Atlas MH 270 blue Hybrid Eco'nergy: gigante efficiente con un secolo di tradizione

Mancano pochi giorni al primo secolo di vita della Atlas Gmbh e il costruttore tedesco è presente sul mercato con una gamma di macchine che, soprattutto nella movimentazione industriale, è un caposaldo di questo settore.

Una gamma di movimentatori che vanno da 16 a 59 tonnellate di peso operativo per un totale di 11 modelli sia a gasolio sia elettrici. Ma ora c'è una nuova via percorribile.

Operando infatti sul sollevamento è proprio con i material handlers che si ottengono i margini di efficienza più elevati. L'Atlas MH 270 blue Hybrid è una macchina che, ormai in azione presso la Nuova Corofer dallo scorso autunno, sta dimostrando in modo concreto le proprie potenzialità che derivano da un'ottima struttura di base in accoppiata con il sistema di ibridazione Eco'nergy.

Con un peso operativo di 30.000 kg, il MH 270 blue Hybrid  è il classico material handler "medio" che trova spazio negli impianti di riciclaggio in cui si opera sicuramente con i metalli ma, in moltissimi casi, anche con carta e plastica.

Con i piedi per terra

Una delle qualità fondamentali di un material handler è sicuramente la base di appoggio. Dotato di assali da 40 tonnellate, la Nuova Corofer ha scelto di dotare il proprio MH 270 blue Hybrid di quattro stabilizzatori con base di appoggio pivottante in modo da privilegiare al massimo la capacità operativa in ogni condizione di impiego.

La stabilizzazione Atlas permette di operare sempre con la massima impronta a terra per ogni piede di appoggio
Fra le opzioni permesse da Atlas vi è la possibilità di scegliere fra ralla decentrata o baricentrica al carro
Questo tipo di soluzione privilegia la massima stabilità e preserva le pavimentazioni in calcestruzzo dei piazzali grazie al fatto che non vi sia sfregamento a terra e la superficie di appoggio sia sempre la massima possibile.

Lo sbraccio massimo di 14,67 metri e una distanza dal centro ralla alla massima altezza di 5,87 metri sono quindi ben sfruttabile in ogni posizione grazie alla base d'appoggio larga e ben strutturata.

La capacità operativa di 17,04 tonnellate allo sbraccio di 4,00 metri e all'altezza di 3,00 metri lo posiziona ai vertici della categoria, influendo in modo importante sulla produttività complessiva.

L'Atlas MH270 blue Hybrid della Nuova Corofer gestisce in modo efficiente gran parte dei flussi in entrata e in uscita
La ralla centrata e la stabilizzazione con piedi pivottanti permettono di avere prestazioni ottimali in ogni contesto applicativo
Il telaio ha una costruzione scatolare saldata che lo rende particolarmente rigido alle torsioni in modo da ottimizzare il comportamento dinamico nelle fasi di lancio del materiale per la costituzione dei cumuli. Il cliente può scegliere l'opzione di avere la ralla centrata o decentrata per far fronte a diverse esigenze operative.

Guarda tutti dall'alto in basso

La cabina di guida rispecchia lo standard, elevatissimo da sempre, di Atlas. Un design senza tempo che è conosciuto agli addetti ai lavori e che ha saputo rinnovarsi negli anni senza mai tradire lo stile di un marchio distinguibile in modo immediato.

La visibilità è uno dei punti di forza della cabina Atlas
Un vero e proprio segno distintivo di queste macchine che ha visto l'evoluzione di un concept nato parecchi decenni fa e che ancora oggi è assolutamente attuale e moderno.

L'ergonomia molto accurata è il principale biglietto da visita delle cabine Atlas che, già allora, erano avanti anni luce rispetto a moltissimi concorrenti. Le modifiche nel corso del tempo sono sempre state limitate grazie alla validità di un posto guida da sempre molto curato.

La consolle laterale raccoglie in modo logico tutti i comandi e la visione delle telecamere
Controllo della climatizzazione e comandi di posizionamento sono sulla destra
L'impostazione ricalca quel “made in Germany” in cui l'identità del marchio è al primo posto sopra ogni cosa, ma non ha limitato o penalizzato l'evoluzione stilistica. Anzi, è stata in grado di aumentare e migiorare la validità di alcune soluzioni pratiche a disposizione dell'operatore.

La visibilità è molto buona grazie a una superficie vetrata che ha un rapporto molto elevato rispetto sia al volume della cabina sia alla superficie esterna complessiva.

L'accesso avviene da una porta che si qualifica fra le più ampie del mercato e aggiunge la possibilità di avere anche la porta scorrevole. I due satelliti laterali si regolano in base alla posizione del sedile e facilitano l'accesso a bordo.

Tutto è sotto controllo senza ingombrare lo spazio a disposizione per l'operatore pur con una dotazione completa e ben pensata.

La consolle laterale integra il monitor per la visione delle telecamere senza disturbare la visibilità nel corso del lavoro. I comandi sulla consolle seguono un ordine logico semplice con i pulsanti della gestione idraulica facilmente raggiungibili con la mano destra.

I pedali per la traslazione sono, come consuetudine tedesca, grandi e dalla elevata sensibilità. Il piantone dello sterzo non infastidisce la visibilità complessiva grazie a una sezione ridotta e con la possibilità di migliorare ulteriormente la visuale, eliminando lo sterzo tradizionale a favore dello sterzo tramite joystick.

