Guida alla scelta dei dumper articolati usati

Buongiorno a tutti i John Doe del mondo!!!

Chi, ditemi, non ha mai giocato col camion giocattolo sulla sabbia al mare o nei campetti intorno a casa?
Avevamo anche l’immancabile pala gommata [qui il nostro articolo per la scelta della pala gommata usata], ma nulla era paragonabile a tirare col filo (rigorosamente rubato dal cassetto di cucina della mamma che lo custodiva gelosamente per legare gli arrosti) il camioncione rosso fino ad inevitabili e ripetuti ribaltamenti.



Un po’ come le biglie e le palline di plastica con dentro i ciclisti credo che la nostra infanzia, invece che di telefonini e videogiochi, fosse costellata di questi innocui e divertentissimi giochi con cui passare allegramente giornate intere con gli amici senza tartassare (troppo) i nostri genitori se non per mangiare/ bere/ gelato/ caldo/ freddo/ pipì etc.  John ride perché, vista la differenza di età, lui al mare aveva già il telefonino; però scavare le buche sul bagnasciuga per trovare l’acqua e poi costruire il canale per lo sfogo sono rimaste nei suoi ricordi delle ore passate quando, tipicamente dopo pranzo, non si poteva fare il bagno.

Il buon John comunque deve necessariamente essere un fan dello Xanax perché umanamente faccio fatica a credere che si possa sopportare tale pressione sempre su problematiche nuove e con tempi improponibili.

Quando il boss acquisisce un lavoro importante, ma non ne ha esperienza sufficiente e soprattutto magari non ha i mezzi adatti si presentano sempre 2 strade: faccio tutto io perché solo io so come si fa oppure una più ampia e saggia consultazione di diverse soluzioni soppesandone pro e contro.
Un dumper articolato Komatsu al lavoro
Ecco quindi che arriva la telefonata in stile telefono rosso della guerra fredda dove tutto può accadere. Che si tratti di un sito estrattivo, di un grosso lavoro di sbancamento o di una demolizione importante, se devo movimentare materiale su strade poco preparate, terreni poco stabilizzati mantenendo efficienza, sicurezza e costi ad un livello accettabile, signore e signori siamo qui a presentarvi il Re del Movimento Terra, sua maestà il DUMPER.

I 3 moschettieri

I dumper si suddividono in tre categorie in base alle proprie caratteristiche e utilizzo: dumper rigidi, articolati e stradali.
Presenti da diversi decenni sul mercato, sono sostanzialmente raggruppabili in tre tipologie che per caratteristiche peculiari sono utilizzabili tutti anche scambiandosi ma solo a certe condizioni ambientali.

Dumper rigidi: sono quei grossi cubi di acciaio in grado di portare tonnellaggi incredibili e garantire sempre e comunque lo spostamento di una quantità di metri cubi di terreno assolutamente importanti.

Dumper rigido (foto ©Caterpillar)
Assale posteriore singolo ammortizzato e di trazione, sterzo convenzionale sulle ruote anteriori, cabina in alto a sinistra in posizione rialzata subito sotto la palpebra del cassone. Limiti di utilizzo: costi importanti giustificabili solo per grandi produzioni, strade preparate, larghe e stabili, poca trazione su fondi scivolosi. Indicativamente la portata utile parte dalle 30 tonnellate fino ad oltre 400!!


