Ci sono macchine che diventano interessanti perché fanno di più. E altre che riescono a fare quasi le stesse cose occupando molto meno spazio.
Il
>>Komatsu<< PW75MR-5 appartiene decisamente alla seconda categoria.
A prima vista la ricetta sembra semplice: prendere le caratteristiche che rendono interessante un
escavatore gommato — mobilità, velocità negli spostamenti, capacità di lavorare senza massacrare ogni superficie che incontra — e comprimerle dentro una macchina da
circa 7,5 tonnellate.
Peccato che fare un buon gommato compatto sia parecchio meno facile che raccontarlo.
Perché togliere centimetri e tonnellate significa dover fare i conti con stabilità, capacità idraulica, manovrabilità, comfort e possibilità di utilizzare attrezzature. E se alla fine rimane soltanto un piccolo escavatore con quattro pneumatici, tanto valeva lasciargli i cingoli.
Komatsu sembra aver affrontato il problema partendo invece dall'
utilizzo reale.
Presentato inizialmente come prototipo a
Bauma 2025 e arrivato alla versione di produzione nel 2026, il PW75MR-5 estende la gamma dei midi gommati Komatsu verso il basso:
6,75-8,06 t di peso operativo, 49 kW di potenza e benna fino a 0,20 m³, contro le oltre 10 t del PW98MR-11.
E lo fa con una domanda abbastanza chiara in testa: quanto può diventare produttivo un escavatore se riesce ad arrivare e muoversi dove normalmente un gommato tradizionale comincia a sentirsi stretto?
Due metri possono bastare
Partiamo dal dato che probabilmente racconta meglio la macchina:
2 metri di larghezza.
Non moltissimi per un escavatore gommato; ma la larghezza da sola conta relativamente poco se poi, alla prima curva, serve mezzo piazzale per
cambiare direzione. Ed è qui che Komatsu ha giocato una delle carte più interessanti del PW75MR-5: le
quattro ruote sterzanti sono di serie, così come la possibilità di utilizzare la sterzatura a granchio.
Con
tutte le ruote sterzanti, il raggio di svolta dichiarato è nell'ordine dei
3,3 metri, praticamente la metà rispetto alla configurazione con il solo assale anteriore sterzante. La velocità massima arriva invece a circa
30 km/h.
E improvvisamente quei
2 metri di larghezza iniziano ad avere un significato molto più interessante.
Sottoservizi urbani, manutenzione stradale, posa delle reti, sistemazioni esterne, lavori comunali, verde, piccoli cantieri infrastrutturali: tutti ambienti nei quali la produttività non dipende soltanto dalla quantità di terra che entra nella benna.
Dipende anche da quanto
tempo si perde per spostarsi.
Quando la mobilità diventa produttività
Un gommato capace di uscire rapidamente dalla zona di scavo, riposizionarsi, muoversi lateralmente, lavorare lungo una carreggiata e passare da un'area operativa all'altra senza richiedere ogni volta trasporto o complicate manovre può trasformare la mobilità in produttività.
Ed è probabilmente questa la vera ragione d'essere del PW75MR-5.
Non chiamatelo mini con le ruote
Il rischio, guardando il peso, è considerarlo una specie di miniescavatore cresciuto con gli pneumatici. Sarebbe riduttivo.
Sotto il cofano lavora un
Komatsu Stage V da 49 kW, mentre il progetto introduce una nuova architettura della trasmissione e dell'idraulica. La caratteristica più interessante è la separazione tra il circuito dedicato alla traslazione e quello destinato al lavoro.
Lavorare in movimento, senza conflitti
Tradotto dal linguaggio delle brochure a quello del cantiere: mentre la macchina si muove, l'operatore dovrebbe poter continuare a utilizzare l'attrezzatura senza trovarsi a litigare con un circuito idraulico che improvvisamente deve decidere se mandare olio alle ruote oppure al braccio.
Può sembrare un dettaglio. Invece, su una macchina destinata a lavorare frequentemente
in movimento, dettaglio non è.
Pensiamo alla pulizia di una banchina, alla profilatura di una scarpata, alla movimentazione di materiale lungo una strada, all'utilizzo di una trincia o semplicemente alla necessità di accompagnare con precisione l'attrezzatura mentre l'escavatore avanza.
