Giro Girotondo: il mondo degli escavatori girosagoma

Quando si riflette sul problema dell'origine delle specie, considerando i mutui rapporti d'affinità degli esseri organizzati, le loro relazioni embrionali, la loro distribuzione geografica, la successione geologica e altri fatti analoghi, si può concludere che ogni specie non è stata creata indipendentemente dalle altre, bensì discende, come le varietà, da altre specie.
Charles Robert Darwin 1809-1882

Scomodare uno scienziato naturista del calibro di Darwin per parlare di escavatori girosagoma può sembrare fazioso o eccessivo.

Il sottoscritto invece, lavorando in Italia ed in giro per il mondo, ha iniziato a farsi domande proprio sulla genesi e l’evoluzione di una categoria quasi “nicchia” degli escavatori: i girosagoma o short radius dai 120 fino ai 400 quintali.

Ovviamente sono una specie, mi perdoni Darwin, assolutamente discendente dagli escavatori tradizionali che in Italia però non sembra trovare una logica collocazione nei parchi macchine degli utilizzatori.

In nord Europa, ma anche in Germania “bassa” ed Austria, ne ho osservati lavorare moltissimi, di tutti i marchi e pesi, ma soprattutto con una vastissima scelta di accessori montati.
L'escavatore cingolato girosagoma Volvo ECR235 e
In Svezia, in particolare su 10 macchine viste almeno otto erano girosagoma e montavano lo stesso attacco rapido rotante a 360°, con al centro in  orizzontale una pinza a quattro 'dita' molto pratica e molto efficiente. Tranne casi particolari di lavori gravosi o che prevedessero l'impiego del martello demolitore idraulico, ho sempre apprezzato la loro silenziosità operativa, mai a regime massimo, intenti a scaricare anche con forche, posizionare in opera, scavare, selezionare, comprimere, frantumare, vagliare, caricare camion, livellare, spazzolare e molto altro!
L'escavatore cingolato a raggio ridotto Caterpillar 311 FL
Dopo un attimo di meraviglia nel vedere tutti questi accessori (senza essere ad una fiera del settore) ho deciso di parlare con l’operatore (per scoprire che era il titolare dell’azienda: 10 mezzi, 20 persone, 6 cantieri attivi in contemporanea), per informarmi sulle motivazioni pratiche e sui limiti operativi di una scelta del genere.

La risposta in un inglese semplice, ma efficace, si riassume nella drastica riduzione del numero di macchine operatrici in cantiere oltre a un camion singolo (sponde basse da noi mai viste), in un lavoro meno stressante grazie al minore ingombro, in meno personale da gestire e quindi anche più sicurezza.

Senza dimenticare la riduzione dei costi di manutenzione (meno mezzi = meno costi), la minore occupazione sede stradale (eravamo in centro paese e il cantiere occupava una corsia sola, senza interruzione del traffico), meno disagi per la popolazione e maggiore competitività nelle offerte, grazie anche a un NON sensibile allungamento nei tempi di esecuzione.
L'escavatore cingolato Case CX245 DSR
Ho ovviamente chiesto come si potesse compensare una spesa di accessori (ma anche di allestimento del mezzo veramente completo) così importante e la risposta è stata sostanzialmente la stessa: niente minipale, spazzole, minidumper, rulli, telescopici, meno personale sul singolo cantiere, ma dedicato e accuratamente formato per compiere tutti i lavori necessari.

Semplice no? Eppure in Italia ho la sensazione che burocrazia, obblighi, mentalità ed abitudine non semplifichino scelte del genere o addirittura forse la bloccano sul nascere...

Escavatori girosagoma: un mercato articolato

Ma chi produce questi gioiellini? Chi è interessato a riprogettare quasi da zero un mezzo la cui efficienza è ben conosciuta per ricercare geometrie spinte ed equilibri spesso difficili da far digerire? La risposta è: TUTTI. Ringraziamo, una volta tanto, il mercato globale!

Ebbene sì, tutti i marchi principali hanno gli escavatori girosagoma nel loro listino, anzi, ne hanno più di un modello.

