Domotica, stato dell'arte e prospettive

La casa di oggi è sempre più confortevole, sicura ed efficiente, grazie alla continua ricerca di soluzioni innovative che la migliorano.

Da anni, uno dei principali trend è quello della domotica, che permette l’automazione degli impianti, il controllo da remoto e un maggior risparmio energetico.

La domotica è una scienza che studia come applicare l’informatica e l’elettronica alla casa, permettendo di integrare la tecnologia agli impianti domestici, così da favorire il controllo, l’efficienza e l’automazione degli stessi.

La domotica è nata con l’ingresso dell’energia elettrica nelle nostre case e il primo impianto domotico è stato realizzato negli anni ’60 da un ingegnere statunitense.

Negli anni ’90 si sono consolidati i sistemi e i protocolli che hanno portato alla Building Automation che conosciamo oggi, ovvero la disciplina che si occupa dell’automazione degli edifici, non solo residenziali.

Per realizzare un impianto domotico ci si deve affidare ad elettricisti ed installatori qualificati per la realizzazione del cablaggio, ovvero l’infrastruttura che permette di collegare tra loro via cavo tutti i sistemi e gli impianti domestici, poi gestiti da un’unica centralina.

Per questo i costi per la realizzazione dell’impianto, anche se più accessibili di alcuni anni fa, sono ancora piuttosto elevati.

Dalla nascita della domotica alle possibilità di oggi

Normativa e domotica

Tra le norme relative alla domotica ricordiamo la CEI 64-8 che, con la VII edizione di giugno 2012, ha definitivamente inserito la classificazione degli impianti elettrici in 3 livelli.

Al momento dell’installazione l’utente potrà scegliere quale impianto installare a seconda delle necessità e delle prospettive future, dall’1 che è il livello base, al 3 che è quello domotico.

A lavorare alla normativa del settore, c’è il Comitato Tecnico 205 “Sistemi bus per edifici” del CEI, che si occupa di Building Automation e integrazione e che ha sviluppato la serie di Norme CEI EN 50090 sui protocolli di comunicazione.

Anche il Decreto Sblocca Italia, all’articolo 6-ter parla delle disposizioni per l’infrastruttura degli edifici con impianti di comunicazione elettronica, rimandando alle Guide CEI 306-2 (sostituita dalla 306-22), per il cablaggio degli edifici residenziali e 64-100/1, 2 e 3 per la predisposizione delle infrastrutture per gli impianti elettrici, elettronici e per le comunicazioni.

Infine, la domotica viene citata anche dalla normativa per l’innovazione e il risparmio energetico degli edifici, tanto che per il 2020 è stato confermato un Bonus Domotica al 65%, ovvero un incentivo per gli interventi di installazione domotica che permettono efficientamento energetico dell’edificio.

Sistema in remoto per abbassare o alzare le luci di casa

Che cosa permette di fare oggi un impianto domotico

Esistono diverse soluzioni per l’automazione degli edifici residenziali, ma la domotica generalmente si basa sul sistema Bus con cavo dedicato, che prevede un collegamento fisico tra i dispositivi e si basa sullo standard di comunicazione Konnex.

Effettuato il cablaggio, si possono connettere i dispositivi e gli impianti presenti in casa e la domotica si esprima così in molteplici campi di applicazione.

Un sistema domotico permette di regolare i sistemi di climatizzazione, efficientandone il funzionamento, gestire in modo intelligente l’illuminazione, gli elettrodomestici e i sistemi di sicurezza. Inoltre, è possibile monitorare le condizioni ambientali degli ambienti di casa, effettuare analisi sui dati relativi ai consumi e anche prevenire situazioni di pericolo come allagamenti, guasti o fughe di gas.

Sempre connessi alla propria casa dal proprio cellulare

Domotica o Internet of Things? Cosa ci aspetta in futuro

La casa intelligente piace sempre di più agli italiani, ma la domotica non è l’unica soluzione disponibile.

Spesso sono confusi, ma domotica e Internet of Things si distinguono per la tecnologia alla base del controllo e dell’automazione degli impianti. Mentre la domotica richiede il cablaggio dell’abitazione collegando fisicamente i dispositivi, l’Internet of Things connette gli oggetti ad Internet.

Esistono diverse tecnologie abilitanti, tra cui i sistemi ad onde radio, con protocolli di comunicazione come ZigBee o Z-Wave, il Bluetooth e il WiFi. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, la Smart Home è in costante crescita (2019 ha segnato un +40% sul 2018) e le cose non dovrebbero cambiare nei prossimi anni. Secondo i dati, c’è un sempre maggior investimento in oggetti connessi, come lampadine, telecamere di videosorveglianza, elettrodomestici e molto altro.

Quindi cosa ci aspetta in futuro? Fare previsioni certe non è semplice, ma è interessante leggere la tendenza attuale che vede l’IoT trovare una diffusione sempre maggiore rispetto alla domotica.

I motivi sono semplici da comprendere, in quanto la facilità di utilizzo, l’autonomia nell’installazione, un minor costo inziale e la possibilità di integrare gradualmente l’automazione in casa, sembrano convincere gli italiani.

Questo non significa che la domotica sparirà, soprattutto perché con la sua infrastruttura permette un completo controllo centrale, mentre uno svantaggio dell’IoT è la compatibilità tra i vari dispositivi e diversi protocolli di automazione.