Quella tra
>>Autovie Venete Spa<< e
>>Cosmo<< sulle opere per l’allargamento dell’
autostrada A4 è una collaborazione ormai
ultradecennale, che attualmente vede le aziende del gruppo impegnate su vari fronti:
demolizione,
movimento terra,
opere civili e
costruzione. E proprio le demolizioni di cinque cavalcavia, rese necessarie dall’
ampliamento della carreggiata, presentano elementi di eccellenza tali da meritare un approfondimento a parte, in primo luogo per i diversi
contesti e le
soluzioni che hanno richiesto.
Tipologie e fasi di intervento
Le
demolizioni si sono svolte in
orari notturni e di
scarso traffico, previa chiusura del tratto di
autostrada compreso tra gli svincoli precedenti e successivi e ordinaria compartimentazione (generalmente dalle 22 del sabato alle 6 della domenica), e sono riconducibili a
2 diverse tipologie: precedenti o successive alla costruzione del
nuovo manufatto.
L’
organizzazione delle
varie fasi di intervento segue lo
stesso ordine in entrambe le tipologie per la prima parte: demolizione dei
conci dell’impalcato esistente, delle
pile e delle
spalle (fondazioni incluse), demolizione e
riprofilatura del rilevato, demolizione delle
fondazioni delle pile (contestualmente all’ampliamento dell’autostrada).
Nel caso delle demolizioni successive alla costruzione, alle fasi appena descritte e alle rettifiche delle
viabilità circostanti a monte e a valle, seguono le demolizioni dei
rilevati esistenti a monte e a valle.
Demolizioni precedenti alla costruzione
Due sono i
cavalcavia che il
Gruppo Cosmo ha demolito prima della costruzione di una
nuova infrastruttura con luce più ampia, per consentire l’
allargamento della sottostante sede autostradale.
Il
primo intervento di questo tipo, completato nell’
aprile 2019, ha riguardato il
cavalcavia della strada comunale che collegava le località di
Alvisopoli e
Teglio Veneto (Opera 2.068), una struttura a travi prefabbricate poi sostituita da un
nuovo manufatto realizzato sullo stesso sedime e utilizzandone il rilevato.
Demolizione vecchio cavalcavia - Nodo di Portogruaro
Inquadramento dell'area (opera 2.043)
Il nodo di Portogruaro è il nodo autostradale da cui, dall'autostrada A4, si dirama l'autostrada A28. L'opera 2.043 è il cavalcavia con una struttura a travi prefabbricate relativo a tale nodo la cui luce deve essere ampliata.
Il
contesto era prevalentemente
agricolo, con appezzamenti di terreno, alcuni
edifici residenziali nelle zone limitrofe lato sud e una preesistenza storica a
distanza di 150 m: quella di
Villa Mocenigo.
Nel giugno 2019 è stata completata la
demolizione del secondo cavalcavia, ovvero quello della
Strada Comunale Teglio-Gorgo (Opera 2.060): un’altra
viabilità minore situata in un contesto prettamente rurale, con un edificio residenziale sito nelle vicinanze
verso sud, vegetazione ai bordi della carreggiata e l’area di servizio
Fratta Nord della A4. Ai margini del terrapieno del cavalcavia si trovavano
due incroci a raso, che sono stati adeguati e raccordati alla
nuova struttura.
Demolizioni successive alla costruzione
Nel marzo
2021 è stata completata la
prima delle tre demolizioni
successive alla costruzione: quella del
Cavalcavia Strada Provinciale Teglio-Fratta (Opera 2.063).
Il nuovo manufatto è stato realizzato
non in linea con la struttura preesistente, utilizzandone parzialmente e
ampliandone il rilevato. Il contesto era nelle
immediate vicinanze del centro abitato di
Fratta, e l’urbanizzazione locale costituiva una
potenziale interferenza a sud.