A titolo informativo, non necessariamente esaustivo e oltretutto con possibili mancanze dovute alle naturali umane manchevolezze dell'autore che le ha raccolte, riporto marca, modelli presenti ad oggi elencandoli in ordine alfabetico crescente:
La prima domanda che mi si è posta è il motivo per cui in Italia vedo più facilmente Ferrari o Lamborghini, ma anche Bugatti o Aston Martin, piuttosto che escavatori girosagoma! Se una supercar non è proprio accessibile economicamente, assolutamente poco pratica per lavorare, non porta guadagni se non al proprio ego e status sociale, l'escavatore cingolato girosagoma è accessibile a livello di costi come un qualunque mezzo della sua classe (o quasi), sicuramente più versatile del fratello ingombrante, porta guadagni diretti e l'impresa che lo acquista si può fregiare in qualche modo del titolo di innovatore (In Italia). Quindi non è un problema prettamente economico (ne parleremo in maniera più approfondita verso le conclusioni).
L'escavatore girosagoma Doosan DX235 LCR-5
Per gli escavatori girosagoma, come per i modelli tradizionali, esistono allestimenti monobraccio, triplice, ripiegabili in sagoma, con lama, impianti ausiliari dedicati, lame anche con dimensioni da dozer, braccio con brandeggio, deportè, secondi bracci estensibili, allestimenti da galleria, valvole di blocco sempre, e sono prodotti di tutti i pesi e misure di cingolatura, chi più ne ha più ne metta! Quindi non raccontatemi che è l’allestimento che limita l’acquisto.

Se all’estero in ogni cantiere stradale che mi capita di vedere c’è  sempre almeno un escavatore girosagoma (spesso più d'uno) al lavoro, vuol dire che l’operatività è garantita;  osservandoli attentamente sono TUTTI dotati di attacchi rapidi multifunzione con una pinza la rotazione a 360° e alcuni anche di altre soluzioni sempre votate alla versatilità di utilizzo.
L'escavatore girosagoma Hitachi ZX135US-6
Ho visto scaricare sacchi, attrezzature, compressori, manufatti vari, serbatoi, wc chimici, container ufficio da 20’, altre attrezzature per l’escavatore, insomma, un lavoro rapido, pulito, sicuro, stabile, senza problemi di terreno preparato o pendenze che francamente il classico camion con gru, che tutti avete e tutti usate, avrebbe fatto fatica ad affrontare, perdendo più tempo.

Escavatori girosagoma: un'analisi comparata (in due fasi)

Per un'analisi più approfondita sarebbe corretto confrontare direttamente i modelli al lavoro, ma risulta oltremodo complicato per i concessionari e dispendioso in termini di tempo e…denaro.

Ho optato per un approfondimento in due fasi, cominciando con il comparare alcuni valori tra le macchine presenti sul mercato italiano, prelevandoli dai dati tecnici e, in una secondo momento, introducendo nell'equazione i valori corrispettivi dei modelli di escavatori tradizionali, per dare una degna rappresentazione dell’enorme valore poco sfruttato che hanno i nostri 'raggio ridotto'.
L'escavatore cingolato girosagoma Komatsu PC138
I parametri che mi sento di utilizzare, estratti dalle brochure, sono quelli generici che dovrebbero avere significato nella scelta di una macchina operatrice, tenendo conto però che ogni azienda ha la sua esigenza e ogni ingegnere progettista le sue idee.

1. Peso Macchina: valore su cui abbiamo passati anni di…bugie…come se fosse il placebo di tutto; in realtà sogno di poter avere di ogni macchina la distribuzione dei pesi reale o il baricentro, con tanto di misure. Questo tipo di dato sarebbe estremamente interessante, specie potendolo associare a certi comportamenti dinamici dei mezzi;  nel caso dei girosagoma un'analisi di questo tipo può davvero dire molto sulle potenzialità effettive di un modello.

2. Larghezza Massima: Una volta comprato, lo vogliamo spostare da un cantiere all'altro un mezzo così polivalente? E magari, lo vogliamo stabile sui 360°? Considerate le limitazioni della Normativa italiana, un dato questo da non sottovalutare.

3. Potenza Motore - Cilindrata - Numero Cilindri: valore dichiarato dal costruttore che però, ricordiamoci, non rappresenta la potenza idraulica. In un periodo dove l’elettronica domina la meccanica, dove le emissioni inquinanti contano di più delle prestazioni, il ventaglio delle motorizzazioni si è un po’ allargato, con ogni produttore alla ricerca della propria formula ottimale e/o di scelte che possano distinguerlo dalla concorrenza.