Dumper articolati: 6 ruote di trazione divise su 3 assali, telaio articolato per sterzo e stabilità tra cassone e cabina, tandem ruote posteriori con ampia oscillazione (a volte ponti singoli), cabina centrale anteriore. Grazie a 6 ruote motrici, trasmissioni, sospensioni ed articolazioni al massimo sviluppo, baricentro centrale, il dumper articolato garantisce lavoro su fondi insidiosi e poco preparati garantendo stabilità e sicurezza per l’operatore. Portata/capacità indicativa dalle 15 alle 55 tonnellate o dai 10 ai 35 metri cubi di cassone.
Dumper stradali: questa categoria può essere importante perché permette il trasporto anche su strade pubbliche aperte al traffico normale sia pur con limitazioni di velocità ed ovviamente il rispetto dei pesi massimi su ponti, viadotti. Sono possibili moltissime configurazioni di telaio; trazione da 6x4 fino a 8x8, cassoni di vari marchi, materiali e tipologie; assali rinforzati; potenza motore fino ai 600 cv ed altre opzioni. In comune sicuramente le portate che si attestano dalle 50 fino alle 65 tonnellate.
Dumper stradale Astra [qui il nostro articolo]
Esattamente a metà, tra gli errori per eccesso e per difetto, si pone l’aristotelica soluzione per John Doe: il giusto mezzo (perdonatemi il gioco di parole). Se un dumper rigido garantisce una produttività incredibile e quello stradale può portarti a fare anche colazione al bar, il modello articolato usaro lo si trova facilmente in ottime condizioni, diversi brand lo costruiscono e l’altezza di carico da terra permette di utilizzare macchine di dimensioni più umane rispetto ad altre tipologie.

Il dumper articolato usato: le premesse

John, questa macchina negli ultimi trent’anni non ha avuto evoluzioni particolari in termini strutturali e di concetti base, ma migliaia di piccole evoluzioni e soluzioni migliorative. Il range di investimento e di soluzioni è veramente ampio e ti consiglio di valutare attentamente la possibilità di averne uno in più di scorta o di supporto per i carichi di lavoro improvvisi. Oggi rispettare i tempi imposti e non fermare mai la catena produttiva può rappresentare una soluzione vincente!
Un dumper "preistorico" Moxy Doosan [qui il nostro articolo]
Queste macchine si differenziano principalmente per scelte tecniche sulla catena cinematica e sulla cubatura del cassone. Proprio quest’ultimo dato resta importante perché l'equilibrio di tutta la macchina ne è una conseguenza: dimensione di ingombro, delle gomme, costi di manutenzione e ovviamente consumo di carburante. Un’attenta progettazione del cantiere con tempistiche, corretti spostamenti, rampe e dislivelli consente di valutare in maniera ottimale quali tipologie e quantità di mezzi convengono.

John, valuta con attenzione!

John, non basta il dumper articolato per trasportare la terra, devi valutare attentamente e soprattutto numericamente con cosa lo carichi, quanto tempo ci impieghi anche secondo le variazioni di umidità e tipologia e quanta strada dovrai affrontare. Inizia ad avere la prima raffica di risposte dal capitolato lavori e chi organizza così forse iniziamo a dipanare la matassa.
Nel frattempo proviamo a razionalizzare l’usuale checklist di questa affascinante macchina.

Allestimento del dumper articolato usato

Per massimizzare la resa dell’investimento la macchina deve essere assolutamente 6x6, ovvero trazione su tutte le ruote: questa caratteristica garantisce una motricità notevole ,anche su tratti sabbiosi piuttosto che con uno strato spesso di fango o superfici scivolose come neve, ghiaccio, ma anche argilla; il sorpasso di rampe anche molto impegnative ed una stabilità a pieno carico ottimale in tutte le condizioni.

Il cassone del dumper va valutato attentamente per evitare future perdite durante il trasporto
Il cassone, oltre alla dimensione, va valutato se sia stato ricoperto con nuovi fogli di lamiera (può cambiare la portata ovviamente), con quale materiale è stato ricoperto e se ha la paratia meccanica posteriore di chiusura che evita perdite durante il trasporto aumentando leggermente la cubatura trasportabile.

