Rispetto alle tipologie di macchine che abbiamo appena citato (telescopici, trattori), le pale gommate sono sottoposte a stress decisamente più variabili e la loro funzione non si esaurisce con il traino, ma spazia dal carico di materiali sfusi al carico su fronte cava, passando per le molteplici applicazioni intermedie che tutti ben conosciamo.
Il concetto è tutto sommato semplice: le due trasmissioni lavorano insieme per garantire un moto fluido e costante e una minore usura complessiva.
I due sistemi, infatti, operano sempre nel rispettivo maggiore campo di efficienza, limitando le usure anomale a cui, lavorando da soli, sarebbero soggetti.
Tutto è regolato dal sistema elettronico LPE Liebherr Power Efficiency (guarda il nostro approfondimento sulla tecnologia Liebherr) che fa dialogare in tempo reale il motore e la trasmissione attraverso il monitoraggio di tutti i parametri di funzionamento della macchina: velocità, aderenza, lavoro in pendenza, carico, trasporto...ecc...ecc...Ogni singolo elemento è tenuto in considerazione per fare in modo che le due trasmissioni lavorino sempre in sinergia.
Questo comporta una lunga serie di vantaggi. Alcuni sono tipici della trasmissione idrostatica, come ad esempio una minore usura degli pneumatici che, con la XPower, arriva fino al 25% in meno dichiarato dal costruttore
Molto buoni anche consumi nel carico che erano già un punto forte delle idrostatiche e che, grazie all'ottimizzazione anche sulle medie e lunghe distanze tipiche del load & carry, arrivano fino al 30% in meno rispetto ai precedenti modelli. Anche in questo caso si tratta di dati dichiarati dal costruttore e che, vista la già proverbiale parsimonia delle Liebherr 2plus2, si prospettano come molto interessanti.
Sarà stimolante verificare i dati con le prime macchine al lavoro che abbiano accumulato le prime migliaia di ore. L'impianto frenante è decisamente meno sollecitato e, grazie alla presenza della componente idrostatica, l'impiego dei freni è ridotto al minimo...quasi solo come elemento di emergenza. Anche in questo caso con un aumento significativo della durata e una riduzione dei costi di esercizio.
L'impianto idraulico è stato ovviamente dimensionato per prestazioni aumentate e si avvale di un distributore con logica load sensing che scarica l'operatore da qualsiasi pensiero in termini di parzializzazione dei flussi. La sinergia fra impianto idraulico, trasmissione idrostatica e power-shift è proprio il maggior valore aggiunto della L566 XPower perché consente di sfruttare in scioltezza le potenzialità di una macchina di questo valore.
Liebherr è uno dei costruttori che sviluppa internamente gran parte della propria idraulica. Una tradizione che è rimasta e che si è smarcata dal predominio giapponese a cui, bene o male, si sono adeguati quasi tutti i grandi marchi.
La Liebherr L566 XPower non fa eccezione all'interno del gruppo tedesco e, grazie a una portata di 290 l/min e a pressioni di lavoro di 350 bar (cinematismo a "Z") o di 380 bar (braccio industriale con cinematismo in linea) si colloca fra le macchine più prestazionali della sua classe.
Il raffreddamento è particolarmente curato in quanto l'idraulica legata alla trasmissione è l'aspetto che sollecita maggiormente l'impianto della L566 XPower. I radiatori collocati dietro la cabina permettono di avere flussi con aria più pulita e meno polverosa (ovviamente dipende dai contesti) rispetto alla classica posizione posteriore. L'azionamento idrostatico della ventola è indipendente dalla velocità del motore e si attiva solo quando è realmente necessario. Il diametro è del tutto paragonabile, nonostante la posizione, a quello dei classici radiatori posteriori.
Il posizionamento di tutti i componenti dell'impianto, infine, è curato in ogni dettaglio in modo che non ci siano inutili perdite di carico, tubazioni flessibili soggette a possibili rotture, difficoltà nei controlli e nelle operazioni di manutenzione. Un modo di affrontare le problematiche costruttive di una macchina che coinvolge ogni aspetto.