Innovazione e ricerca dal crocevia veronese: Inerti San Valentino

La >>Inerti San Valentino<< ha una storia differente da quelle raccontate fino a oggi da goWEM! La narrazione è infatti più recente, non affonda le radici nella tradizione delle imprese di escavazione nate negli Sessanta e neppure nella consuetudine di un lavoro tramandato per generazioni.

È un racconto moderno, fatto di ricerca, innovazione, voglia di sperimentare, di frequentazione di norme e leggi nazionali, di successi e, come capita nella vita delle imprese, di obiettivi non centrati.

È storia di un’impresa che si qualifica per la sua propensione al riciclo dei materiali a favore di una filiera produttiva diversa da quella usuale. La tradizione c’è, e rappresenta un supporto indispensabile, ma ci sono settori nuovi come il riutilizzo degli scarti dei materiali ferroviari o la produzione di sabbie ecologiche, frutto anch’esse di attività di riciclo.

Il biglietto da visita

Il biglietto da visita di Inerti San Valentino di Bussolengo, comune tra Verona e il lago di Garda, e del suo amministratore delegato, [Alberto Scarsini], si chiama Ecosand, una sabbia ottenuta al 100% da materiali di recupero.

Alberto Scarsini

Alberto Scarsini, amministratore delegato Inerti San Valentino
Un prodotto frutto della ricerca portata avanti nei laboratori della società, insignito, nel novembre del 2019, con il primo premio dell’associazione europea dei produttori di aggregati, l’ >>Uepg Europe<<, per la categoria Best practice innovation in recycling, marine or manufactured aggregates. Un riconoscimento preceduto da quello promosso nel 2018 dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile e da Ecomondo, quale impresa del settore tra le migliori dieci per il riciclo dei rifiuti inerti.


“Riconoscimenti importanti - ci dice Alberto Scarsini, ad della società -, frutto della ricerca che effettuiamo nei nostri laboratori di Bussolengo, dove lavorano una chimica, un geologo e un ingegnere, il cui compito è garantire il controllo della qualità della produzione e la sperimentazione di nuove soluzioni per i prodotti da riciclo. Sto lavorando con loro per una nuova iniziativa: creare un nuovo impianto nel sito di Bussolengo, dove intendiamo trattare i fanghi per produzioni innovative”.

La storia

Inerti San Valentino nasce alla fine degli anni Ottanta, il 4 marzo del 1989 per l’esattezza, dall’iniziativa congiunta di [Dario Scarsini], papà di Alberto, e Giannatonio Paolini, zio dell’attuale ad della società.

“Abbiamo iniziato con il sito di Ca’ Nova Tacconi a Bussolengo, che nel corso degli anni ha ottenuto una serie di autorizzazioni all’ampliamento, sia della superficie sia dello scavo in profondità. Si tratta di un sito di tipo tradizionale, con un impianto di lavorazione degli aggregati naturali, un altro di recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione e un altro ancora specializzato per il riciclo delle traversine ferroviarie in calcestruzzo".
Vista di insieme dell'impianto di trattamento inerti di Pescantina della Inerti San Valentino
"Successivamente siamo passati a lavorare a Pescantina, un ambito estrattivo su cui insistevano due cave, di cui successivamente abbiamo ottenuto l’accorpamento, e che ha preso il nome di Cava Cerè".

"Qui era importante garantire la qualità costante dei materiali provenienti da rifiuto, cosa non sempre facile da ottenere. Per questo abbiamo compiuto un altro importante investimento: un nuovo macchinario, Aluig della Allmineral, che è in grado di ripulire il materiale che poi, per la qualità raggiunta e la rispondenza ai requisiti richiesti dai Cam, può essere impiegato nei conglomerati bituminosi. Il nostro gruppo poi, sotto altre sigle, possiede altre tre cave, due delle quali a Sommacampagna (cave Casetta e Sei) e la terza a Villafranca (Cava Morenica). Tutti impianti di sola estrazione”.

Oggi alla Inerti San Valentino, le cui quote societarie sono detenute dalle due famiglie fondatrici, lavorano una quarantina di persone, suddivise tra ufficio e cantiere.
 