Il
secondo intervento di demolizione successiva alla costruzione (Opera 2.043), eseguito da
Cosmo nel febbraio
2022 in un contesto ambientale
scarsamente urbanizzato e prevalentemente
agricolo, con casi di vegetazione ad alto fusto tra le rampe, ha riguardato il Cavalcavia del nodo di
Portogruaro, da cui si dirama l’
autostrada A28.
Inquadramento dell'area (opera 2.042)
L'opera 2.042 è un cavalcavia che permette l'attraversamento dell'A4 con una struttura a travi prefabbricate la cui luce deve essere ampliata al fine di permettere l'allargamento della sottostate sede stradale.
Nella settimana precedente alla Pasqua
2022, sempre successivamente alla realizzazione della
nuova infrastruttura, è stato demolito anche il cavalcavia di
dimensioni maggiori, quello della
Strada Provinciale 251 (Opera 2.042), collocata in un contesto di
moderata urbanizzazione. La funzione dell’opera è di collegamento fra Portogruaro e la sua zona industriale nord, e il viale
Pordenone di cui fa parte serve l’accesso alla
A28 (nodo di Portogruaro).
La parola agli specialisti
Col Direttore di cantiere del Gruppo Cosmo,
[Massimiliano Pozzato], ci siamo soffermati sulle
scelte e sulle
principali sfide che hanno comportato questi
cinque interventi, alcuni dei quali accompagnati da una
particolare attenzione dei media locali.
Massimiliano Pozzato
Massimiliano Pozzato, Direttore di cantiere di Gruppo Cosmo
“Per questo lavoro” ci spiega “siamo in
ATI con un’altra azienda del gruppo,
Hexa Green, specializzata in bonifiche. Il nostro brand, oltre che di
demolizioni, si occupa infatti di
movimenti terra e
opere civili: sempre nell’ambito di questo appalto abbiamo partecipato alla
costruzione di un
tratto di rilevato autostradale di circa
2,5 km in allargamento. Abbiamo anche costruito alcuni
manufatti in calcestruzzo e aree di laminazione in cui vengono convogliate le
acque di prima pioggia”.
Ma veniamo ora alle demolizioni dei
5 cavalcavia, argomento centrale di
MAD, chiedendo a
Pozzato quali ragioni hanno dettato a seconda dei casi la
scelta di eseguire l’intervento prima o dopo la costruzione.
“Il
motivo per cui viene costruito un
cavalcavia a lato prima di demolire quello vecchio è di natura
viabilistica: era necessario mantenere il
traffico in esercizio fino al momento in cui era pronto il nuovo cavalcavia,
limitando quindi al minimo i
disagi per la viabilità".
"Per costruire un cavalcavia si impiegano dai
9 ai 12 mesi: soprattutto in un caso come quello del nodo di
Portogruaro, non era pensabile quindi tenere
chiusa la viabilità per
14 mesi".
"Da qui la scelta di eseguire l’
abbattimento della vecchia struttura dopo la costruzione della nuova nei
tre casi dei cavalcavia più strategici per i volumi di traffico
interessati, per evitare conseguenze sulle
viabilità trasversali: quello della Strada Provinciale Teglio-Fratta, quello della Strada Provinciale 251 e appunto quello del nodo di Portogruaro”.
Le ore di
interruzione del traffico necessarie per i tre
interventi di demolizione successiva alla costruzione non sono state superiori a quelle dei due interventi
precedenti: “La chiusura per lo svincolo di
Portogruaro, che è quello sotto vari aspetti più
rilevante” prosegue il Direttore di cantiere di Cosmo “è stata sempre
notturna, a partire dalle
22, e inferiore alle
dodici ore: in pratica, era già stato preparato il
nuovo impalcato metallico, affiancato a quello che noi dovevamo demolire, e sono stati eseguiti solo i
raccordi con le pavimentazioni del nuovo
nastro autostradale”.
goWEM!: Come è stato gestito il problema del traffico, invece, nel caso dei due cavalcavia per cui si è scelta la demolizione precedente?
