Il racconto di un grande cambiamento infrastrutturale all’interno di un contesto metropolitano non può che muovere dal concepimento di un grande progetto, ambizioso e coraggioso, e dalle gesta degli attori che ne hanno determinato la sua affermazione.
Sulla scia dell’interessante chiacchierata con il Presidente dell’
>>Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale<< ,
[Pasqualino Monti] [qui l'articolo], siamo tornati a Palermo, alla scoperta del più grande cantiere in corso nel
waterfront della città.
Pasqualino Monti
Pasqualino Monti, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale
Ci troviamo a ridosso del
centro storico arabo-normanno del capoluogo siciliano, più precisamente nel
molo trapezoidale, area che separa l’
antico porticciolo storico della Cala dalle banchine commerciali del
Porto di Palermo, in cui attraccano giornalmente
grandi navi da crociera, navi
passeggeri e
Ro-Ro.
Una distesa geometrizzante di circa
26.000 metri quadri che si affaccia sul
mar Tirreno e avvolge il Castello a Mare, antico baluardo di difesa che proteggeva Palermo dagli attacchi dei nemici.
Particolare dell’area di cantiere durante il transito di una nave da Crociera MSC
Per anni rimasta sede di
magazzini di ridotte metrature, destinati alla piccola nautica, a deposito merci e alla
sosta di veicoli commerciali, l’intera superficie accoglie oggi uno degli interventi che andrà a completare l’imponente azione di
armatura infrastrutturale che ricentralizzerà il
porto di Palermo nel Corridoio Scandinavo-Mediterraneo.
A differenza delle
aree limitrofe più votate alla gestione delle
merci e all’
accoglienza dei passeggeri, qui saranno concentrate le realizzazioni più commerciali del “
sistema porto”, non distante dal nuovo terminal aliscafi, già attivo. Casco in testa, siamo saliti a bordo di un mezzo che ci ha portato dritti
nel cuore dell’area.
Alla nostra guida l’Ingegnere
[Enrico Petralia],
direttore dei lavori, con il quale abbiamo preso visione dello
stato di avanzamento del cantiere.
Enrico Petralia
Enrico Petralia, Ingegnere e direttore dei lavori del Molo Trapezoidale nel porto di Palermo
goWEM!: Qual è la genesi di questo enorme trapezio?
I 20 mila metri cubi di materiale ricavato dalla demolizione (da tutto l'edificato preesistente) saranno impiegati nella sistemazione delle aree
[Petralia]: “In seguito alla
rimodulazione delle funzioni portuali voluta fortemente dal presidente
Monti, e con la volontà di attivare un processo di
riqualificazione in continuità al limitrofo porticciolo della Cala, abbiamo sgomberato l’intera superficie, trasferendo tutto il traffico commerciale nella parte
nord del porto, liberando l’intero piazzale".
"Ne è conseguita una
demolizione di tutto l’edificato preesistente, ricavando circa
20 mila metri cubi di materiale di risulta, che stiamo riallocando nella nuova sistemazione dell'area. L’area sgombra ci ha consentito di
pianificare meglio ogni aspetto dell’intervento, attraverso una
progettazione mirata e
coerente con quanto già realizzato o in fase di esecuzione nel resto del sistema portuale”.
Le antiche fondazioni del Castello a Mare e l’intervento murario perimetrale
Tutto ruota intorno al Castello
L’
elemento principale, che caratterizza i contenuti architettonici e concettuali del disegno complessivo, è la valorizzazione dell’
antico Castello a Mare limitrofo, nonchè la messa in risalto delle sue fondazioni.
Tale
emergenza storico-architettonica è un simbolo imprescindibile di cui l’intera progettazione ha necessariamente
tenuto conto e che donerà ulteriore
fascino al risultato finale.
[Petralia]:“Intervenire vicino ad un
manufatto storico così importante non è mai facile. Per questo abbiamo pensato di rendere la storia di Palermo la
chiave ispirazionale della progettazione".
