Il tema dell’elettrificazione del cantiere, soprattutto quando ci si riferisca alle macchine operatrici, è fonte di dibattito vivace e articolato in questi ultimi anni; la necessità doverosa di ridurre le emissioni inquinanti dei gas di scarico, ovviamente seguita prima dal settore auto, si è presto fatta sentire anche nella ricerca e sviluppo del settore delle costruzioni.
Praticamente tutte le case che producono macchine da cantiere, con più o meno convinzione, si sono attivate con importanti investimenti di ricerca e sviluppo per portare sul campo una (o più linee) di mezzi full elettric, con soluzioni differenti e risultati più o meno convincenti.
I primi "piccoli" pionieri
Il primo segmento operativo interessato, e quello che ha dato fino ad oggi i risultati più promettenti, è stato quello delle macchine compatte (essenzialmente miniescavatori, dumper compatti e altre piccole attrezzature), anche se bisogna ricordare che in molte grandi miniere del Pianeta si stanno già utilizzando con successo colossali dumper rigidi ad alimentazione elettrica.
La ricerca ha poi interessato anche le categorie di macchine di medie dimensioni, dagli escavatori alle pale gommate e alcuni produttori offrono ormai in ogni segmento tipologico uno o più modelli elettrici (alcuni si sono spinti, forse con troppo entusiasmo, a preconizzare gamme solo elettriche nei prossimi anni).
Fin qui la ricerca, ma il mercato dei clienti come sta accogliendo la proposta elettrica? Ci viene da dire con una notevole cautela, soprattutto quando si parla di mezzi di dimensioni generose. Il problema, ovviamente, è ancora il prezzo di acquisto che, in alcuni casi supera del doppio quello delle macchine endotermiche tradizionali, con impatti sulla redditività aziendalenon trascurabili (soprattutto quando mancano incentivi che aiutino le imprese all’acquisto).
Infine, nella scelta delle macchine elettriche conta, e molto, il tipo di applicazioneda svolgere; fondamentalmente per ora questi mezzi vengono utilizzati dove non se ne può fare a meno: ambienti chiusi, aree cittadine vicino a scuole e ospedali, ma anche applicazioni particolari come le cantine (dove la Co2 è vista come il male assoluto).
E questo ci porta al cantiere che vi facciamo vedere oggi e che può essere preso ad esempio per un processo virtuoso di inserimento delle macchine elettriche nel nostro segmento.
I protagonisti? Una piccola, ma sartoriale impresa di costruzione, un colosso della produzione di macchine da cantiere, un dealer attento all’innovazione e alla sperimentazione e ovviamente il mezzo elettrico: un midiescavatore short radius PC138E.
Rispettare chi lavora
Cominciamo da chi sta lavorando in cantiere; l’impresa che ha scelto il >>Komatsu<<PC138E è la >>Salvalaio Costruzioni<< di Padova; una scelta ponderata, proprio per dare un servizio di alta qualità ad un cliente storico, la >>Mirapack srl<< con il titolare [Matteo Magro], che opera nel settore degli imballaggi in tutta la zona del Triveneto.
Da sinistra: Nicola Salvalaio, Matteo Magro e Fabio Magro di Mirapack, Renato Salvalaio e Walter Artusi di Mirapack
La richiesta della Committenza era semplice; siccome l’intervento di ristrutturazione si doveva effettuare in capannoni chiusi e dato che la produzione nelle aree vicine non poteva interrompersi, occorreva limitare al massimo le emissioni inquinanti per la salute dei lavoratori dell’azienda.
In passato l’impresa Salvalaio avrebbe cercato di lavorare durante i periodi di fermo dell’attività, allungando i tempi di realizzazione (e con un grande sacrificio personale, fattore questo che non spaventa i titolari dell’azienda), ma, scegliendo il PC138E ha azzerato le emissioni inquinanti, riducendo anche la rumorosità del cantiere (il motore elettrico non fa praticamente rumore).
