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Rincari materie prime superano il 60%

Rincari materie prime superano il 60%

Sono questa volta le fonderie italiane a lanciare l'allarme sul rincaro dei prezzi delle materie prime che potrebbe ben presto riflettersi su tutta l'economia, con il rischio concreto di 'trovarsi ad affrontare un'impennata generalizzata dell'inflazione'.
Il presidente di Assofond, l'associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane, Roberto Ariotti, illustra i rischi per la produzione e la ripresa.

L'Italia, oggi, corre "rischi maggiori rispetto ad altri perché, come ben sappiamo, abbiamo una forte industria trasformativa ma siamo poveri di materie prime.  Dunque se i prezzi delle materie prime salgono in maniera così preponderante come ora, a farne le spese è l'intera industria italiana, ma forse sarebbe meglio dire europea".

Continua Ariotti: "In questo quadro, le fonderie sono nel mezzo, perché occupano una posizione strategica e fanno da snodo nelle catene del valore. C'è quindi da affrontare un discorso di capacità di approvvigionamento a monte e di consegna dei prodotti ordinati. Le materie prime prendono soprattutto la via dell'oriente, che ne richiede in quantità e non si fa troppi problemi a pagare i prezzi richiesti".

"Noi, che non possiamo permetterci - conclude - di assorbire rincari che nel migliore dei casi hanno superato il 60%, veniamo riforniti con quantità contingentate e senza la possibilità di fare scorte. La situazione è preoccupante e non posso escludere a priori la prospettiva di una fermata".