2013-2023.
>>Monaci Demolizioni<< un
decennio dopo. L’azienda di
Osio di Sopra, vicino a Bergamo, compie dieci anni. Tempo, quello trascorso dall’
azienda bergamasca, servito a mettere le
basi, a farsi
conoscere e a
crescere, ma senza esagerare.
Sembra questa infatti la
filosofia del suo titolare,
[Michael Monaci]; un atteggiamento fatto proprio dalla procuratrice della società,
[Sandy Camozzini]. Giovane la società,
giovani pure loro: insieme, Monaci e Camozzini, hanno meno di settant’anni. Ma a dispetto del dato anagrafico, entrambi, sul
futuro dell’impresa, procedono con i
piedi di piombo.
Michael Monaci
Michael Monaci, amministratore unico della Monaci Demolizioni
Sandy Camozzini
Sandy Camozzini, procuratrice e responsabile del servizio di prevenzione e protezione di Monaci
Le macchine di Monaci al lavoro (credits, Monaci Demolizioni)
Nonostante la
prudenza, in questi dieci anni, le
macchine nero verdi di Monaci sono state viste all’opera in
numerosi cantieri di tutt’Italia.
In questo inizio di
2023, ad esempio, sono sull’
autostrada della Cisa impegnate a
demolire alcuni ponti; in
Sardegna, dove lavorano spesso, seguono
diversi cantieri; tra qualche tempo, pare, saranno presenti anche
fuori dai confini nazionali, in
Germania.
Ma tra le tante
demolizioni, quella a cui la dirigenza è
affezionata, è certamente l’intervento di demolizione dell’
ex stabilimento Laterlite di Retorbido, piccolo comune dell’Oltrepò pavese.
La Leca di Retorbido
Laterlite, importante azienda del settore edilizio, tra le
numerose produzioni, produce l’
argilla espansa Leca: un materiale impiegato in sottofondi, isolamenti e per il
confezionamento del calcestruzzo: è un aggregato leggero che ottimizza il rapporto tra
peso e
resistenza. Leca veniva prodotta anche nell’impianto pavese.
I lavori di demolizione sono iniziati nell’ottobre del 2021 e si sono conclusi nel marzo dell’anno successivo (credits, Monaci Demolizioni)
La demolizione dell’impianto
La demolizione dell’impianto di Retorbido ha riguardato quasi esclusivamente le
componenti in ferro dell’ex stabilimento: un appalto del valore di circa
800 mila euro. I lavori sono iniziati nell’
ottobre del 2021 e si sono conclusi nel
marzo dell’anno successivo.
La demolizione dell’impianto di Retorbido ha riguardato quasi esclusivamente le componenti in ferro dell’ex stabilimento: un appalto del valore di circa 800 mila euro (credits, Monaci Demolizioni)
“Per me, che ricopro il ruolo di
responsabile del servizio di prevenzione e
protezione di Monaci, dal
punto di vista tecnico si è trattato di un lavoro molto interessante - afferma
[Sandy Camozzini], procuratrice e Rrsp della società bergamasca -.
Prima di procedere alle demolizioni abbiamo infatti dovuto
campionare e
classificare i diversi materiali ancora presenti: occorreva evitare qualsivoglia
contaminazione del terreno. All’interno dei tubi sono stati eseguiti dei campionamenti per verificare l’
eventuale presenza di amianto, nonostante la
bonifica effettuata in precedenza”.
In operazioni come queste, che avvengono in stretto contatto con l’
Arpa, dopo i campionamenti, ciascuna
zona dell’impianto ha reso informazioni diverse, che hanno comportato
modalità differenti di smaltimento.
All’interno delle tubazioni sono stati prima rimossi i materiali refrattari (credits, Monaci Demolizioni)
Le operazioni di taglio delle tubazioni dell’impianto (credits, Monaci Demolizioni)
“È facile comprendere la
complessità dell’operazione - specifica la procuratrice di Monaci -. Non si è trattato di una semplice demolizione, bensì di
un lavoro attento per arrivare alla
corretta bonifica di tutti gli impianti”. Una volta eseguite le
analisi, le campionature e la caratterizzazione delle
aree sospettate di inquinamento, hanno potuto
iniziare le operazioni di demolizione vere e proprie. Che si sono concentrate sull’
impianto in quanto tale, su
quelli di collegamento, sui
silos e sul
forno rotativo: quest’ultimo, oltre a presentare uno spessore del
ferro consistente, conteneva altro
materiale refrattario, necessario alla lavorazione.