4. Portata Idraulica: importante sì, ma non sempre corrisponde al carattere della macchina perché sono anche gli operatori che determinano il risultato finale in termini di produttività/efficienza.

5. Profondità massima di scavo e distanza di scavo a terra: sono due valori comunque utili per capire il raggio operativo della macchina e le scelte geometriche sul gruppo caricatore. Per quanto riguarda la massima altezza raggiungibile in punta di benna, i valori restano più o meno nel range dello sbraccio massimo a terra, aggiungendoci l'altezza da terra del perno attacco braccio (grossolanamente 1.000 mm circa).

6. Capacità di sollevamento: nella quotidianità il parametro più usato da sempre è: PROVIAMO se ce la fa. Alzi la mano (tranne gli operatori di gru!!) chi non lo ha mai fatto. Le tabelle sulle brochure di tutti gli operatori sono complete di tutte le opzioni, lama su lama giù, mono o  triplice, carri larghi o stretti, avambracci lunghi medi o corti, zavorre standard, maggiorate aggiunte, manca solo quella con gli operatori extra a sedere sulla zavorra per bilanciare (un triste standard dei forklift).

Per praticità riporterò (ingiustamente lo so, fatevene una ragione sono fatto così) due soli valori uguali per tutti: miglior valore in tabella ad altezza 0 (zero); sbraccio di 4,5 m fino a 200 q; sbraccio 6,0 m per gli over 200 q; due posizioni: in linea con i cingoli e rotazione a 90°.  

Tabella comparativa degli escavatori cingolati girosagoma da 120 a 199 q (clicca per ingrandire)
Tabella comparativa degli escavatori cingolati girosagoma da 200 a 299 q (clicca per ingrandire)
Tabella comparativa degli escavatori cingolati girosagoma da 300 a 400 q (clicca per ingrandire)
Queste prime 3 tabelle, suddivise per classe di peso, permettono una visione oggettiva su base di quanto dichiarato dai costruttori. Ovvio che abbia estratto i valori MASSIMI che in molti casi quindi rappresentano il range più ampio possibile (valore utile perché può aiutare a capire le reali capacità operative del mezzo), ma non necessariamente i valori di ciò che acquistate! (Pensate alla relazione fra profondità di scavo e la lunghezza dei bracci piuttosto che al massimo sollevamento.). Un corretto allestimento è rappresenta sempre un buon 50% della funzionalità e delle capacità operative della macchina, ma lo scoprirete troppo tardi se avete sottostimato l’argomento.
L'escavatore girosagoma Liebherr R920 Compact
L’ampia offerta e l’ovvia vicinanza di classe fra modelli rende il mercato mediamente omogeneo e senza particolari exploit. Ho comunque segnalato per le categorie significative i valori più alti, spesso vicini ai diretti inseguitori; sicuramente si evince che il bilanciamento del peso è un valore giustamente importante perché in entrambe le tabelle chi dichiara valori più alti, soluzioni ricercate o più estreme, va più lontano e più in profondità.

Un fattore fondamentale che non è facilmente riportabile o quantificabile (spesso dipende da scelte del costruttore che deve ragionare su scala mondiale)  è l’allestimento degli impianti idraulici opzionali: la possibilità di avere minimo 3 impianti in fondo al penetratore (uno alta pressione doppio effetto, due medie pressioni sempre doppio effetto e un ritorno libero),conoscere l'effettiva disponibilità di pressione/litri per ogni impianto, la predisposizione a connessione elettriche piuttosto che le pese automatiche, i GPS, 2D e 3D control ed altro sono oggi valori importanti. La loro presenza determina in modo significativo i costi base della macchina, ma in egual misura anche  l'enorme gamma di operatività a cui possiamo accedere e, oggi argomento importante e mai in discussione, l'accesso ai benefici, per esempio, dell'Industria 4.0!

Escavatori girosagoma vs escavatori tradizionali

La prossima tabella invece è il confronto DIRETTO tra fratelli…o sorelle!. In pratica sulla base di potenza motore/ idraulica ho confrontato ogni modello di escavatore girosagoma in esame (ho volontariamente tralasciato gli over 300 q perché francamente faccio fatica ad inserirli in un parco macchine medio, al contrario delle altre classi) con il suo corrispondente tradizionale all’interno della famiglia del marchio.
Tabella comparativa escavatori cingolati girosagoma vs escavatori cingolati tradizionali (clicca per ingrandire)
Ora fermatevi, rilassatevi, provate a pensare seriamente: immaginate un escavatore tradizionale di cui già sapete molto ed accanto un oggetto NUOVO assolutamente confrontabile, ma con soluzioni diverse, possibilità diverse. Cosa vi aspettereste realmente dal confronto dei dati?