“Per la costruzione, naturalmente, i
tempi non possono mai essere di
molto inferiori a quelli che ho indicato prima: dipende soprattutto dal
tipo di terreni, che quando sono
inconsistenti e
torbosi richiedono un’
attesa di mesi prima di poter asfaltare".
"Da questo
non si scappa, e quindi, per le due opere il cui nuovo impalcato è stato messo
in opera dopo la demolizione, è stata individuata per tutto il periodo corrispondente una
viabilità alternativa”.
A
[Massimiliano Pozzato] abbiamo chiesto di parlarci anche delle
tecniche di demolizione adottate. “Faccio una premessa: noi siamo impegnati nell’
allargamento della A4 per Autovie Venete ormai dal 2011 e, ad esempio, avevamo già alle spalle anche la
demolizione controllata del ponte sul Piave eseguita con
esplosivi. Si tratta dunque di una
collaborazione ormai
consolidata, in cui sono state compiute ogni volta
valutazioni secondo
esigenze specifiche".
"In questo caso le
scelte erano
piuttosto obbligate: la finestra temporale di poche ore escludeva già in partenza
soluzioni con impiego di
esplosivo, quindi già da capitolato era imposta una
frantumazione dal basso".
"Noi, per
velocizzare il processo, usiamo anche degli
escavatori attrezzati con
martelloni che operano da sopra in sicurezza, restando sulla soletta, ma con la ralla sulla parte di
impalcato tra le pile e le spalle”.
goWEM!: Come si svolge, nel dettaglio, l’intervento?
“Si opera
sempre di notte, grazie a una finestra temporale che nel caso di
Autovie è anche più
abbondante della media, consentendoci di
chiudere la viabilità dalle 20 del giorno precedente alle
8 o talvolta anche alle
10 del successivo. Si parte con la
demolizione dell’impalcato, procedendo poi con le
pile e le
spalle. L’impalcato completo viene demolito nelle
prime quattro ore, dopodiché bisogna ridurre con le pinze il
volume delle travi. Il resto del tempo viene dedicato alle operazioni relative alla
demolizione delle pile e delle spalle”.
“Ma la parte che
prende molto tempo è la
preparazione del cantiere: se, come in questo caso, le operazioni devono prendere
avvio alle 22, l’ordinanza di chiusura prende avvio dalle 20, perché solo lo
sgombero del traffico, delle aree di servizio e delle piazzole di sosta ad opera della
Polizia Stradale e dei
gestori, richiede circa
un’ora. Intorno alle 21 si iniziano a
smontare le
barriere autostradali sotto all’impalcato da demolire, per far posto agli
escavatori e anche evitare che si
danneggino nella caduta delle macerie".
"Una volta, quindi,
rimossi i new jersey (altra operazione che richiede circa un’ora), si prepara il
fondo, perché la mattina successiva il
traffico deve essere
riaperto e quindi è necessario
proteggere la pavimentazione in asfalto: vengono stesi a questo scopo dei
geotessuti, coperti con uno
strato di inerte (noi usiamo della sabbia lavata, che poi viene recuperata)".
"Di solito si parla di una
trentina di viaggi, ma nel caso di
opere particolarmente importanti come quelle del nodo di Portogruaro e della Strada Provinciale 251, che è in assoluto il
più grande mai abbattuto sulla A4, ne sono stati necessari
100 in una notte con
autotreni da 20 mc”.
goWEM!: Come è stato organizzato il conferimento dei rifiuti da demolizione?
“
Non avevamo tragitti lunghi da compiere perché per il cavalcavia del nodo di Portogruaro, e anche per quello vicino della Strada
Provinciale 251, avevamo attrezzato una
capanna mobile, ovvero un’
area esterna a 300 m di distanza che ci era stata data in concessione da
Autovie, e che avevamo preparato per la
frantumazione del calcestruzzo da demolizione, in quanto il
progetto del gestore ne prevedeva il
totale reimpiego".
