Strategie di sostenibilità

La sostenibilità non è più un complemento al modello costruttivo, ma sta divenendo l’origine di un modo nuovo di realizzare grandi e piccole opere.

Stiamo assistendo ad una ripresa virtuosa, dopo lo stop dovuto al Covid, che interessa l’uso di energia pulita, impianti di trattamento delle acque, mobilità sostenibile, centrali per il controllo e la stabilizzazione dei carichi elettrici; nastri trasportatori automatizzati per movimentare le terre, sistemi di ventilazione, tutto allo scopo di ridurre i consumi (di energia, materie prime) ed aumentare la sicurezza, senza per questo ridurre il livello della qualità esecutiva.

Una gestione sostenibile del cantiere, e quindi a bassissimo impatto ambientale, deve essere l'obiettivo che deve ridimensionare l’immagine del sito costruttivo che tradizionalmente viene considerato luogo invasivo per l’ambiente.

Grazie alle nuove tecnologie ed all'implementamento dei vari sistemi e dispositivi a bordo delle macchine, è possibile ridurre del 20% i consumi energetici ed idrici (nonchè ridurre la presenza di olii in cantiere)- così come l'operatore deve essere rivisto come nuovo professionista di un settore che è da traino per l'intera economia del nostro Paese.

Solo le innovazioni, il ricorso a materiali ecosostenibli, l’utilizzo di modelli di lavoro mai sperimentati prima, permettono di raggiungere record di sostenibilità altrimenti inarrivabili.

Abbiamo approfittato della prima edizione del GIS (tenutasi a Piacenza) dopo pandemia, per intervistare sul tema alcuni degli attori più interessanti del segmento del sollevamento.

[SCANIA]#Abbracciare l’innovazione

[Sabrina Loner], Head of Sales & Development Construction, Distribution, Public & Special Truck Sales di >>Scania Italia<<

"Il grande Focus, in questo momento, è sicuramente il tema della sostenibilità. Per Scania è sempre stato un must, ma ora lo è ancora di più; siamo consapevoli di essere all’interno di un decennio di transizione, dove i temi del mezzo di trasporto sostenibile e delle emissioni sono focali".

Sabrina Loner

Sabrina Loner, Head of Sales & Development Construction, Distribution, Public & Special Truck Sales presso Scania Italia
Qual è l’approccio di Scania?

"All'interno del quadro generale che ha imboccato ormai questa strada in modo irreversibile, dobbiamo fare alcune considerazioni: innanzitutto, non bisogna demonizzare l'uso delle motorizzazioni diesel, perché siamo assolutamente consapevoli che nei prossimi anni questo tipo di propulsori saranno ancora presenti. La strada da percorrere realisticamente è quindi quella di innovare prodotti già esistenti e sviluppare la piattaforma del diesel".
 
"Come Scania, siamo ben coscenti di essere uno dei player principali presenti sui mercati del trasporto pesante che ha veicoli alimentati a metano, sia liquido sia a gas compresso e, dal 2019, anche veicoli elettrificati; in quest'ultima direzione la strada è tracciata e continueremo nell'innovazione con grande focus nella produzione e commercializzazione di quella che è la nostra soluzione elettrificata".
Scania sta sperimentando l'elettrificazione delle tratte autostradali per la riduzione dell'impatto ambientale del trasporto pesante
"Anche in termini di sicurezza ricordiamo che Scania ha in dotazione tutti i sistemi di sicurezza sui propri veicoli che hanno una massima applicazione nell'ambito dell'ecologia: ricordiamo i dispositivi di assistenza dell'utente debole; i sistemi di telecamere che sono presenti su tutti i veicoli.