Un aiuto sostanziale in caso il materiale spostato sia umido o comunque bagnato e quindi tenderà a restare incollato alle pareti del cassone è il riscaldamento di quest’ultimo attraverso il passaggio dei gas di scarico nella sua intercapedine appositamente costruita. Questa opzione potrebbe risultare applicabile anche se non presente perché moltissimi cassoni nascono predisposti (sono visibili sia i tappi di entrata anteriori che gli sfoghi di uscita nel retro) e la loro presenza è una “conditio sine qua non” affinché si possa acquistare o al limite costruire la deviazione dei gas di scarico con apposito sistema ed ottenere un allestimento più adatto alle esigenze del cantiere.
Grossolanamente non ci sono molte altre opzioni perché le macchine già sono molto complete alla nascita, per esempio praticamente tutte hanno il retarder (o più sistemi simili) per lunghe discese e non sollecitare i freni o l’impianto di ingrassaggio automatico che garantisce una costante lubrificazione delle parti mobili più soggette ad usure ma se non presente si può tranquillamente adottare after market con cifre accessibili montaggio compreso!
Nei modelli molto recenti, specie se con connessione GPS o adatte alla Industria 4.0, troviamo sempre la pesa automatica che ottimizza il carico, ma monitora anche con precisione spostamenti, consumi e produttività e magari limita la velocità in caso di sovraccarico; questo vale per i sistemi completi integrati con tutta la componentistica presente, una vera rivoluzione. Potrebbe valere la pena cercare un modello più recente o montare comunque la pesa per avere un riferimento più sicuro del lavoro svolto dall’operatore e molti altri dati utili a migliorare la gestione del cantiere.
A livello sicurezza sicuramente John avrà già pensato che senza la telecamera posteriore ben piazzata sul telaio sotto il cassone difficilmente si potrà monitorare cosa succede 8 metri circa dietro il sedile dell’operatore.
Vista della telecamera posteriore 
Il display della telecamera posteriore 

Condizioni generali: il dumper articolato usato

Se per i fratelli dozer [qui l'articolo dozer usati] tutti chiusi ma pieni di sportelli e con poco a vista il nostro consueto walkaround risulta impegnativo, su un dumper articolato usato aggiungiamo livelli epici di cripticià
Foto interno dumper ( modello Hyundai HA30)
Snodo di sterzo
John non disperarti! Ogni giro intorno dovrebbe farti notare almeno un particolare saltato al giro precedente. Ci sono diversi elementi da controllare a vista: partendo dall’anteriore tutta la cofanatura inferiore sotto il motore, il cofano motore superiore sollevabile che spesso è controllato da un cilindro idraulico con pompetta a mano o elettrica per l’azionamento; il semitelaio inferiore che supporta il ponte anteriore (di trazione quindi corposo e con albero di trasmissione annesso) che ha normalmente 3 punti di supporto a triangolo; lo snodo centrale con anche a ridosso la ralla che permette la rotazione laterale indipendente tra telaio anteriore e posteriore, l’attacco del semitelaio del gruppo tandem posteriore, normalmente incernierato sotto l’inizio del telaio posteriore, l’attacco dei cilindri di sollevamento del cassone, i supporti dei due assali in tandem ed infine le incernierature del cassone posteriore. 
Cerniera cassone
Attacco telaio ad A anteriore
Fissaggio cerchione
Assale posteriore
Sollevando il cassone abbiamo poi visione su una serie di accessori come i differenziali posteriori, i 2 alberi di trasmissione, valvole idrauliche e i fine corsa del cassone sul telaio, tutto materiale che ci permette di farci un’idea della storia della macchina.

John devi anche tenere presente che queste macchine sono piuttosto longeve e le ore lavorate ed i chilometri percorsi possono essere molto superiori ad altre tipologie come escavatori o pale gommate. Macchine dell’ordine delle 25.000 ore, se ben tenute e manutenute sono ancora assolutamente valide per diversi anni. 
I dumper sono macchine piuttosto longeve e le ore lavorate ed i chilometri percorsi possono essere molto superiori ad altre tipologie come escavatori o pale gommate
Recentemente mi sono stupito di provare una macchina con 67.000 ore, ma ancora assolutamente efficiente e pronta per lavorare. Quanta terra ha spostato in 15 anni? Una montagna. Lunga vita ai dumper!

