La pala gommata WA600-6 block handler consegnata alla F.lli Pacifici da GIS è un tassello fondamentale della filiera estrattiva

Tre generazioni, stessa passione

Testo di Silvano Lova


La WA600-6 dimostra tutta la sua agilità, muovendosi senza problemi negli spazi complessi della cava

La WA600-6 dimostra tutta la sua agilità, muovendosi senza problemi negli spazi complessi della cava

Il fare impresa è una complessa alchimia che in molti hanno tentato di spiegare con schemi, analisi e grafici; ma la fredda logica delle grandi società di consulenza e analisi (che molto spesso sbagliano, e di grosso, le loro previsioni) non è mai riuscita a comprendere appieno l’essenza profonda di un imprenditore che si rispetti.

Per noi di goWEM! i parametri economici come la dimensione del fatturato, la redditività, la capacità finanziaria complessiva sono solo una parte (importantissima e fondamentale non fraintendeteci) di un Tutto più grande che aggrega anche altri fatto, più intangibili, ma altrettanto importanti.

Ci riferiamo alla Passione per il proprio lavoro certo, ma anche al non meno importante Talento che spinge l’imprenditore a imprimere svolte improvvise e innovative alla propria attività, fino, anche, alla capacità di trasferire ai propri eredi entrambe queste caratteristiche.

Quando ci sono tutti questi “ingredienti” l’impresa diventa qualcosa in più di una mera sommatoria di importi da fatturare, ma cresce, evolve trasformandosi in un punto di riferimento nel proprio settore, non solo a livello nazionale, ma anche (e più spesso di quanto si creda) mondiale.

DI imprese italiane di questo tipo (in tanti settori dell’economia) ce ne sono molte, noi di goWEM!, accompagnati da Marco Carnevale di GIS ne abbiamo incontrata una nel settore dell’estrazione del Travertino romano, a Tivoli.

Parliamo della F.lli Pacifici, di cui abbiamo intervistato uno dei titolari, Marco Pacifici a rappresentare la terza generazione di imprenditori (appunto); vediamo quello che ci ha raccontato.



Da un millennio all'altro, la stessa passione

 

Incontriamo Pacifici nella sede di Tivoli Terme, dove l’azienda sta coltivando una stupenda cava di Travertino Romano dalla quale escono blocchi di altissima qualità (cava che ha anche una storia interessante, come sentiremo).

La storia imprenditoriale della Fratelli Pacifici ha radici lontane - inizia Marco Pacifici - che possono essere fatte risalire al 1938 quando i fondatori, Cesare e Lorenzo Pacifici cominciarono ad operare nell’estrazione e della lavorazione del travertino romano nella piana che ospita le famose sorgenti delle Acque Albule”.

Già prima della guerra i due fratelli avevano aperto diverse cave, ma è dopo il secondo conflitto mondiale del secolo scorso che l’attività, complice il boom economico italiano degli anni ’50 e ’60, cresce tumultuosamente, fino a dar lavoro a 150 persone. Gli anni ’70 vedono l’entrata in azienda della seconda generazione di imprenditori, Alessandro e Romano Pacifici, che espandono ulteriormente il perimetro imprenditoriale, prima a livello Europeo, poi internazionale”.

Sono questi gli anni della diffusione del Travertino romano in tutto il mondo, una diffusione che non solo fa conoscere questa stupenda pietra - continua Pacifici - ma, anche, fa apprezzare a architetti e imprese la capacità artistica e tecnologica delle maestranze della Pacifici”.

Gli anni passano e  dopo la crisi del 2008 che ha colpito anche la nostra azienda, si arriva ad oggi, con la terza generazione di imprenditori, entrata in azienda agli inizi del nuovo secolo; oltre a me in azienda lavorano mio fratello, Francesco Pacifici, e Francesco e Alessandro Dandini de Sylva”.


“Oggi il nostro Travertino - conclude Pacifici - è protagonista nelle architetture dei più importanti protagonisti mondiali, da Norman Foster fino a Rem Koolhass, da Cesar Pelli a Richard Maier, senza dimenticare ovviamente un Maestro come Renzo Piano. Per tutti noi, terza generazione, questo è senza dubbio il maggiore orgoglio”.



