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Silenzio. Si scava!

Silenzio. Si scava!

È alba su una cantiere svizzero della Kibag: macchine in risonante avviamento, operai al loro caffè. Ma tra quel coro di rumori, l'escavatore elettrico Sany SY215E si distingue per una performance inaudita: silenzioso, senza  vibrazioni, senza fumi. Un escavatore da 23 tonnellate che lavora... quasi in punta di piedi. 

Il test, orchestrato da Multi Handling AG (partner svizzero di Putzmeister), non è solo un'esercitazione fine a se stessa: il SY215E affronta scavi, movimento terra e riciclo, al pari di un diesel, ma con impatto ambientale 'radicalmente diverso. L'obiettivo? Eliminare il consumo di gasolio, azzerare le emissioni di CO2 e mettersi sulla strada dell'edilizia zero-emissioni entro il 2050. 

Per l'operatore Roger Britt non serve chiederlo due volte: "La risposta alle leve è identica a un normale escavatore. Ma è la tranquillità che sorprende: niente rumore, niente puzza, solo lavoro!' E per i vicini, un salto in avanti: "Finally, peace and normal air," immaginereste dire.

Da sempre scettici, i clienti — racconta Theo van Horck di Putzmeister — temevano che "il modello elettrico non reggesse sul campo". Ma l'esperienza pratica ha ribaltato il pregiudizio: il SY215E va come un diesel e lo fa restando invisibile... o meglio, inaudibile. 

Il cuore silenzioso di questo gigante? Batterie lithium-iron-phosphate, sicure, resistenti (fino a 5000  cicli) ed ecologiche: niente cobalto, niente sensibilità al calore, solo energia affidabile. 

Oggi il Sany SY215E non è più una curiosità, ma prova tangibile che una cantiere silenzioso e a bassa impatto ambientale è possibile. Con performance potenti e impronta sonora quasi nulla, mette nero su bianco (o, meglio, bianco su verde) che "yes, electric works" anche sotto la paletta più pesante.