Manutenzione e cura delle strade

Strade, strade e ancora strade; la rete viaria italiana soggetta alla responsabilità ANAS è forse la più densa d'Europa e una fra le più estese; un patrimonio di infrastrutture e opere d'arte che sono il frutto dell'estesa opera di costruzione post bellica e soprattutto connessa al boom economico degli anni '60.

Un patrimonio che sta sentendo il peso degli anni con conseguenti incrementali esigenze di interventi di ripristino e manutenzione, sempre più onerose per le casse (non proprio floride) del nostro Paese. Interventi che, però, sono ormai indifferibili, per evitare pericolosi dissesti che possono mettere a rischio (come alcuni casi tristemente famosi hanno dimostrato) la sicurezza di automobilisti e cittadini.

Interventi poi che, in fase di contrasto della crisi economica post-coronavirus possono essere un importante asso nella manica per aiutare in modo concreto, coerente e non divisivo (la rete ANAS è estesa in tutta Italia) la ripresa economica.

A patto che si superino i problemi che hanno portato la rete al degrado odierno, in particolare una burocrazia elefantiaca, autoreferenziale e bizantina e la mancanza assoluta di una visione d'insieme che si proponga di immaginare sul lungo periodo il destino e la funzione della nostra rete stradale.

Per questo pubblichiamo con interesse un resoconto del nuovo piano di valorizzazione di ANAS degli asset stradali, augurandoci che da una visione strategica si passi velocemente all'applicazione territoriale.

Un augurio che in Italia è stato troppo spesso deluso, speriamo che questa volta le cassandre (che già stanno urlando a pieni polmoni) siano smentite!

Il nuovo Piano Anas: strategie e operatività

Il piano di investimenti in manutenzione della rete reso pubblico da ANAS si accompagna ad una rinnovata visione di gestione della strada, orientata alla programmazione degli interventi secondo obiettivi prestazionali e scenari di rischio standardizzati sulla rete.

Attraverso la manutenzione programmata della strada, l'ANAS intende superare la logica dell’intervento episodico o emergenziale grazie ad una lettura complessiva dei caratteri dell’infrastruttura e degli eventi che su questa o al suo intorno si verificano, per intervenire prevenendo le criticità di sicurezza, funzionalità o confort della rete.

Questa visione programmatica comporta concreti benefici sia diretti, per gli utenti della strada, in termini di maggior continuità e qualità dei servizi, e per la collettività, in termini di contenimento dei costi complessivi di intervento, sia indiretti, per il Paese, in termini di valorizzazione e riqualificazione di un patrimonio stradale imponente, oggi mediamente in fase avanzata del suo ciclo di vita.

La programmazione su scala pluriennale degli interventi preventivi o correttivi di manutenzione ordinaria o straordinaria integra due aspetti fondamentali e tra loro interconnessi:
  • la conoscenza dell’infrastruttura e delle sue condizioni in uso;
  • la conoscenza del territorio limitrofo all’infrastruttura e delle sue evoluzioni di assetto idrogeologico.

In relazione a queste conoscenze, prerequisito indispensabile per attuare un efficace processo di pianificazione degli investimenti e programmazione degli interventi, sono state avviate una pluralità di specifiche azioni, alcune anche a carattere fortemente innovativo, quali l’utilizzo della tecnica sperimentale dell’Interferomentria Differenziale da Sensori Satellitari – DlnSAR, che vanno ad affiancarsi e a completare l’attività di sorveglianza, già svolta con continuità da Anas.

VERIFICA DELLO STATO DELLE STRADE

Per la verifica delle condizioni della rete stradale, l'ANAS svolge attività di rilievo, indagine e monitoraggio

I sorveglianti ed il personale di esercizio effettuano ispezioni periodiche delle opere d’arte maggiori per verificarne lo stato di conservazione o il presentarsi di criticità.

A questo si aggiungono specifiche campagne di indagine per il controllo qualitativo delle caratteristiche di resistenza o durabilità dei materiali di particolari tipologie di opere o su determinati itinerari.

Le situazioni che risultano meritare maggiore attenzione, sulla base dei rilievi o dalle indagini eseguite, vengono assoggettate a programmi di monitoraggio con sensori automatici ad acquisizione dati continua.

COME SI CURANO LE STRADE?

Dall'identificazione del problema, alla realizzazione tecnica

Inoltre, si sono avviate nuove sperimentazioni per l’utilizzo di tecnologie innovative a basso costo e di lunga durabilità per il monitoraggio delle opere d’arte, quali i micro-sensori MEMS e i sensori in fibra ottica.

