Guida all'acquisto di un carrello elevatore usato [2022]

Buongiorno Mr Doe,
questa è la segreteria telefonica interattiva multimediale a riconoscimento del numero chiamante, con la presente Le comunico ufficialmente che il prezzo delle consulenze, a causa di tutto quello che raccontano i telegiornali (scelga Lei a sua simpatia), aumenterà del 230% circa e sarà limitata al solo tempo intercorso al telefono. Qualunque altro servizio accessorio verrà conteggiato a piè di lista e fatturato a fronte di consuntivo non discutibile, lasci pure il suo messaggio carico di insulti dopo il beep.” BEEP”
Carelli elevatori elettrici EDIA serie FB14-20A(C)NT (credits: Edia manuale d’uso)
Caro John, mi sembrava corretto informarti. Dato che tutti i costi sembrano impennarsi violentemente, non vedo perché il sottoscritto non debba seguire la moda a fronte delle tue pressanti richieste con scadenze da fasi lunari (29,5 giorni mediamente da luna nuova a luna nuova).

Battute drammaticamente reali a parte, nell’ultima visita alla vostra sede mi avevi fatto notare nel magazzino un utilizzo abbastanza libertino del carrello elevatore spesso in barba a molte delle leggi a cui si deve fare riferimento. Negli ultimi anni molte regole sono cambiate ed adeguarsi a tutto richiede una persona dedicata a seguire l’evoluzione e gli aggiornamenti del settore e conoscere profondamente i parametri aziendali per non rischiare di acquistare il prodotto sbagliato solo per comodità o abitudine, due sistemi che ancora vanno per la maggiore…
Un carrello elevatore fuoristrada Ausa al lavoro (credits: Ausa Forklift)
In effetti la tua telefonata, oltre che sempre gradita, mi ha lasciato perplesso. “Come anticipato, devo sostituire il muletto aziendale che lavora in interno, in esterno, su piazzali anche non asfaltati o preparati a scappatempo, inoltre potrebbe capitare che debba entrare nei container per carico/scarico”. Praticamente deve fare un po’ tutto andando dappertutto! Senza compromessi ti ci vorrebbero almeno 3 mezzi!! Mi sento magnanimo e quindi, come di consueto, proviamo a dare un ordine alle cose prima di analizzare il mezzo meccanico in sé.

Le premesse all'acquisto di un carrello elevatore usato

Tra i mezzi disponibili in cantiere personalmente credo che l’universalmente chiamato muletto rappresenti in assoluto il mezzo a disposizione maggiormente abusato, in concorrenza con la minipala.

I rischi sono dietro all'angolo, sempre
Purtroppo, qualora la destinazione d’uso non sia legata direttamente alla produzione (quindi con criteri e gestione ben definiti), questo mezzo rappresenta più che altro la soluzione veloce, poco faticosa e a portata di mano di decine di problematiche di cui spesso si sottovalutano i rischi.

Che si debba caricare pancali, sacchi, scatole, parti sciolte l’importante è che il peso rientri nelle capacità del carrello (la realtà è decisamente più complicata e regolamentata), altrimenti si può sempre aumentare la zavorra…sigh!

Come per i sollevatori telescopici usaati [qui l'articolo], fratelli moderni del carrello elevatore, anche per quest’ultimo sono disponibili centinaia di accessori che rappresentano soluzioni e possibilità a seconda dei principali problemi da risolvere. Scorriamo quelli più utilizzati ed eventualmente reperibili oltre che utili:
  • [Forche]: beh, magari si danno per scontate su un forklift come la benna per un escavatore, ma esistono comunque diverse tipologie, lunghezze, rivestimenti particolari, dotate di pesa, prolunghe semplici ed altro
  • [Pinze]: diverse tipologie a seconda di cosa movimentiamo: adatte ai barili di tutte le dimensioni (compresi sistemi idraulici di rovesciamento), rotoli o balle di carta, ruote complete di copertoni, contenitori vari
  • [Bracci di sollevamento]: fissi, telescopici, ganci diretti alle forche
  • [Contenitori] ribaltabili per rifiuti, scorie di lavorazione o altro
  • [Spazzole] anche rotanti
  • [Speroni] per bobine e rotoli
  • [Cestelli] portaoggetti
  • Cestello [portapersone] di emergenza
Accessiorio con gancio di sollevamento
Braccetto gru per sollevamento (credits: Doosan)
Accessorio movimentazione bobine carta (credits: Caterpillar)
Forche lunghe
Accessorio per sollevamento bobine (credits: Kalmar Italia)
A titolo indicativo John, ricordati che gli accessori, se non montati in origine, necessitano di adeguamenti di legge, del manuale uso e manutenzione e della corretta indicazione delle nuove tabelle di sollevamento. Non ti consiglio di scoprire le conseguenze dopo un, purtroppo frequente, TROPPO FREQUENTE, incidente.