Sulla sinistra abbiamo tutti i controlli dell'AdBlue e il pulsante di azionamento del sistema Eco'nergy
Il cinematismo per alzare la cabina è situato in posizione protetta
L'impianto di climatizzazione automatica lavora con bocchette che distribuiscono in modo uniforme l'aria all'interno di tutta la cabina. In totale sono otto e sono collocate in modo simmetrico in ogni zona della cabina. Il sedile di guida è a sospensione pneumatica di serie.

La pressione sonora interna è di 70 dBA rientrando perfettamente nella media dei migliori brand del mercato. La superficie vetrata presente sul tetto è fondamentale per la visibilità quando si sta lavorando nella formazione dei cumuli e la tenda parasole microforata è davvero utile per lavorare anche con la luce molto forte perché permette di vedere quello che accade aumentando il senso di sicurezza.

Il cinematismo è progettato per assorbire le sollecitazioni sia laterali sia verticali
l cilindro di grandi dimensioni permette un ottimo effetto ammortizzante verticale
Il cinematismo di salita della cabina permette di portare la soglia di ingresso a 4,00 metri di altezza dal piano di lavoro della macchina. La sua geometria è frutto di decenni di esperienza nel settore.

La larghezza della struttura è portata al massimo possibile in modo che si aumenti la rigidezza per contrastare le oscillazioni laterali. La posizione dei cilindri di azionamento è ottimizzata per fare in modo che, alla massima escursione, l'effetto ammortizzante sia il più efficace possibile.

Idraulica eco-energetica

L'impianto idraulico segue il filone Atlas che vede il costruttore operare con i maggiori player tedeschi. Atlas si è fatta conoscere nel tempo grazie a un'idraulica Linde con un impianto idraulico Load Sensing che, nel MH 270 blue Hybrid, arriva a 380 l/min a 340 bar.

La portata di 380 l/min @ 340 bar permette di operare in souplesse già in modalità standard. Con l'Eco'nergy l'efficienza aumenta in modo esponenziale
Sul lato destro, in posizione protetta, trova spazio il serbatoio per l'AdBlue e tutta la gestione elettronica della macchina
Una portata in linea con la media del mercato che viene sfruttata grazie all'integrazione ottimale di tutti i componenti. La presenza di un serbatoio dell'olio idraulico da 224 litri rassicura sulla capacità di raffreddamento anche in situazioni operative intense.

La gestione dell'idraulica mette l'operatore al centro del processo con una gestione del dialogo motore-pompe con tempi di reazione estremamente ridotti.

L'accessibilità per l'installazione della centralina del sistema Eco'nergy è ottimale
Il sistema modulare Eco'nergy trova spazio in un modulo protetto da urti o manomissioni
Le inerzie fra motore e pompe sono quasi inesistenti. La reattività superiore permette di avere consumi sempre sotto controllo. Le modalità di lavoro, infine, sono tre: Fine (lavori di precisione e sollevamento), Eco (lavori standard per controllare i consumi) e Power (dove occorre massima potenza per la massima produzione).

L'impianto idraulico è nella sostanza semplice, ma efficace e il sistema Hybrid Eco'nergy della Manu Lorraine lo valorizza. Il suo funzionamento si basa sul recupero dell'energia idraulica tramite un accumulatore ad azoto.

Gli accumulatori (in questo caso tre elementi) sono collegati con l'impianto idraulico tramite uno dei cilindri di sollevamento
La componentistica del sistema Eco'nergy è di assoluta qualità e ogni impianto si adatta in modo ottimale a ogni tipo di escavatore
Come già detto più volte, un escavatore usa il 70% dell'energia idraulica solo per sollevare il braccio principale. Il rimanente 30% azionare gli altri movimenti. Una disparità che porta ad avere un elevato consumo in sollevamento e molta perdita di energia (che si trasforma in calore) quando in abbassamento.

Cosa che non avverrebbe se il braccio fosse in costante equilibrio. Che si ottiene agendo su uno dei due cilindri di sollevamento con un accumulatore ad azoto. Una volta azionato, il sistema entra in pressione e, abbassando il braccio, l'energia viene accumulata.

Il collegamento con uno dei due cilindri di sollevamento è stato studiato sulle esigenze specifiche della singola macchina
Gli accumulatori sono allocati in posizione comoda per la manutenzione e protetti da una struttura in acciaio
Gli accumulatori sono collegati direttamente con l'impianto idraulico attraverso il cilindro di sollevamento che, facendo parte di un circuito, restituisce l'energia, aumentando la velocità e ottimizzando i flussi in circolo.

Il risultato fondamentale prevede un aumento esponenziale dell'efficienza con una immediata riduzione del lavoro del motore di 200 giri/min, un contestuale aumento della velocità e della sensibilità idraulica, una riduzione netta dei consumi nonostante la risposta del MH 270 blue Hybrid sia superiore.

Il sistema può essere azionato o disattivato dall'operatore con un pulsante per consentire, a seconda anche del tipo di lavoro o del contesto, di operare in modalità standard. Inoltre il funzionamento ottimale del sistema è garantito con temperature che oscillano fra -10°C e +80°C. Al di fuori di questo range occorre disattivare il sistema.

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