La logistica sposta le montagne (letteralmente)

Nella società odierna la logistica gioca un ruolo strategico nelle dinamiche di mercato; l’arrivo di grandi gruppi internazionali, nativi digitali, non ha intaccato questo assioma, anzi, se possibile, lo ha esasperato ulteriormente.

L’assenza di negozi fisici ha trasformato la catena delle consegne, riducendo il ruolo dei punti vendita, ma aumentando il numero dei pacchi da consegnare, direttamente dal produttore al cliente finale.

Simone Cristini

Simone Cristini, titolare delle aziende che fanno parte del Gruppo Cristini
Altre dinamiche, più afferenti a principi di marketing, come ad esempio la possibilità di restituire senza costi i prodotti non desiderati (nell’abbigliamento si arriva al parossismo in questo senso), hanno fatto crescere ulteriormente la richiesta di trasporto.

Non stupisce che in tutto il Mondo (e quindi anche in Italia), stiano spuntando come funghi (e la velocità di costruzione è molto simile) nuovi centri di logistica, alcuni gestiti dalle grandi compagnie di trasporto, altri direttamente dai grandi marchi commerciali.

Augusto Cristofari

Augusto Cristofari, Amministratore Delegato di Italia Opere Spa

Si tratta di oggetti edilizi di enormi dimensioni, concepiti secondo le più moderne filosofie distributive e dotati di un’informatizzazione spinta che consente di controllare in tempo reale lo stato di ogni più piccola spedizione.

Esterno di uno delle due strutture che fanno parte del nuovo centro logistico
Uno di questi ‘mostri’ logistici, sta sorgendo alle porte di Roma, destinato a seguire, nelle intenzioni di una delle due aziende che vi stanno investendo, l’intero mercato del Sud Italia. Abbiamo visitato il grande cantiere, accompagnati dalle due imprese che stanno realizzando i movimenti terra: il >> Gruppo Cristini <<di Sgurgola (provincia di Frosinone) e >> Italia Opere << di Palestrina.

Il Colosso nell’Agro

Il grande cantiere si estende nell’agro romano e l’impressione arrivando è quella di un intervento in cui tutto viene pianificato con cura, con particolare attenzione al rispetto delle normative di sicurezza e di gestione del sito.

Perimetrare completamente un’area di queste dimensioni è già di per sé un bell’intervento, ma la vera sfida sta tutta nelle volumetrie da movimentare: oltre 4 milioni di metri cubi di terreno, tra sbancamenti e riporti. Ci sono poi, inoltre, importanti interventi di stabilizzazione a calce.
I capannoni sono, come estensione, fra i più grandi realizzati in Italia negli ultimi anni
E non un terreno semplice: sull’area si susseguono strati di materiale completamente differenti fra loro, dall’argilla a faglie ghiaiose, con anche affioramenti di roccia. Insomma, l’incubo di ogni pianificatore; un incubo reso ancora più complesso dalla presenza intensiva dell’acqua che si muove imprevedibilmente fra i vari strati, rendendo ardue le operazioni di scavo e trasporto.

Tutte le strutture verranno costruite su un nuovo livello di campagna, il risultato mediale fra le opere di sterro e riporto: qui sono previsti due grandi interventi di logistica, commissionati da altrettanti importanti gruppi internazionali.

Muscoli robusti

Per far fronte a una tale mole di terreno da muovere, non si può andare per il sottile e, infatti, Italia Opere, ha messo in campo subito i grossi calibri. Sul cantiere troviamo due dozer Komatsu, un D61EX con sistema satellitare 3D Leica e un D65Pxi.

Entrambi sono fondamentali per lo sbancamento del terreno e per la realizzazione dei nuovi piani su cui si innesteranno le strutture. Il D65Pxi-18, macchina da 20,9 tonnellate, è spinto da un motore Komatsu da 164 kW e fa parte della gamma che in Komatsu chiamano Intelligent Machines.
Viste le ingentissime cubature da trattare, sul cantiere presenti anche due dozer Komatsu, un D61EX con sistema satellitare 3D e un D65PXi
Il D65PXi, infatti, viene fornito con il sistema di comando macchina GNSS 3D interamente installato in fabbrica. Il sistema rende la macchina completamente autonoma nei lavori di scarificazione e livellamento. I componenti addizionali per il comando macchina, generalmente montati sulla benna, vengono ora sostituiti da un'antenna GNSS installata già in fabbrica sopra la cabina, dal gruppo IMU+ (gruppo inerziale avanzato di misurazione) e da cilindri idraulici con sensore della corsa. Questo gruppo sensori integrato è robusto, preciso e elimina tutte le preoccupazioni quotidiane legate all'installazione e alla rimozione di antenne e cavi dalla lama e l'usura conseguente.