"Grazie a una campagna archeologica assistita da una archeologa professionista, si è proceduto a
ricostruire il tracciato delle antiche mura perimetrali del castello, segnalandolo e valorizzandolo con un'apposita
recinzione. Attorno ad esso si è sviluppato il concepimento delle altre aree”.
Proprio dove anticamente c’era il mare e laddove l’acqua lambiva la fortezza, i progettisti rievocheranno
antichi e
affascinanti scenari di una Palermo che fu. Uno
specchio d’acqua di 6.000 metri quadrati avvolgerà le antiche mura, che saranno fruibili a
breve distanza dal visitatore tramite un camminamento lungo l’intero perimetro.
Un mezzo al lavoro nel sedime del futuro specchio d’acqua
Particolare del rivestimento del bordo vasca con effetto a sfioro
[Petralia]: “In questa parte del cantiere stiamo affrontando
due sfide parecchio impegnative: la prima è far sì che le
condizioni dell’acqua rimangano di buona qualità in modo da assicurarne la limpidezza".
"Per questo ogni agente potenzialmente pericoloso alla
salubrità dell’acqua è stato attenzionato e sarà preventivamente oggetto di
trattamenti specifici. Contiamo così di poter offrire al pubblico uno
specchio d’acqua alla pari di una piscina".
"Una seconda sfida è quella di realizzare una
bordatura della vasca con
effetto a sfioro. La difficoltà sta proprio nel garantire questo effetto su circa
700 metri di perimetro, considerando che l’acqua è il migliore strumento di livello esistente".
Una Centrale termofrigorifera alimentata dal mare
Allontanandoci di qualche metro dalla zona in cui lo specchio d’acqua la farà da padrone, si snodano tutti gli
edifici previsti dall’
intervento di riqualificazione.
[Petralia]: “Nel
piano sotterraneo dell’edificio che accoglierà gli
esercizi commerciali, è in costruzione un’intera
sala tecnologica , quasi alla stregua della stiva di una nave, che sarà adibita al
trattamento chimico dell’acqua che
riempirà lo specchio d’acqua limitrofo".
"Un’ala di questo livello interrato ospiterà anche gli
impianti elettrici e meccanici che garantiranno il corretto funzionamento dell'intera area. In particolare l'impianto di climatizzazione centralizzato, incaricato di
refrigerare e riscaldare tutti gli ambienti, utilizzerà direttamente l’
acqua marina prelevato a una profondità di
12 metri”.
Impianti di tubazione sotterranea per il refrigeramento e il riscaldamento degli edifici
Particolare degli impianti di trattamento delle acque marine
[Petralia]: "Il
piano superiore, laddove sette operatori dell’alta
gastronomia siciliana esporanno i loro
prodotti, presenta un
giochi di vuoti e pieni che, opportunamente alternati, consentiranno all’utente finale di godere scorci e
affacci sul “laghetto” attorno alle
mura del castello".
"Gli
spazi sono scanditi da
pannelli coibentati, capaci di nascondere armature e impianti, rendendo l’
impatto gradevole e
moderno, oltre che garantire il valore di coibentazione imposto dalla legge”.
L’edificio adibito ad ospitare le attività commerciali
Particolare delle pareti divisorie che scandiscono gli spazi commerciali
Le palificazioni che sorreggeranno il basamento dei ristoranti e la chiatta utilizzata per realizzarli
A valle di un'imponente
azione di sbancamento e
riporto, si è voluto dare materialmente seguito al
profilo architettonico della
banchina nord della Cala, ricostruendo il naturale
allungamento del camminamento sino alla zona dei pontili e degli
ormeggi per gli yacht.
