A scuola di terra

Da meno di un anno Nanterre, comune della banlieue nord-ovest di Parigi, ha una nuova scuola: un complesso destinato ai bambini più piccoli.
Oltre ad essere una architettura estremamente interessante (il progetto è firmato dallo studio parigino >> Toa architectes<<), che descrive un nuovo paesaggio e che trasmette un forte messaggio ecologico, possiede alcune specificità che riguardano il cantiere, la sua organizzazione, i materiali impiegati e le tecniche di lavorazione.
La scuola "M. Makeba" completata, suggestiva la relazione fra struttura superiore in elementi metallici e basamento in terra cruda
Ciò che colpisce, infatti, è la doppia dimensione del costruito: la parte inferiore, ancorata al suolo, realizzata in terra cruda compressa; la parte superiore, quasi sospesa in cielo, in acciaio inox. Con la terra cruda e l’acciaio, la materialità dell'edificio unisce modernità e tradizione. La terra è riciclabile all’infinito e possiede una bassa impronta ecologica, mentre l'acciaio inossidabile in lamiera sottile offre protezione e durata illimitata.

Lavorare con la terra cruda: parla il direttore di cantiere

Del cantiere parliamo con [Valentina Sistri], una giovane torinese laureata in Storia e conservazione dei beni architettonici al Politecnico di Torino e in architettura all’Ensa di Paris-la-Villette. Per sei anni e fino a pochi mesi fa ha lavorato per lo studio di progettazione francese come direttore dei lavori.
A lei abbiamo chiesto cosa ha significato lavorare a un’opera importante come il polo scolastico di Nanterre.

Valentina Sistri

Valentina SIstri, architetto e direttore lavori alla scuola Miriam Makeba
"Si è trattato di un cantiere complesso - attacca Sistri -, i cui lavori sono durati circa tre anni. Un tempo piuttosto lungo rispetto a quelli canonici, dovuto a una serie di imprevisti. Alcune delle imprese impegnate nella realizzazione iniziale dell’opera sono fallite e ciò ha comportato un fermo delle attività; volendo poi impiegare una tecnica costruttiva sperimentale, la terra cruda, ci sono voluti sei mesi per la preparazione del cantiere, operazione che solitamente dura un mese. Ciò in relazione al rilascio del brevetto da parte delle autorità di certificazione francesi. Questi due fattori hanno protratto i tempi di realizzazione".
La muratura in terra cruda completata riporta le texture degli strati sovrapposti
Un aspetto peculiare ha riguardato l’operatività: per realizzare la nuova scuola si sono alternati sei differenti gruppi di imprese, a ciascuno dei quali era affidato un compito: chi si è occupato della struttura portante, chi delle finiture, altri degli impianti, altri ancora degli infissi.

"Si è trattato di un cantiere interessante anche dal punto di vista organizzativo - prosegue il direttore dei lavori -. Il comune di Nanterre, stazione appaltante, ha preferito questo modello rispetto a quello che avrebbe previsto un general contractor. Da questo punto di vista, nonostante i problemi incontrati, il dialogo tra direzione lavori e singole imprese è risultato più facile ed equilibrato. Nella fase di fermo delle attività, grazie all’aiuto delle maestranze rimaste, siamo riusciti a proteggere la terra cruda dalle intemperie dell’inverno. Sul fronte organizzativo, si è rivelata utile la figura dell’Opc (Ordonnancement, pilotage et coordination), detto comunemente pilote, che si è occupata della gestione del planning di cantiere e di coordinare il lavoro delle imprese".

La formazione, la tecnica, i benefici

Altro dato interessante ha riguardato l’attività di formazione impartita alle maestranze alle prese con la lavorazione della terra cruda, un materiale di cui si sono perse le conoscenze tecniche. "L’impresa, grazie alla presenza in cantiere di due operai esperti, si è fatta carico della formazione, facendo conoscere il materiale e la tecnica costruttiva attraverso un periodo di apprendimento durato una decina di giorni" - aggiunge Sistri.

Cantiere: dettaglio delle casserature con in evidenza la muratura in terra cruda appena gettata
La scelta di utilizzare la terra cruda nelle costruzioni va valutata con attenzione, in quanto il materiale deve mantenere le caratteristiche di qualità richieste per il suo impiego, che differiscono anche in base alle tecniche utilizzate: chi possono usare componenti di piccole dimensioni (bauge), optare per il pisé (tecnica costruttiva che impiega terra poco umida compattata all’interno di casseforme) o scegliere i mattoni di terra cruda (adobe).