Mancano gli autotrasportatori

Il segmento del trasporto soffre a livello europeo di carenza di manodopera

"Poi ci sono i temi contingenti: il primo, su cui si sta molto dibattendo, è la carenza di autisti, che non è solamente un problema dell'Inghilterra - post Brexit - ma anche italiano. Non solo i bacini dell'est, che una volta fornivano questo tipo di professionalità, ora si rivolgono a mercati interni, ma esistono grandi resilienze a livello burocratico che stanno innescando un effetto potenzialmente molto dannoso per il settore. Una parziale soluzione al problema potrebbe venire dalle soluzioni di guida autonoma, soprattutto nelle zone di miniera".

"La tecnologia esiste e la ricerca ha fatto grandi passi avanti, in questo caso le resistenze vengono da una normativa carente e non adeguata che andrebbe aggiornata e riformata a livello centrale: in questo caso è necessario un intervento del Legislatore a supporto degli investimenti tecnologici delle aziende".
Scania AXL: il prototipo di camion a guida autonoma della Casa del Grifone
"La creazione di offerta di lavoro in questo settore si scontra con il costo delle patenti di mezzi pesanti, che si aggira sui 5-6 mila euro; un provvedimento interessante sarebbe quello volto ad aiutare in parte le giovani leve a sostenere questi costi".

"C'è poi un ulteriore aspetto: la necessità di rivalorizzare questo tipo di professionalità. Occorre fare informazione e formazione all’interno degli Istituti, delle scuole; coinvolgere i giovani in attività per ristimolare la passione legata ai motori che è ancora ben presente nelle nuove generazioni, ma sceglie altri percorsi, lontani dall'autotrasporto".

"Voglio sottolineare un aspetto da non sottovalutare: questo lavoro è anche particolarmente remunerativo. E' anche sicuramente impegnativo, come tutti i lavori, ma spesso le tratte non sono lunghissime - comunque i professionitsi sono tutelati dalle regole sulle ore di guida - e ci sono sicuramente delle missioni che permettono anche di conciliare la vita privata con il lavoro".

Vuote anche le officine

La carenza si estende anche ai meccanici specializzate delle officine

"Lo stesso problema di ingaggio di manodopera lo viviamo nelle officine, dove mancano i meccanici specializzati; servono soprattutto specialisti in meccatronica, in grado di gestire le soluzioni di trasporto elettrificate, per le quali le procedure di manutenzione del veicolo sono destinate a cambiare radicalmente; un aspetto questo che ci imporrà di evolvere e di rivoluzionare le nostre officine, anche dal punto di vista organizzativo".

[JLG]#Sostenibilità = elettrificazione

[Nicola Pontini], Direttore Generale Italia di >>JLG Industries<<

"JLG sta puntando molto sull'elettrificazione e quindi su macchinari totalmente elettrici, ma con prestazioni paragonabili alle macchine diesel da cantiere e quindi utilizzabili all'esterno e non solo all'interno degli edifici".
La serie Davinci è full electric e senza componenti idrauliche che potrebbero causare dispersioni di olio
"L'altro grande tema di questi anni e dei prossimi è la sicurezza, un caposaldo fondamentale della nostra azione di ricerca e sviluppo in ogni segmento tipologico della nostra produzione. Attenzione ancora maggiore, sempre per quello che riguarda la sicurezza, è posta nello sviluppo della nostra gamma Power Tower, la nostra alternativa alle scale industriali e ai trabattelli dove si concentra la maggior parte, purtroppo, degli infortuni".

Nicola Pontini

Nicola Pontini, General Manager Italia di JLG Industries
"Lo sviluppo tecnologico è sempre più importante non solo per quello che riguarda lo sviluppo delle soluzioni progettuali delle nostre macchine, ma anche per ottimizzare le dinamiche di gestione della macchina stessa durante la sua vita utile, quindi a livello di manutenzione programmata, di telecontrollo a distanza, di fornire la possibilità al cliente di capire subito qual è il problema e risolverlo. La sfida è quella che le nostre macchine in futuro siano sempre al meglio delle condizioni operative (grazie ad accurati piani di manutenzione programmata) e che siano sempre meno soggette a guasti e conseguenti fermi macchina".