Anche a livello di configurazione telaio e ruote il forklift è campione di versatilità! Standard sono 4 ruote con trazione anteriore, poi abbiamo dei modelli particolarmente maneggevoli per piccoli spazi con timone posteriore pivottante che diminuisce considerevolmente gli spazi di sterzata.
Esistono modelli fuoristrada molto apprezzati in agricoltura, con anche le 4 ruote motrici.

Nel mondo della logistica/magazzino abbiamo anche modelli specifici con operatore che sale con il montante (commissionatori), orientamenti della seduta a 90 gradi, cabine particolari, sistemi di spinta che si estendono dal montante (Push & pull) per materiale non pallettizzato, macchine specifiche per trasporto di imballaggi molto lunghi (anche oltre 10 metri), macchine con scarico possibile da entrambi i lati per spazi molto ristretti (bilaterale o trilaterale), sistemi a doppie, triple, quadruple coppie di forche per movimentazioni particolari.

Effettivamente i cataloghi riportano anche versioni specifiche per usi o materiali particolari, esattamente come nel mondo dell’usato movimento terra o automotive, possono capitare materiali ex militari che magari hanno poche ore, ma attenzione alle modifiche perché, quando abbiamo la necessità è di sollevare qualcosa le leggi, sono particolarmente poco elastiche e tutto quello che non sia previsto/voluto dal costruttore rende il mezzo non più omologato ed ècomunque poco conveniente provare a forzarne l'uso.
Carrello commissionatore
Muletto a sollevamento laterale (credits: Hyworth)
I parametri più logici a cui fare riferimento sono sostanzialmente:
  • [Limite di peso] che dovremo alzare/movimentare
  • [Tipologia di materiale] e [ preparazione/pancalizzazione ] del materiale stesso
  • [Altezza massima] che dovrò raggiungere
  • [Maggioranza del tempo] di lavoro all’esterno o all’interno capannoni/magazzini
  • [Terreno di lavoro]: cemento/asfalto o ghiaia/ sterrato non preparato
  • [Ingombro minimo] necessario (carico dentro i container o piccoli ingressi)
  • Quante [ore al giorno] potrebbe essere utilizzato

Allestimenti da valutare per i carrelli elevatori usati

Molti studi sulla produttività nel mondo della carrellistica hanno nel tempo definito bene che il parametro fondamentale di riferimento per ottenere maggior efficienza sono il comfort dell’operatore (dal punto di vista della sua sicurezza nei movimenti), la semplicità di uso dei comandi e un ottima visibilità molto prima che velocità, accelerazione e forza.

John, non sono parametri misurabili facilmente, ma ti consiglio di tenerne conto!!! Se ti ricordi abbiamo già parlato in altre occasioni proprio del coinvolgimento dell’operatore come ago della bilancia della sua produttività oltre che della soddisfazione.
[PESO]: ovviamente se movimento normalmente bancali fino a 15 q potrei utilizzare un mezzo che solleva al massimo 15 q (sulle tabelle in cabina), ma il mio personale consiglio è quello di considerare dei margini operativi sufficienti per non rischiare incidenti e comunque essere più sicuri dell’efficienza nel tempo della macchina e del suo mantenimento.

