L'Italia riparte lentamente dalla fase 2

In Italia, sabato siamo arrivati a 36.384 decesscon una crescita giornaliera di 415 decessi rispetto al giorno precedente e il più basso aumento giornaliero dal 19 marzo.
 
Il governo italiano ha annunciato venerdì che le attuali misure di blocco rimarranno in vigore fino al 3 maggio. Già alcune regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia) hanno emesso ordinanze che da oggi allentano i divieti, essenzialmente liberalizzando il movimento all'interno dei Comuni, anche senza le giustificate motivazioni che ci hanno accompagnato fino a oggi.

Importante novità già da oggi, 27 aprile, tutti i cantieri pubblici (in verità tutti quelli che riguardavano infrastrutture strategiche sono sempre stati aperti) potranno ricominciare l'attività; il 4 maggio riapriranno tutti i cantieri (compresi quelli di ristrutturazione in ambito urbano) di fatto sbloccando completamente il settore delle costruzioni, ritenuto a basso rischio di contagio. Ovviamente si sollecitano le imprese a prendere tutte le misure di contenimento necessarie per contenere il rischio.
 
Le aziende dell'industria manifatturiera, automobilistica e i negozi di abbigliamento in Italia saranno le prime a riavviare le attività, poiché il governo il 4 maggio inizierà gradualmente a sollevare un blocco a livello nazionale.

L'Italia, l'epicentro europeo originale della pandemia di coronavirus, ha superato l'apice dei contagi, ma esiste il pericolo di nuovi focolai localizzati mentre le misure di contenimento sono allentate.

"A partire da questo 4 maggio, riapriranno i settori manifatturiero, automobilistico, della moda e del design - insieme a molti altri,  ma solo se garantiranno il distanziamento sociale e le misure di protezione", ha affermato Sileri, a nome del più grande partito del governo di coalizione di Giuseppe Conte. 

L'Italia vede un deficit al 10,4% (ma le cifre cambiano ogni giorno), mentre Conte si arrovella per salvare l'economia.

L'allentamento del lockdown non sarà un liberi tutti dappertutto: sarà certamente processo graduale a partire da settori con il rischio più basso.

Negozi e centri commerciali potranno riaprire a metà maggio, ma ristoranti, bar, cinema e teatri rimarranno chiusi più a lungo, poiché è più difficile garantire un allontanamento sociale lì, ha detto il ministro, mentre le scuole non riapriranno per diversi mesi.

Il governo sta considerando di aumentare la distanza minima richiesta tra gli individui in pubblico da uno a due metri, ha aggiunto Sileri.

Regioni colpite duramente

Le attuali misure di contenimento hanno bloccato tutte le attività non essenziali, vietato i movimenti all'interno dell'Italia e praticamente confinato le persone nelle loro case, tranne per l'acquisto di cibo, lavoro, salute o ragioni di emergenza.

Le restrizioni stanno pesando sull'economia afflitta dal debito, in particolare le ricche regioni settentrionali più colpite dal virus.

Ci saranno sicuramente altri focolai, quindi potrebbe esserci una piccola ondata locale se l'epidemia è ben controllata o potrebbe diventare una seconda ondata come quella che abbiamo visto in Lombardia.

Riaprire le attività economiche comporterà inevitabilmente una movimentazione di persone che avranno sicuramente un'occasione di contatto più significativa di ora.

Sarà necessario tenere sotto controllo la curva per evitare che si risalga oltre una certa soglia e predisporre meccanismi predeterminati in modo che quando in una certa area i contagi risalgono si possa intervenire sulla base di un piano nazionale predeterminato.

Il 4 maggio rientreranno al lavoro 2,7 milioni di lavoratori: sarebbero molti di più ma per le realtà che possono, si continuerà con o smart working.

E da quanto si apprende dal Governo, avrebbe anche escluso di voler discriminare i lavoratori che rientreranno in attività a seconda dell'età. Non ci saranno differenze tra under e over 60.  

Le associazioni nazionali che rappresentano la filiera delle costruzioni, oltre 600 mila aziende e due milioni di occupati sostengono di essere “pronte a ripartire.

Senza mai abbassare la guardia, come ha voluto sottolineare il ministro Francesco Boccia: “Le regole e il calendario di riaperture che concorderemo avranno un punto fermo. Più un territorio è sicuro, più le misure potranno essere allentate. Più il contagio sale, più scatteranno nuove restrizioni. È evidente che le Regioni non devono mai abbassare la guardia, terapie intensive, subintensive e interventi sanitari immediati sui contagiati devono essere la priorità assoluta”.