Nella cava di travertino di Tivoli del colosso estrattivo Estraba lavora una pala gommata Komatsu WA500-SH

Al cospetto della Storia

Testo di Silvano Lova


La sede principale di Estraba, attiva nel settore dal 1939

La sede principale di Estraba, attiva nel settore dal 1939

Non tutte le cave sono uguali, anzi ce ne sono alcune in cui capita di respirare la storia; non sono molte, ma ci sono e, accompagnati dal distributore Komatsu per il Lazio, l’Abruzzo, la Campania, il Molise, le province di Livorno, Pisa, Grosseto e, in Puglia, di Foggia, la GIS di Fondi, ne abbiamo visitate diverse, tutte nel grande comprensorio del travertino di Tivoli.

E come si fa a non respirare la storia in queste cave dalle quali è uscito tutto il materiale (bellissimo e unico al mondo) che ha contribuito al fasto e alla gloria dell’impero romano prima e delle grandi cattedrali del Cattolicesimo poi?

Oggi, rispetto al passato, non sono più italiani i clienti principali, ma il travertino (in blocchi o lavorato) viene esportato in ogni angolo del mondo, ovunque ci siano architetture imponenti o avveniristiche. Ma per esportarlo bisogna prima estrarlo e, trattandosi di blocchi che proprio zollette da caffè non sono, ci vogliono le macchine adatte.

Per questo con Marco Carnevale, di GIS, abbiamo visitato la cava di Estraba (di proprietà della famiglia Caucci) a Tivoli, per vedere all’opera due pale gommate Komatsu che da tre mesi lavorano nella cava per conto del colosso del marmo. Nello scenario maestoso (reso ancora più impressionante dal cielo gravido di pioggia) di una cava di travertino estesa per 10 ettari, abbiamo visto al lavoro una WA500-SH e la sua sorella maggiore la grande WA600-SH.

Ovviamente abbiamo sentito anche il parere di chi la usa tutti i giorni; ecco com’è andata.



La sorellina piccola (si fa per dire)

Nella cava Estraba di Tivoli di pale gommate ne hanno viste passare tante e tante ne fanno lavorare ogni giorno; marchi diversi (oltre a Komatsu, entrata di recente in cava, qui lavorano i marchi principali) con un elemento in comune: qui di piccolette non ce ne sono.

E ci mancherebbe, dato che i blocchi da movimentare arrivano a pesare 45 tonnellate e sono da spostare anche per lunghe salite, dal fronte estrattivo fino ai piazzali dove i blocchi vengono caricati sui camion. Con un ritmo, tra l’altro, che concede poco riposo a macchine e operatori.

Il tutto in assoluta sicurezza, con un’attenzione quasi maniacale alla prevenzione e alla programmazione estrattiva.

La Komatsu WA500-SH ci sembra a suo agio fra i grandi blocchi e la vediamo in allestimento con forche (nessuna sorpresa vero?) anche se la macchina è stata ordinata anche con benna per applicazioni gravose.

L’allestimento, ma non poteva essere diversamente, è quello da stone handler, mentre la pala, per avere la corretta potenza disponibile, monta un motore sei cilindri Komatsu da 266 KW in regola con le normative antinquinamento Stage IV, ben abbinato con un’idraulica load sensing a centro chiuso il cui cuore è una pompa a cilindrata variabile da 320 litri al minuto.

Anche la trasmissione si trova a suo agio su applicazioni come quelle delle cave in cui si richiede un’elevata mobilità, anche sotto carico, abbinata a una notevole robustezza di tutte le componenti della catena cinematica che risultano fortemente sollecitate; gli assali sono heavy duty,  la trasmissione è una powershift automatica con convertitore di coppia e lock-up dalla seconda alla quarta marcia (il vantaggio è estremamente evidente quando si affrontano tratti in salita).

Bello tosto anche il telaio, la cui struttura, caratterizzata da articolazioni molto distanti tra loro, assicura una notevole stabilità dell’intera costruzione, abbattendo le sollecitazioni sui cuscinetti dello snodo.