Le demolizioni hanno interessato l’impianto principale, i silos e il forno rotativo (credits, Monaci Demolizioni)
Prima di procedere alle demolizioni tutti materiali sono stati campionati e classificati (credits, Monaci Demolizioni)
I due
forni rotativi sono stati demoliti con ausilio di
due piattaforme elevatrici e un
escavatore dotato di
cesoie; il taglio principale degli elementi circolari metallici è stato effettuato con
taglio a cannello: una volta
indebolita, la struttura è stata demolita con un escavatore. Per motivi di
sicurezza, vista l’alta specializzazione della lavorazione e il
rischio potenziale, lo svolgimento dei lavori è avvenuto alla presenza delle
sole maestranze.
I
silos e le
strutture metalliche presenti sono stati demoliti in
modalità top down, con una demolizione di tipo
controllato, per mezzo di
due escavatori dotati di
pinze idrauliche e cesoie.
Anche durante lo svolgimento di queste ultime attività non erano presenti altre
maestranze al di fuori di quelle strettamente necessarie per l’
esecuzione dei lavori.
"Per le demolizioni - prosegue
[Sandy Camozzini] - abbiamo impiegato complessivamente
cinque macchine della nostra flotta: quattro
escavatori cingolati e un
mini escavatore dotato di
ragno. Più nello specifico abbiamo utilizzato due
Volvo EC 460 C Ld, un
Case CX 370 e un
Doosan DX 340”.
Il parco macchine di Monaci
Adeguato alle
dimensioni d’impresa il parco macchine aziendale. “Abbiamo escavatori di quattro case costruttrici:
Case CX 370,
Doosan DX 225 e
340,
Volvo EC 480 e
460 e
Liebherr R 974. Si tratta di macchine con portate che variano da
300 a 900 quintali. Poi abbiamo delle
minipale e un
miniescavatore Bobcat. Come ogni demolitore che si rispetti, disponiamo di un’ampia dotazione di
pinze,
cesoie e
frantumatori, tutte di
Mantovani Benne".
Per l’appalto di Retorbido Monaci ha impiegato l’intera flotta di macchine a disposizione (credits, Monaci Demolizioni)
"Per le
lavorazioni speciali, come ad esempio le
bonifiche d’amianto, che un tempo realizzavamo
in proprio, nella logica della specializzazione, oggi ci avvaliamo di
aziende specializzate, così come per le operazioni di taglio di parti strutturali”.
Il segreto di un successo
Una fase di demolizione a distanza di alcune parti alte (credits, Monaci Demolizioni)
Per il
successo di mercato di Monaci, Camozzini offre una spiegazione interessante. “Oltre alle
qualità e alle
capacità tecniche e
manageriali del titolare, alla base dei
nostri risultati c’è stata una
scelta, che si è rivelata
lungimirante, fatta l’anno successivo all’apertura dell’azienda. Vale a dire, di
assumere, subito dopo il via, una
esperta di sicurezza".
"Una decisione che ci ha permesso di
crescere e di essere
credibili nei confronti degli
operatori importanti. Con le certificazioni di cui siamo oggi in possesso possiamo presentarci sui
mercati che contano. È stata una decisione che si è rivelata
vincente”.
Oggi l’azienda di Osio di Sopra può vantare di aver ottenuto tre importanti
certificazioni Accredia: di
qualità, in base alla Uni En Iso 9001, di
sicurezza, la Iso 45001, di
ambiente, l’Iso 14001.
L’impresa vanta inoltre
attestazioni Soa per la qualificazione di lavori pubblici fino a
1 milione e mezzo di valore delle opere.
È stata anche demolita una ciminiera, con un mini robot appeso, telecomandato a distanza (credits, Monaci Demolizioni)
In arrivo la nuova sede
Entro l’anno Monaci si
trasferirà dall’attuale sede di Osio di Sopra. “In effetti, qui a Osio,
stiamo stretti - conclude Camozzini -. Stiamo cercando una
sistemazione ideale, sia dal punto di vista dimensionale che logistico. Una
scelta non facile, ma che dovremo fare. Ma senza fretta, abbiamo dodici mesi di tempo”.