Una prima assoluta tra Isarco e A22

La Provincia Autonoma di Bolzano ha commissionato nel 2021 al raggruppamento di imprese, in cui figura >>Vitali Spa<<, gruppo di primo piano specializzato nel decommissioning industriale, un programma di lavori per la demolizione del termovalorizzatore di Bolzano pari a un valore complessivo di 2,7 milioni di euro, che includeva lo smontaggio degli impianti, la demolizione del vecchio termovalorizzatore e la relativa messa in sicurezza del terreno.

In campo gli specialisti

Vitali Spa ha eseguito i lavori di bonifica e demolizioni relativi al vecchio termovalorizzatore di Bolzano

Le due linee del passato

Il termovalorizzatore di RSU era composto da due linee di incenerimento, ognuna delle quali dimensionata per incenerire 200 t/g di rifiuti. Ciascuna linea era costituita da un sistema di incenerimento rifiuti e recupero di calore, una sezione di depurazione fumi e un ciclo termico per la produzione di energia. La prima linea entrò in funzione nel 1988, mentre la seconda fu avviata nel 1996.
Le attività si sono svolte senza interferire con le attività del nuovo impianto, già in funzione

Il programma dei lavori: demolizione integrale

Il termovalorizzatore interessato dall'intervento, ormai in disuso dal 2013 e messo in sicurezza nel 2015, era situato sulla sponda sinistra del fiume Isarco, nell’area industriale a sud-est dell'agglomerato urbano.

Il complesso è stato completamente demolito. I lavori necessari sono stati lunghi e complessi, e hanno preso avvio nel marzo 2021 con la bonifica dell’area di interesse di circa 8.000 m2.

In una fase successiva si è passati alla demolizione vera e propria della struttura, iniziata a luglio e terminata a novembre con la demolizione della ciminiera. Infine, si è passati ai lavori di messa in sicurezza del terreno, proseguiti fino a dicembre 2021.
Oltre a quelli dovuti al nuovo termovalorizzatore, l'area interessata dalle operazioni di cantiere presentava vincoli sia naturali che viabilistici: la vicina presenza del fiume Isarco e dell'autostrada A22
Il progetto è stato suddiviso in tre macro-fasi di lavorazione:
  • la demolizione dell’impianto, con smontaggio e bonifica dei componenti facenti parte delle linee di incenerimento del vecchio termovalorizzatore;
  • la demolizione di tutte le strutture restanti a seguito dello smontaggio degli impianti;
  • le movimentazioni di terra per la realizzazione degli scarichi delle acque bianche, by-pass della rete gas a media pressione e l'impermeabilizzazione superficiale con pavimentazione bituminosa.

Autostrada, fiume e nuovo termovalorizzatore: i vincoli del sito

La collocazione del vecchio impianto ha richiesto particolare attenzione nello svolgimento dei lavori: Il cantiere, oltre a essere situato come detto nell’area industriale a sud-est di Bolzano, tra la sponda sinistra del fiume Isarco e l’Autostrada Modena-Brennero, era infatti adiacente al nuovo termovalorizzatore già in funzione e ai magazzini di Seab.

Tra la A22 e l'Isarco

Il vecchio inceneritore, con una pianta a C e un'altezza di 26 m
Una delle sfide principali è stata proprio quella di garantire il funzionamento del nuovo impianto, la viabilità e l’accesso ai magazzini del personale, senza contare la protezione del fiume da ogni forma di sversamento durante tutte le fasi di demolizione.

Sul piano tecnico, il cantiere presentava altri due aspetti sfidanti: la necessità di salvaguardare l’asse autostradale A22 Modena-Brennero senza alcun disservizio, e quella di tutelare l’asse fluviale dell’Isarco, che andava protetto da ogni forma di sversamento.

Fase 1: smontaggio e bonifica impianti

La prima parte delle operazioni ha riguardato lo smontaggio e la bonifica degli impianti che facevano parte delle linee di incenerimento del vecchio termovalorizzatore.
Dopo lo smontaggio e la bonifica degli impianti, si è passati alla demolizione degli edifici
La demolizione è avvenuta con macchine da demolizione high reach
In questa fase è stata posta particolare attenzione al controllo delle componenti inquinanti: polveri e ceneri residuali prodotte dal ciclo termico, materiali coibenti contenenti fibre minerali o simili su tubazioni, serbatoi o parti di impianto, e materiali refrattari presenti nella camera di combustione e nel camino.

Fase 2: demolizione dei manufatti

Solo dopo aver bonificato in ambiente e protetto tutte le componenti impiantistiche delle due linee di incenerimento, è stata avviata la fase di demolizione vera e propria degli edifici che componevano il complesso del vecchio termovalorizzatore. Il cuore dell’ex inceneritore era un corpo di fabbrica dalla conformazione a C con un’altezza di oltre 26 metri, realizzato in calcestruzzo armato.