La sfida della Qualità

Ma quali sono le prospettive per il futuro e quali le strade percorrere? Pacifici non ha molti dubbi: “L’internazionalizzazione dell’azienda è stata condotta con visione da mio padre, oggi noi siamo di fronte a una sfida diversa; quella che potrei definire della Qualità. Non solo si stanno aprendo nuovi mercati, come la Cina ad esempio, dalle potenzialità davvero importanti, ma si stanno affacciando anche nuovi attori che propongono materie prime nuove e differenti. La nostra azienda, anche utilizzando al meglio un canale come internet che ritengo fondamentale, sta lavorando duramente per posizionare i nostri prodotti (sia i blocchi sia il materiale lavorato) ai massimi livelli di qualità“.

Il Travertino romano - continua Pacifici - è una pietra che non ha uguali al mondo e le opere di grandissimi architetti che lo hanno scelto sono qui a testimoniarlo. Sono convinto che il nostro ruolo sia quello di continuare ad innalzare l’asticella della qualità dei prodotti finiti, proprio per intercettare quella quota di committenti di altissimo profilo, disposti a riconoscere un delta di valore importante al nostro valore, alla sapienza “artigianale” degli specialisti che lavorano con noi.

Questo non solo ci consentirà di continuare ad estrarre e lavorare questa pietra, ma anche di investire in nuove tecnologie di lavorazione, fondamentali per poter restare all’avanguardia nel nostro settore. Poter proporre nuove finiture, nuove tipologie di prodotto che si adattando all’architettura contemporanea è, infatti, secondo me una delle chiavi di lettura più importanti per un’azienda che voglia restare tra quelle leader nel mondo globalizzato”.

E poi ci sono i fattori intangibili che sono convinto che siano altrettanto fondamentali; un piccolo aneddoto può aiutare a comprendere meglio questo aspetto della F.lli Pacifici. La cava che stiamo coltivando oggi era stata esplorata già negli anni’80 da nostro padre che ne aveva capito la potenzialità dal punto di vista della qualità del materiale. Anziché sfruttarla subito, mio padre e mio zio, hanno preferito richiuderla per ‘lasciarla in eredità' ai loro figli. Oggi questa cava ci garantisce un vantaggio competitivo importantissimo: la qualità dei blocchi estratti, infatti, ha pochissimi eguali nel nostro comparto estrattivo. Questo intendo quando parlo di Passione e di storia aziendale, un concetto concreto e molto tangibile, non solo ‘fumose’ dichiarazioni di circostanza”.



Innovazione, ricerca, tecnologia

Per mantenere alta l’asticella della Qualità, senza dimenticare che un’azienda deve anche garantire la corretta redditività, la strada della ricerca e dell’innovazione è quindi obbligata, come ci conferma anche Marco Pacifici: “Siamo davvero convinti che il successo passi da un’attenta alchimia tra Storia e innovazione tecnologica”.

Proprio per questo continuiamo a investire in mezzi e attrezzature, come, ad esempio la pala gommata Komatsu WA600-SH che abbiamo acquistato dalla GIS. Avere mezzi aggiornati come questo, infatti, ci consente di migliorare la nostra redditività aziendale nel complesso comparto dell’estrazione. La pala non solo ci garantisce minori costi operativi a parità di quantità di materiale lavorato, ma ci assicura anche un elevatissimo grado di sicurezza operativa. Sicurezza che per noi è un valore fondamentale nell’operare quotidiano”.

Avere in cava mezzi come la WA600-SH ci permette di movimentare i grandi blocchi estratti senza problemi; inoltre la pala di Komatsu, pur avendo dimensioni e prestazioni importanti - continua Pacifici - si muove agilmente negli spazi della cava (che si sviluppa in profondità su un’area in cui gli spazi operativi sono compressi). L’operatore, grazie anche a una cabina ben studiata, ha sempre il controllo diretto (o al limite mediato dalle telecamere) dell’ambiente in cui si muove. Questo, lo ripeto, ha importanti e positive ripercussioni sia sulla produttività sia sulla sicurezza sia, infine, sul comfort stesso dell’operatore, che svolge un lavoro fondamentale all’interno dell’economia della cava”.

Da non dimenticare poi - conclude Pacifici - il ruolo di GIS; apprezziamo moltissimo la disponibilità che l’azienda guidata da Francesco Grassi ci garantisce; una disponibilità che ci assicura di poter lavorare in tranquillità, certi di avere a fianco un partner (mi sembra un termine giù adatto rispetto a fornitore in questo caso) pronto a intervenire e a risolvere eventuali problemi che possono sempre capitare quando una macchina lavora a ritmi intensi come capita spesso nella nostra cava. Qualità delle macchina e struttura di assistenza efficiente e reattiva, queste le chiavi oggi per aver successo come fornitore di meccanizzazione nel nostro settore”.



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