Il suo fratello più piccolo, il D61Ex monta, invece, un sistema 3D Leica che utilizza i pali sulla lama dozer. Entrambi garantiscono un’efficienza maggiore rispetto ai sistemi tradizionali in cui gli operatori non possono contare sulla rilevazione satellitare in tempo reale. L’impiego dei sistemi 3D azzera l’utilizzo delle modine, annulla eventuali errori umani e abbatte significativamente i costi di topografia in cantiere.
Sul cantiere romano gestito dal Gruppo Cristini anche un dumper articolato Komatsu HM300
Accanto ai dozer, anche un dumper articolato Komatsu (non il solo in cantiere vista l’entità delle movimentazioni), un HM300 da 28 tonnellate di carico utile. Su questo tipo di cantieri, i dumper articolati sono l’unica opzione per la movimentazione del terreno, in quanto i tradizionali camion cava cantiere rischierebbero (anche considerando l’andamento monsonico delle piogge negli ultimi anni) di poter lavorare solo per periodi limitati di tempo o di non poterlo fare affatto. Una eventualità che non può essere tollerata in interventi di questo tipo.

Un nasone pignolo

Ma non ci sono solo i dozer, parlando di macchine importanti: Italia Opere all’interno di uno dei due grandi capannoni ci ha fatto trovare una gradita sorpresa; impegnato nella realizzazione dei sottofondi troviamo un motorgrader Komatsu GD675-6.
Il Komatsu GD675 utilizzato da Italia Opere all'interno dei capannoni per il livellamento di precisione
Il Motorgrader GD675 di Komatsu ha un peso operativo di 17,2 ton e una potenza netta di 165 KW
Macchina spinta da un motore Komatsu che eroga 165 kW, il GD675-6 ha un peso operativo di 19,22 ton (nella versione con ripper scelta dal Gruppo Cristini) e soprattutto ha un passo particolarmente lungo (6.495 mm) che assicura una precisione di livellazione di alta gamma.

La precisione è fondamentale in applicazioni come queste, che avvengono negli spazi relativamente ristretti all’interno degli edifici, così come è altrettanto importante la controllabilità della lama (larga 4.270 mm e alta 660 mm), assicurata in questo caso  un valvola di comando multifunzione con un’esclusiva valvola di arresto a galleggiante.
Equipaggiato di sistema satellitare 3D, il motorgrader GD675 garantisce grazie alla valvola di comando multifunzione una notevole controllabilità della lama
Per garantire la precisione nella livellazione (non dimentichiamo che questo è un capannone logistico dove il controllo delle pendenze è quasi millimetrico), il Gruppo Cristini sta utilizzando il motorgrader Komatsu equipaggiato di sistema 3D a doppio palo, in modo da gestire anche al meglio il numero di passate necessarie a raggiungere il risultato, minimizzando in questo modo le tempistiche di realizzazione e il consumo di carburante.

I Re della Terra

Dove c’è terra ci sono, sempre, gli escavatori cingolati. E su questo cantiere ne abbiamo visti impegnati davvero molti: carico dumper, scavo al fronte, scavo delle fondazioni, rifinitura di scarpate, canali di scolo e chi più ne ha più ne metta. Gli escavatori si sono confermati, anche in questo caso, i re indiscussi del cantiere. Tra i molti messi in campo dal Gruppo Cristini, ne vogliamo ricordare due.

Un bellissimo HB365 NLC-3 Hybrid, macchina da 36,4 tonnellate con motore diesel da 202 kW, coadiuvato un sistema di rotazione interamente elettrico. che consente alla potenza idraulica di essere impiegata per il braccio, l'avambraccio e i movimenti della benna, riducendo i tempi di ciclo e, contestualmente aumentando la produttività.
Numerosi anche gli escavatori messi in campo dal Gruppo Cristini, tra cui anche un interessante 365 NLC Hybrid
Ma come funziona? Sull’HB365 NLC-3, un generatore/motore di rotazione elettrico cattura e rigenera l'energia durante la decelerazione della torretta e la converte in energia elettrica. L'energia catturata viene quindi immagazzinata nell'ultracondensatore e usata dal generatore-motore per sostenere il motore a combustione quando è necessario accelerare.