Carreollo per magazzini (credits: Toyota)
Attenzione che questo parametro non è assoluto, ma deve essere configurato tenendo conto anche del baricentro sulle forche e dell’altezza da raggiungere, cioè della forma di quello che devo movimentare e di dove lo vorrei stoccare. Le tabelle di riferimento, per legge esposte sul carrello, sono più realistiche di dépliant, brochure o di chiacchiere il cui valore è bene resti all’interno di un bar.

[DIMENSIONI/TIPOLOGIA]: tutto è pancalizzabile!! Magari attraverso sacchi o altri contenitori, ma se possiamo movimentare materiale che viene gestito su pancali abbiamo già risolto veramente molti problemi.

[ALTEZZA]: quella basica e piuttosto importante è l’altezza a cui devo appoggiare il pancale o l’oggetto. La seconda è l’altezza di quello che sollevo rispetto al tetto o ingombri di passaggio durante lo spostamento di materiale. Può sembrare banale, ma sono parametri a cui dopo difficilmente riesco a porre rimedio quindi meglio prevenire che curare.

[LUOGO DI LAVORO]: in esterno un buon carrello diesel con cabina, riscaldamento e magari aria condizionata farà la felicità dell’operatore. In interno ovviamente resterei vincolato all’elettrico che è meno inquinante anche acusticamente, veramente veloce negli spostamenti ed ha pure una manutenzione minore.
Una terza e comoda soluzione intermedia è il carrello elevatore alimentato a gas GPL. Lo possiamo facilmente riconoscere per il classico bombolone posizionato orizzontalmente sopra la zavorra e quindi a portata di mano per semplificare la sostituzione, ma allo stesso tempo protetto da urti accidentali.

Tra le caratteristiche salienti, quest'ultima tipologia mantiene la produttività di un modello alimentato a gasolio (la bombola si cambia in 3 minuti e può farlo chiunque), può lavorare all’interno di capannoni grazie all’ inquinamento ridottissimo e alla ottima silenziosità. Qualora si debba lavorare in interno con spazi molto ristretti sicuramente bisognerà considerare i mezzi a tre ruote con timone centrale posteriore che permettono svolte in spazi microscopici e soluzioni alternative molto valide per gli spostamenti.

[TERRENO]: in interno ovviamente saranno onnipresenti superfici preparate quindi, salvo rampe impegnative non mi preoccuperei. In esterno, a seconda del tipo di preparazione del terreno, esistono almeno 3 soluzioni: se l'area di lavoro è asfaltata, la scelta cade su un carrello con ruote standard facendo attenzione alla presenza di tombini o griglie per l’acqua piovana; se lavoriamo su un terreno comunque mantenuto compattato e liscio con la soluzione precedente si riesce comunque ad operare se solo se asciutto. Se sterrato, non particolarmente preparato o soggetto a piogge si può adottare un carrello elevatore fuoristrada: utili, efficienti e sicuri. Se il lavoro è soggetto a grandi variazioni del terreno o spostamenti lunghi e magari necessità di sbraccio penso sia il caso di pensare ad un sollevatore telescopico.
Sollevatore telescopico (credits: Manutou, noleggiatore Loxam)
[INGOMBRO MINIMO]: dai transpallet motorizzati fino ai muletti più grandi ed ingombranti la quantità di dimensioni che incontriamo è infinita! Larghezza e altezza comandano: se devo entrare in un container o in luogo basso sicuramente avrò bisogno di un mezzo con l’alzata libera. In pratica l’ingombro minimo di altezza della colonna resta tale fino a che il castello non arriva in cima ed inizia ad alzarsi con gli stadi disponibili che sono variabili di numero secondo l’altezza da raggiungere. Questo ci permette di accatastare pancali (per esempio) uno sopra l’altro senza danneggiare il tetto del container o il tetto in generale.