Una scelta intelligente, soprattutto perché il midiescavatore è stato noleggiato, in modo da non caricare l’impresa di costi fissi; e qui entra in campo il secondo attore (il terzo in verità, dato che Komatsu l’abbiamo già citata), la >>Varini srl<<, importatore del marchio giapponese per il Nord-Est.
Varini ha scelto di investire nell’innovazione, inserendo nella propria flotta a noleggio il PC138E, di fatto la prima macchina di questo tipo in Italia, facendolo arrivare direttamente dal Giappone e contando sulla presenza, per eventuali esigenze di assistenza tecnica dello stabilimento di Este, una punta di diamante nella galassia produttiva internazionale di Komatsu.
Una scelta win-win
Avere un mezzo di questo tipo a noleggio consentirà alle imprese di sperimentare la tecnologia elettrica, senza, appunto, acquistare la macchina; una scelta win-win insomma e un esempio senza dubbio da imitare.
Tra l’altro il PC138E è stato messo a dura prova da Salvalaio Costruzioni, dato che è stato utilizzato per demolire una platea di fondazione di una porzione dello stabilimento produttivo, in vista dell’installazione e della revisione delle linee di produzione. Un’attività quindi più esigente del semplice scavo, anche in fatto di consumo delle batterie del midiescavatore (utilizzato anche per il carico dei detriti sugli autocarri).
Tradizione e innovazione
In cantiere abbiamo incontrato i due dei titolari (padre e figlio) della Savalaio Costruzioni, [Renato] e [Nicola] e abbiamo chiesto a [Nicola] le impressioni operative sul PC138E, non prima però di aver voluto conoscere qualcosa in più sulla loro impresa.
Nicola Salvalaio
Nicola Salvalaio, uno dei titolari della Savalaio Costruzioni
“La Salvalaio Costruzioni è un impresa orgogliosamente a tradizione famigliare” ci spiega [Nicola] che continua “è nata nel 1959 quando mio nonno [Dino] Salvalaio e i suoi fratelli iniziarono l’attività, occupandosi fin da subito di costruzioni civili. Con l’avvento della seconda generazione di imprenditori, rappresentata da mio padre [Renato], l’azienda ha coltivato la propria specializzazione, realizzando abitazioni chiavi in mano e fornendo servizi di alta qualità a una selezionata e esigente clientela industriale, come dimostra il cantiere in cui ci troviamo, non trascurando mai l'importante segmento di mercato della costruzione conto terzi".
"Lavoriamo essenzialmente in provincia di Padova e siamo orgogliosi di aver mantenuto, in oltre 65 anni di attività (e con il passare di tre generazioni) la stessa passione per il servizio verso i nostri clienti e per la qualità di quello che realizziamo, fatto per durare nel tempo”.
Ed è proprio in quest’ottica di servizio che abbiamo scelto di mettere al lavoro il Komatsu PC138E noleggiato da Varini; la macchina ci consente di azzerare le nostre emissioni in cantiere, assicurando la Committenza che è certa che la nostra attività non avrà impatti negativi sui propri dipendenti.
“Il cantiere ha alcune criticità; oltre a essere in ambiente chiuso, gli spazi sono particolarmente ridotti ed è anche questo un fattore che ci ha spinto a scegliere il midiescavatore di Komatsu, una macchina compatta, ma con la giusta potenza per concludere nei tempi previsti le opere di demolizione e di rifacimento delle platee in calcestruzzo”.
“Devo dire che la macchina elettrica ha notevoli prestazioni e, una volta presa la mano (è più reattiva dell’escavatore tradizionale), fa tutto quello che deve. L’alimentazione in questo cantiere non è un problema, dato che abbiamo a disposizione un punto di ricarica proprio sul cantiere”.
”Anche quando si usa il martello, che richiede maggiore potenza rispetto alle normali operazioni di movimentazione delle macerie, non mi è mai capitato di dover interrompere l’attività per ricaricare il mezzo. Semplicemente occorre organizzare il lavoro in modo da ricaricarlo durante le pause o a fine giornata e non ci sono problemi".
