Non è soltanto una nuova strada, ma un'infrastruttura destinata a ridisegnare la mobilità del territorio di Spilimbergo. La nuova Bretella di Barbeano collegherà la SR177 alla SR464 attraverso un tracciato di circa due chilometri, realizzato con una piattaforma stradale larga 10,50 metri, due rotatorie di 60 metri di diametro, due gallerie artificiali per complessivi oltre 590 metri, un sottopasso carrabile, un sottopasso pedonale e numerose opere idrauliche e di sostegno che consentiranno di inserire la nuova infrastruttura nel delicato contesto agricolo e ambientale attraversato dal tracciato.
L'intervento è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia e vede impegnata l'ATI costituita da da >>Adriastrade<< e >>Adriacos<<, chiamata a trasformare il progetto esecutivo in un'infrastruttura destinata a modificare in modo significativo la mobilità locale.
Se Adriastrade porta in dote una lunga esperienza nella realizzazione di grandi infrastrutture viarie, Adriacos contribuisce con le proprie competenze nella gestione delle opere civili, dei movimenti terra, delle opere idrauliche e delle lavorazioni più complesse che caratterizzano la fase iniziale del cantiere. Un lavoro che precede la posa dell'asfalto e che rappresenta la vera ossatura della futura strada.
“Quando si osserva una nuova arteria stradale si tende a vedere soltanto il tappeto d'usura", racconta [Michele Tambosco], direttore di cantiere di Adriacos che continua: "In realtà il risultato finale dipende soprattutto da tutto ciò che viene realizzato prima: il terreno, i rilevati, le fondazioni, le opere di drenaggio e la precisione geometrica del tracciato. È lì che si costruisce la qualità dell’infrastruttura".
Michele Tambosco
Michele Tambosco, direttore di cantiere per Adriacos
Disegnare una strada significa prima di tutto disegnare il terreno
Quando si parla di una nuova infrastruttura stradale si pensa immediatamente all'asfalto. In realtà, la prima vera costruzione è il terreno stesso. Prima ancora che arrivino conglomerati bituminosi, guardrail e segnaletica, il cantiere deve modellare il paesaggio affinché possa accogliere il nuovo tracciato.
Per la Bretella di Barbeano questa fase ha richiesto un accurato lavoro di rilievo topografico e di definizione plano-altimetrica dell'asse stradale, studiato nel rispetto dei parametri imposti dalla normativa nazionale in materia di geometria delle infrastrutture viarie. Il progetto ha privilegiato un tracciato estremamente lineare, verificando con attenzione le condizioni di visibilità, le distanze di arresto e la sicurezza in corrispondenza delle future intersezioni.
Costruire le basi della nuova infrastruttura
Per Adriacos è proprio in questa fase che il cantiere entra nel vivo. Escavatori cingolati, dozer, grader, rulli compattatori e autocarri lavorano in stretta successione per realizzare trincee e rilevati, costruendo progressivamente il piano sul quale sorgerà la nuova carreggiata.
"Ogni quota deve essere rispettata al centimetro”, prosegue il [Tambosco]: “Le pendenze non servono soltanto a garantire il comfort di guida, ma determinano il corretto smaltimento delle acque, la stabilitàdei rilevati e la durabilità dell'intera pavimentazione”
Il movimento terra diventa così una disciplina di precisione. I materiali provenienti dagli scavi vengono selezionati e riutilizzati ogni volta che le caratteristiche geotecniche lo consentono, limitando gli approvvigionamenti esterni e riducendo le movimentazioni inutili. È un approccio che migliora l'efficienza del cantiere e risponde ai criteri disostenibilità oggi richiesti nella realizzazione delle grandi opere pubbliche.
Una strada costruita per il traffico di domani
Progettare una nuova infrastruttura significa immaginare come verrà utilizzata nei prossimi decenni. La Bretella di Barbeano non nasce infatti per rispondere alle esigenze del traffico attuale, ma a quelle che caratterizzeranno il territorio negli anni futuri.
Gli studi trasportistici allegati al progetto stimano infatti che entro il 2034 il nuovo collegamento potrà sostenere un traffico medio superiore a cinquemila veicoli al giorno, con una presenza significativa di mezzi pesanti destinati alle attività produttive dell'area. È proprio questa previsione ad aver guidato il dimensionamento della piattaforma stradale e della sovrastruttura, scegliendo pacchetti di pavimentazione capaci di garantire elevate prestazioni nel tempo.
