infrastrutture.

In questo contesto, Casteldelci rappresenta un caso emblematico: una strada comunale tagliata in cinque punti, collegamenti ripristinati solo provvisoriamente e un cantiere complesso avviato dopo una lunga fase di progettazione e iter autorizzativi (l’intervento si inscrive nei fondi PNRR e deve essere concluso entro giugno 2026).
L’intervento è operativo da circa cinque mesi e prevede una sequenza articolata di lavorazioni: realizzazione di micropali, muri di contenimento su struttura, rivestimenti in pietra per integrazione paesaggistica e tutte le opere accessorie di regimazione idraulica e sistemazione stradale. Un lavoro che unisce ingegneria civile, esperienza di cantiere e gestione del rischio in un contesto geologicamente instabile.

Brizzi Costruzioni: tre generazioni sul territorio

Sul cantiere ci accompagna [Gianluigi Brizzi], terza generazioni di imprenditori che ci riassume la storia aziendale: “La storia di Brizzi Costruzioni è profondamente legata al territorio e a una tradizione familiare che si sviluppa su tre generazioni. L’azienda nasce con il nonno [Luigi], muratore e imprenditore artigiano che avvia l’attività oltre settant’anni fa, iscrivendosi alla Camera di Commercio, ma operando già prima in ambito edilizio. Successivamente la guida passa alla seconda generazione, con i figli di [Luigi], [Gherardo] e [Giancarlo], fino ad arrivare all’attuale assetto, dove opera la terza generazione rappresentata da me e con la componente amministrativa affidata a [Giulia]”.

Gianluigi Brizzi

Gianluigi Brizzi di Brizzi Costruzioni
Una struttura familiare che nel tempo ha saputo evolvere senza perdere identità, passando dall’edilizia tradizionale alle opere strutturali, ai consolidamenti e agli interventi fluviali e di sistemazione del territorio.

Sottolinea [Brizzi]: “Abbiamo sempre cercato di evolverci costantemente senza perdere il contatto con il cantiere. Oggi lavoriamo su opere molto più complesse rispetto al passato, ma il principio è rimasto lo stesso: conoscere bene il territorio e intervenire con la massima concretezza e professionalità".

Il nostro lavoro nasce dalla terra, quindi dal fatto di capirla, rispettarla e soprattutto leggerla prima ancora di trasformarla. Non si tratta solo di eseguire un progetto, ma di adattarlo continuamente alle condizioni reali del versante, dell’acqua, della roccia.

“Negli anni siamo passati da lavori quasi esclusivamente artigianali a interventi di ingegneria civile e ambientale complessi, ma senza mai perdere la cultura del cantiere. Oggi utilizziamo tecnologie avanzate, rilievi digitali, macchine di ultima generazione, ma la differenza vera resta sempre la stessa: l’esperienza delle persone e la capacità di prendere decisioni rapide sul campo”.

“Il territorio qui non perdona. Ogni errore si vede subito, ogni scelta ha un effetto diretto sulla stabilità dell’opera. Per questo motivo abbiamo sempre puntato su una crescita graduale, investendo prima sulle competenze e poi sui mezzi. È questo che ci ha permesso di affrontare cantieri sempre più complessi senza perdere affidabilità”, racconta [Gianluigi Brizzi].
Negli anni l’azienda ha mantenuto una dimensione controllata, ma altamente specializzata, con circa una decina di operatori fissi per cantiere e una struttura tecnica interna che supporta progettazione e gestione operativa. Un modello che consente di intervenire in modo rapido e flessibile, adattandosi alle condizioni del territorio”.

Tecnica e operatività: un cantiere complesso e rapido

Il cantiere di Casteldelci ha richiesto una gestione particolarmente complessa a causa della natura del dissesto: un versante scivolato su strati inclinati e instabili, con un effetto a “sandwich” che ha favorito il movimento progressivo della massa verso valle. Sono stati movimentati complessivamente circa 15.000 metri cubi di materiale, con attività simultanee su più fronti operativi.

