Ci sono cambi di marchio che si esauriscono nella sostituzione di un'insegna. E ce ne sono altri che raccontano qualcosa di più: il modo in cui un concessionario legge il proprio mercato, immagina il futuro e prova a mantenere intatta una relazione costruita in decenni di lavoro.
Invitati da >>Macchine Edili Repetto<< e >>Cimertex Italia<< all'open house organizzata il 2 e 3 ottobre a Tortona, noi di goWEM! abbiamo trovato soprattutto questo. L'evento segnava infatti uno dei primi momenti pubblici (dopo il Samoter 2026) del nuovo percorso dell'azienda genovese come concessionario Komatsu, marchio entrato recentemente nel portafoglio Repetto al posto di un altro brand del settore. La stessa azienda aveva presentato le giornate di Tortona come l'occasione per inaugurare ufficialmente il nuovo corso, permettendo ai clienti di provare le macchine direttamente sul campo.
Un passaggio importante per una realtà che rimane profondamente ligure per origine, cultura aziendale e presenza, ma che nel movimento terra deve contemporaneamente confrontarsi con l'Alessandrino: un territorio differente per morfologia, applicazioni e tipologia di clientela. Un tema tutt'altro che secondario quando il lavoro del concessionario consiste proprio nel capire quale macchina serva, a chi e dove.
A Tortona erano disponibili 13 macchine Komatsu in prova, inserite in un campo più ampio che comprendeva anche prodotti degli altri marchi distribuiti da Repetto, tra cui Wirtgen e Dieci. Nel complesso, contando macchine e attrezzature, in campo a Tortona c’erano quarantina di unità, la maggior parte disponibili per una prova.
Un open house, quindi. Ma soprattutto l'occasione per raccontare un'azienda che ha attraversato più di un secolo di edilizia italiana senza perdere una caratteristica difficile da mettere in una scheda tecnica: la capacità di stare davanti al cliente e cercare di capire davvero cosa gli serve.
Dal 1913, senza scorciatoie
Per raccontare Macchine Edili Repetto bisogna andare parecchio indietro.
“Si parte nel 1913 con mio nonno [Luigi]”, racconta [Aldo Arecco]. [Luigi Repetto] era un costruttore di macchine per l'edilizia e, ricorda [Arecco], fu tra i pionieri italiani nello sviluppo dei montacarichi elettrici.
Aldo Arecco
Aldo Arecco, Titolare di Macchine Edili Repetto
La storia familiare si intreccia quasi subito con quella industriale. Il padre di [Aldo] conosce la futura moglie proprio perché fornisce motori elettrici all'azienda Repetto e nel 1955 entra direttamente nell'attività. [Aldo] arriverà invece all'inizio degli anni Settanta: “Dopo il diploma di ragioneria, il militare e un anno di università ‘buttato via’ (sorride [Arecco], ndr), nel 1971 ho iniziato a lavorare Poco dopo mi ha raggiunto in azienda mio fratello [Roberto], dopo aver conseguito la laurea in ingegneria. Insieme abbiamo guidato la Repetto, accompagnandone la crescita e preparando il terreno per l'ingresso della nuova generazione”.
Evolvere senza perdere le origini
Nel frattempo l'azienda cambia pelle. Dalla costruzione diretta di macchinari passa progressivamente al commercio, allargando prodotti e servizi senza abbandonare quel legame con il cantiere dal quale era partita.
La storia raccontata da [Arecco] trova conferma anche nel Registro nazionale delle imprese storiche di Unioncamere, che indica il 1913 come anno di avvio dell'attività a Genova e [Luigi Repetto] come fondatore.
Oggi quella storia è arrivata alla quarta generazione, come spiega [Arecco]: “Ci sono le mie due figlie, i due figli e la figlia di mio fratello [Roberto] che ci ha lasciato da poco. Sono cinque cugini”.
Gestire continuità e passaggio generazionale non significa però limitarsi a consegnare le chiavi.
“Cinque teste rendono gli equilibri non difficili, ma complessi”, sorride [Arecco]. E quando gli chiediamo quale sia ormai il suo ruolo in azienda trova una definizione che vale più di un organigramma non ha dubbi: “Il garante. Voglio fare il garante che tutto funzioni come si deve”.
Vecchia scuola, appunto. Ma senza nostalgia.