Muletto diesel (Credits: Hyundai Heavy Industries)
[ORE DI IMPIEGO ]: esiste una profonda differenza tra un lavoro saltuario e variabile (tipico ad esempio dei magazzini edili o dei vivai) e quello regolare di logistica piuttosto che di grandi magazzini. Se il mezzo viene assegnato a un operatore specifico le problematiche dovrebbbero essere minori perché esiste un responsabile che dovrà provvedere al mantenimento in efficienza durante tutto il turno di lavoro, sia che si tratti di ricaricarlo nelle pause sia nel rifornimento di gasolio.

Se invece, come nel caso del ns John, più persone possono  usare il forklift secondo fabbisogno, andremo incontro a sistematici fermo macchina per mancanza della carica o del gasolio piuttosto che da frettolosi operatori che non controllano i liquidi né altro.

Pur comprendendo certe necessità, credo sia opportuno che l’organizzazione interna di certi magazzini preveda ruoli un pochino più definiti per circoscrivere il più possibile i rischi di incidenti che sono purtroppo piuttosto frequenti in presenza dei carrelli elevatori.
Muletto elettrico (credits: Hyster)
Queste John sono le linee guide che potrebbero aiutarti a capire di che tipo di mezzo hai bisogno, ma dato che sei più indeciso di un gatto che vuole attraversare la strada, nell’analisi del mezzo in alcuni casi specificherò le due tipologie di alimentazioni: elettrico o endotermico.

Condizioni generali di un carrello elevatore usato

La classica prima cena insieme, vestiti bene, lavati, completini coordinati, profumati, sbarbati, depilati e tirati a lucido! Tanti argomenti, tanta voglia di conoscersi e di capire se siamo fatti l’uno per l’altro…

Danni evidenti evidenza di un uso improprio
Il paragone ci sta tutto, poter esplorare liberamente il mezzo, sbirciare in tutti gli angoli bui, annusare gli odori presenti, osservare piccole modifiche, allestimenti nascosti; conoscersi è un sistema assolutamente interessante per entrare in intimità con il/la ns futura partner, anche quando si tratta di un forklift.

Apriamo i cofani, controlliamo le etichette identificative, guardiamo le usure visibili.
I possibili indicatori della condizioni della macchina sono centinaia: anziché fermarci a contaore e vernice, controlliamo tutto quello che usiamo quotidianamente, dal sedile al volante, i vetri o il tettuccio, i pulsanti, gli scalini di salita ed il pianale dove si appoggiano i piedi durante la guida.
Cruscotto di un carrello escavatore usato
Queste parti necessariamente registreranno segni di usura, ma devono mostrarsi integre, compatte, possibilmente non riparate con fil di ferro, fascette o nastro isolante!
Il montante e le forche li analizzeremo più avanti e più attentamente, ma il colpo d’occhio vuole che tutto sia allineato, non saldato, non verniciato, non modificato con immediatata evidenza visiva.

Gruppo ruote/assali del carrello elevatore usato

Il ponte anteriore dei carrelli elevatori deve reggere tutto il peso durante il sollevamento, la traslazione, la frenatura e le frequenti sterzate, quindi deve essere solido, stabile, inequivocabilmente in ottime condizioni.

I controlli fattibili non sono molti, ma è anche vero che un eventuale difetto evidente dovrebbe essere riconoscibile. Il motto deve essere: tutto asciutto dappertutto, anche senza il famoso pannolino. Regola aurea per un po’ tutti i comparti. A un trasudo corrisponde quasi sempre una perdita entro breve tempo.
Umidi vari a parte, l’assale deve presentarsi pulito, ordinato, fissato correttamente, funzionante senza rumori, traslazione libera, senza tentennamenti in partenza e lineare a velocità costante. Frenata sicura e senza variazioni. Sulla quasi totalità dei modelli troveremo sempre freni a tamburo (tranne modelli con freni interni a dischi immersi nell’olio) che si revisionano facilmente; ricordate che i freni avranno quasi sempre usure pi o meno accentuate.

Cerchi e ruote in buone condizioni, bulloneria di fissaggio al suo posto e serrata. Non avendo il ponte nessun tipo di sospensione (necessariamente dato che è il fulcro del sollevamento) qualsiasi asperità del terreno viene assorbita dalle ruote o dalla cassa del differenziale, occhi aperti e o buona osservazione.