Alessandro Cortinovis

Alessandro Cortinovis, Responsabile di cantiere Vitali Spa
L’ultima costruzione a essere abbattuta è stata la ciminiera di forma cilindrica, alta 51 metri e con un diametro di 4. La canna esterna era in cemento armato, mentre la parte interna era costituita da mattoni in materiale refrattario e da elementi coibentanti. Per la sua demolizione è stata utilizzata una specifica attrezzatura montata su un braccio gru, calata lungo il camino per demolire dall’interno il materiale refrattario che veniva poi recuperato al suolo.

La demolizione della ciminiera, elemento simbolo del complesso, si è svolta in due fasi: per la prima fase è stato montato sul braccio gru uno scapitozzatore con punte inverse per demolire tutto il refrattario all’interno senza manodopera [Alessandro Cortinovis]

Questa fase costituisce anche un esempio particolarmente rappresentativo della grande cura con cui si è cercato di minimizzare l’impatto con l’ambiente, in particolare separando sin da subito i materiali refrattari interni e avviandoli a recupero.

A parlarci degli aspetti più delicati e sfidanti affrontati da Vitali per l'intervento è il Responsabile di cantiere [Alessandro Cortinovis].

"I lavori di demolizione di nostra competenza si sono conclusi a dicembre con l’abbattimento dell’ultimo elemento: la ciminiera, che era un po' il simbolo di tutto il complesso".
Per la demolizione della canna interna in mattoni refrattari è stato usato uno scapitozzatore
Per la demolizione della canna interna in mattoni refrattari è stato usato uno scapitozzatore
Le opere previste dall'intervento sul termovalorizzatore dismesso sono state realizzate da Vitali e da Erdbau col personale delle due aziende impegnato anche in contemporanea sul cantiere.

"Noi di Vitali abbiamo eseguito i lavori di bonifica e demolizioni" spiega Cortinovis "mentre Erdbau ha eseguito i lavori di deferrizzazione e smaltimento delle macerie".

Logistica a prova di interferenze

Un ponteggio e un telo di protezione da 50 m sorretto da autogrù hanno consentito l’esecuzione dei lavori senza intralci alla viabilità e al funzionamento dell'attuale impianto Seab

Che braccia lunghe!

Sul cantiere della demolizione del termovalorizzatore di Bolzano sono state impiegate macchine da demolizione con bracci da 30 e 50 m
goWEM!: La sfida era importante anche sul piano logistico: quali misure sono state adottate per non creare intralcio al funzionamento del nuovo impianto adiacente, mantenere in pieno esercizio la viabilità e garantire l'accesso ai magazzini Seab?

"L'utilizzo di mezzi da demolizione con braccio lungo (rispettivamente 30 m e 50 m), il montaggio di un ponteggio e la messa in opera di un telo di protezione da 50 m sorretto da autogrù" ci ha risposto Cortinovis, "hanno consentito l’esecuzione dei lavori senza intralci alla viabilità e garantito il normale funzionamento dell'attuale impianto Seab".

Lo scapitozzatore idraulico viene calato all'interno della ciminiera del termovalorizzatore di Bolzano

goWEM!: Lo smontaggio e la bonifica delle componenti impiantistiche dismesse coinvolgevano materiali e sostanze residuali potenzialmente inquinanti: quali sono state le maggiori criticità in questa fase, e quali operazioni hanno richiesto?

"Prima di eseguire le attività di demolizione, tutti i componenti impiantistici sono stati bonificati e successivamente si è operato eseguendo un’attenta separazione dei materiali per categorie omogenee di rifiuto".
Demolizione dei materiali refrattari con lo scapitozzatore, senza necessità di manodopera all'interno
goWEM! : Ma venendo all'operazione più sfidante e di più alto profilo tecnico dell'intervento, ovvero la demolizione dei materiali refrattari all'interno del camino e il successivo abbattimento, abbiamo chiesto ad Alessandro Cortinovis di descriverci nel dettaglio che tipo di attrezzatura si è scelto di utilizzare nelle due fasi dei lavori.

Vitali ed Erdbau erano presenti in contemporanea sul cantiere del termovalorizzatore di Bolzano
"Per la prima fase è stato montato sul braccio gru uno scapitozzatore con le punte inverse, al fine di demolire tutto il refrattario presente all’interno della ciminiera senza utilizzo di manodopera (massimizzando quindi la sicurezza)".

"Successivamente è stato impiegato un mezzo da demolizione con braccio da 50 m per la demolizione della struttura esterna in calcestruzzo".

"Un ulteriore elemento di interesse risiede nel fatto che si trattava del primo intervento in assoluto eseguito con questa tecnica da Vitali per un lavoro di decommissioning".

Continua Cortinovis: "Per quanto riguarda le strutture in acciaio, in considerazione della loro particolarità, è stato utilizzato un mezzo da demolizione da 70 t, appositamente studiato per l'intervento e atto all’utilizzo di una cesoia idraulica da 7,5 t a un'altezza di 18 metri, oltre a un'altra pinza idraulica da 3.5 t che ha lavorato a un'altezza superiore ai 30 metri".

"Una volta liberata l’area dagli impianti e dagli edifici, infine, si è passati alla messa in sicurezza del sottosuolo mediante l’impermeabilizzazione dei terreni sottostanti, con la posa in opera da parte di Erdbau di una massicciata con pavimentazione in conglomerato bituminoso".