Importante, quando si decide di lavorare con la terra, è l’immagazinamento: le condizioni di conservazione devono mantenersi identiche per garantire, per ogni consegna, caratteristiche e proprietà meccaniche idonee. Infine, occorre verificare attentamente l’assenza di impurità e di inquinanti.

La scelta di utilizzare la terra come materiale da costruzione ha indubbi benefici ambientali: il bilancio delle emissioni di CO2 è contenuto (il materiale non richiede cottura e serve poca energia per la sua trasformazione), l’impiego è reversibile e il materiale è riutilizzabile all’infinito, se, come nel caso del cantiere di Nanterre, non è stabilizzato con l’aggiunta calce o cemento.

Inoltre, ha un’alta capacità di regolazione igrotermica che offre agli ambienti il giusto comfort abitativo. L’alta densità del materiale conferisce un’elevata inerzia termica, che consente l’accumulo del calore del sole e il suo rilascio in un secondo momento. Infine, è un’alternativa ai materiali correnti di costruzione, in quanto non produce inquinamento indoor.
Scuola Makeba: sezione della muratura esterna

L’uso delle casseforme metalliche

Dal punto di vista statico - nonostante le costruzioni in terra cruda possiedano caratteristiche di muratura portante - nel caso di Nanterre le murature sono servite per realizzare sia il muro continuo del complesso (controventato) sia il primo piano dell’intero edificio scolastico (per la parte superiore del fabbricato è stata invece realizzata una struttura portante di supporto, in travi e pilastri in cemento armato).
 Nel complesso sono state impiegate circa 300 tonnellate di terra proveniente da una fornace di Allonne, località a un’ottantina di chilometri a nord di Parigi.
La terra cruda in cantiere arriva in sacchi sigillati
La terra viene miscelata con acqua all’interno di un’impastatrice cilindrica
La terra arrivava in cantiere all’interno di grossi sacchi chiusi e ad ogni arrivo del materiale i piseurs (operai addetti alla lavorazione del pisé; nda) effettuavano dei test empirici, tra cui quello de la boule, che consiste nel verificare il comportamento di una palla di terra inumidita alla rottura sul terreno.

La fase successiva ha previsto la miscelazione con acqua all’interno di un’impastatrice cilindrica (malaxeur) e il successivo getto dell’impasto all’interno di casseforme metalliche di tipo tradizionale.
Scuola Makeba a Nanterre: schema di getto della terra cruda all'interno di cassaforme metalliche
"La scelta di utilizzare le casseforme metalliche con la presenza di tiranti non è quella desiderabile. La loro presenza all’interno delle pareti nella fase di costipazione della terra miscelata impone infatti uno sforzo notevole da parte degli operai".

"Il vibratore, azionato ad aria compressa, che serve a compattare il terreno pesa 12 chilogrammi e il suo sollevamento richiede fatica, a tal punto che l’organizzazione del lavoro delle squadre impegnate nella lavorazione è stata modificata con la rotazione delle maestranze".

Fase di vibrazione della terra cruda per migliorarne la compattazione

"Meglio sarebbe impiegare delle casseforme, non per forza metalliche, sostenute da contrafforti esterni, prive di tiranti. Con l’utilizzo delle casseforme occorre poi prestare grande attenzione alla pulizia delle superfici di contatto con la terra, che non devono avere presenza né di olio né di acqua. Rispetto a un cantiere tradizionale lavorare con la terra comporta tempi di esecuzione più lenti".

"Per realizzare un muro alto due metri e mezzo e lungo cinque abbiamo impiegato una settimana".

Una scuola bioclimatica

Il complesso scolastico ha un’altra specificità: è un’architettura bioclimatica a energia positiva. Il tetto in vetro, posizionato al di sopra della parete interna di pisé, accresce la capacità di catturare la luce e il calore e ne amplifica la restituzione grazie all'inerzia termica della terra.

La ventilazione è garantita da un sistema naturale che permette di raffrescare ogni singola aula. Il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria è garantita da una caldaia a legna alimentata a pellet, mentre la terrazza sul tetto verde della scuola è dotata di pannelli fotovoltaici.
Cantiere scuola "M. Makeba" di Nanterre: abbinamento fra elementi strutturali in cls e murature di tamponamento in terra cruda
"É stato un cantiere impegnativo - conclude Sistri -. Però di grande soddisfazione, come ad esempio vedere la meraviglia dei bambini e delle loro mamme di fronte a un materiale, la terra cruda, così particolare: tutti desideravano toccare i muri e ne apprezzavano le peculiarità, soprattutto in estate quando all’interno della scuola la temperatura era di 15 gradi inferiore rispetto all’esterno".

"La terra ha saputo trasmettere a tutti la sua fisicità: operai, bambini, insegnanti e genitori. Un bel risultato, una bella conquista".