La stratigrafia della pavimentazione
La sezione tipo prevede uno strato di usura in conglomerato bituminoso antisdrucciolo, binder ad alte prestazioni e una fondazione in misto cementato, mentre nelle zone maggiormente sollecitate – come le rotatorie e i tratti terminali – verrà utilizzato uno speciale asfalto tipo Splitt Mastix Asphalt (SMA), particolarmente resistente alle deformazioni provocate dal traffico pesante.
Per il cantiere ciò significa predisporre una piattaforma perfettamente stabile, capace di distribuire correttamente i carichi e garantire nel tempo la conservazione della pavimentazione.
“L'asfalto rappresenta soltanto l'ultimo passaggio”, conclude [Tambosco]. “La vera resistenza di una strada nasce dagli strati che non si vedono. Se il sottofondo è costruito correttamente, l'infrastruttura manterrà le proprie prestazioni anche dopo milioni di passaggi di veicoli”.
Due rotatorie, un sottopasso e una nuova geografia della mobilità
Una strada di collegamento non è soltanto un nastro d'asfalto che unisce due punti. È un'infrastruttura che deve dialogare con tutto ciò che incontra lungo il suo percorso: viabilità esistente, traffico locale, percorsi agricoli, ciclisti, pedoni e reti di servizio. Per questo la Bretella di Barbeano è stata progettata come un sistema integrato, nel quale ogni elemento contribuisce a migliorare sicurezza e fluidità della circolazione.
I nodi principali dell'opera sono rappresentati dalle due nuove rotatorie poste alle estremità del tracciato. Entrambe hanno un diametro esterno di 60 metri e sono state dimensionate sulla base dei flussi di traffico attesi, con una corona giratoria larga 9 metri, corsie dedicate agli accessi multipli e banchine differenziate per consentire anche il passaggio dei trasporti eccezionali. Una configurazione che garantisce elevati standard di sicurezza, riduce i punti di conflitto tipici delle intersezioni tradizionali e rende più fluido l'inserimento dei veicoli nelle diverse direzioni di marcia.
“Una rotatoria di queste dimensioni richiede una precisione costruttiva assoluta", spiega il direttore di cantiere di Adriacos. “Ogni quota altimetrica, ogni raggio di curvatura e ogni pendenza devono rispettare fedelmente il progetto. Sono elementi che incidono direttamente sul comfort di guida, sulla sicurezza e sulla durata della pavimentazione”.
Dal punto di vista operativo, la costruzione delle rotatorie rappresenta una delle fasi più articolate del cantiere. Dopo i movimenti terra e la formazione dei rilevati si procede con la realizzazione delle fondazioni stradali, la posa delle reti di drenaggio, la predisposizione dell'illuminazione e, solo nelle fasi finali, con la stesa delle pavimentazioni bituminose. Ogni lavorazione viene eseguita secondo una precisa sequenza, evitando interferenze tra le diverse squadre operative e garantendo il rispetto del cronoprogramma.
Il sottopasso Pra del Bosco: ricucire il territorio senza interrompere la viabilità locale
Tra le opere più significative dell'intervento spicca il sottopasso scatolare realizzato in corrispondenza della Strada Vicinale Pra del Bosco. Una scelta progettuale che va ben oltre la semplice soluzione tecnica: l'obiettivo è infatti mantenere la continuità della viabilità rurale evitando la realizzazione di un'intersezione a raso con la nuova bretella.
La strada vicinale rappresenta un collegamento utilizzato quotidianamente da aziende agricole, residenti, ciclisti e pedoni. Interromperne la continuità avrebbe significato modificare profondamente la rete dei percorsi locali. Da qui la decisione di realizzare un sottovia che consenta l'attraversamento della nuova arteria in totale sicurezza.
Per Adriacos questo manufatto rappresenta una delle lavorazioni più complesse dell'intero appalto. La costruzione di un'opera scatolare in calcestruzzo armato richiede infatti una stretta integrazione tra scavi, opere provvisionali, gestione delle acque, carpenterie e getti strutturali, il tutto mantenendo sotto controllo le quote altimetriche e le condizioni geotecniche del terreno.
“Le opere d'arte come questa sono quelle che richiedono il maggior coordinamento tra le diverse lavorazioni”, osserva il direttore tecnico. “Ogni fase prepara quella successiva: dagli scavi alle fondazioni, dalle armature ai getti, fino ai reinterri e al ripristino della viabilità".
La qualità finale dipende dalla precisione con cui viene eseguito ogni singolo passaggio.
Il sottopasso sarà affiancato da una variante della strada vicinale, progettata con pendenze adeguate al transito dei mezzi agricoli e dotata di una pavimentazione flessibile in conglomerato bituminoso, scelta per garantire maggiore durabilità e ridurre la formazione di materiale sciolto in prossimità dell'attraversamento.