 
Dal punto di vista degli allestimenti la società si compone di impianti di estrazione di inerti di tipo tradizionale, lavorazione e trasformazione del tout-venant, recupero di scarti da demolizione e costruzione, riciclo delle traversine ferroviarie e trattamento degli scarti dei ballast ferroviari.

“Gli impianti sono attivi cinque giorni su sette - aggiunge Scarsini -; sabato invece ci occupiamo delle manutenzioni”. Altro tratto distintivo dell’azienda veronese riguarda il sistema delle procedure e dei protocolli interni.

Per noi il rispetto delle procedure e delle prescrizioni di legge è un aspetto fondamentale, più un modo d'essere che il semplice rispetto di tutte le prescrizioni di sicurezza e qualità [Alberto Scarsini]

“Abbiamo un sistema qualità conforme ai requisiti Uni En Iso 9001 e sistemi di gestione Uni En Iso 14001, di sicurezza Uni En Iso 45001, di asserzione ambientale conformi alle norme 14021, oltre alla marcatura Ce per gli aggregati destinati alla produzione di conglomerati cementizi e bituminosi in base alle Uni En Iso 12620 e 13043. Tutte cose che richiedono il rispetto di standard operativi, impegnativi da raggiungere, ma soprattutto da mantenere nel tempo”.
Una delle tre nuove pale gommate Caterpillar 972M acquistate con il programma Industria 4.0 da Inerti San Valentino
Operativamente, per le pale gommate la società di Bussolengo ha impiegato unicamente macchine Caterpillar, mentre per gli escavatori si è servita di Jcb. Di recente, invece, sono state acquistate tre nuovie pale gommate Caterpillar 972M che “rispetto alle serie precedenti - afferma Scarsini - ci hanno fatto risparmiare parecchio carburante”.

L’amministratore delegato ammette poi che i provvedimenti dell’Industria 4.0 hanno aiutato e molto, così come gli incentivi della nuova Sabatini.


“Non possiamo lamentarci, così come non si possono lamentare i rivenditori, che in questa fase stanno lavorando bene”.

Il riciclo e il cambio culturale

A produrre sabbie da riciclo l’azienda di Bussolengo ci è arrivata cinque anni fa e le difficoltà maggiori le ha incontrate sul fronte del mercato e dei suoi operatori.

“Non è stato facile far comprendere agli operatori della filiera che il prodotto da riciclo ha inevitabilmente un costo. È vero che possiamo contare sul contributo di conferimento del materiale di scarto, ma per ottenere un prodotto riutilizzabile servono trattamenti con impianti produttivi dedicati, frutto di investimenti e costi. Alla fine il prodotto riciclato dovrebbe addirittura costare di più, una cosa impossibile, in quanto dobbiamo confrontarci con il mercato e i suoi prezzi".
Inerti San Valentino, impianto di Pescantina, vista generale del layout produttivo
"È stato difficile scardinare questa mentalità, ma alla fine il concetto è passato, se si vogliono realizzare prodotti che rispondano ai requisiti dei criteri ambientali minimi”.

Recuperare gli sfridi delle pietre ornamentali

L’impianto di Ca’ Ceré, a Pescatina, si distingue per il mix di materiali lavorati.

“Nel veronese è attiva un’importante filiera di lavorazione delle pietre ornamentali - continua Scarsini -, che sul piano quantitativo contende il primato nazionale a Carrara. Si tratta del sottoutilizzo di materiali nobili, come porfidi, basalti e graniti, che vengono utilizzati come materiali per sottofondi".

Non si butta via nulla

Inerti San Valentino ha realizzato un'interessante applicazione di valorizzazione della filiera con il recupero degli sfridi di lavorazione delle pietre ornamentali
"C’è voluto poco a cogliere il valore intrinseco di questi scarti. Ciò ha rappresentato un plus a nostro vantaggio: dal loro riutilizzo abbiamo potuto trasformarli in sabbie per la produzione di calcestruzzi strutturali. A questa prima intuizione ne abbiamo aggiunta un’altra, che è diventata una linea di prodotto: il recupero dei ballats ferroviari, che essendo definiti rifiuti di tipo industriale, riescono a soddisfare le norme tecniche dei calcestruzzi, potendo essere utilizzati anche negli aggregati fini".

