'Perché non ci ho pensato io?'. È questa la domanda che mi sono fatto quando ho visto le possibilità applicative delle macchine progettate e costruite dalla Blend Plants. Nonostante il nome inglese, che suona forte e chiaro a tutto il mondo come se dicesse 'La miscela sono io!', l'azienda è uno di quei gioielli del 'made in Italy' che si è affermata in tutto il mondo.
Qualche esempio? Le macchine che lavorano nella London Underground
Produttori di calcestruzzo che usano la Blend per le consegne a domicilio di piccoli quantitativi. Altri che le mettono al servizio dei cantieri per la costruzione di acquedotti, fognature e linee dati in cui si occupano di posare inerti con la massima precisione, confezionare conglomerati cementizi, preparare bitumi a freddo, trasportare inerti.
L'unico limite è la fantasia degli utilizzatori.
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Albert Einstein disse che 'Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplicistico'. Un pensiero che sta alla base della lucida concezione della Blend. In cui tutto è molto semplice ma non, invece, banale.
Ossia: la Blend è una macchina facile, che si usa in modo lineare, ma che non lascia le cose al caso. Ne' da un punto di vista della qualità e precisione costruttiva ne' dal punto di vista del rigore necessario per la produzione di conglomerati di qualità.
Ecco quindi che c'è lo spazio per gli 'ingredienti' delle miscele con inerti, acqua, leganti e con un mescolatore efficiente e veloce all'uscita. Compreso l'eventuale motore ausiliario per il funzionamento in modo autonomo e con elementi concepiti per una manutenzione rapida, veloce ed efficace.
Blend Plants non produce solo impianti mobili, ma anche fissi trasportabili, silos orizzontali scarrabili e allestimenti per il trasporto di inerti a scarico rapido tramite nastro convogliatore.
Tanto che gli stessi clienti, nel loro impiego quotidiano, trovano nuove soluzioni applicative che lo stesso costruttore non avrebbe immaginato. Aprendo nuove frontiere nell'efficienza.
...e un posto per ogni cosa. L'impostazione razionale della Blend parte da una struttura di base, che costituisce l'allestimento vero e proprio, su cui si 'innestano' le tramogge per i materiali inerti, il serbatoio per l'acqua, per le eventuali emulsioni bituminose, per gli additivi e qualsiasi altra richiesta da parte dei clienti.
Ogni modello, partendo da una base progettuale comune, può essere personalizzato sulle effettive esigenze e sulla base del lavoro che andrà a svolgere. Tenendo anche conto che alcune personalizzazioni possono essere effettuate in after-market per adeguare la macchina nel tempo a cantieri o impieghi particolari.
Ordine logico e modularità sono alla base del concetto della Blend. Non sarebbe infatti possibile avere un impianto mobile (ma in realtà la Blend è molto di più!) capace di fornire conglomerati di qualità controllata e certificata 'a domicilio'.
Lo scheletro portante è infatti costituito da una robusta intelaiatura in profili di acciaio che rende completamente autonoma la macchina. Si sceglierà se montarla fissandola al telaio di un autocarro, se adattarla a veicoli scarrabili, se montarla su vagoni ferroviari o su altri mezzi. O semplicemente installarla in cantiere e poi trasportarla con un rimorchio presso una nuova destinazione appena terminato il lavoro.
La flessibilità inizia già nell'istante in cui il cliente decide come usare la macchina. Un valore aggiunto molto alto che va dritto verso il cuore dell'efficienza aziendale e del cantiere.
Il concetto di base della Blend, ossia avere un prodotto su misura confezionato sul momento, porta ad avere un'elevata qualità di base del conglomerato.
Tutto si basa sul mescolatore collocato subito prima degli apparati di scarico. Questi ultimi, riprendendo la filosofia di base della Blend, sono a loro volta personalizzabili.
La base è costituita da un canale in gomma, facilmente apribile per il lavaggio, entro cui una coclea aperta mescola inerti, acqua, leganti e additivi. Gli inerti arrivano direttamente dalle tramogge alla zona di miscelazione tramite due nastri trasportatori separati. Acqua, leganti e additivi sono aggiunti con dei dosatori nella zona iniziale del mescolatore.
La sua capacità volumetrica e la velocità della coclea sono stati progettati sulla base della lunghezza massima installabile, legata alle dimensioni di trasporto, in modo da avere un prodotto finale di qualità che rispondesse a dei criteri ben precisi.
L'altro aspetto fondamentale è la grande facilità di utilizzo. In Blend non dimenticano che il cantiere richiede semplicità, rapidità e velocità di apprendimento. La gestione dell'impianto ne risente quindi in modo positivo grazie a un'interfaccia che è stata studiata e migliorata insieme agli addetti ai lavori. Le ricette per la formazione delle miscele si impostano in modo molto rapido attraverso una logica intuitiva che lascia pochissimo spazio agli errori, guidando l'operatore nell'impostazione corretta di tutti i parametri necessari.
L'introduzione delle ricette di miscela avviene attraverso un monitor in cui i singoli ingredienti sono ben specificati con il loro nome. Le quantità si inseriscono numericamente e la qualità del conglomerato si mantiene inalterata per qualsiasi quantità sia necessaria.
Passare fra dosaggi differenti fra loro è rapido e semplice permettendo, in pochi istanti, di cambiare completamente miscela, adattandosi alle necessità del momento all'interno di uno stesso cantiere. Passando da un misto cementato a un conglomerato strutturale in pochi secondi.
Una flessibilità tanto vincente quanto semplice.