Il ponte posteriore è normalmente oscillante e con le ruote libere, senza frenatura. Controllate perché di modelli e di relative scelte tecniche ne esistono molte. Come al solito occorre una verifica dei giochi, dell'ingrassaggio e delle libertà di movimento. Dato che la sterzatura si esegue con angoli importanti, controllate sempre i giochi sul cilindro di sterzo e sul leveraggio. In caso di ruota posteriore centrale e carrello elettrico, potrebbe esserci la funzione di traslazione: anche in questo caso verificate che la sterzata sia libera e leggera allo sterzo da fine corsa a fine corsa.
Ruota anteriore in buone condizioni di un carrello elevatore usato
Le gomme sono di diverse tipologie, dai modelli vulcanizzati e che non lasciano impronte fino al tassellato stile trattore; bisogna verificare ovviamente il livello di usura, ma anche i difetti che possono compromettere la stabilità o la sicurezza: mancanza di un pezzo (sulle rigide succede con una certa frequenza), parziale scollamento dal cerchione, rigonfiamenti o usura non costante sulla larghezza del battistrada.

Attenzione al ruotino posteriore perché’ nascosto, normalmente sono due ruote e molto importanti, ma stressate da sterzatura da fermo.

Montate o castello del carello elevatore uato

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Tutto ciò che deve resistere a grandi pressioni necessariamente deve essere in condizioni buone. L’usura sarà sempre e comunque presente quando parliamo di un carrello elevatore usato, ma quello che risulta difficile quantificare è la vita residua in generale.
Nel caso di componenti in movimento la cosa si complica ulteriormente.

Il montante, caratteristiche a parte, è composto mediamente da due, tre, anche 5 semitelai che traslano uno dentro l’altro, scorrendo su ruote metalliche cuscinettate supportate da almeno un cilindro idraulico, con catene che trasmettono il moto e permettono le varie alzate.


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I giochi devono essere quasi zero fra i montanti, le superfici su cui si muovono i rulli metallici devono essere liscie, non scavate; i cuscinetti liberi, le catene (Importantissime!) assolutamente non rugginose ed anzi oliate e libere, il cilindro ovviamente senza perdite, saldature o modifiche visibili. Ricordiamoci che in alcuni momenti potremmo avere diverse tonnellate anche a 5 o 6 metri di altezza, con tutti i rischi conseguenti.

La piastra anteriore portaforche (oppure pinze accessori etc etc) a sua volta potrebbe avere cilindri o prese idrauliche necessarie al funzionamento delle opzioni previste. Come al solito, tutto deve essere pulito, ordinato, fissato al telaio ed asciutto.
Ovviamente controlliamo che siano funzionanti!

Forche ad accessori del carrello elevatore usato

Tutto ciò che attacchiamo al montante riveste una fondamentale funzione: sostiene quello che si intende sollevare da terra. Le condizioni devono essere valide, senza riparazioni o modifiche non previste dal costruttore. La cosa più semplice sono le forche: basta un foro artigianale verso la punta, che purtroppo si trova frequentemente, per designare un pezzo da scartare, allo stesso modo per i segni di saldatura/molatura.

I due controlli base da fare sono;
l’allineamento tra le due forche che deve essere vicino alla perfezione, dato che il disallineamento concesso di legge è il 3% rispetto alla lunghezza, quindi veramente deve essere poco visibile.
il controllo del tallone, cioè la piega a 90 gradi alla base della forca: non sono ammesse crepature e saldatura, l'usura deve essere compatibile con lo stato d'uso generale, ma se visivamente lo spessore vi sembra sottile misurate!
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L’usura massima consentita è pari al 10% di riduzione dallo spessore iniziale. John, per la sicurezza di tutti, considera la possibilità di sostituirle a priori dato che il costo non è alto come invece possono essere le conseguenze di una rottura indesiderata.

