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Gravis, autonomia da unicorno

Gravis, autonomia da unicorno

SoftBank mette 172 milioni di euro sul tavolo e >>Gravis Robotics<<  entra nel club degli unicorni. La startup svizzera, spin-off dell’ETH di Zurigo nata nel 2022, ha chiuso un round Series A che l’azienda definisce il più grande mai realizzato nella robotica per le costruzioni.

La valutazione post-money arriva a circa 862 milioni di euro. Il punto, però, non è costruire un nuovo escavatore. Gravis vuole dare un “cervello” a quelli che sono già in cantiere. Il Gravis Rack è un kit retrofit composto da hardware, sensori e software di controllo basato sull’intelligenza artificiale, installabile su macchine di marchi differenti.

La società dichiara applicazioni su Caterpillar, Case, Develon, John Deere, JCB, Hitachi, Sumitomo, Yanmar e Volvo: un approccio pensato quindi per flotte miste, senza obbligare l’impresa a sposare un unico OEM.

Il sistema può assistere l’operatore con Gravis Copilot, consentire il comando remoto oppure arrivare all’esecuzione autonoma di attività come scavo, livellamento e carico. Secondo Gravis, in determinate applicazioni la produttività può crescere fino al 30%.

Una promessa ambiziosa, ma la tecnologia non vive più soltanto nei laboratori: ETH Zurich riferisce che è già impiegata in decine di cantieri commerciali su quattro continenti.  "Non abbiamo cercato di semplificare il mondo per il nostro software; gli abbiamo dato l’intuizione fisica per affrontare i cantieri reali", sintetizza [Dominic Jud], CTO e cofondatore di Gravis.

Tradotto dal robotese: la macchina deve capire terreno, geometrie e ambiente senza pretendere che il cantiere si comporti come una fabbrica. I nuovi capitali serviranno ad ampliare il team, accelerare l’espansione internazionale e portare il sistema su più macchine.

Gravis guiderà inoltre nel Regno Unito un progetto CAM Pathfinder sostenuto dal governo insieme a Flannery Plant Hire, con retrofit di flotte di escavatori. Per SoftBank è un investimento nella “Physical AI”. Per il movimento terra, forse, è soprattutto un segnale: l’autonomia non arriva necessariamente comprando una macchina nuova. Potrebbe salire a bordo di quella che c’è già.