Dumper articolato usato: il gruppo cabina/accesso

Non esiste un altro mezzo con gli spazi così ampi per l’operatore. Ed avanza posto anche per un passeggero, con il suo seggiolino e cintura che risulta oltremodo pratico per i training o per un eventuale osservatore o trasportato!
Foto interni CAT 730 (f©Caterpilar)
Dumper Volvo A45 (©Volvo CE)
Dumper articolato CAT 740GC (©Caterpillar)
Le scalette sono normalmente posizionate nei laterali posteriori e ci sono quasi sempre corrimano e calpestabili per andare a regolare gli specchietti o pulire le ampie vetrature. Le condizioni devono essere accettabili e SICURE a livello antiscivolo e stabilità dei supporti affinché non si creino condizioni pericolose
Le scalette sono posizionate nei laterali posteriori e ci sono quasi sempre corrimano e calpestabili
Sedile e cinture di sicurezza in buone condizioni e perfettamente funzionanti: John ricordati che questi missili possono raggiungere più di 60 km/h su strade non asfaltate con decine di tonnellate sulla schiena, quindi il controllo deve essere costante e certo.

Il cruscotto è molto intuitivo riguardo alle sue funzionalità
I comandi sono normalmente intuitivi, la trasmissione viene usata per quasi tutto il tempo in automatico e l’unico comando idraulico di solito è una leva per alzare ed abbassare il cassone.

La chiusura posteriore è meccanica e non comandabile quindi non ne troviamo traccia in cabina.

Il cruscotto di solito è abbastanza semplice, in alcuni modelli potreste trovare un ulteriore monitor con molte informazioni tra cui pesa, telecamera posteriore, livello liquidi, possibilità di molte personalizzazioni dell’operatore attivo memorizzabili a livello ore/km/peso trasportato.



La cura dell'operatore

La pulizia e il funzionamento corretto di quanto presente è innanzitutto sinonimo di cura ed attenzione dell’operatore

Dumper articolato usato: la trasmissione

Fondamentalmente parliamo di Powershift a planetari; con varianti che ogni casa compie in fatto di scelte tecniche o differenze dovute ad età o costruttore

Powershift, CAT 740 (©Caterpillar)
Esistono una quantità non indifferente di sistemi diversi sviluppati per diminuire le perdite di potenza, migliorare la trasmissione della coppia e permettere di districarsi dalle situazioni più complicate solo dando o levando gas. 

In effetti oggi collegate ai vari alberi ci sono molti sensori che opportunamente gestiti dalle centraline permettono una guida incredibilmente fluida e sempliceanche su pendenze importanti o motricità ai limiti del possibile.

I dumper "standard" dispongono da 4 a 9 marce avanti e da 1 a 4 per la retromarcia
Perdite di liquido evidenti a parte se l’elettronica lavora correttamente e dopo un adeguato riscaldamento (specie di inverno) dovremmo poter usare normalmente la macchina senza scossoni o ritardi negli inserimenti, nelle scalate o nello start e stop su pendenze.

Da 4, fino a 9 marce avanti e da uno a quattro per la retromarcia sono nello standard, velocità fino a 70 km/h sono numeri normali, ma provarli potrebbe essere complicato oltre che pericoloso se non siete operatori esperti. La massa a vuoto in gioco praticamente è sempre superiore alle 20 tonnellate quindi da non prendere alla leggera.

Catena cinematica o power train

Escluso il motore di cui parliamo a parte e la trasmissione già analizzata, abbiamo un importante scatola di rinvio da cui escono gli alberi di trasmissione che contiene spesso un sistema autobloccante automatico per gestire al meglio la trazione fra anteriore e posteriore. Se verso l’anteriore l’albero è corto, verso il posteriore ci sono distanze importanti e snodo centrale. Bisogna verificare che non ci siano giochi anomali o alberi piegati in quanto normalmente sono anche abbastanza costosi da sostituire.
La catena cinematica del DA30 e del DA40 è unica sul mercato e punta su semplicità ed efficienza [qui il nostro articolo]
Ho verificato in alcune macchine alberi saldati sia sui giunti sia sulla struttura tubolare: attenzione a questi segni perché disegnano un precedente proprietario poco incline alla manutenzione. Nella zona del retrotreno troveremo anche i differenziali, i riduttori sulle ruote e l’alberino di collegamento tra i due assali di cui dobbiamo sicuramente controllare le perdite o le tracce di umido che anticipano danni superiori.
Catena cinematica del Doosan DA30 e DA40 [qui il nostro articolo]
Motore endotermico di ultima generazione

Il telaio del dumper articolato usato

Ribaltamento del dumper
Tutti i mezzi articolati, caro John, sembra incredibile, ma hanno delle parti che si possono usurare o rompere e necessitano a volte di riparazioni impegnative.