Drenaggi, rilevati e opere idrauliche: la parte invisibile della strada
Ogni infrastruttura stradale è chiamata a confrontarsi con un nemico silenzioso: l'acqua. Per questo motivo una parte rilevante del lavoro di Adriacos riguarda la realizzazione delle opere di regimazione idraulica e drenaggio, indispensabili per preservare nel tempo la stabilità dei rilevati e la funzionalità della piattaforma stradale.
Prima ancora della costruzione della sovrastruttura stradale, il cantiere procede con la formazione dei rilevati e con la realizzazione dell'intero sistema di drenaggio. Fossi di guardia, attraversamenti idraulici e canalizzazioni vengono eseguiti contestualmente ai movimenti terra, così da intercettare e convogliare le acque meteoriche senza compromettere la stabilità della piattaforma stradale.
Ogni strato di rilevato viene posato e compattato progressivamente, attraverso continui controlli plano-altimetrici e geotecnici che consentono di verificare la corretta portanza del sottofondo prima della successiva realizzazione della fondazione.
“Quando si costruisce una strada, l'acqua va governata fin dal primo giorno”, sottolinea il tecnico Adriacos. “Le opere di drenaggio sono meno appariscenti delle pavimentazioni, ma sono quelle che permettono alla strada di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche strutturali”.
È una fase che richiede continuità operativa e un'attenta programmazione delle lavorazioni. Movimenti terra, opere idrauliche e formazione dei rilevati procedono infatti in stretta successione, trasformando progressivamente il paesaggio agricolo nella piattaforma destinata ad accogliere la nuova infrastruttura viaria.
Sicurezza e dettagli costruttivi: quando ogni elemento contribuisce alla qualità dell'opera
Una moderna infrastruttura stradale non si misura soltanto dalla fluidità del traffico. La qualità di un'opera dipende anche da tutti quegli elementi che contribuiscono alla sicurezza degli utenti e alla facilità di manutenzione.
Per la Bretella di Barbeano il progetto prevede l'installazione di barriere di sicurezza conformi alle più recenti normative europee, sistemi di smaltimento delle acque, segnaletica verticale e orizzontale ad alta rifrangenza, oltre a un'illuminazione dedicata in corrispondenza delle rotatorie e delle principali intersezioni.
Anche queste lavorazioni richiedono un'attenta pianificazione. Le barriere vengono installate solo dopo il completamento delle pavimentazioni, mentre la segnaletica e gli impianti tecnologici rappresentano l'ultima fase di un processo costruttivo che coinvolge decine di professionalità differenti.
“In un'opera stradale non esistono dettagli secondari", sottolinea [Tambosco]. “Ogni elemento, dalla quota di un cordolo alla posizione di un guardrail, contribuisce al comportamento complessivo dell'infrastruttura. La qualità nasce proprio dalla cura di questi particolari.”
È una filosofia che caratterizza l'intero approccio di Adriacos ai lavori pubblici: costruire infrastrutture pensate non solo per essere inaugurate, ma per mantenere elevate prestazioni durante tutto il loro ciclo di vita.
Adriacos nell'ATI: il valore del lavoro di squadra
La realizzazione della Bretella di Barbeano dimostra come le grandi opere contemporanee siano il risultato della collaborazione tra competenze differenti. All'interno dell'Associazione Temporanea di Imprese con Adriastrade, Adriacos mette a disposizione un patrimonio consolidato di esperienza nelle opere civili, nei movimenti terra, nelle infrastrutture idrauliche e nella gestione dei cantieri complessi.
Il ruolo dell'impresa non si limita all'esecuzione delle singole lavorazioni. Una parte importante dell'attività riguarda infatti il coordinamento operativo delle squadre, la programmazione delle fasi di lavoro, la gestione dei materiali e l'integrazione tra le diverse attività presenti in cantiere.
Escavatori, dozer, grader, rulli, finitrici e autocarri operano secondo una pianificazione che consente di ridurre le interferenze, ottimizzare le risorse e rispettare un cronoprogramma articolato. È un'organizzazione che richiede competenze tecniche, capacità decisionale e una costante attenzione alla sicurezza dei lavoratori.
“Nei grandi cantieri la differenza non la fanno soltanto le macchine”, conclude [Tambosco]. “La fanno soprattutto le persone, la loro esperienza e la capacità di lavorare insieme. Coordinare decine di lavorazioni diverse significa trasformare un progetto sulla carta in un'infrastruttura concreta, sicura e destinata a durare”.