"Le macchine, soprattutto quelle diesel dall'euro 1 all'euro 5, inquinano molto meno di quelle pre-euro, ma sono anche molto più sofisticate e hanno bisogno di una manutenzione più attenta".

"Il diesel è il core business di JLG soprattutto per le macchine con maggiore altezza di lavoro; sono però anche convinto che la macchina con batterie al litio per cantiere prenderà sicuramente la sua nicchia, anche se le due motorizzazioni saranno disponibili in parallelo, perlomeno per i prossimi cinque anni".

[Haulotte]#Una coscienza ambientale

[Nicola Violini], Direttore Generale Haulotte di >>Haulotte Italia<<

"Noi, come tutti i costruttori in questo periodo storico, seguiamo le tendenze produttive e di ricerca e sviluppo nel segno dell'elettrificazione: un'esigenza che nasce da una ben precisa coscienza ambientale. Noi siamo produttori a livello mondiale e per molti Paesi l'elettrico è oramai imprescindibile. Per altro il prodotto elettrico, una volta sviluppato, anche dal punto di vista delle performance è superiore al diesel classico".

Nicola Violini

Nicola Violini, Direttore Generale Haulotte Italia
"Una macchina elettrica, all'interno del cantiere, è un prodotto migliore, meno inquinante, meno rumoroso, soprattutto se si tratta di cantieri interni. Il futuro sarà sicuramente elettrico o comunque con energie alternative".

"Altro grande trend che si affianca e rafforza a quello dell'elettrificazione, è quello della sicurezza; non ci dimentichiamo mai che molti dei i nostri clienti lavorano a grandi altezze, dunque la sicurezza deve essere il nostro core business. In Italia abbiamo un'incidenza di incidenti sul lavoro praticamente quotidiana; incidenti che avvengono per la maggior parte per uno scorretto utilizzo delle attrezzature o per negligenza nella pianificazione operativa dei cantieri".

"Molti sono gli incidenti causati da mancanza di attenzione da parte dell'operatore e spesso avvengono cadute dall'alto perché l'operatore si è sporto dalla macchina, ma, altrettanto spesso, avvengono incidenti perché la macchina non è stata manutentata per incuria o perchè i mezzi utilizzati sono obsoleti e non dovevano essere più impiegabili sul luogo di lavoro. 
La risposta a tutte queste problematiche è una sola: una continua evoluzione tecnologica, affiancata a una corretta e costante azione di formazione degli operatori".

"Parlando ancora di tecnologia oltre all'elettrificazione, una grande novità a livello tecnologico delle macchine è il nostro nuovo sistema di illuminazione ACTIV’ Lighting System che permette di eseguire le operazioni di carico e scarico in totale sicurezza e con una migliore visibilità anche la mattina presto o la sera tardi".

"Un'ultima nota, il sistema anti schiacciamento ACTIV’ Shield Bar che implementiamo sulle nostre piattaforme: una protezione dell'operatore in quota nel caso in cui dovesse rimanere intrappolato e che consente di bloccare immediatamente la macchina, eventando incidenti gravi".

[Merlo]#Sostenibilità a 360°

[Mattia Bodino], Marketing Dep di >>Merlo<<

"Il gruppo Merlo da anni investe in ricerca e sviluppo sia sul prodotto sia sull'ottimizzazione dei processi produttivi. Entrambe le linee di ricerca sono sinergiche nell'implementazione della sostenibilità dei nostri sistemi produttivi; non si tratta solo di 'greenwashing', ma di una vera e propria filosofia imprenditoriale, che investe ogni ambito della nostra attività, a partire dalla fabbrica dove stiamo sempre più investendo non solo su fonti di energia rinnovabile, ma anche su tecnologie più efficienti, come moderni robot per l'assemblaggio o sistemi di produzione meno impattanti con aspirazione dei fumi".

Mattia Bodino

Mattia Bodino, Marketing Dep di Merlo group
"Anche per la nostra nuova struttura produttiva, la cui realizzazione è prevista nel nuovo piano industriale, abbiamo l'obiettivo di impatto ambientale davvero prossimo allo zero".

