390F: il Gigante dei Monti

Cave e miniere sono da sempre il terreno di prova più impegnativo per le macchine operatrici; qui produttività e robustezza sono le caratteristiche più ricercate, fondamentali soprattutto per i mezzi direttamente impiegati sul fronte di cava a cui è demandato l’arduo compito di garantire le quote giornaliere di estrazione.

A dirla tutta, in Italia, il numero delle grandi macchine da cava consegnate negli ultimi anni si è ridotto drasticamente, complice la crisi che ha compresso le volumetrie di materiale estratto; quindi, quando una Casa costruttrice nel consegna una, non possiamo che essere presenti per parlare del nuovo bestione che mette i cingoli nel fango per la prima volta.

92 tonnellate di potenza

Il Caterpillar scelto da Ge.a.min. ha un peso operativo di 92 tonnellate
Più precisamente, per macchine di questo tonnellaggio ci troviamo a commentare un montaggio piuttosto che una prima discesa dal carrellone, dato che le dimensioni sono tali da non consentire un trasporto (per quanto eccezionale) della macchina montata.

Ma dove vi portiamo oggi? I più attenti tra voi se ne saranno già fatti un’idea: andiamo in provincia di Piacenza, più precisamente in val Nure, ad Albarola, dove CGT ha appena finito di montare un Caterpillar 390F, acquistato dalla piacentina Ge.a.min.

La forza del gigante

Il bestione al momento della nostra visita non è ancora completamente montato, dato che Giovanni Burgazzi, titolare di Ge.a.min, sta aspettando che CGT installi anche l’attacco rapido, dato che prevede di impiegare il nuovo 390F con ripper per lo scavo del materiale sul fronte cava.

Burgazzi ci accoglie assieme a Andrea Borghi, responsabile della cava, ed è comprensibilmente soddisfatto del nuovo acquisto che troneggia sul piazzale principale del sito estrattivo; Ge.a.min coltiva la cava di Albarola per conto di Buzzi Unicem e estrae qui la marna per la realizzazione del cemento prodotto nel vicino stabilimento di Mocomero di Vernasca.
CGT ha fornito il Cat 390F a Ge.a.min. in versione Mass Excavation
Il 390F ha un peso operativo di poco più di 92 tonnellate ed è stato scelto da Ge.a.min. nella versione Mass Excavation, proprio per poter massimizzarne sia l’utilizzo con benna sia quello con ripper, alternativa valida in questo tipo di cave alla coltivazione con esplosivo.

Per poter garantire la massima redditività, un escavatore da produzione della categoria del 390F deve essere un attento equilibrio tra potenza disponibile e consumi di carburante; dai dati resi pubblici da Cat sembra che l’escavatore acquistato da Ge.a.min. abbia tutte le carte in regola per soddisfare il difficile binomio.

I 390F monta, infatti, un motore Stage IV da 405 kW, erogati a 1.700 giri al minuto; una potenza che viene con efficienza scaricata a terra grazie all’abbinamento con un impianto idraulico molto ben equilibrato che monta, tra l’altro, la nuova valvola ACS (Adaptive Control System) di Cat che ottimizza le prestazioni, regolando in modo intelligente gli intasamenti e i flussi per controllare il movimento della macchina.

Robusto a tutto tondo

Sul 390F Cat sceglie un robustissimo sottocarro e monta un contrappeso da 12,4 tonnellate
L’impianto idraulico può contare su oltre 1000 litri al minuto (1.064 per la precisione) per la marcia, mentre all’attrezzatura arrivano 952 litri al minuto (35 Mpa). Ovviamente Ge.a.min. ha scelto di installare anche il circuito ausiliario, per poter montare un attacco rapido, in modo da aumentare la versatilità dell’escavatore e, quindi, la sua produttività in cava.

Il tutto con consumi che scendono, rispetto alla versione Stage IIIB, di un interessante 5% complessivo.

Ossa robuste per durare nel tempo

In Ge.a.min. hanno anche analizzato, da imprenditori avveduti di lungo corso, molto bene le caratteristiche costruttive di carro e bracci prima di comprare il nuovo 390F; sia per essere certi di ridurre al minimo i fermi macchina sia per, in prospettiva di lungo periodo, poter contare su un valore residuo importante dell’escavatore al momento di rivenderlo.

Il 390F è stato scelto con pattini a doppia costola heavy duty da 650 mm, con carro lungo (6.358 mm) e a carreggiata variabile (4.160 mm quando esteso) per garantirsi la massima stabilità operativa.

Tanti i dettagli da ricordare, parlando di robustezza: i pattini dei cingoli, le articolazioni, i rulli, le pulegge folli e i riduttori finali sono tutti realizzati in acciaio a elevata resistenza alla trazione per una maggiore durata a lungo termine, mentre le protezioni guida cingoli a tre pezzi contribuiscono a mantenere l'allineamento dei cingoli in ogni condizione operativa e su ogni terreno.
Da sinistra a destra: Giovanni Burgazzi, titolare di Ge.a.min., Emanuele Taglia, responsabile tecnico commerciale di zona di CGT, e Andrea Borghi, responsabile di produzione in Ge.a.min.
Apprezzabilissima poi l’architettura del braccio ME (da 725 cm) dotato di rinforzi interni e, nelle zone soggette alle maggiori sollecitazioni (estremità e i supporti del braccio, il cilindro del braccio e il supporto dell’avambraccio), di strutture scatolate con costruzioni multipiastra di notevole spessore, insieme a parti in fusione e forgiate.

Infine, il perno dell'estremità anteriore del braccio (nota: le cromature sono tutte particolarmente spesse) viene fissato con un sistema a incastro che ne assicura una maggiore durata.

Tanta tecnologia anche sul 90 ton di Cat

Non bisogna dimenticarsi però che anche il 390F è un escavatore di ultima generazione. E, infatti, troviamo molti dei sistemi Cat Connect di ultima generazione. Ovviamente c’è il Product Link, che consente di trasmettere all’ufficio in modalità wireless le informazioni essenziali, tra cui l'ubicazione, le ore di funzionamento, il consumo di combustibile, i tempi di inattività e i codici di evento.
Il Cat 390F verrà anche allestito con attacco rapido (nella foto non ancora installato) per il veloce montaggio del ripper
Con il Vision Link, per chi ancora non lo conoscesse, i dati trasmessi possono essere analizzati, mediante un’interfaccia semplice e intuitiva, per valutare e migliorare le prestazioni della macchina o del parco macchine. Un parametro questo molto importante soprattutto per mezzi di grande dimensione come il 390F, in cui incrementi di produttività di qualche punto percentuale possono garantire notevoli introiti finanziari in senso assoluto.

Il sistema Grade Control, sempre nell’allestimento standard, diventa utile in applicazioni da cava come quelle di Ge.a.min. soprattutto per la realizzazione delle pendenze e dei piani nelle zone da rinaturare, ma anche per realizzare gradini più precisi in fase di estrazione.

La guida del sollevamento della punta della benna viene riportata in tempo reale sul monitor della cabina e indica la quantità di taglio o riempimento. Sul 390F (che Ge.a.min. ha acquistato avvalendosi del superammortamento), infine, c’è anche il sistema di pesatura dinamico, utilissimo in caso si usi l’escavatore per il riempimento di camion, per evitare i sovrappeso e le seguenti multe in caso si viaggi su strada. E’ altrettanto utile per il riempimento corretto dei mezzi da cava per ottimizzare i cicli senza sovraccaricare e quindi affaticare le meccaniche dei mezzi.

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