Per gli accessori vari bisogna sempre valutare se esiste la tabella di riferimento affissa insieme alle altre normalmente a vista operatore, per il resto un occhio attento a parti mobili, superfici di scorrimento, cilindri, tubazioni, cerniere ed ovviamente funzionalita’ generale. Provate, provate, provate!

Motore endotermico del carrello elevatore usato

Motore endotermico in ottime condizioni
Ovviamente tutti gli apparati sono rapportati alle potenze in gioco e quindi alla capacità di sollevamento.

Dai 3 cilindri fino a motorizzazioni importanti, sotto il sedile (nella maggioranza dei modelli) troviamo il nostro gioiello a cui eseguire i controlli di rito che ormai John conosce alla perfezione.

Le possibili variazioni sono per i motori a gas per la presenza di tubazioni e altri accessori differenti rispetto ai motori a gasolio convenzionali, ma se l’avviamento è regolare ed il funzionamento pure, controllerei anche lo stato dei componenti ed eventuali riparazioni effettuate.

Gruppo batterie del carrello elevatore usato

Se la tua ricerca, John, si orienterà verso l’elettrico avrai a che fare con grossi pacchi di batterie di trazione. Normalmente si tratta di un vero e proprio cubo metallico molto pesante (anche qualche tonnellata, leggere l’etichetta prima di provare a rimuovere la batteria!) che contiene tutti gli elementi (tecnicamente da 2 Volt) che compongono i pacchi secondo il voltaggio disponibile (da 12 a 80 Volt e con capacità da 140 ad oltre 1550 Ah).

Purtroppo, determinare esattamente lo stato di usura e la vita residua di questo componente è altamente complicato e spesso i risultati non sono soddisfacenti quando poi li valutiamo su una giornata di lavoro. I parametri che influiscono sono tantissimi: numero di cariche totali, ambiente di utilizzo, potenza di scarica, manutenzione ordinaria (fondamentale il livello di elettrolito), abitudine (pessima) a cariche parziali, presenza di caricabatterie evoluti con attacco e stacco automatico e magari con equalizzatore oppure basici.
(Necessario copy)
Il primo fattore che viene sottovalutato è che la gestione delle ricariche dovrebbe essere seguita da una persona dedicata e formata su tutti gli aspetti, specie della sicurezza. Il secondo è che gli ambienti adatti alla ricarica vanno costruiti secondo normative precise e puntuali. Altro elemento fondamentale da non dimenticare quando si acquista un carrello elevatore usato è che la batteria costa a volte come un terzo del carrello, se non di più!

Occorre quindi dedicare un pochino di tempo per assicurarsi che la batteria sia di marchio conosciuto, che sia compatibile con il motore che riceverà l’energia (a meno che non sia ancora la batteria originale), che il caricabatterie sia adatto e valido per l’uso che intendete farne. Tenete comunque presente che la durata media di una batteria nuova e di qualità si aggira (secondo i parametri classici) intorno alle 1000/1200 ricariche o comunque circa 5/6 anni di vita: la batteria si “usura” perdendo efficacia, e quindi ci ritroveremo ad avere un mezzo che non riesce a completare un turno di lavoro.

Ovviamente il consiglio è di valutare con il concessionario il costo con un pacco di batterie nuovo.

Un elemento che prevede molte opzioni, ma è indispensabile, è il caricabatterie. Quali siano le caratteristiche corrette dipendono da svariati fattori: compatibilità con le caratteristiche della batteria (se quest’ultima è stata sostituita siamo sicuri siano compatibili?), con l’utilizzo che ne dovrete fare, dato che alcune tipologie di carrello lo montano a bordo del mezzo e non hanno opzioni: attacchi la spina ed aspetti. Quelli evoluti dovrebbero anche prevedere (in automatico se “riconoscono” la batteria e il numero di cicli) una equalizzazione dei pacchi per migliorare l’efficienza e soprattutto garantirne la durata nel tempo.

Da un punto di vista pratico, per un utilizzo saltuario un buon muletto a gasolio è sicuramente più semplice da usare dal punto di vista della gestione, ma un magazzino organizzato con i mezzi elettrici che silenziosamente lavorano è uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie.