"Previa
scarifica della pavimentazione, il calcestruzzo recuperato è stato dunque
frantumato e, dopo le
opportune analisi, riutilizzato nei rilevati autostradali. Per gli altre
tre cavalcavia abbiamo preferito conferire le
macerie nel
nostro impianto di demolizione e
gestione dei rifiuti situato a
Noale (Ve), presso la sede di
Cosmo Tecnologie Ambientali. Quindi, in sostanza, la
notte dell’intervento le macerie venivano
portate fuori dal cantiere per riaprire l’autostrada in un’
area dedicata a qualche centinaio di metri di distanza, dopodiché veniva eseguita una
riduzione volumetrica per consentire il carico sui bilici e nel giro di
una settimana veniva tutto
frantumato e
deferrizzato, per poi inviare le macerie al nostro impianto, dove venivano
trattate per il reimpiego previsto dal
progetto”.
goWEM!: Quante macchine sono state impiegate contemporaneamente nelle operazioni di demolizione, e quali tipi di attrezzature?
“Per i
due cavalcavia più grandi, vista la larghezza delle carreggiate, abbiamo optato per
4 macchine sopra, operanti a coppie, una per
spalla, in due
fasi successive da una parte e dall’altra rispetto all’asse centrale, e
3 macchine sotto (generalmente due Cat326 e un Cat323): il numero di queste ultime è
determinato dal numero di
corsie che abbiamo a disposizione per affiancarle in
batteria. Per i tre cavalcavia precedenti, invece, abbiamo utilizzato
2 escavatori sopra e 3 sotto".
"Abbiamo anche un escavatore che con una
pinza trascina le sezioni di trave più grosse per
velocizzare il recupero delle macerie. Ci sono anche
2 escavatori gommati di servizio, che noi in genere utilizziamo
prima e
dopo le attività di demolizione vera e propria, per rimuovere le
barriere new jersey nella fase di preparazione, spostare le
torri faro o trasportare i
nottoloni di geotessuto. Gli altri, per un motivo di potenza e di portata, sono tutti
escavatori cingolati Caterpillar. A livello di attrezzature, i nostri martelli da
1500 o
2000 sono generalmente
Atlas. Ultimamente utilizziamo anche
frantumatori di
Trevi Benne o
Mantovani”
goWEM!: In un’attività che si svolge entro una finestra temporale così limitata e su opere di tale dimensione, l’imprevisto è un fattore ancora più importante da considerare. In questi interventi sulla A4 ce ne sono stati?
“Nel caso del nodo di
Portogruaro” ci risponde
[Pozzato], ci siamo soffermati sulle
scelte “è andato tutto secondo le
migliori previsioni e abbiamo addirittura finito in anticipo rispetto alle
tempistiche previste. Noi abbiamo sempre uno o
due escavatori di scorta per evitare tempi morti in caso di
inceppamento di qualche macchina. Un altro
rischio tipico di un intervento del genere è quello di
rottura di un tubo del martello, magari per
incagliamento nell’armatura durante le operazioni: a questo scopo abbiamo sempre una
squadra di meccanici sul posto”.
“La notte in cui abbiamo demolito l’
ultimo cavalcavia abbiamo dovuto affrontare qualche
difficoltà in più perché diluviava e abbiamo dovuto anche
trainare con le catene un escavatore a cui si era
bloccato un cingolo. Gli
inconvenienti che possono capitare sono
questi, dunque più che altro di
natura meccanica, e dobbiamo sempre essere
attrezzati per superarli: quando facciamo questo tipo di interventi, noi di Cosmo spostiamo mediamente
11-12 escavatori,
4 motrici, torri faro e un team di circa
20 persone, e i costi logistici sono tali che il rinvio non può essere
mai un’opzione, a meno che venga imposto da
problemi di sicurezza per la chiusura dell’autostrada”.