Nel caso dei dumper le zone di maggior sollecitazione riguardano innanzitutto l’area dell’articolazione: i due semitelai sono fissati in modo analogo agli snodi delle pale gommate [qui il nostro articolo sulle pale gommate usate] con due gruppi di cuscinetti e relativi perni, spessori e dei cilindri idraulici che comandano il movimento dello sterzo.

Alcune parti sono in fusione ed altre ovviamente sono strutture scatolate e saldate. 
Dumper usato Bell al lavoro (©Bell)
Fasi di carico ©Bell
Giochi a parte facilmente verificabili con un operatore che muove lo sterzo (normalmente si parla di un’escursione di circa 45 gradi per lato), le strutture non dovrebbero presentarsi saldate o rinforzate perché nate per resistere alle sollecitazioni tutta la vita utile del mezzo.

Fase di scarico del dumper articolato ©Bell
Riprese di saldatura sono evidenti segnali di utilizzo continuativo sovraccarico o su terreni veramente accidentati che hanno sforzato in maniera anomala la struttura, figuriamoci il resto.  Analogo discorso vale per la ralla di snodo che permette l’angolazione tra i due semitelai, garantendo che le sei ruote tocchino sempre terra e quindi siano sempre in trazione oppure che in caso di errata manovra o problemi il telaio posteriore con il cassone ed il carico possano rovesciarsi lasciando la cabina orizzontale.

John, anticipo il tuo dubbio: si, potremmo anche riuscire a ribaltare la parte anteriore lasciando il carico intatto, difficile ma non impossibile. Diciamo che in condizioni normali a cassone carico lo sbilanciamento di peso è più probabile sul posteriore proprio per preservare la sicurezza dell’operatore.
Dumper articolato Caterpillar 740 ©Caterpillar
Dumper in scarico, CAT 740 (©Caterpillar)
La seconda parte importante sono i semitelai ad A (o spesso triangolari) che fungono da supporto al ponte anteriore e ai due ponti posteriori, a volte singolarmente a volte con i ponti posteriori su un'unica struttura oscillante. La verifica di giochi anomali, saldature, modifiche o usure importanti dovrebbe essere alla portata di John senza smontare neanche una vite in quanto tutto a vista ed a terra. Due cose fondamentali.

La terza parte che merita attenzione sono i due snodi su cui ruota il cassone quando si alza per lo scarico. Le sollecitazioni sono ovviamente importanti e questo componente contribuisce anche alla stabilità in quanto in caso di forti oscillazioni o nello scarico di materiale che resta attaccato al cassone è necessario che niente si muova lateralmente o faccia movimenti improvvisi non controllabili.

Il dumper articolato usato: l'Impianto idraulico

A guardare le utenze a disposizione, cioè il solo movimento del cassone, si potrebbe pensare ad un impianto semplice. Niente di più sbagliato.

John, prenditi il giusto tempo e analizza!