Impianto idraulico dei carrelli elevatori usati

Pur se semplici rispetto a un escavatore o a un carrello telescopico, gli impianti idraulici dei muletti invecchiano e si usurano come tutti i componenti e sono comunque stressati da temperatura, pressione, olio, manutenzioni saltate o filtri intasati.
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Il colore e la trasparenza dell’olio sono un buon indicatore, ma non sufficiente, a meno di informazioni certe sull’ultima sostituzione e sulla qualità di olio utilizzato. Per il resto un po’ di rumorosità di funzionamento indica quasi sicuramente problemi nella zona pompa, magari solo per un’aspirazione di aria.

Le tubazioni vanno controllate bene in generale, ma in particolare nella zona del montante perché spesso sono montati dei tubi accoppiati arrotolati su delle pulegge con una molla interna, che tiene i tubi avvolti e della giusta lunghezza per non intralciare il movimento del montante.

Cabina e comandi dei carrelli sollevatori usati

Semplicità, razionalità, visibilità. John, se trovi cabine o comandi complicati lasciali stare, se da seduto non hai una visione ottima sul montante e sul posteriore non sei sui mezzi giusti.

Comandi posti nella cabina di un carrello elevatore
Su uno strumento di lavoro puro, che non può viaggiare su strada, ma deve muoversi sempre e comunque tra gli ostacoli, mi è sempre piaciuta la scelta di diversi costruttori specializzati di minimizzare cruscotti, semplificare funzioni e concentrarsi su una visibilità ineccepibile che favorisca la sicurezza nella maniera più evidente.

I controlli riguardano il rispetto delle leggi a livello di presenza e funzionalità cinture di sicurezza, comandi e controlli. La longevità dei carrelli rende importante informarsi sulle condizioni generali, affinché si possa tranquillamente affrontare il controllo obbligatorio annuale da parte di personale specializzato che dovrebbe garantirti maggiore sicurezza e meno sorprese operative.

Trasmissione dei carrelli elevatori usati

La traslazione di un forklift con magari un paio di tonnellate a 5 m di altezza deve necessariamente essere molto dolce e calibrata. In avvicinamento per il posizionamento sullo scaffale sono necessari movimenti micrometrici e precisi, non è ammesso alcun scatto o ritardo nella risposta.
In circolazione John, potresti ancora trovare fantastici oggetti con addirittura frizione, marce lente e veloci e selettore delle velocità. Strumenti che hanno contribuito a costruirre l’Italia, non dimentichiamocelo.

Oggi ovviamente viene richiesto un mezzo molto più semplice da gestire, quindi troviamo pedaliere personalizzate e scelte progettuali differenti, ma tutte orientate verso il maggior controllo e la minor fatica per l’operatore. Nei forklift a gasolio dominano i sistemi idrostatici (ovvero il motore endotermico fa girare una pompa idrostatica che genera un flusso di olio che comanda il sistema di traslazione).

Molto evoluti, questi sistemi permettono soluzioni con un grado di controllabilità e di efficienza notevoli: la maggioranza dei costruttori li adottano, le differenze più evidenti tra un modello e l'altro, anche in funzione del periodo di produzione, saranno le pedaliere: sistono pedaliere singole con joystick o leve di comando al volante, interruttori direzionali sui joystick, doppi pedali, pedale singolo con comando elettronico e ovviamente chi più ne ha più ne metta!
Il funzionamento della trasmissione, anche per carrelli sollevatori usati, deve essere ineccepibile. Innanzitutto a carrello acceso con il motore al minimo e la marcia inserita il mezzo non deve muoversi. A un minimo aumento del regime deve corrispondere un movimento dolce senza scatti. Ovviamente, ma John lo sapeva già, la funzionalità va testata con l’olio a temperatura di lavoro o comunque bello caldo!