Accanto all’innovativo HB365 NLC-3, abbiamo visto al lavoro anche un “classico” di questa tipologia di macchine: un PC210NLC-11, la macchina Komatsu che presidia la classe di escavatori più venduta in Italia. Parliamo di un escavatore da 22,4 tonnellate di peso operativo, particolarmente agile, tant’è vero che il Gruppo Cristini, al momento della nostra visita, lo stava utilizzando per i rinterri all’interno dei capannoni già costruiti.
I lavori fervono anche all'interno delle strutture già realizzate, come testimonia questo Komatsu escavatore cingolato PC210-11 NLC
IL PC210NLC-11 monta un motore Komatsu da 123 kW, in regola con le normative antinquinamento Stage IV, (DPF e SCR) a cui Komatsu affianca un impianto idraulico a comando elettronico CLSS (centro chiuso) che lavora con due pompe a pistoni assiali con una capacità complessiva di 475 litri/min (38 MPa).

Motore e idraulica lavorano molto bene assieme e, integrati con un’elettronica di ultima generazione, assicurano consumi, rispetto alla versione precedente, in calo del 6%.

Dal 1956 sul cantiere

La storia del gruppo strong> >> Italia Opere <<, che ci ha raccontato il titolare Augusto Cristofari, parte dal secondo dopoguerra del secolo scorso e si snoda per oltre 60 anni sempre con la stessa logica imprenditoriale fatta di lavoro e correttezza, come ci conferma anche Cristofari: “La società è stata fondata da mio padre Giovanni nel 1956, allora si lavorava con i cavalli e i carretti, principalmente per interventi di rimozione macerie e successivamente di movimento terra”.

Continua Cristofari: “Da quegli anni la continuità aziendale sul territorio non è mai venuta meno (e sono poche le imprese che possono vantare 60 anni di attività continuativa), passando attraverso il mutare delle ragioni sociali, dovute alla volontà della nostra famiglia di affrontare lavori sempre più complessi e importanti.

Augusto Cristofari

Augusto Cristofari, Amministratore Delegato di Italia Opere Spa
Dalla Cristofari Snc (la prima società di mio padre) siamo passati alla omonima Srl, per poi diventare Preneste Srl e ancora Preneste Spa”. Con il passare degli anni, oltre al crescere del fatturato, si è esteso anche il raggio di azione aziendale, passando dalla provincia di Roma a tutto il Lazio, poi all’Abruzzo e alla Toscana, fino alla Lombardia”.

“Ecco spiegato l’ultimo cambio di ragione sociale con la Preneste Spa che, nel 2015, diventa Italia Opere Spa, un nome che rispecchia più fedelmente di quello di prima, il nostro odierno orizzonte imprenditoriale, che abbraccia di fatto tutto il nostro Paese”.

“Non solo, consci che l’internazionalizzazione sia un asset strategico importante, già da alcuni anni abbiamo cominciato a investire all’estero, principalmente nei Paesi dell’America Latina; Italia Opere è, infatti, oggi presente in Argentina e Brasile”.

In 60 anni di continuità abbiamo continuato a crescere con gli stessi principi degli anni 60: passione e dedizione [Augusto Cristofari]

“Oggi, come gruppo, lavoriamo principalmente nel movimento terra e nelle opere di urbanizzazione, privilegiando l’ottica dell’appalto diretto che riteniamo essere, nel mercato attuale, l’unica strategia possibile per continuare a crescere”.

“Lo possiamo fare potendo contare su un robusto parco macchine che oggi arriva a oltre 50 unità e su una preparazione tecnica delle nostre maestranze di alto profilo, maturata, appunto, in oltre 60 anni di esperienza”.

Sottilinea Cristofari: “Proprio la qualità delle maestranze è oggi, forse, il punto di maggiore criticità per chi vuole fare impresa; essendo in continua crescita, abbiamo forti difficoltà a reperire personale specializzato; probabilmente questo avviene perché il nostro lavoro viene percepito dai giovani come particolarmente sfidante”.

“Forse un tempo era così, oggi, con il progresso delle tecnologie, la fatica del cantiere si è molto ridotta, soprattutto per professioni specifiche come gli operatori di macchine da cantiere. E anche le retribuzioni di una figura specializzata, confrontate con altre sono particolarmente interessanti”.