Provo a rispondere: ovvio, il tradizionale ha più scavo in profondità, più sbraccio, più forza di scavo, più capacità di sollevamento…peccato che non sia del tutto vero…anzi!

Cercherò di aiutarvi, ma non sarà facile. Sradicare certe convinzioni è durissima ed io non sono un politico, quindi non vi accontenterò cullandovi in quello che avreste voluto leggere.

Dai dati emerge una realtà che dovrebbe far riflettere o almeno invogliare a farlo. Se per la maggioranza del tempo in cantiere il vostro escavatore lavora sempre al limite strutturale e dimensionale, senza sosta e con la fila dei camion a caricare forse, anzi, sicuramente non avete bisogno di quest’articolo.
L'escavatore cingolato girosagoma Hyundai HX 235 LCR
Dal confronto in tabella si evince che la profondità di scavo, lo sbraccio massimo, le altezze raggiunte sono totalmente confrontabili e le differenze sono nell’ordine di qualche decina di centimetri, quando presenti. Le forze di scavo sono spesso assolutamente uguali, in pochi casi ci sono differenze significative e probabilmente dovute a modelli specificatamente allestiti per un certo tipo di lavoro (tipo Mass Excavation e simili più adatti a cave che a lavori normali). Sicuramente noto che la maggioranza dei costruttori usano gli stessi bracci/cilindri o comunque le stesse geometrie sia nella versione normale sia in quella girosagoma.

Questo particolare fa emergere quanto le possibilità di lavoro siano simili già in fase progettuale: i costruttori stanno cercando non un compromesso, ma un’alternativa valida in modo da poter offrire una soluzione che sia quanto più idonea alle esigenze. Sicuramente un nota positiva è la reperibilità ed il costo dei ricambi perché saranno gli stessi che già utilizzate!  
L'escavatore girosagoma Mecalac 15MC
La capacità di sollevamento:  è ovvio e giusto che questo sia il fattore dove la differenza è più netta. Bisogna però considerare che la maggior parte dei dati riportati sono teorici e basati sulle geometrie di ribaltamento, in quanto la forza idraulica non è quasi mai sufficiente (in entrambe le tipologie di macchina) a gestire pesi così elevati (notate che i dati sulle brochure sono quasi tutti asteriscati e quindi non replicabili realmente in cantiere).

Possiamo ipotizzare quindi che a parità di forza idraulica (qualche riferimento c’è nella forza al braccio e alla benna) la differenza dovuta ad una distribuzione dei pesi diversa non sia assolutamente così lontana e soprattutto sarà più evidente relativamente al massimo peso sollevabile sottocingolo e ai sollevamenti effettuati al massimo sbraccio, entrambi fattori limite che non possono e non devono rappresentare la quotidianità dell'operare in cantiere.
L'escavatore cingolato girosagoma JCB JZ140
Sono anche convinto che il sollevamento di materiali sia più una questione di praticità che un esigenza reale. Provo a spiegarmi: arrivo in cantiere con il mio possente escavatore girosagoma sul carrello a rimorchio e nel cassone ho tutto il necessario per il primo allestimento (bagno, mini ufficio, betoniera, martello, benne, griglie di delimitazione, compressore, ecc), purtroppo piove a dirotto e il camion non entra e fa fatica anche a mettere gli stabilizzatori (devo piazzare dei legni etc. etc.).

Con l’escavatore faccio tutto e colloco anche il materiale dentro il cantiere al sicuro ed in sicurezza, anche quando lo spazio a disposizione per muoversi è davvero poco. In un cantiere di medie dimensioni dovrò rispostare spesso i materiali, ma oggetti superiori a 20/25 q non ne ce ne sono molti. Solo per alcuni (colonne, tetti, piccoli prefabbricati, pergolati, assemblaggio gru o altro) avrò necessariamente bisogno del supporto di una gru retrocabina, mentre per tutto il resto ho gli escavatori girosagoma che senza ingombri preoccupanti per l’incolumità di persone e cose e con telecamere e punti di attacco per sollevamenti regolari mi consentono di eseguire con efficienza il lavoro di posizionamento.