"La sostenibilità è per il gruppo Merlo, dunque, un tema molto importante che si è naturamente tradotto nella nuova gamma elettrica che abbiamo da poco presentato al mercato".

"Anche dal punto della sicurezza e della qualità sul posto di lavoro, investiamo molte risorse: la tecnologia ci ha permesso da una parte di eliminare molti lavori pericolosi e usuranti  - dalla saldatura e verniciatura - dall'altro lato ci consente di avere sistemi che riducano anche i lavori ripetitivi che vengono sempre più spesso eseguiti da robot. Non si tratta di sostituire il lavoro umano con quello robotico, ma di assegnare alle persone lavori più qualificanti, destinando ai robot quelli meno qualificati".
Il sollevatore telescopico completamente elettrico di Merlo, l'e-worker
"In Merlo tutti le soluzioni tecnologiche che permettono di aumentare la qualità, ma anche  la sicurezza sul lavoro sono una priorità per l'azienda".

Se 350m2 sembran pochi

Il nuovo piano industriale prevede ulteriori implementazioni della superficie produttiva di Merlo nel Cuneese

"La carenza di materie prime ha avuto sul gruppo Merlo un impatto minore rispetto ai nostri competitor;  fortunatamente abbiamo iniziato a risentire solo da poco tempo della mancanza di materie prime: controllare direttamente l'intera filiera produttiva ci ha permesso di proseguire bene in questo primo periodo, ma si tratta di un tema che sta toccando tutti, dai produttori di gomme ai motori".

"Continuiamo in ogni caso a produrre e investire. Stiamo lanciando un nuovo piano industriale: abbiamo già ora una superficie produttiva di 350mila m2, in provincia di Cuneo, ma abbiamo presentato in Comune un piano di ulteriore ampliamento".

[Bobcat]#Pronti al cambiamento

[Luca Bonadiman], District Sales Manager di >>Bobcat<<

"Sulla scelta di sostituire il motore diesel verso una sostenibilità ambientale siamo per il momento in una fase di studio, per capire quale possa essere la scelta migliore, anche in relazione alle tipologie operative che le nostre macchine sono chiamate a eseguire. Oggi, si parla molto di elettrico, ma in questo mondo 'automotive' è difficile pensare a una macchina industriale full elettric che lavori un intero giorno su applicazioni pesanti e ad alta produttività".

Ovviamente molti riflessi sul mondo industriale saranno soggetti alle decisioni politiche che individueranno parametri e tempistiche per abbattere le emissioni di carbonio; l'Unione Europea ha deciso che entro 2035 le automobili dovranno essere elettriche e subito dopo la stessa dinamica sarà applicata ai mezzi pesanti e macchine movimento terra. Ma la strada da intraprendere non è per nulla sicura".

Luca Bonadiman

Luca Bonadiman, Bobcat District Sales Manager

"Oltre alle motorizzazioni ci sono diversi temi importanti per aumentare la sicurezza sul lavoro: Bobcat, ad esempio, da sempre lavora sul miglioramento della visibilità dell'operatore sul cantiere: già 10 anni fa abbiamo creato il nuovo design della cabina per dare una visibilità a 120 gradi, abbassando il motore di un ulteriore 15% per facilitare ulteriormente la visibilità per chi guida il mezzo".

Sul nuovo Bobcat TL43.80HF visibilità è sinonimo di sicurezza
"Abbiamo poi aggiunto una telecamera posteriore che si accende automaticamente appena si inserisce la retromarcia e le cui immagini vengono viste dal'operatore direttamente sullo schermo".

Come vede il futuro prossimo Bobcat?

"Attualmente stiamo vivendo un periodo di grande incertezza e si fatica a percepire come si muoveranno i mercati sul medio e lungo termine".

"Proprio in questi giorni ho avuto una cattiva notizia dalla Cina, dove l'Autorità ha deciso di sospendere la fornitura elettrica delle fabbriche per due giorni alla settimana per mancanza di materia prima".