“Ovvio - conclude Cristofari - ci vuole passione e dedizione, ma noi stessi, come soci e titolari, siamo in prima linea da questo punto di vista; questo, assieme a un’attenta pianificazione finanziaria e operativa (fondamentali per una crescita organica e sostenibile), ci permette di guardare al futuro con relativo ottimismo, con un portafoglio di ordini già acquisiti che supera i 50 milioni di euro, declinati su appalti importanti come la messa in sicurezza dell’asse ferroviario Roma-Viterbo, che realizzeremo in ATI con l’Impresa Donati e Itinera o gli appalti per il Municipio IX di Roma e per gli interventi di riqualificazione di piazzale Flaminio, sempre nella Capitale”.

Da 1 a 50 in 20 anni (o poco più)

In occasione della nostra visita in cantiere, abbiamo anche incontrato il titolare del Gruppo Cristini, [Simone Cristini]; lo abbiamo intervistato, tra un impegno e l’altro (da buon imprenditore non si fa mancare il lavoro, ndr), presso la sede del Gruppo a Sgurgola e ci siamo fatti raccontare qualche dettaglio della storia della sua impresa: “Ho iniziato l’attività a diciotto anni nel 1998, come ditta individuale, con un escavatore usato che mio padre aveva nell’officina, lavorando per gruppi imprenditoriali romani che avevano bisogno di eseguire lavorazioni di movimento terra”.

Nel 2004, accanto all’attività di movimento terra classico, abbiamo cominciato a proporre al mercato anche quella di commercializzazione degli inerti di pietra calcarea, estratti nella Cava di Acuto e forniti, tra gli altri, anche al gruppo Colacem (questa attività è terminata poco tempo fa, nel luglio 2019)”.

La famiglia e l'azienda

In azienda anche la compagna di Cristini, Donatella, con la delicata responsabilità del controllo finanziario
Continua Cristini: “Anche su questa spinta, l’attività ha continuato a crescere e nel 2005 abbiamo cambiato ragione sociale, diventando Società a Responsabilità Limitata e iniziando a partecipare alle Gare indette dai vari Enti pubblici in Provincia e poi in Regione”.

“Da quegli anni fino a oggi abbiamo continuato ad articolare la nostra offerta commerciale, affiancando agli scavi e all’attività estrattiva anche interventi di costruzione edile e infrastrutturale chiavi in mano, non solo più nel Lazio, ma anche in altre Regioni”.

Il Gruppo Cristini oggi opera nei cantieri di edilizia civile e infrastrutturale con interventi in tutta Italia [Simone Cristini]

"Oggi siamo una realtà che dà lavoro stabilmente a 50 persone, potendo contare su un robusto parco macchine di proprietà, con oltre 60 mezzi complessivamente, fra macchine operatrici e camion cava cantiere. Preferiamo, per scelta imprenditoriale, evitare interventi in subappalto, scegliendo quando possibile gli affidamenti diretti (da privati) o di partecipare alle Gare come soggetti Appaltatori (per gli Enti pubblici)”.

“Sono, infatti, convinto che questo approccio ci consenta di salvaguardare meglio la redditività aziendale che è il parametro più importante per un’azienda come la nostra”.

“Il Gruppo Cristini ha cominciato a lavorare con Komatsu nel 2005 e oggi abbiamo in flotta più di 20 macchine del marchio giapponese che lavorano con buoni risultati su tutti i nostri cantieri più importanti, compreso quello che abbiamo visto oggi. Siamo soddisfatti delle prestazioni delle macchine Komatsu, sia degli escavatori sia anche di quelle particolari, che avete visto all’opera oggi, come i motorgrader e i dozer”.
Le opere di costruzione dei grandi capannoni di logistica, seguono a ruota gli interventi di movimento terra
“Per queste macchine, poi, la tecnologia di controllo satellitare 3D è fondamentale per aumentare la produttività, azzerare i rifacimenti e poter avere una documentazione precisa di quanto fatto, in caso di contestazioni da parte della Committenza. Con le Intelligent Machines di Komatsu gli operatori lavorano sereni e producono molto di più”.

“I Komatsu sono macchine affidabili e ci garantiscono una produttività soddisfacente, ma sopratutto costante, valori questi fondamentali oggi per stare sul mercato, tutelando la marginalità. Ovviamente siamo soddisfatti anche dell’assistenza di GIS, il distributore Komatsu (per tutte le province del Lazio, del Molise, dell'Abruzzo e della Campania, oltre che per la provincia di Foggia, ndr) che da sempre ci segue: avere un partner pronto a intervenire in cantiere e capace di consigliarci (senza diventare troppo esosi, ride Cristini, ndr) sulle macchine giuste da inserire nei nostri cantieri è per noi un valore fondamentale”.

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