Ovviamente a seconda dell’età dei modelli presenti sul mercato e di scelte tecniche del fabbricante possiamo andare incontro a differenze anche notevoli. John prenditi il giusto tempo e analizza un pochino i dati che sicuramente ti sei già procurato per capire quante cose potresti dover verificare.
In realtà la cosa si complica ulteriormente perché a vista raramente si trova una pompa o le valvole di comando dato che tutte o quasi sono connesse alla trasmissione e quindi dietro al motore sotto la cabina. Altre possono addirittura essere interne. La cosa migliore per non far impazzire John è riassumere le possibili funzionalità idrauliche e verificare che siano presenti, operative e possibilmente asciutte da trasudazioni o perdite di olio.
  • Pompa principale per sollevamento cassone: sicuramente la più voluminosa per fornire la quantità di olio necessaria per permettere il movimento totale in circa di 10 o 12 secondi.
  • Pompa secondaria per cilindri di sterzo.
  • Pompa ausiliaria sterzo collegata alla trasmissione, ma che prende il moto dalle ruote (in caso di fermo motore magari su una lunga discesa provvede a farci sterzare ugualmente). A volte è presente anche una pompa elettrica attivabile anche manualmente dalla cabina.
  • Pompa per accessori come ventole di raffreddamento
  • Pompa per freni e sospensioni
Distributore idraulico
Pompa idraulica
Gruppo idraulico e tubi
Finestrella di controllo dell'olio idraulico
John, ovviamente non sono sempre tutte presenti e soprattutto non potrai capire esattamente cosa fanno, però dovrai essere bravo a controllare che facciano il loro dovere attraverso la comprensione dei comandi disponibili o delle funzionalità presenti sul modello che vuoi analizzare

Per completare correttamente l’analisi saranno presenti diversi gruppi valvole con sensori, bobine ed altri accessori necessari al buon funzionamento del tutto che non dovranno presentare grandi modifiche o esclusioni

Ovviamente l’olio dovrebbe essere meravigliosamente trasparente e visibile dalla finestrella di controllo.

Le restanti parti idrauliche sono elementari cilindri idraulici a doppio effetto per il sollevamento cassone e per lo sterzo i cui controlli da effettuare sono ormai nella routine: trasudi, perdite, condizione aste cromate e magari un occhio clinico ai perni e i loro fermi che possono essere l’avviso di problematiche più importanti da affrontare.
"Elementare" cilindro idraulico a doppio effetto...
...per il sollevamento cassone e per lo sterzo

Il motore endotermico del dumper articolato usato

Tutti i comparti che compongono la macchina possono essere bellissimi, perfetti, revisionati, lucidati e profumati, ma è solo sentendo il rombo possente dei 6 cilindri, praticamente la configurazione universale adottata, che possiamo essere certi che sposteremo della terra. 

Motore del dumper Liebherr TA 230 (©Liebherr)
Come per la maggioranza delle macchine che lavorano, il motore diesel rappresenta necessariamente un punto fermo da cui non possiamo, o non è conveniente, prescindere dall’averlo in perfetta efficienza.

Nei dumper articolati parliamo di cubature importanti che ovviamente seguono di pari passo sia le esigenze di potenza che di operatività in condizioni estreme.

Indicativamente dai 9 ai 18 litri di cilindrata e con potenze dai 200 ai quasi 500 kW parliamo di unità molto performanti, sovradimensionate in senso positivo, cioè alla ricerca di affidabilità e di una riserva di coppia e potenza sempre pronte a tirarti fuori da situazioni scomode. 


Accessibilità garantita

Le unità sono tutte montate longitudinalmente al mezzo ed aprendo il cofano ne otteniamo una visuale molto completa e rassicurante: dalla manutenzione alla riparazione fino alla sostituzione l’accessibilità è garantita.
Panoramica del motore posto sul Liebherr TA 230 (©Liebherr)
Spesso sono proprio i cofani anteriori a fungere da comodissima scaletta così che John non abbia scuse: non ti sporchi e puoi verificare facilmente l’assenza di perdite, il regolare funzionamento e la rumorosità contenuta. Con il motore ben caldo consiglio sempre di verificare che dal tappo di rabbocco dell’olio motore o quello sui coperchi delle punterie non ci siano evidenti fuoriuscite di vapore, se presenti sicuramente il motore potrebbe essere vicino alla necessità di essere revisionato o sostituito.

Questo argomento oggi andrebbe valutato con criteri completamente diversi che dal passato. Le unità utilizzate dai vari marchi sono comunque prodotte in quantità notevoli perché comuni a molti utilizzi. Dai camion, alle barche, alla generazione di aria compressa o corrente elettrica piuttosto che altri macchinari.