Un grande vantaggio dell’idrostatico è la capacità frenante, bisogna farci l’abitudine, ma viaggiando a qualunque velocità, appena alleggeriamo il pedale dell’acceleratore il mezzo rallenta fino anche a fermarsi. L’acceleratore sembra direttamente collegato alle ruote. Questo effetto riduce enormemente l’usura dei freni e garantisce minor manutenzione e una sicurezza attiva maggiore, oltre che una precisione notevole nei passaggi difficili o negli avvicinamenti precisi.

Nei muletti alimentati a batteria tutto avviene attraverso centraline di gestione della potenza erogata dai motori elettrici. Nella maggioranza dei casi l’assale anteriore contiene sia i motori sia i gruppi di gestione potenza. Le uniche prove possibili in questo caso sono un buon test di utilizzo, magari sotto sforzo e con un carico adeguato alla situazione.

Documenti necessari all'acquisto di un carrello elevatore usato

Ormai, qualsiasi cosa acquistiamo per poterla affidare a un dipendente deve essere totalmente a norma per poter essere tutelati in caso di problemi.
La marcatura CE è la base di ogni fascicolo di documentazione: eve essere presente nella targhetta identificativa e deve esistere il corrispondente certificato che riporti esattamente il numero di telaio della macchina che state valutando di acquistare.

Non date sempre per scontato tutto, verificare la corrispondenza tra numero punzonato sul telaio, targhetta e documenti è la base per fare un acquisto ragionato.

Ottenere
dal costruttore o importatore a posteriori un certificato può rivelarsi un’avventura in stile Indiana Jones e farvi perdere molto tempo e qualche centinaio di euro.

I marchi più blasonati hanno una buona organizzazione e sapranno farlo abbastanza velocemente, ma esistono moltissimi brand che, non avendo un importatore ufficiale, ma una rete di piccoli concessionari sparsi per il territorio, potrebbero fare molta fatica a seguire le vostre esigenze. Prevenire è meglio che curare comunque.
Carelli elevatori elettrici EDIA serie FB14-20A(C)NT (@Edia manuale d'uso)
Oltre al solito CERTIFICATO CE, deve obbligatoriamente esserci l’unico, inimitabile, ineguagliabile manuale di Uso & Manutenzione, redatto dal costruttore e nella vostra lingua che vi aprirà le porte verso una perfetta conoscenza delle più intime rivelazioni di ogni singolo centimetro quadrato del vostro muletto.

In cabina, a portata di lettura, devono essere presenti una o più tabelle di carico
In cabina, a portata di lettura stando seduti al posto di guida, devono essere presenti una o più tabelle di carico dove siano riportate le massime portate in funzione di baricentro, tipo di forche, altezza da raggiungere.
Attenzione:  se la macchina esce di fabbrica pronta per uso con 4 accessori dovranno essere riportate 4 tabelle perché il peso dell’accessorio potrebbe limitare la portata totale.

Partendo dal concetto che sono strumenti  utilissimi all’operatore, controllate bene che tutto sia presente, leggibile e comprensibile.

Dato che si tratta di un mezzo di sollevamento da sottoporre a verifiche anche trimestrali per le catene (tempistica secondo l’uso e firmate da un tecnico autorizzato) ed annuali per le condizioni generali (linee guide espresse da ente preposto), sarebbe opportuno avere il registro storico, almeno per rendersi conto della regolarità e tipologia degli interventi effettuati.


Queste John sono le attenzioni basiche a cui fare riferimento. Se la vostra intenzione fosse di ampliare il parco macchine del magazzino, sicuramente coinvolgerei un buon concessionario per verificare tutte le opzioni che oggi il mercato offre perché sono veramente tante. Se invece il mezzo ricercato è tipicamente multiuso ponete molta attenzione  a portata e stabilità, affidatevi a un buon fornitore che sia abbastanza vicino e magari vi possa seguire con un’assistenza valida.

Sono e resto dell’idea che la miglior macchina non sia quella più costosa, blasonata o evoluta, ma sia quella che corrisponde alle esigenze di chi la usa e che abbia un’assistenza valida e professionale durante tutta la sua vita utile. Un usato è comunque un investimento importante e merita di essere valorizzato mantenendo nel tempo sicurezza, efficienza e valore.