"Un fatto non di poco conto: dai nostri impianti è infatti possibile impiegare fino al 30% di materiali di recupero per realizzare miscele bituminose. Parliamo di 300mila tonnellate di prodotto, che riusciamo a trasformare. In buona sostanza, il 30-40% delle potenzialità delle nostre cave viene risparmiato, grazie al reimpiego dei materiali da riciclo”.

I Criteri ambientali minimi

L’ad di Inerti San Valentino incarna il ruolo del moderno imprenditore. Non è solo uomo d’azienda tuttofare e legale rappresentante della Inerti e della Tre Esse Costruzioni, ma ricopre anche diverse cariche istituzionali. È presente nel direttivo dell’ >>Anpar<<, l’associazione nazionale dei produttori di aggregati riciclati, è vice-presidente dell’Albo cavatori del Veneto, delegato Anepla per il tavolo tecnico rifiuti e per i rapporti con Uepg Europe e, infine, fa parte di >>Confindustria Verona<<, con delega al settore cave.
 
È un esperto di Cam, tanto che per Anepla sta lavorando all’interno della commissione ministeriale chiamata a emanare i Criteri minimi ambientali per le strade.

“Per i cosiddetti Cam-Strade ci vorrà ancora del tempo, nonostante si operi in assenza di una regolamentazione. Quando saranno emanati, speriamo presto, sarà possibile recuperare fino al 60% del materiale da riciclo. Purtroppo il legislatore non coglie l’importanza e l’urgenza di un intervento normativo. I Cam Edilizia invece, con i vincoli attualmente imposti, non ci hanno agevolato, mentre sono sicuramente premianti i protocolli delle certificazioni Leed”.

Il mercato oggi e domani

Riguardo il mercato presente e futuro, l’ad di Inerti San Valentino si mostra fiducioso.

“Negli ultimi due anni il mercato si è stabilizzato. Il 2019 in particolare ha rappresentato un deciso cambio di marcia per il settore. Oggi operiamo con una capacità produttiva superiore rispetto a quella di una decina di anni fa, anche se lo scorso anno, abbiamo risentito del blocco dovuto alla pandemia. In generale, l’emergenza sanitaria ha messo in sofferenza il nostro mercato: basti pensare che anche l’alta velocità ferroviaria per due-tre mesi si è di fatto fermata”.

E per il futuro?

“Prevediamo un mercato con andamento a macchia di leopardo. Pensiamo comunque di confermare il dato 2020 e di migliorarlo in particolare nella seconda metà di quest’anno. Nel 2022, se tutto andrà come prevediamo, contiamo di replicare livelli di mercato della fine degli anni Duemila”.

L’azienda sta infatti lavorando per le società impegnate nella realizzazione del primo dei due tratti dell’alta velocità ferroviaria, la Brescia-Verona (il secondo è la Verona-Vicenza; nda), in particolare per la ricezione delle terre e rocce da scavo: un tema che per le imprese rappresenta un problema, quello cioè di disporre di siti autorizzati in cui conferire i materiali scavati.

Visioni (positive) di futuro

Se non ci saranno variazioni impreviste nelle condizioni al contorno, in Inerti San Valentino prevedono per i prossimi anni una crescita pari a quella registrata alla fine degli anni '90 del secolo scorso
“Per il secondo tratto dell’Alta Velocità abbiamo da poco ottenuto l’autorizzazione e abbiamo quindi avanzato la richiesta di disponibilità a ospitare. In un altro sito produttivo abbiamo messo a punto un aggregato anticapillare, molto richiesto, che possiede una curva granulometrica adatta per poter essere posato immediatamente dopo gli scavi. Poi, per rispondere alle richieste di Rfi abbiamo messo a punto due nuovi prodotti: uno stabilizzato tradizionale e un super compatto”.

Sullo sfondo, non lontano da qui, partiranno i lavori di realizzazione dell’altro corridoio ferroviario, quello del Brennero.
“Abbiamo la fortuna di essere al crocevia di importanti linee di comunicazione e di altrettanto importanti lavori. Per questo abbiamo pensato di avviare un terzo impianto di lavorazione. Un’idea ancora riservata, che tra qualche tempo spero di poter annunciare”.

Di più, Scarsini, non dice. Forse per scaramanzia o forse per quel sano pragmatismo veneto che lo accompagna.