[Petralia]: “Abbiamo voluto
banchinabile ulteriormente il lato corto del
trapezio (a sud), laddove sorgeranno tre
manufatti che ospiteranno altrettanti
ristoranti a bordo acqua e ormeggi per yacht di lusso. Da un
punto di vista infrastrutturale è interessante scorgere il modo in cui si sta
estendendo lo spazio oltre la terra ferma, sbalzando sulla banchina. Il nuovo banchinamento poggia su
palificazioni infisse sul
fondale marino, che è stato possibile realizzare grazie all’utilizzo di un
pontone semovente attrezzato con
trivelle a bordo. Al di sopra dei pali adageremo due impalcati realizzati con travi prefabbricate di 45 metri ciascuna”.
Una pontone semovente e trivelle a bordo
Grazie all'utilizzo di un pontone semovente e alle trivelle a bordo è stato possibile realizzare i pali di fondazione del nuovo impalcato.
La copertura degradante del Convention Center
L’itinerario di visita del cantiere ci dirige verso
nord, al cospetto di un
edificio in costruzione su più livelli, affacciato sul mare su ben due lati. Il nuovo
porto di Palermo sarà un luogo a servizio della
vita socio culturale dell’intera
comunità metropolitana. Non solo passeggeri e merci, ma anche
eventi. E proprio a quest’ultimi si rivolge l’idea di costruire un
Convention Center sul mare.
[Petralia]: “È l’
edificio più significativo del progetto. Ospiterà un
ristorante, attualmente localizzato al
Castello a Mare, e una
sala conferenze coperta, da 200 posti, con soffitto degradante e un atrio di accesso. La
>>Provenzano Architetti Associati<< che ha elaborato il
progetto architettonico, ha pensato di ricavare al di sopra della copertura un
anfiteatro all’aperto, dal quale godere il panorama sul mare e Monte Pellegrino. Sarà uno spazio molto
affascinante per i cittadini.
Rampa di accesso al livello superiore del Convention Center
goWEM!: A chi avete affidato la realizzazione dei lavori? E quando prevedete di consegnare l’intero intervento?
[Petralia]:“Svariate
aziende intervengono in ogni segmento di questo
grande cantiere a cielo aperto, ognuna con specifiche mansioni. Due
sono le imprese raggruppate in ATI direttamente coinvolte nell’appalto: la
>>OPERES<< di Catania e la
>>CONSCOOP<< di Forlì. A cascata poi troviamo una serie di
imprese esecutrici come
>>IDROTERMICA<< di Forlì per gli
impianti idrici e elettrici, la
>>Ennegi Service<< di Palermo, la
>>Cianciolo Group<< di Palermo per gli
infissi e le pareti ventilate in pietra e lamiera, la
ICM di Modica per le
strutture in acciaio e la
>>Progetto Contract<< di Palermo per la realizzazione delle
banchine. Tante maestranze molto serie che ci stanno
aiutando a marciare verso la consegna del cantiere, che auspichiamo avvenga ad
aprile del 2023”.
goWEM!: Nell'estate del prossimo anno dunque costituisce il traguardo finale. Quali saranno i prossimi banchi di prova?
[Petralia]:“Ripenseremo la
viabilità interna e di
accesso all’intera area, anche in funzione della prossima realizzazione di un
parcheggio multipiano a servizio dell’area e degli altri parcheggi previsti nell'ambito dell'intervento in oggetto per un totale di
600 posti auto".
"Nel frattempo, faremo di tutto per
consegnare i locali commerciali ai concessionari entro il prossimo
gennaio 2023, per consentire loro di avviare i lavori di personalizzazione degli spazi che andranno ad occupare. E poi dovremo
prevedere nuovi percorsi per il
transito dei mezzi in cantiere, dato che l’attuale area su cui sorgerà lo
specchio d’acqua sarà chiusa a breve, riducendo drasticamente le vie di passaggio e le zone di manovra”.
Appuntamento dunque
tra qualche mese, quando torneremo in loco per raccontarvi l’
evoluzione di questo racconto.