“Mercato, Mercato delle mie brame, qual è il futuro del mmt?

Allison Transmission

Testo di Simon Corbal


Il settore che domina il mercato è ancora quello dei miniescavatori

Il settore che domina il mercato è ancora quello dei miniescavatori

Fresco fresco, il 23 luglio è stato pubblicato l’”Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni 2018” del CRESME, promosso da Cantiermacchine –ASCOMAC e relativo al 2° trimestre.

Quale la sintesi? Il mercato italiano delle macchine MT e lavori stradali continua a essere in espansione con +21,8% rispetto allo stesso trimestre del 2017, mentre su base annua il dato semestrale registra +24,2%.

Prendendo il 2014 come spartiacque tra crisi/ripresa del mercato, rispetto al 2° trim di quell’anno le macchine crescono più del doppio (+113,0%),  confermando una progressione che ha permesso al mercato di recuperare gran parte delle perdite: nel 2017, con 12.769 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, si erano superati i livelli del 2011; anno in cui erano state rilevate 10.741 macchine con un incremento del +18,9%.

La fase espansiva del mercato è confermata dai dati ISTAT sulle importazioni, che nel periodo gennaio-aprile crescono del 20,9%, mentre le esportazioni del 13,2% rispetto al 1° quadrimestre 2017. Il saldo commerciale del periodo registra un attivo di 670,5 milioni di euro, ovvero +10,1% su base annua.



Un po' di dettagli

 

Esaminando la dinamica tendenziale trimestrale delle macchine MT dal 2014 a oggi, tutti i trimestri sono all’insegna di un abbondante “+” e la previsione di crescita è confermata dai dati del semestre, che rispetto al 2017 vede +27,4% (1° trim) e +21,8% (2° trim).

Guardando alla tipologia di macchine, chi paga dazio sono solo i sollevatori telescopici, mentre per tutti gli altri settori del comparto il dato delle vendite/noleggi è abbondantemente superiore a quello registrato lo scorso anno.

Bene le vibrofinitrici, che venivano da una sequenza negativa - le macchine vendute o inserite nelle flotte noleggio sono il 56,3% in più di quelle registrate nel 2° trimestre 2017 – e i dumper articolati, il cui incremento su base annua è del 43,8%; dato che replica al -9,1% d’inizio anno.Da dire che qui si sta parlando di numeri tutto sommato molto ridotti e che, quindi, le statistiche a livello percentuale hanno un significato meno rilevante.

I mini, il settore più rappresentativo dell’intero comparto, che nel precedente trimestre avevano registrato l’incremento su base annua più alto (+40,4%, con 2.517 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio) superano le vendite del 2° trim 2017 di 498 macchine (+24,7%). Sugli scudi miniescavatori (+21,6%), skidloaders (+55,9%) e track loaders (+29,1%).

Per quanto riguarda le macchine MT tradizionali, l’incremento del mercato è del 15,2%, con gli escavatori cingolati che realizzano +3,2%, le pale gommate +29,9% e l’exploit degli escavatori gommati: +77,5%.



In casa nostra

La domanda interna di macchine per le costruzioni e lavori stradali, in crescita da ottobre 2017, ad aprile, con 71,4 milioni di euro di macchine importate, registra un incremento del 4,2% rispetto ad aprile 2017.

Nel primo quadrimestre dell’anno, con 306,2 milioni di euro di macchine acquistate dall’estero, le importazioni crescono del 20,9% su base annua. Al suo interno, il 4,2% registra una leggera flessione sull’import di macchine per perforazioni (-10,1%) e gru a torre (-6,0%), mentre le macchine MT, con un valore delle importazioni di 50,5 milioni di euro, perdono solo lo -0,1% rispetto aprile 2017.

Aumenta, invece, il valore delle importazioni delle macchine per la lavorazione degli inerti (+103,0%), le macchine stradali - che dopo il -17,8% di marzo, con 4,6 milioni di euro ad aprile chiudono con +34,3% sul 2017 - e quelle per il calcestruzzo (+22,5% nell’ultimo mese).

Totalizzando i dati mensili, in questo primo quadrimestre del 2018 le importazioni di macchine per le costruzioni e lavori stradali, con un valore di circa 306,2 milioni di euro, superano il dato del 2017 del +20,9%.

Un risultato su tutti: le macchine per perforazioni, in calo a fine 2017, con incrementi notevoli registrati negli ultimi mesi e nonostante la flessione del dato di aprile, chiudono il 1° quadrimestre 2018 con il +110,3% rispetto al 2017.

Non di meno ottimi, sul medesimo periodo, sono i dati sulle importazioni delle macchine per la lavorazione degli inerti (+60,2%), gru a torre (49,5%), macchine per il calcestruzzo (+23,2%), movimento terra (+9,0%) e macchine stradali (+6,9%).



Ottimi i valori dell

Ottimi i valori dell'export delle perforatrici, che contribuiscono in maniera sostanziosa al saldo attivo della nostra bilancia commerciale nel segmento macchine

E nel resto del mondo

Infine uno sguardo all’export. La domanda di macchine per le costruzioni e lavori stradali viene da una sequenza positiva su base annua: gennaio +12,3%; febbraio +16,6%, marzo +1,7% e aprile +26,4%.

Nel 1° quadrimestre 2018, il valore delle macchine esportate cresce del 13,2% rispetto al 1° quadrimestre 2017. In euro: 976,6 milioni. E un dato che vede il contributo maggiore da parte delle macchine per perforazioni (+67,6%).

Seguono quelle per la lavorazione degli inerti (+35,3%), movimento terra (+23,6%), gru a torre (+16,8%), mentre al di sotto del 10% si attestano le macchine stradali (+9,1%) e quelle per il calcestruzzo (+4,7%).

Il saldo commerciale ad aprile, si chiude con 196,3 milioni di euro (+36,9% sul 2017), mentre la totalizzazione dei dati mensili, per il quadrimestre 2018 è pari a 670,5 milioni di euro; in aumento del 10,1% sul 2017.

Per quanto riguarda le destinazioni, il dato dei primi 30 paesi rappresentativi del 79,6% dell’export italiano, a fronte di un incremento del +13,2% del totale, è in crescita del +21,1% rispetto al 1° quadrimestre 2017. Capofila gli Stati Uniti con 110,6 milioni di euro (+34,7% rispetto al 1° quadrimestre 2017), mentre seguono in ordine: Francia (+12,0%), Germania (+4,9%) e Regno Unito (+5,1%). In crescita ad aprile il Belgio, con +30,9% rispetto il 2017.

Sesta e settima posizione per Russia (+73,2%) e Cina (+38,4%), mentre il +354,6%, delle esportazioni verso la Repubblica Islamica dell’Iran, fanno risalire in classifica il paese dal 30° al 24° posto. Ma il vero exploit è quello del Bangladesh, che con poco più di 17 milioni di euro, registra +1.154,4% rispetto allo scorso anno e sale al 16° posto.



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