Lamiere piegate e saldate. Per molti i carri sono tutti uguali. Per molti le soluzioni che cercano di ridurre al minimo le sollecitazioni sono soltanto un virtuosismo che non dà nessun vantaggio. Appunto. Solo per alcuni.
In Liebherr non la pensano così ed è per questo motivo che molti di questi accorgimenti sono addirittura brevettati come succede, ad esempio, per i bracci dei material handler. Nello specifico dell'R920 Compact si parte da una base di appoggio solida e ben realizzata che favorisce non solo la stabilità, ma permette allo short-radius tedesco di muoversi in modo tranquillo anche in ambienti meno consueti per una macchina di questo tipo.
La sezione trapezoidale dei longheroni è fondamentale sia per la rigidezza flessionale sia per scaricare in modo più comodo ed efficiente il materiale che si va ad accumulare durante il lavoro.
L'appoggio dei rulli inferiori è di una classe superiore, derivando il carro dai modelli convenzionali più grandi che sono stati progettati per carichi più importanti. Piacciono i tre guidacingoli che, in condizioni gravose, riducono usure dei rulli, il pericolo di fuoriuscita delle catenarie e diminuiscono l'intrusione di elementi estranei nella corsa del cingolo.
La lama anteriore merita un discorso a sé perché Liebherr ha pensato ad un uso estremo di questo attrezzo. I bracci sono molto lunghi e permettono un'escursione di ben 68,5 cm sia in alto sia in basso, consentendo, sui pendii più accentuati, di 'ancorarsi' al terreno in modo sicuro e stabile.
Si diceva della lama che, grazie all'elevata escursione e alle protezioni dei cilindri, è studiata per impieghi duri. La struttura di ancoraggio al carro non è un'aggiunta successiva. ma nasce per essere integrata. Così i bracci che, forti di una lunga storia di sperimentazioni ed esperienze in ambito gravoso, portano tutti questi vantaggi anche su macchine che, per Liebherr, sono tutto sommato 'piccole'.
Uno dei must del costruttore è di non avere perni passanti nel braccio in corrispondenza dei cilindri di sollevamento. Questo vale sia per le versioni monoblocco, con le classiche boccole sferiche che trovano spazio nelle due sedi, sia nelle versioni triplice articolazione che nascono dall'esperienza del costruttore negli escavatori gommati.
A uno sguardo superficiale potrà sembrare poca cosa, ma i vantaggi sono molteplici: le sollecitazioni si distribuiscono in modo più uniforme. Nel caso dei bracci a triplice articolazione, ad esempio, non si ha un solo punto di appoggio (come nella maggioranza delle macchine sul mercato) che sostiene sollevamento e articolazione del braccio. I due punti sono a vantaggio sia della leva geometrica di sollevamento sia dell'escursione del braccio stesso. Con un bel 'Grazie!' da parte dei raggi d'azione. E dell'operatore.
I punti di appoggio separati per i cilindri di sollevamento hanno inoltre il vantaggio di non imprimere sollecitazioni aggiuntive di torsione alla sezione del braccio quando si debbano compiere forti sforzi laterali.
Aumentando la durata complessiva della struttura.