Il numero di motori in circolazione e l’esigenza di ridurre i tempi di fermo macchina hanno creato le condizioni perché per praticamente tutti i marchi e modelli esistano diverse società in grado di fornire un prodotto revisionato (oltre che nuovo), con garanzia e “pronto all’uso”. Anziché aspettare la disastrosa rottura in cantiere con tutti i danni collaterali annessi perché non prevedere tutto e valutare:
  • Macchina sostitutiva anche a noleggio (la porto in cantiere e prelevo quella da riparare)
  • Lavorazione comoda e sicura in officina fuori da problemi logistici e climatici
  • Possibilità di pulire bene dove lavoro e di programmare anche altri lavoretti
  • Assoluto controllo dell’inquinamento prodotto con olii esausti ed altro
  • Motore già disponibile in cantiere senza attese
  • Nessuna “sorpresa” tipica dei preventivi a motore chiuso
  • Tempi certi, programmabili, veloci
  • Meccanici a lavoro in sicurezza e con le giuste attrezzature
Un dumper Hyundai Doosan al lavoro (@Hyundai Doosan)
Partiamo dal concetto che quotidianamente una macchina di queste dimensioni incide in modo pesante sull’operatività del cantiere che oggi deve necessariamente fare i conti anche con tempistiche strette e penali a volte pesanti. Conviene quindi, se il nuovo per tempistiche o impegni di investimento eccessivo non lascia scampo, valutare un usato con la possibilità di renderlo assolutamente efficiente sul lungo periodo.

I documenti del dumper articolato usato

John, tranquillo, il dumper non ha la possibilità di avere la targa, non andrai mai per strada, se non interne ai cantieri o ad aree private, quindi lavoro semplice. Certificato CE e manuale uso & manutenzione obbligatori, il solito controllo di corrispondenza tra targhetta e numero inciso sul telaio. Lo sguardo interrogativo di John mi lascia capire che il trabocchetto non ha funzionato (troppo sbrigativo e semplice) e lui ora silenziosamente mi guarda e pazientemente aspetta che confessi.
Dumper Komatsu HM300-5
Quello che invece sarebbe opportuno poter visionare prima dell’acquisto è proprio il manuale dell’operatore. Anno dopo anno, versione dopo versione, modello dopo modello, ogni costruttore effettua magari piccole ma spesso sostanziali modifiche a tutti i vari aiuti per una guida più confortevole e sicura ed un’efficienza sempre maggiore
Il manuale può diventare un importante suggeritore di tutte le funzionalità nascoste che altrimenti, a meno di avere già avuto tra le mani lo stesso esatto modello, potremmo scoprire dopo l’acquisto che non sono operative

Alcune di queste incidono pesantemente anche su aspetti di sicurezza da non trascurare. Vediamo i più frequenti:
  • Frenata di emergenza: normalmente degli accumulatori ad azoto garantiscono, qualora in discesa non ci fosse più il supporto della pressione idraulica, la possibilità di frenare e fermarsi. La verifica migliore sarebbe sapere quante frenate sono possibili.
  • Retarder: a seconda dell’età della macchina e del costruttore, ci sono impianti manuali a leva o a pedali, spesso anche automatici impostabili ad una velocità che dovrebbero garantire discese più sicure e meno impegnative per l’operatore. L’ideale resta il manuale dell’operatore per avere informazioni anche perché in alcune macchine l’azione frenante dipende dall’acceleratore, in altre da impostazioni fisse o memorizzabili. Purtroppo per provarne l’efficienza dovremmo disporre di una lunga discesa e il cassone pieno. Comunque la presenza di tuti i componenti, l’assenza di codici di guasto o avvertimenti può iniziare a dare un’idea delle condizioni.
  • Freno motore: in combinazione con il retarder, questi sistemi spesso si azionano automaticamente e provvedono a diminuire molto l’usura dei freni attraverso sistemi che non prevedono usure come la temporanea chiusura dell’alimentazione a diversi cilindri piuttosto che la chiusura di valvole allo scarico o diversi altri sistemi che l’alta tecnologia sta facendo diventare di uso comune.
  • Sistemi di compensazione tra le sospensioni: Alcuni modelli, per ottenere una migliore stabilità e trazione in ogni condizione sono dotate di sistemi idraulici dedicati a maggiorare o bilanciare la pressione nelle sospensioni anteriori e se presenti anche in quelle posteriori, specie in modelli recenti.
  • Controlli velocità: non solo per la discesa ma anche per la traslazione normale a volte si possono trovare dei “cruise control”, cioè sistemi elettronici di mantenimento velocità. La loro attivazione e funzionalità va verificata dove lo spazio lo permette e soprattutto dopo aver capito come funzionano.
Interno dumper articolato (foto ©Bell)

