Sotto ai cofani del Liebherr R920 Compact batte un cuore italiano. La collaborazione fra Liebherr e Fiat Power Train è risaputa e investe riguarda le motorizzazioni più compatte. Si tratta ovviamente di un progetto calato in modo specifico sulle esigenze delle macchine movimento terra del costruttore tedesco con valori di coppia e potenza personalizzati. Così come il marchio del motore che, a tutti gli effetti, è riconosciuto come Liebherr D924 A7-04.
L'unità, stretta parente del Fiat Power Train N45, ha identici dati geometrici. Con un alesaggio di 104 mm e una corsa di 132 mm, la cilindrata è di 4,5 litri frazionata, ovviamente, su quattro cilindri. L'iniezione è demandata a un impianto Common Rail a controllo elettronico ad alta pressione. La turbina è a geometria fissa.
Le tecnologie utilizzate per ottemperare le prescrizioni Stage IV sono fra le più semplici del mercato e mirate alla massima efficienza nei consumi e alla minima manutenzione. Non vi è infatti EGR e DPF, con tutti i vantaggi del caso, e l'azione sui gas di scarico è demandata al solo SCR che si occupa della riduzione degli ossidi di azoto.
Il processo di combustione risulta così ottimizzato con l'eliminazione del particolato al di sotto dei limiti normativi in modo naturale grazie alle elevate temperature di funzionamento. Le dimensioni risultano decisamente vantaggiose per un escavatore compatto come l'R920 Compact: 1.049 mm di lunghezza, 816 mm di altezza e 687 mm di larghezza.
Un bell'aiuto per i progettisti.
Sull'R920 Compact la potenza è di 110 kW (150 CV) a 1.800 giri/min. La coppia è di 682 Nm a 1.400 giri/min. La capacità riconosciuta di Liebherr è di saper ottimizzare il comportamento globale di motore e pompe.
A molti sarà capitato di esaminare macchine che, sulla carta, sembrerebbero identiche in termini di componentistica e poi, sul campo, emergono evidenti discrepanze di consumi e produttività. Scelte progettuali differenti negli accoppiamenti fra organi complementari portano a queste differenze. Liebherr ha maturato una forte esperienza nello sviluppo di queste sinergie grazie alla propria lunga e apprezzata carriera di costruttore di componenti.
Con l'R920 Compact, così come con gli altri escavatori della propria gamma, vale lo stesso principio: accoppiamento snello fra motore e pompe, dimensionamento ottimale dei distributori per limitare al massimo le perdite di carico, accurato dimensionamento del motore idrostatico della ventola per assorbire meno potenza possibile.
Si tratta di accorgimenti in cui la visione a volo d'uccello su tutto l'escavatore risulta vincente piuttosto che l'accoppiamento di componenti sicuramente compatibili fra loro, ma con ampi margini di errore.
L'idraulica è infatti studiata per essere calata sulla macchina specifica grazie anche a una gestione elettronica che tiene conto degli effettivi parametri del singolo escavatore, evitando sbilanciamenti ed arrivando al dato, molto interessante, di un consumo medio che oscilla fra 8,00 e 10,00 litri/ora.