"Se questa pratica dovesse continuare sono immediatamente evidenti le ripercussioni sulle forniture di componenti e semilavorati che alimentano le filiere produttive europee".
"Ad oggi comunque Bobcat è ancora in grado di programmare consegne macchine per il 2022".

[Genie]#La prima macchina ibrida

[Rebecca Cozzolino], Associate Marketing Manager di >>Genie<<

"Genie ha sviluppato nel 2016 la prima macchina realmente ibrida del nostro settore: abbiamo notato che nel mercato c'era una confusione tra bi-energy e ibrido, che in qualche modo esiste ancora oggi. Quello che cerchiamo di spiegare ai clienti è che una macchina ibrida o anche elettrica non è necessariamente una macchina meno performante rispetto a un modello tradizionale diesel".

Rebecca Cozzolino

Rebecca Cozzolino, Associate Marketing Manager Genie
"La nostra macchina ibrida completamente costruita nello stabilimento di Umbertide, ha i motori direttamente sulle quattro ruote e un sistema di recupero dell'energia che ne aumenta ulteriormente l'efficienza. In modalità ibrida può lavorare in cantiere per una settimana con un solo pieno di gasolio, mentre in modalità elettrica lavora per un intero turno di lavoro di 8 ore".

"Recentemente abbiamo lanciato una gamma di piattaforme a forbice E-drive completamente elettriche, con componenti e manutenzione semplificati.
La nostra idea è che progressivamente ci sarà la elettrificazione dei bracci".

Il Lift Guard Contact Alarm è ormai standard su tutte le piattaforme Genie

"Ovviamente noi di Genie ci definiamo un'azienda che lavora con convizione allo sviluppo integrato di soluzioni tecniche volte ad aumentare la sicurezza operativa e qualche anno fa abbiamo realizzato una linea di accessori che si chiama lift-guard, pensati per la protezione dell'operatore a bordo, ma anche di quelli che lavorano a terra, attorno alle macchine".

"Ad esempio, il Lift Guard Contact Alarm è l'allarme di contatto standard su tutte le piattaforme: abbiamo scelto un dispositivo molto semplice, si tratta di un cavo fissato magneticamente alle pareti della cesta. Se l'operatore si sente male o se ha bisogno d'aiuto, considerando che si trova a 16 metri o anche più di altezza, è sufficiente scollegare il cavo per far partire una serie di allarmi sonori e visivi".

[Faresin Industries]#Il sollevatore elettrico

[Silvia Faresin], vice presidente di >>Faresin Industries<<

"Il benessere legato all'uomo, all'operatore e tutto ciò che ha a che fare con l'impatto Zero è nel dna di Faresin. La macchina che abbiamo presentato a livello internazionale nel 2019, il telescopico full elettric, dimostra come la nostra azienda insista su questi temi da sempre".

Silvia Faresin

Silvia Faresin, Vice Presidente Faresin Industries
"Noi ora siamo pronti per il futuro perché il futuro è oggi. Il cambio di passo è già stato dettato: il Covid, al di là del momento difficilissimo che abbiamo ed in parte stiamo ancora attraversando, ci ha dato una grande opportunità di fermarci e fare un'importante riflessione su come rendere sostenibile il nostro intero processo produttivo".
"Sostenibilità, innovazione, sicurezza, efficienza sono termini fondanti del nostro piano industriale e sono alla base della crescita del prossimo quinquennio: Faresin deve crescere a ritmo molto serrato perchè la concorrenza internazionale è forte. Siamo comunque molto soddisfatti dell'andamento e soprattutto delle persone che sono parte attiva dell'azienda; abbiamo un team molto forte che crede nel progetto per il futuro. Siamo particolari anche come famiglia: il nostro non è un passaggio generazionale, ma una convivenza generazionale e la nostra forza è l'integrazione a 360°.