"Per questo tipo di lavorazioni, una macchina elettrica come questa è destinata a essere l’unica opzione, in futuro, e soprattutto per clienti esigenti come quello proprietario dello stabilimento in cui lavoriamo oggi. E la carta del noleggio è sicuramente, almeno per aziende famigliari come la nostra, quella vincente per poter garantire il mezzo giusto al momento giusto”.
Devis Varini
Devis Varini, Amministratore delegato della Varini srl
[Devis Varini], titolare della Varini srl ci conferma che la scelta di mettere il PC138E a noleggio è strategica e non solo tattica: “Come Varini siamo da sempre attenti sia all’innovazione tecnologica sia alla riduzione dell’impatto ambientale delle nostre attività; inserendo in flotta noleggio il midiescavatore PC138E, un gioiello tecnologico per ora disponibile in Italia solo nella nostra offerta, siamo riusciti a far convivere entrambi gli obiettivi: mettiamo a disposizione degli imprenditori un mezzo che non inquina e che rappresenta quanto di meglio Komatsu può dare in termini di innovazione tecnologica. Il PC138E tra l’altro è un midi a ingombro di rotazione ridotto che sposa completamente i criteri di produttività e comfort che contraddistinguono le gamme Komatsu più recenti”.
Una macchina di cui andiamo orgogliosi e che vogliamo che i clienti imparino a conoscere per fruirne al meglio. E il noleggio è la carta giusta da giocare in questo senso.
Full electric, ma non solo
Con il nuovo PC138E-11, Komatsu ha deciso che il cantiere del futuro non deve più puzzare di gasolio né rumoreggiare a ogni affondo di benna. Parliamo di un escavatore full electric da 15 tonnellate, con cui casa giapponese porta nei cantieri un mix di efficienza e silenzio che sembra uscito da un manuale zen.
La macchina è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 225,6 kWh, sviluppata con Proterra, in grado di garantire fino a sei ore di lavoro continuo, anche in condizioni di lavoro gravose. Il tempo di ricarica varia dalle 4 (80%) alle 6 ore (ricarica piena) con sistemi fast-charge: un pieno di elettroni per una giornata di scavi senza emissioni. Il cuore pulsante è raffreddato da un sistema integrato che mantiene stabile la temperatura, prolungando la vita del pacco batterie e riducendo i fermi macchina.
Dal punto di vista operativo, il PC138E-11 mantiene quasi le stesse dimensioni compatte del fratello diesel: raggio di rotazioneposteriore ridotto a 1.83 m (invece dei 1,48 m dell’endotermico), larghezza di 2,49 m, e un peso operativo che si aggira sui 15.100 kg.
Caratteristiche che lo rendono l’arma perfetta per i cantieri urbani o i lavori in spazi stretti, dove serve forza ma anche agilità. La benna standard raggiunge una capacità di 0,72 m³, con forze di strappo di 9.450 kgf: dati che fanno capire come “elettrico” non significhi affatto “fiacco”.
Ma la vera chicca è la predisposizione al digitale. Il PC138E-11 può essere equipaggiato con il sistema Smart Construction 3D Machine Guidance, che trasforma ogni scavo in un’operazione chirurgica, riducendo errori, consumi e stress dell’operatore. È la prova che il “movimento terra digitale” non è più un miraggio, ma una prassi che accelera cantieri e migliora la qualità delle opere.
Komatsu non si nasconde: questo modello è ancora una “prima” per testare la risposta del mercato europeo. Per questo è disponibile soprattutto a noleggio, così da abbattere diffidenze e permettere alle imprese di toccare con mano i vantaggi reali: meno rumore, meno manutenzione, comfort superiore in cabina (con vibrazioni ridotte e climatizzazione ottimizzata).
E poi c’è la visione a lungo termine: entro il 2050 Komatsu vuole arrivare a una carbon neutrality completa. Il PC138E-11, quarto modello elettrico già operativo dopo le esperienze in Giappone, è la prova concreta che l’evoluzione è iniziata. In poche parole: un escavatore che scava davvero, ma che nessuno sente arrivare.