Qui l'
indipendenza dell'idraulica di traslazione inizia a diventare uno dei
veri argomenti del progetto.
Le ruote servono anche quando il terreno peggiora
Naturalmente pneumatico non significa automaticamente asfalto. Komatsu ha previsto il
blocco dell'oscillazione dell'assale e i
bloccaggi dei differenziali, pensati per aumentare stabilità e capacità di trazione quando il terreno smette di essere educato.
Non significa trasformare il PW75MR-5 in un cingolato. E sarebbe sbagliato aspettarselo.
Significa piuttosto
ampliare quella fascia di terreno nella quale un gommato compatto può continuare a lavorare senza perdere troppo rapidamente i vantaggi della propria mobilità.
Anche perché una macchina di questo tipo deve vivere inevitabilmente di
compromessi intelligenti: essere abbastanza compatta per lavorare in città, sufficientemente stabile per scavare e sollevare e abbastanza mobile da giustificare la scelta delle ruote.
Se uno di questi tre elementi viene meno, il gioco diventa molto meno interessante.
Porta-attrezzi cercasi
È però sul fronte delle attrezzature che il PW75MR-5 potrebbe diventare
particolarmente interessante per il mercato italiano.
Perché un escavatore compatto che si muove velocemente tra lavorazioni differenti ha senso soprattutto se non viene condannato a passare la giornata con la stessa benna attaccata al braccio.
Il nuovo Komatsu può essere equipaggiato con
Tool Control, integrato nelle due linee idrauliche ausiliarie, ed è predisposto per l'installazione del
tiltrotator.
La versatilità passa dalle attrezzature
Questo cambia parecchio la prospettiva: benne di scavo e pulizia, pinze, trince, piastre compattatrici, martelli, attrezzature per sottoservizi possono trasformare un escavatore compatto in una piattaforma operativa molto più trasversale.
Ed è qui che i
conti diventano interessanti, perché se compro una macchina da
7,5 tonnellate soltanto per scavare una trincea, posso trovare
moltissime alternative.
Se invece quella stessa macchina può scavare, movimentare, profilare, compattare, pulire, caricare e spostarsi autonomamente tra lavorazioni differenti, il parametro da valutare non è più soltanto il costo d'acquisto.
Diventa
quante ore produttive riesco a farle fare ogni giorno.
Quattro ruote e un tiltrotator
L'abbinamento con un tiltrotator merita qualche parola in più. Su un escavatore nato per lavorare in spazi ristretti, poter inclinare e ruotare l'attrezzatura senza riposizionare continuamente l'intera macchina non è soltanto una raffinatezza tecnica.
È quasi la
naturale prosecuzione del progetto. Quattro ruote sterzanti riducono le manovre quando bisogna muovere la macchina; il tiltrotator può ridurle quando bisogna muovere la benna.
Messe assieme, le due cose puntano nella stessa direzione:
fare più lavoro mantenendo il mezzo il più possibile dove si trova.
Nei cantieri urbani, dove intorno allo scavo spesso ci sono traffico, recinzioni, tubazioni, marciapiedi, edifici e almeno tre persone che vorrebbero contemporaneamente passare esattamente dove stai lavorando, non è un vantaggio secondario.
Dentro non sembra una macchina sacrificata
La compattezza non ha portato Komatsu a semplificare eccessivamente il
posto operatore.
La nuova cabina utilizza un
touchscreen HD da 7 pollici, con interfaccia disponibile in
26 lingue. Ci sono controllo della marcia lenta, cruise control, radio DAB+ con Bluetooth e, tra gli optional, un sedile comfort di livello superiore.
Modalità avanzamento lento
La modalità di avanzamento lento è particolarmente coerente con la filosofia della macchina: permette di controllare con precisione gli spostamenti a bassa velocità mentre si lavora.
Di nuovo, il punto non è riempire la cabina di elettronica.
È permettere a un gommato compatto di sfruttare meglio proprio ciò che lo distingue da un cingolato: la capacità di
lavorare e muoversi quasi contemporaneamente.