Identificazione degli interventi

La programmazione su scala pluriennale degli interventi di manutenzione straordinaria si basa oggi su un modello sequenziale articolato in tre fasi:
  1. Identificazione dei fabbisogni della rete stradale in termini di interventi preventivi o correttivi;
  2. Definizione degli interventi da realizzare con i fondi disponibili nelle diverse annualità, sulla base di valutazioni di costi, benefici, opportunità e rischi;
  3. Realizzazione degli interventi, curando l’efficienza di processo, ma anche garantendo standard tecnici omogenei sulla rete.
Questo approccio è stato seguito per l’impostazione del Piano Pluriennale degli investimenti in Manutenzione Straordinaria nel quinquennio 2015-2019 e l’aggiornamento 2016-2020.

Sulla base della approfondita conoscenza delle rete in gestione e delle attività di rilievo, indagine e monitoraggio, sono stati identificati complessivamente oltre 5000 interventi.

Tali interventi sono stati classificati, in relazione alla loro finalità ed agli effetti indotti dalla loro realizzazione sull'infrastruttura; secondo 3 Categorie principali e 7 Sotto-Categorie:
A – Interventi di ripristino
A1 - infrastruttura chiusa al traffico
A2 - infrastruttura con limitazioni al traffico
B – Interventi di messa in sicurezza
B1 – dissesto idrogeologico
B2 - deficit strutturale, funzionale o impiantistico rilevante B3 - adeguamento normativo obbligatorio
C - Interventi di adeguamento e miglioramento tecnico-funzionale
C1 – adeguamenti normativi
C2 – miglioramenti tecnico/funzionali/sicurezza

I criteri di definizione delle priorità sono guidati da tre obiettivi generali:
  1. recuperare il rilevante deficit manutentivo accumulato negli anni dalla rete;
  2. migliorare la sicurezza della rete;
  3. massimizzare il ritorno degli investimenti per gli utenti della strada, in termini di benefici diretti.

Sulla base dei suddetti criteri è stato sviluppato il Piano Pluriennale che prevede, come da Contratto di Programma negli anni 2016-2020, investimenti per la manutenzione programmata, adeguamento e messa in sicurezza della rete esistente pari a 15,9 miliardi di euro.

Il piano #bastabuche

L’operazione #bastabuche è stata avviata tra fine 2015 e metà 2016 con un investimento sulla rete di strade e autostrade di 595 milioni di euro in tre anni, a cui si sono aggiunti altri 295 milioni, sempre in tre anni, avviati a dicembre 2016, ulteriori 275 milioni avviati ad agosto 2018 e altri 360 milioni di euro a dicembre dello stesso anno.

Il piano è proseguito nel 2019, con 76 nuovi bandi di gara dal valore complessivo di 380 milioni di euro nel mese di giugno e una bando da 520 milioni, suddiviso in 20 lotti per tutto il territorio nazionale, a ottobre.

Nel 2020 il piano è proseguito con la pubblicazione, a marzo, di altri 76 bandi di gara per un valore complessivo di 380 milioni.

Nell'ambito dell'operazione, sono stati affidati tramite gara pubblica accordi quadro per i lavori di manutenzione delle pavimentazioni e della segnaletica orizzontale. Grazie a questi accordi quadro, gli interventi sulla rete stradale sono stati eseguiti in modo rapido ed efficace senza dover ogni volta attendere i tempi di espletamento di nuove gare. In questo modo ANAS ha programmato gli interventi di manutenzione, superando la logica passata del rappezzo, oltre a poter intervenire tempestivamente in caso di urgenza.
 

L’economia di scala conseguibile sulle lavorazioni con accordo quadro consente inoltre risparmi di tempo e risorse nonché una maggiore efficienza complessiva nella gestione degli interventi.

Manutenzione ordinaria e straodinaria opere d'arete: Ponti e Viadotti

Tutte le opere d’arte (cioè ponti, viadotti e cavalcavia) lungo la rete ANAS sono oggetto di procedure standardizzate di controllo che prevedono ispezioni trimestrali da parte del personale di esercizio e un’ispezione tecnica più approfondita una volta all’anno.

Sulla base di questo processo continuo di ispezioni e controlli viene programmato il piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Il Contratto di Programma Anas 2016-2020 prevede uno stanziamento di circa 350 milioni l’anno per interventi su ponti e viadotti e, in questo modo, la programmazione dei lavori ha potuto contare sull’assegnazione di risorse certa e di lungo periodo.

Fonte ANAS