Dal trapano all'escavatore
Anche la struttura dell'azienda racconta questa evoluzione: “La nostra attività è su più fronti", spiega [Arecco]. “Vendiamo attrezzature, praticamente dal trapano alla cazzuola, macchine per l'edilizia, ascensori da cantiere e naturalmente movimento terra”.
A questo si aggiungono due officine, una dedicata alle macchine movimento terra e l'altra alle attrezzature e alle macchine per l'edilizia, il noleggio e, più recentemente, un'attività sviluppata anche nel mondo degli infissi e delle finiture.
Non è la fotografia di un concessionario movimento terra puro. Ed è forse proprio questo uno degli elementi interessanti di Repetto: vedere l'impresa di costruzioni da angolazioni differenti, dalla piccola attrezzatura fino alla macchina operatrice.
Il sito aziendale continua a presentare vendita, noleggio, assistenza e formazione come i principali pilastri dell'attività, con le strutture operative di Genova Bolzaneto e Rivarolo.
Ma il passaggio a Komatsu segna chiaramente la volontà di rafforzare proprio il movimento terra.
Perché Komatsu e Cimertex
[Arecco] non gira troppo intorno alle ragioni del cambio: “Eravamo concessionari di un altro marchio per Genova, Savona, Imperia e Alessandria. Quest'anno siamo passati a Komatsu e ne siamo soddisfatti”.
La scelta nasce da una lettura del mercato, come sottolinea [Arecco]: “Questo cambiamento l'abbiamo voluto perché, secondo noi, il mercato si sta trasformando velocemente. Abbiamo scelto un marchio che segue quella trasformazione (o sarebbe meglio dire l’anticipa) e che si riconosce fortemente nel movimento terra”.
Non è una bocciatura della storia precedente, quanto la ricerca di una gamma che permetta a Repetto di spingersi più in profondità in un settore nel quale l'azienda vuole crescere.
Ed è proprio la profondità di gamma uno degli aspetti sui quali [Arecco] insiste parlando del nuovo rapporto con Cimertex.
“Abbiamo trovato persone che ci stanno veramente vicino e ci stanno aiutando moltissimo. Prima eravamo preparati soprattutto sulle macchine fino a una certa dimensione; salendo avevamo bisogno di crescere. Cimertex ci garantisce una consulenza di altissimo profilo e ci accompagna in un processo di crescita che sono convinto ci darà davvero molte soddisfazioni”.
Un affiancamento importante quando si passa dalle utility alle macchine più grandi e quando cambiano anche applicazioni e interlocutori.
“Il Komatsu PC138, per esempio, è una bellissima macchina, versatile e della dimensione giusta. Nelle zone che seguiamo in Liguria, macchine come il PC138 e il PC170 hanno molto senso; salendo verso il PC210 e il PC220 entri già in applicazioni che trovi più facilmente nell'Alessandrino".
Liguria e Alessandrino: pochi chilometri, mondi diversi
È proprio qui che emerge una delle caratteristiche più interessanti di Macchine Edili Repetto.
Genova è ‘casa’. Ma pochi chilometri oltre l'Appennino il mercato cambia rapidamente e va trattato sempre con grande rispetto: “Il Tortonese è diverso dal Casalese, Acqui e Gavi sono ancora differenti. Il mondo verso il mare è completamente diverso da quello verso la montagna”, osserva [Arecco].
E aggiunge una considerazione che sembra quasi una battuta, ma che descrive bene il mestiere di concessionario: “Ogni provincia, ogni valle ha la sua particolarità. Alla fine devi essere un po' psicologo”.
In Liguria pesano urbanizzazione, spazi ridotti e cantieri nei quali compattezza e versatilità diventano essenziali. Nell'Alessandrino crescono invece le opportunità per escavatori di classe superiore, cave e lavori con cicli più propriamente movimento terra.
Non esiste quindi una gamma giusta in assoluto. Esiste, invece, una gamma sufficientemente ampia da permettere al dealer di trovare la macchina corretta per territori che, pur confinanti, possono chiedere cose profondamente diverse.
Ed è esattamente qui che il binomio fra una rete locale e un OEM globale acquista senso.
Cimertex: presidiare i territori
Il nuovo rapporto con Macchine Edili Repetto rientra in un percorso più ampio di Cimertex Italia: costruire una presenza sempre più capillare nella propria area attraverso filiali dirette e concessionari capaci di conoscere realmente i territori, le imprese e le applicazioni.