TCO & ROI

Stavolta John, sono io a godermi la tua faccia perplessa. Beh, occuparsi di verificare le perdite o i giochi anomali non è tutto quello che ci serve per acquistare la macchina dei nostri sogni e aver fatto un buon affare in termini imprenditoriali.

Il dumper A30 ha drasticamente aumentato la produttività e la sicurezza in cantiere
Quando un’azienda decide di investire in un macchinario è segno che la necessità, quale che essa sia, è diventata impellente. I molteplici parametri a cui fare riferimento rendono impossibile prevedere tutto e anche prendere a riferimento o copiare altre realtà anche se simili assolutamente non garantisce che ne scaturisca un quadro veritiero

Il lavoro di analisi e previsione va svolto in maniera professionale e con competenze specifiche, coinvolge tutti i rami dell’azienda interessati e necessita di conoscenze base di tutte le persone coinvolte.


Il costo di acquisto di un ADT (Articulated Dumper Truck, l’oggetto di questo articolo) è, ovviamente, solo la prima parte da considerare. Avere un operatore capace, sensibile, esperto rappresenta sicuramente un valore aggiunto, ma anche far crescere un giovane che abbia voglia di imparare ed una mentalità aperta al rinnovamento ed alle nuove tecnologie può rappresentare una scelta che premia alla distanza.

Attenzione ai costi

Attenzione a valutare oltre all’acquisizione del bene anche tutti i costi diretti, indiretti e un’ipotesi base di quelli nascosti.
Proviamo a pensare che per esempio, mentre l’operatore è un costo fisso (ma “riciclabile” anche per altre funzioni interne all’azienda), il gasolio piuttosto che la manutenzione, le gomme o le riparazioni sono costi che derivano dall’utilizzo, quindi sono direttamente legati anche alla redditività e sottoposti a valutazioni diverse

Anche l’obsolescenza è un parametro da non sottovalutare ricordando che si potrebbe arrivare al punto in cui la riparazione o ripristino arrivi a costare quanto o più del valore reale del mezzo.

L’utilizzo di un marchio che mi garantisce velocità di intervento, reperibilità di ricambi piuttosto che una macchina sostitutiva, aumenta considerevolmente la disponibilità della macchina e quindi anche la sua capacità di pagarsi e magari avvicinare l’azienda a poter valutare un acquisto più recente o direttamente nuovo con notevoli vantaggi per l’ambiente (minor inquinamento dei nuovi motori), la produttività e magari l’immagine!
La valutazione del TCO è un fattore fondamentale nell'acquisto di un dumper articolato usato (foto @Volvo CE)

Conclusioni

Attualmente il mercato offre diverse occasioni di acquisto a dimostrazione che il settore sta vivendo un momento di rinnovamento parchi macchine che lascia molte possibilità anche a chi non vuole o non può imbarcarsi in investimenti imponenti. Da macchine con pochi anni e poche ore fino a mezzi più economicamente allettanti e diversamente nuovi potrebbe essere il momento giusto per allargare il garage e dotarsi di un affascinante arrampicatore [asta di Ritchie Bros. - dumper Volvo].
A questo punto John possiamo congedarci fino al prossimo pazzo acquisto dei tuoi fantasiosi capi. Sono convinto che una buona macchina usata, se scelta accuratamente e con i criteri corretti, senza la fretta dell’ultimo minuto, possa dare una svolta reale e concreta a moltissime criticità del cantiere possibilmente rendendo anche più proficuo il risultato finale e la soddisfazione personale.