Brokk, robot per demolizioni speciali

A duecento chilometri a sud del Circolo polare artico e a ottocento a nord di Stoccolma, il piccolo centro di Skellefteå, poco più di trentamila anime, dalla fine degli anni Sessanta ospita la sede di >>Brokk AB<<, tra le più importanti industrie di robot da demolizione a livello mondiale.

L’azienda svedese fa parte del >>Gruppo Lifco<<, società di investimento che raggruppa 138 marchi presenti in 29 paesi, dà lavoro a circa cinquemila persone e sviluppa un fatturato netto annuo di 17 miliardi di corone svedesi, circa un miliardo e 600 milioni di euro. Fanno parte del gruppo anche le italiane >>Cangini Benne<<, Hammer e >>Multione<<.

Quando manca lo spazio

Demolizione in centro di Milano con strip-out completo dell’edificio. Il demolitore automatizzato Brokk 110 da 11 quintali e martello da 150 kg, lavora appeso alla gru [impresa Armofer di Cinerari Luigi; foto, Brokk Italia]
Dal canto suo Brokk conta oggi su 12 filiali sparse in tutto il mondo, dalla Cina all’Australia dagli Usa alla Svizzera, dove lavorano oltre 300 dipendenti.

Essere azienda leader delle macchine da demolizione radio comandate è un riconoscimento che le deriva dall’esperienza maturata in decenni di attività nel campo delle demolizioni nel comparto siderurgico, negli altiforni delle acciaierie, in ambienti estremi, in cui le condizioni operative sono proibitive per la sicurezza dell’uomo.

E anche nella realizzazione di tunnel di gallerie e nelle operazioni di dismissione delle centrali nucleari: luoghi di lavoro in cui è indispensabile operare con piccoli robot radiocomandati. Ad oggi sono più di settemila i clienti che hanno acquistato robot made in Svezia.

La filiale italiana

Brokk Italia ha sede a Como ed è stata fondata dagli svedesi in collaborazione con [Roberto Ruberto], dal 2008 responsabile della filiale.

Dal 2018 a occuparsi delle vendite e dei rapporti commerciali con le aziende italiane è [Carlo Montorfano]: 37 anni, laureato in scienze ambientali, con un dottorato in vulcanologia e geochimica, a cavallo tra il 2008 e il 2009 ha aperto la filiale sulle rive del lago.

Demolizione in centro a Milano con Brokk 110 da 11 quintali e pinza Darda cc340 [impresa Armofer di Cinerari Luigi; foto, Brokk Italia]
“Nel lavoro bisogna essere flessibili e adattarsi ai molteplici compiti che richiede una piccola filiale di un gruppo importante - afferma Montorfano -. Discuto i contratti, curo le vendite e gli avviamenti delle macchine, supporto i clienti nella progettazione degli adattamenti per le lavorazioni speciali, vado in cantiere...”.

Dopo alcuni anni di lavoro in giro per il mondo - Medio Oriente, Africa, Russia, Nord America - per conto di una azienda italiana che produce macchine per escavazione in miniera e catenarie, Montorfano ha deciso di fermarsi e di lavorare per la filiale italiana dell’azienda scandinava.

“Ho incrociato Brokk, ci siamo piaciuti e ho deciso di collaborare con loro. Ed è così che quattro anni fa ho deciso di rientrare nella mia città d’origine. L’esperienza maturata all’estero è stata molto utile”.

Secondo gli svedesi il mercato italiano delle demolizioni speciali già anni fa meritava una filiale diretta, per dialogare con gli operatori, migliorare e rendere competitiva la distribuzione, fare assistenza ai clienti.

“Il nostro scopo è diffondere la tecnologia - aggiunge Montorfano -. e in pochi anni ci siamo riusciti. Oggi possiamo anche contare su un’officina dedicata, sempre qui a Como, con nostri meccanici e una flotta di una decina di macchine per le dimostrazioni. Siamo una piccola filiale, ma stiamo crescendo. Soprattutto nel Nord e a Milano in particolare. Dove a contattarci non sono solo le imprese, ma sempre più spesso gli stessi studi di progettazione, che ci interpellano per demolizioni complicate nei centri cittadini”.
Fresatura di colonna in cemento armato con Brokk 70 e fresa Simex TF100 [impresa CCT2 Diamant; foto Brokk Italia]
La filiale italiana - che serve anche Malta - è attiva in diversi settori.

“Il mercato principale è quello delle costruzioni. A ruota quello siderurgico, poi il minerario e, da ultimo, il nucleare, che nonostante i numeri è il nostro fiore all’occhiello, in Italia e all’estero. Lì siamo presenti con macchine ad altissima tecnologia per le operazioni di decommissioning. Senza dimenticare che forniamo soluzioni anche nelle operazioni di sicurezza e salvataggio per l’esercito. In questi campi ci collochiamo ai massimi livelli”.

Ma qual è l’azione commerciale più efficace?

“Semplice: far conoscere le applicazioni delle nostre macchine. Ciò che interessa ai nostri clienti sono le lavorazioni estreme, quelle a rischio elevato, e ben pagate, dove va evitato l’impiego diretto degli operatori. La sicurezza è il nostro principale vantaggio, ottenuto mediante il controllo a distanza con radiocomando".

"Non esiste sicurezza più efficiente che rimuovere l’operatore dalla zona di lavoro. E Brokk, su questo fronte, non teme confronti. Altro tratto distintivo dei nostri prodotti è la potenza in relazione al peso. Potenza, peso e sicurezza sono le caratteristiche che piacciono alle grandi imprese di demolizione. Che sanno, ad esempio, che possono lavorare con macchine appese a una gru, senza correre rischi per il personale”.