È un punto sul quale [Andrea Manghi], general manager di Cimertex Italia, insiste molto. “Le aree di Bologna, Milano e Torino le seguiamo direttamente con le nostre filiali. Nelle altre province abbiamo conservato concessionari storici e ne abbiamo aggiunti altri in base al territorio disponibile e alla loro capacità di coprirlo”.
Andrea Manghi
Andrea Manghi, General manager di Cimertex Italia
Una logica nella quale la copertura non coincide semplicemente con la presenza di un punto vendita sulla carta. Per Cimertex significa mettere il cliente nella condizione di trovare vicino a sé competenze commerciali e, soprattutto, un'assistenza capace di accompagnare la macchina dopo la consegna.
L'ingresso di Macchine Edili Repetto nella rete Komatsu trova qui una particolare coerenza. L'azienda porta con sé la conoscenza della Liguria maturata in oltre un secolo di attività, ma anche quella di un territorio differente come l'Alessandrino. Cimertex aggiunge invece il supporto di una struttura più ampia, la profondità della gamma Komatsu e competenze che diventano particolarmente importanti quando si sale di classe dimensionale o aumenta il contenuto tecnologico della macchina.
“È importante avere a fianco una rete assistenziale che permetta di procedere con una corretta consegna della macchina e con il suo settaggio, ma poi anche seguirla durante tutto il percorso di utilizzo”, sottolinea [Manghi].
È proprio nel postvendita, quindi, che l'abbinamento tra struttura centrale e concessionario locale acquista una parte sostanziale del proprio valore. Repetto mantiene il contatto quotidiano con l'utilizzatore e la conoscenza del territorio; alle sue spalle Cimertex può mettere competenze tecniche, logistica, disponibilità delle macchine e supporto alla rete.
Per [Manghi], del resto, il mercato sta progressivamente chiedendo proprio questo. Non più soltanto un fornitore capace di vendere una macchina, ma un interlocutore che sappia rispondere quando quella macchina deve produrre.
“Noi abbiamo una classificazione molto semplice: consideriamo di livello più alto un fornitore che riesce a rispondere entro 24 ore, sia commercialmente sia nell'assistenza. Il livello successivo è entro le 48 ore. Noi puntiamo a stare nelle prime due fasce, meglio nella prima".
Un obiettivo che Cimertex prova a trasformare in standard operativo.
La prossimità diventa così qualcosa di molto concreto: tempo di risposta, disponibilità del ricambio, capacità di diagnosi e continuità operativa.
E assume ancora più importanza con l'aumento del contenuto tecnologico delle macchine. “Vediamo che le nuove tecnologie penetrano maggiormente dove la forza vendita ha un approccio consulenziale, più concreto. Se metti a disposizione macchine in prova o a noleggio e il venditore porta l'argomento sul tavolo, la possibilità di toccare la tecnologia con mano chiude il cerchio con il cliente”.
Per Macchine Edili Repetto significa quindi poter affrontare il nuovo corso Komatsu conservando ciò che costituisce storicamente uno dei suoi punti di forza — il rapporto diretto con il cliente — ma aggiungendo alle proprie spalle una struttura capace di sostenerlo anche quando prodotto, elettronica e assistenza diventano più complessi.
È, in fondo, la stessa idea di territorio vista da due prospettive complementari: Repetto conosce chi utilizza la macchina e dove dovrà lavorare; Cimertex deve fare in modo che dietro quella macchina ci siano prodotto, ricambi, competenze e tempi di risposta adeguati.
Perché, come sintetizza [Manghi], “alla fine bisogna parlare di servizi”.
Intelligent, nuova generazione
Uno degli esempi più evidenti è il nuovo Komatsu PC220NLCi-12, versione a carro stretto del cingolato di nuova generazione, equipaggiata con intelligent Machine Control 3.0.
Non si tratta più semplicemente di impedire alla benna di oltrepassare una superficie digitale.
Il sistema mette a disposizione funzioni come 3D Boundary, rotazione automatica, Swing To Line, Travel Along Line, gestione integrata del tiltrotator e pesatura avanzata, collegando inoltre la macchina all'ecosistema Smart Construction. Il PC220LCi/NLCi-12 sviluppa 129 kW e si colloca, a seconda della configurazione, tra 24,1 e 24,9 tonnellate operative.