Il concorrente più pericoloso? Un mini
La collocazione del PW75MR-5 è interessante anche perché il suo vero concorrente non sarà necessariamente un altro escavatore gommato.
Potrebbe essere un
cingolato compatto. Soprattutto in Italia, dove nella fascia 6-8 tonnellate il mini/midi cingolato rappresenta una scelta ormai naturale per moltissime imprese.
E allora la domanda diventa: perché comprare il Komatsu? La risposta non può essere “perché ha le ruote”.
Deve esserci un cantiere che
sfrutti realmente quelle ruote.
Se la macchina passa tutta la propria vita ferma nello stesso scavo, su terreno difficile, probabilmente il vantaggio si riduce. Ma quando il lavoro richiede
spostamenti frequenti, interventi su superfici pavimentate, più lavorazioni nella stessa giornata e uso intensivo delle attrezzature, il confronto cambia radicalmente.
Lì il PW75MR-5 può giocarsi le proprie carte.
Anche il trasporto conta
Komatsu insiste molto anche sulla facilità di trasferimento fra cantieri. Nella configurazione utilizzata per il lancio la macchina rimane sotto le
7,5 tonnellate, anche se la scheda tecnica completa indica un intervallo operativo che, a seconda degli allestimenti, arriva fino a
8,06 tonnellate.
È una distinzione importante.
Non esiste quindi “il” peso del PW75MR-5 indipendentemente dalla configurazione: stabilizzatori, lama, attacco rapido, tiltrotator e altre dotazioni incidono inevitabilmente sulla massa finale.
Ma resta una macchina che si
posiziona nettamente sotto i gommati tradizionali Komatsu, e questo rende più semplice organizzare trasferimenti e logistica. Per chi lavora ogni giorno su più piccoli cantieri, anche questo è produttività.
Il gommato cambia mestiere
Il PW75MR-5 era stato mostrato come prototipo a Bauma 2025. La versione definitiva è arrivata a
GaLaBau 2026, manifestazione che non è stata scelta casualmente: verde, manutenzione urbana e sistemazione degli spazi aperti sono esattamente alcuni dei settori nei quali una macchina compatta, veloce e multiattrezzatura può trovare terreno fertile.
[Alex Visentin], Product Manager di Komatsu Europe, ha spiegato che il modello nasce direttamente dalla
richiesta dei clienti di combinare prestazioni, agilità ed efficienza in cantieri sempre più congestionati.
Ed è probabilmente questa la chiave giusta per leggerlo: non un escavatore gommato reso semplicemente più piccolo.
Piuttosto il tentativo di utilizzare la compattezza per
allargare il campo d'impiego del gommato verso lavori nei quali fino a oggi la scelta di un cingolato era quasi automatica.
La nostra impressione
Sulla carta, il nuovo
PW75MR-5 è una di quelle macchine che ci piacciono perché non prova a vincere la gara dei numeri più grossi.
Fa l’opposto: riduce dimensioni e peso e cerca di trasformare quello spazio risparmiato in libertà operativa.
I
2 metri di larghezza, le quattro ruote sterzanti, la marcia a granchio e il raggio di svolta contenuto gli permettono di arrivare dove un gommato più grande comincia a diventare ingombrante. L'idraulica indipendente per la traslazione e la predisposizione per tiltrotator e attrezzature cercano invece di evitare che questa agilità venga pagata con una macchina troppo semplice.
Naturalmente la prova vera sarà il cantiere.
Bisognerà
capire stabilità nelle configurazioni più complete, comportamento con
attrezzature pesanti,
consumi reali,
capacità di sollevamento e soprattutto quanto quella
straordinaria manovrabilità riesca a tradursi in ore effettivamente risparmiate.
Ma l'idea di partenza è convincente.
Perché il PW75MR-5 sembra progettato attorno a una considerazione molto semplice:
in molti cantieri moderni non serve necessariamente una macchina più grande. Serve una macchina che perda meno tempo.
E se quei due metri di larghezza riusciranno davvero a trasformarsi in più lavoro durante la giornata, allora Komatsu potrebbe aver trovato uno spazio parecchio interessante tra il midi cingolato e l'escavatore gommato tradizionale.