E i costi?

Ed ecco che arriva la nota veramente fondamentale, su cui si incardina tutto il discorso (anche se non dovrebbe).

Perché alla fine quello è il nocciolo, ho seguito personalmente (prima durante e, sigh, dopo) trattative in cui la tecnica era motivo primario di selezione, l’allestimento ritenuto fondamentale (finché presenti operatore e geometra al seguito, uno standard), ma, in fase di contrattazione sul prezzo, tutto veniva ridimensionato e/o dimenticato come per magia, salvo che il boomerang lanciato dall’amministrativo o dal proprietario tornava in capo a fantozziana memoria al “povero” venditore o marchio di turno sotto forma di lamentele di varie specie, e a volte svariati decibel, che costano parecchio specie in termini di gadget e cappellini.

Peccato, veramente peccato! L’imprenditore per ruolo dovrebbe prevedere apertura mentale alle novità, visione globale, superamento degli ostacoli pratici o emotivi con agilità da “Olio Cuore”!
 
Ma quanto vale la differenza di prezzo tra i modelli sopracitati? Sappiamo tutti che le trattative commerciali che coinvolgono usati, finanziamenti, piazzali da svuotare o volontà di entrare in una tal azienda piuttosto che sconti eccezionali da fiera del fabbricante quindi non troverete nessun listino.

Ho comunque interpellato i commerciali di quattro marchi importanti che barcamenandosi tra un Mojito, una catalana da onorare e 3 bottiglie di Gewurztraminer mi hanno ascoltato, inviato rapidamente tutto il richiesto e confermato quanto già in mio possesso.

Morale: più o meno per tutti, con qualche differenza di allestimento (alcuni medi da 240 q non hanno la lama da rinterro se sono tradizionali quindi è un confronto “scomodo”) la variazione si attesta su un 10% a favore ovviamente del tradizionale. Bisogna poi aggiungere il costo dei vari accessori necessari (più sono, più cose faccio!) e soprattutto avere il coraggio di rimodulare l’operatività del cantiere su nuove logiche operative, affinché il tutto diventi economicamente accettabile e remunerativo.

Quindi le motivazioni non vi mancano, cambiare vuol dire fare le stesse cose in una maniera diversa, valore fondamentale in un mondo in continua evoluzione come quello di oggi.
L'escavatore girosagoma Kobelco SK230 SRLC
Ma quali sono allora i fattori determinanti da cambiare o raggiungere per scatenare una vera e propria invasione di girosagoma?

Ve li presento in ordine sparso e non di importanza, in quanto non ho trovato un solo vero e proprio “nemico”, ma molti avversari sotto forma di subdoli cecchini ben appostati e mimetizzati:
  • Il trasporto: è necessario che il legislatore quanto prima porti la larghezza massima di trasporto a 3.000 mm senza permessi o con permessi più semplici e meno burocraticizzati.
  • una maggiore offerta di accessori dedicati e semplificazione procedure di omologazione
  • la presenza di operatori disponibili senza preconcetti, ma con competenze reali per lavori diversificati o disponibili a cambiare le proprie abitudini
  • la formazione di una classe Imprenditori (contiamo molto sulle nuove generazioni) aperti alle innovazioni e fiduciosi di scelte inizialmente “coraggiose”
  • la necessità di riorganizzare cantieri sotto un nuovo profilo e con operatività da riconsiderare
  • la formazione di una rete vendita competente e formata per accompagnare verso nuove soluzioni (più in ottica consulenziale che orientata alle scontistiche selvagge).
L'escavatore girosagoma Takeuchi TB1140
Un ulteriore stimolo è rappresentato dal noleggio. Se avete ancora dubbi, volete andare sul concreto e massimizzare l’esperienza prima di lanciarvi in investimenti, alcuni concessionari più strutturati hanno gli escavatori girosagoma anche a noleggio.

Un paio di mesi (secondo me un trimestre anche meglio, possibilmente in ambienti diversificati) anche senza tutta l’attrezzatura (abbiamo una fervida fantasia e molti casi concreti in cui potremo dire 'se avessi tal accessorio') possono comunque darvi la sensazione giusta, gli strumenti per valutare e magari farvi pensare a un cambio di mentalità (confessate, non lo ammettereste mai in pubblico).

E magari a farvi dire: "Perché non ci ho pensato prima"?