Il primo intervento strutturale ha riguardato la messa in sicurezza del versante attraverso la realizzazione di una fitta maglia di micropali (profondi per circa 10 metri), eseguiti in sequenza controllata per garantire la stabilizzazione progressiva del fronte. I micropali, infissi nel terreno fino a intercettare gli strati più resistenti, hanno avuto la funzione di “cucire” il versante, contrastando lo scorrimento dei piani di frana e creando una base solida su cui impostare le opere successive.
A completamento del sistema di consolidamento sono stati inseriti tiranti attivi, fondamentali per aumentare la capacità di contrasto alle spinte del terreno. La loro funzione è quella di mettere in tensione il sistema di contenimento, trasferendo le forze verso gli strati profondi e più stabili del versante. L’interazione tra micropali e tiranti ha consentito di trasformare un’area instabile in un sistema strutturalmente controllato, permettendo la successiva ricostruzione della viabilità.
Su questa base sono stati realizzati i nuovi muri di contenimento in cemento armato, successivamente rivestiti in pietra locale facciavista. Una scelta progettuale non solo tecnica, ma anche paesaggistica, finalizzata a ridurre l’impatto visivo delle opere e a garantire un migliore inserimento nel contesto naturale dell’Appennino. La finitura in pietra ha permesso di coniugare funzione strutturale ed estetica, restituendo al territorio un’infrastruttura più coerente con il paesaggio circostante.
Le lavorazioni sono state organizzate in sequenza continua: mentre una squadra completava i micropali, le altre intervenivano immediatamente con scavi, demolizioni controllate e preparazione delle strutture di contenimento. Un modello operativo necessario per rispettare tempi estremamente serrati e garantire la riapertura progressiva della viabilità.

Fondamentale anche l’impiego di rilievi digitali e modellazione del terreno, utilizzati per verificare volumi, pendenze e stabilità del versante, migliorando la precisione degli interventi e la gestione delle acque superficiali.
Così come importante avere un parco macchine aggiornato e efficiente, come conferma [Mirko Degl’innocenti], responsabile noleggio di WR57, che ci ha accompagnato in cantiere: “Il rapporto tra WR57 e Brizzi Costruzioni è un rapporto storico, costruito negli anni sul campo, cantiere dopo cantiere. Non è una relazione commerciale nel senso stretto del termine, ma una collaborazione tecnica continua, dove la fiducia si è consolidata attraverso la capacità di risolvere problemi concreti, spesso in tempi molto stretti”.

Mirko Degl’Innocenti

Mirko Degl’Innocenti, Responsabile noleggio di WR57
“Con Brizzi lavoriamo da tempo su una logica di servizio più che di semplice fornitura: sappiamo che quando chiamano c’è un’urgenza reale e dobbiamo garantire disponibilità immediata delle macchine, assistenza e continuità operativa. In cantieri come questo, anche un solo fermo macchina può compromettere la sequenza delle lavorazioni”.

Prosegue [Degl’innocenti]: “Il tema del service post-vendita, nel nostro settore, è centrale. Non si tratta solo di intervenire quando una macchina si ferma, ma di costruire un sistema di supporto continuo che includa manutenzione programmata, controllo delle flotte, gestione preventiva dei componenti usurabili e monitoraggio delle ore di lavoro. Oggi lavoriamo molto anche sulla telematica, che ci permette di anticipare i problemi prima che si trasformino in fermi macchina reali.
“Accanto al service classico, che comprende officina mobile, diagnosi elettronica in campo e ricambi sempre disponibili, abbiamo sviluppato negli anni anche servizi più evoluti legati al noleggio operativo, alla gestione delle flotte miste e al supporto tecnico diretto in cantiere. Questo è particolarmente importante nel movimento terra, dove le macchine lavorano in condizioni gravose e ogni ora di fermo ha un impatto immediato sull’avanzamento del lavoro”.

Un altro elemento chiave è la formazione degli operatori, che oggi fa parte a pieno titolo del concetto di service.

"Le macchine sono sempre più tecnologiche, e per sfruttarle al massimo serve un utilizzo corretto, consapevole e aggiornato. Anche su questo lavoriamo a stretto contatto con aziende come Brizzi, che hanno operatori molto esperti, ma anche giovani che entrano in cantiere e devono essere messi rapidamente in condizione di lavorare in sicurezza ed efficienza”.

“Oggi possiamo dire che la loro flotta Hitachi è una delle più complete e strutturate del territorio, e questo incide direttamente sulla produttività dei cantieri. Quando hai macchine affidabili e un parco omogeneo, tutto diventa più semplice: manutenzione, formazione operatori e soprattutto continuità di lavoro”.

Il nostro ruolo è quello di supportare questa organizzazione nel quotidiano, con assistenza rapida e una presenza costante sul territorio. È questo che fa la differenza in cantieri complessi come quello di Casteldelci.

Il cantiere si inserisce in un contesto territoriale delicato, dove la fragilità geologica e l’intensificarsi degli eventi climatici estremi rendono sempre più frequenti interventi di questo tipo. Un lavoro che richiede non solo mezzi adeguati e competenze tecniche, ma soprattutto capacità di adattamento e presenza costante sul territorio.

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