Oltre il Covid

L'epidemia è stata l'occasione per ripensare in modo approfondito i processi aziendali da ogni punto di vista

"Come dicevo, il Covid ci ha stimolato a rimettere in gioco ogni dettaglio del nostro fare impresa e questo ci ha consentito di far emergere un importante valore aggiunto per l'azienda. In questi ultimi due anni Faresin Industries ha cambiato letteralmente pelle, con una gestione innovativa dei flussi produttivi, nonchè con un dettaglio di attenzione ai processi che fino a pochissimi anni fa era impensabile da ottenere".

"
Una grande azienda è fatta di persone; l'imprenditore deve avere una buona strategia, ma deve avere a fianco bravi manager e bravi collaboratori, e questa è la forza di Faresin Industries".

[Multitel Pagliero]#Bassi consumi e ridotte emissioni

[Renzo Pagliero], presidente di >>Multitel Pagliero<<

"Il periodo storico è molto critico: oltre alla difficoltà di reperire le materie prime, alla base della componentistica di molte macchine, e con un mercato in forte rilancio, quello che preoccupa maggiormente è l'aumento dei prezzi, anche perché attorno a questo c'è molta speculazione e nessuna possibilità di trattare".

"Noi come Pagliero abbiamo macchine con alimentazione ibrida: ci sono già diversi modelli che possono essere full electric, soprattutto parlando di carri semoventi cingolati. Per quanto concerne le piattaforme carrate, invece, abbiamo le versioni da 14,60 metri fino a 20 di macchine ibride che possono usare batterie".

Renzo Pagliero

A sinistra Renzo Pagliero, presidente Multitel Pagliero, a dx Alessandro Blanchi, direttore commerciale Italia
"Dal nostro punto di vista il mercato delle macchine ibride, in realtà per ora riguarda soprattutto l'export. L'ibrido in Italia non ha ancora preso piede come in Francia o in Germania, dove i volumi di vendite di macchine ibride stanno crescendo a livelli esponenziali".

"Invece, che l'avvenire sia sui motori solo elettrici è ancora tutto da capire; Ci sono problematiche che non sono ancora state risolte, come è ancora in evoluzione la tecnologia di alimentazione basata sull'idrogeno. Come Multitel Pagliero lavoriamo con i nostri stakeholders per essere sempre aggiornati sui processi evolutivi in corso e per poter quindi prendere rapidamente eventuali decisioni di investimento su nuove soluzioni tecnologiche".

"Noi comunque vogliamo farci trovare pronti. Per questo, stiamo lavorando sia sui sistemi di azionamento, ma anche sull'utilizzo di materie prime più leggere - in questo senso stiamo collaborando con il Politecnico di Torino".

"Oggi tutti o quasi tutti stanno proponendo veicoli elettrici, ma i costi sono ancora veramente proibitivi se pensiamo che un veicolo di patente B costa quasi il triplo se elettrico. Il mercato non è in grado di recepire questi costi: il prezzo naturalmente scenderà con l'aumento dei volumi".

Safety first

L'attenzione alla sicurezza attiva e passiva delle piattaforme è il driver principale nella produzione di Multitel Pagliero

"La sicurezza per noi è il primo obiettivo: noi vendiamo sicurezza ed è un discorso sul quale siamo stati sempre storicamente attenti e sul quale continueremo a mantenere alta l'attenzione. E' vero che se pensiamo agli ultimi incidenti sul lavoro successi sono quasi sempre cadute dall'alto ed è ovvio quindi che se promuovi la cultura della sicurezza sei portato a commercializzare modelli di macchine più sicuri possibili, investendo di conseguenza molto in questa direzione, aldilà del fatto che dobbiamo rispondere a delle norme ben precise dal marchio CE in poi".

"È anche vero però che spesso gli incidenti succedono per errori di manovra o azzardi dell'operatore ed anche lì dobbiamo spingerci comunque fino a certi livelli, perché altrimenti le macchine rischiano di diventare inservibili in condizioni reali d'impiego".