Interessante dell’offerta di Brokk è la possibilità di adattare le macchine ai differenti contesti lavorativi.

“Per entrare nei cicloni dei cementifici, ad esempio, la torretta di una nostra macchina è stata adattata e installata su un braccio telescopico: è stata così creata la prima macchina prodotta in serie del suo genere, il Brokk Descaler. Idem per gli interventi nel settore nucleare, dove proprio le torrette vengono costruite ed adattate ad hoc”.

I robot e le costruzioni

Le macchine di Brokk trovano applicazione nella demolizione di impianti industriali, infrastrutture e, sempre più spesso sono richieste nei centri storici per demolizioni speciali e strip-out, dove gli spazi sono ridotti al minimo e macchinari di grosse dimensioni sono difficili e costosi da movimentare e richiedono permessi difficili da ottenere.

Il tratto distintivo di queste macchine è la messa a punto, che le deriva da un lavoro di ricerca e sviluppo tecnologico che dura da oltre quarant’anni e che la colloca tra le più importanti aziende (se non la più importante) che producono robot per la demolizione.

Personale in sicurezza

Demolizione con robot automatizzato Brokk in un’area confinata e da bonificare: l’esposizione del personale è di molto ridotta [foto, Armofer di Cinerari Luigi]
Massima sicurezza dell’operatore (che può operare attraverso il radiocomando fino a 300 metri di distanza), motori elettrici senza emissioni, idraulica potente (in grado di sostenere utensili di grandi dimensioni) e, infine, peso e dimensioni contenuti in relazione alla potenza installata. Queste, in sintesi, le caratteristiche su cui fanno leva i prodotti dell’azienda svedese.

Caratteristiche che fanno dire a Montorfano che “Non ci sono modelli su cui spingere in particolare. Copriamo tutte le taglie: da sei a 130 quintali operativi”.

Demolire in quota

Recentemente goWEM! ha raccontato di due cantieri dove le macchine Brokk hanno svolto un ruolo di primo piano: il cantiere DAF a Turbigo, dove è stata demolita una ciminiera di Iren Energia alta 95 metri, e quello di Isola delle Femmine, dove è stato messo a terra un camino di 80 metri dell’ex cementeria Italcementi.

Perfetto per la demolizione

Brokk 170 è indicata per le demolizioni nel settore delle costruzioni. È dotata di un impianto elettrico da 24 kW SmartPower, pesa 1.660 kg
Nel primo caso sono stati utilizzati due robot Brokk 170 da 18 quintali operativi: macchine dotate di motore elettrico ABB da 24 kW, che consente di sviluppare 69 litri di portata d’olio al minuto, dotate di martello da 200 kilogrammi, pinza demolitrice con apertura di 44 centimetri e benna. Le due macchine hanno lavorato in coppia, su un ponteggio circolare in quota.
Brokk 170 al lavoro per DAF Demolizioni in quota nel cantiere per la demolizione della ciminiera della centrale di Turbigo (impresa, DAF Demolizioni)
A Isola delle Femmine, per demolire la parte superiore della ciminiera in cemento armato e laterizio, da 80 a 50 metri di quota, Armofer ha impiegato un Brokk 110 da 11 quintali operativi, collocato in quota sul ponteggio.

Una macchina che si è dimostrata performante, potente, equipaggiata con un martello da 150 kilogrammi e pinza per calcestruzzo Darda, con apertura di 34 centimetri.
Macchina Brokk 160 al lavoro in quota nel cantiere di Isola delle Femmine [impresa, Armofer di Cinerari Luigi; foto, Armofer]
La macchina, alimentata elettricamente, viene radiocontrollata in remoto dall’operatore. La medesima tecnica di demolizione è stata riproposta da quota 50 fino a 20 metri di altezza, questa volta utilizzando un mini-robot cingolato di maggiori dimensioni, il Brokk 160, che ha garantito una maggior produzione oraria.

Modelli ai raggi X

La macchina utilizzata da Armofer a Isola delle Femmine, il modello Brokk 110, fa parte della nuova generazione di robot per demolizione. Con una potenza superiore del 15% rispetto a Brokk 100 (e del 50% rispetto a Brokk 90) e con il nuovo impianto elettrico da 19,5 kW SmartPower, è in grado di gestire 54 litri d’olio al minuto a 180 bar.

È una macchina compatta, versatile negli spazi stretti, in grado di salire i gradini, girare su pianerottoli anche molto stretti, entrare in ascensore ed essere trasportata su un furgone o con un carrello. Al netto degli utensili e dell’equipaggiamento opzionale pesa 990 kg, mentre il carico massimo per gli utensili è di oltre 160. È comandata da remoto via radio o in emergenza via cavo, con comando con scatola di controllo portatile.
Due macchine Brokk 170 al lavoro in quota nel cantiere di Turbigo [impresa, DAF Demolizioni]
Nel cantiere DAF di Turbigo, il modello Brokk 170, nonostante le ridotte dimensioni, che le consentono il passaggio attraverso una normale porta di 80 centimetri, è dotato di un impianto elettrico da 24 kW SmartPower. Al netto degli utensili e dell’equipaggiamento opzionale, pesa 1.660 chilogrammi, mentre il carico massimo per gli utensili è di oltre 270, a seconda dello sbraccio. Come tutti i Brokk è radiocomandato fino a una distanza di circa 300 metri.

La gamma Brokk si compone in totale di dieci modelli da 6 a 130 quintali: 70, 110, 120d, 170, 200, 300, 500, 520d, 800 e 800 process.