È una macchina significativa anche per il mercato italiano: Komatsu l'ha scelta nel 2026 per portare la nuova generazione iMC 3.0 sulla versione NLC, particolarmente interessante dove la larghezza di trasporto costituisce un parametro operativo importante.
La stessa evoluzione sta arrivando sui dozer.
Nel 2026 Komatsu ha presentato la nuova generazione delle proprie macchine da spinta, con il D61EX(i)/PX(i)-25 chiamato ad aprire il rinnovamento della gamma idrostatica e una nuova generazione del sistema intelligent Machine Control 3.0.
Per Manghi è proprio questo uno dei punti sui quali prodotto e rete devono incontrarsi: tecnologie sempre più evolute hanno bisogno di un concessionario capace non soltanto di venderle, ma di spiegarle, dimostrarle e accompagnarne l'utilizzo.
Un open house con le macchine in campo serve anche a questo.
Tredici Komatsu da provare
A Tortona la teoria lasciava quindi spazio ai motori e ai cingoli; le 13 Komatsu disponibili per le prove rappresentavano il cuore del nuovo corso Repetto, ma non erano sole. Intorno c'era il resto del mondo costruito negli anni dall'azienda genovese, con macchine e attrezzature di altri marchi distribuiti, tra cui Wirtgen e Dieci, oltre alle attrezzature specialistiche presenti nel campo prova.
“Tra macchine e attrezzature saremo stati intorno alla quarantina”, sintetizza [Arecco].
Ed è significativo che l'open house non sia stato costruito esclusivamente intorno al nuovo marchio, perché il lavoro reale raramente appartiene a un solo costruttore. Un'impresa combina escavatore, sollevatore telescopico, macchina stradale e attrezzatura sulla base del lavoro che deve svolgere. Il compito del dealer è tenere insieme questi mondi.
Repetto, del resto, ha affiancato negli ultimi anni alla propria attività storica anche marchi capaci di portarla più direttamente dentro il movimento terra e nelle applicazioni stradali, ampliando progressivamente il raggio d'azione rispetto all'edilizia tradizionale.
Capire cosa vuole il cliente
Alla fine dell'intervista chiediamo ad [Arecco] quale sia, dopo 54 anni di esperienza, la parte del lavoro che continua a piacergli di più. La risposta arriva senza parlare di fatturato, quote di mercato o macchine: “Quello che mi piace è riuscire a capire quello che il cliente vuole. Quello che vuole e come lo vuole".
È probabilmente la frase che racconta meglio l'intera giornata.
“Quando sei davanti al cliente e riesci ad intuire i suoi bisogni raggiungi il massimo risultato: un risultato che può essere raggiunto solo con il giusto mix di intuito, esperienza e preparazione tecnica”, aggiunge.
Vecchia scuola significa anche questo.
Non rifiutare il cambiamento, ma avere abbastanza esperienza da capire quali cambiamenti abbiano davvero valore per chi lavora. Una caratteristica che emerge anche quando [Arecco] parla dei clienti in difficoltà: dietro al rapporto commerciale rimane una relazione personale, nella quale dialogo e fiducia possono contare quanto le condizioni scritte su un contratto.
Ed è un modo di lavorare che spiega perché, dopo tre generazioni, Macchine Edili Repetto continui a cercare il proprio spazio senza rinnegare le proprie radici.
Continuità, nel cambiamento
Il passaggio a Komatsu potrebbe sembrare, visto dall'esterno, una discontinuità; in realtà la giornata di Tortona suggeriva quasi il contrario.
Cambia il marchio principale del movimento terra, cresce il peso della tecnologia, arrivano macchine Intelligent capaci di dialogare con un modello digitale del cantiere e l'azienda si confronta con clienti molto diversi da quelli del1913.
Ma il principio resta sorprendentemente simile.
Per Cimertex significa costruire una rete nella quale la qualità del prodotto Komatsu venga accompagnata da concessionari radicati localmente. Per Macchine Edili Repetto significa aggiungere una gamma più profonda e tecnologica senza perdere quella cultura commerciale nata a Genova oltre un secolo fa.
A Tortona, tra 13 Komatsu da provare e una quarantina di macchine e attrezzature complessive, il nuovo corso è partito dal posto più logico possibile: non da una presentazione, ma dal campo.
E [Aldo Arecco], oggi nel ruolo che lui stesso definisce di ‘garante’, continua a riportare tutto alla stessa domanda che probabilmente accompagnava già le generazioni precedenti: che cosa serve davvero a questo cliente?
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