Ampia, spaziosa e molto comoda (con superfici vetrate che garantiscono una perfetta visibilità a terra) la cabina, perfetta per le lunghe giornate di lavoro dei cavatori.



E quella maggiore…

Poteva GIS (nella persona del suo titolare, Francesco Grassi) limitarsi a consegnare una sola pala a Estraba? Chi lo conosce, avrà indovinato di certo la risposta. Assolutamente no. Nella cava di Tivoli, infatti, le pale Komatsu appena arrivate sono due, accanto alla WA500-SH c'è anche la sua sorella maggiore, la WA600-SH.

In questo caso parliamo di una macchina assolutamente a suo agio nella movimentazione dei grandi blocchi, allestita anch'essa con le forche e configurazione adatta all'applicazione, la WA600-SH ha un peso operativo di 56 tonnellate con un carico di ribaltamento statico con macchina sterzata (e forche) di 45 tonnellate, quindi abbondantemente sufficiente per movimentare in assoluta tranquillità i grandi blocchi di travertino.

Anche per la WA600-SH valgono le considerazioni sulla robustezza della pala che vi abbiamo indicato per la WA500-SH; crescono ovviamente le prestazioni complessive della macchina, merito di un motore più muscolare (anche qui parliamo di un sei cilindri Stage IV), in grado di erogare ben 396 kW a 1.800 giri al minuto. Un dettaglio importante: rispetto al modello Komatsu che sostituisce, la WA600-6 assicura, a parità di prestazioni un risparmio di carburante del 13%. Il portafoglio dei cavatori sentitamente ringrazia.

Più robusto (com’è ovvio) anche l’impianto idraulico, sempre load sensing a circuito chiuso: in questo caso le pompe principali sono due, entrambe da 239 litri; il sistema garantisce all’operatore tutta la potenza e la velocità necessarie anche quando chieda alla macchina movimenti simultanei e molto gravosi.

E poi, vederla caricare e movimentare i grandi blocchi ci ha dato subito l’impressione di una solidità strutturale, anche sotto sforzo, di quelle da prima della classe…



Giovanni, responsabile della coltivazione della Cava di Tivoli di fronte alla Komatsu WA600-SH

Giovanni, responsabile della coltivazione della Cava di Tivoli di fronte alla Komatsu WA600-SH

Il giudizio degli esperti dell’estrazione

E’ comprensibilmente orgoglioso della cava di Tivoli in cui lavora Giovanni, che da tre anni gestisce e coordina l’estrazione: “Gestiamo interamente questo polo dai cui estraiamo blocchi da 270x250 cm (con un peso di 220-230 quintali) che poi lavoriamo fino al prodotto finito. Dalla cava escono quindi sia blocchi di travertino romano per l’esportazione in tutto il mondo sia lastre e prodotti finiti ruvido o levigati”.

La cava occupa una superficie complessiva di 10 ettari nella quale lavora costantemente un parco macchine di circa 20 unità tra escavatori cingolati e pale gommate tutte in versione block handler. Come dicevo esportiamo in tutto il mondo e, quindi, le prospettive per il futuro sono buone, anche se l’Italia non mostra ancora segni di ripresa, almeno nel nostro settore di riferimento”.

Abbiamo scelto di acquistare queste due nuove pale Komatsu (la WA500-SH e la WA600-SH) in versione ovviamente block handler che usiamo sia con le forche per la movimentazione blocchi sia con le benne per il carico delle pezzature minori e dello sfuso”.

Dopo due mesi di prova reale in cava, ci sembra che le pale gommate giapponesi ci possano garantire buone prestazioni nelle nostre applicazioni tipiche, considerato che le macchine sono sempre sottoposte a un carico di lavoro piuttosto intenso; per quel che riguarda i consumi, anche se è ancora presto per poter fare una valutazione complessiva, queste pale si collocano sicuramente fra i primi tre marchi del mercato (che in cava abbiamo tutti)”.


Quando il gioco si fa duro…

LA WA600-SH, così come la WA500-SH è stata fornita nella versione stone handler con forche portablocchi

LA WA600-SH, così come la WA500-SH è stata fornita nella versione stone handler con forche portablocchi

Francesco Grassi, titolare di GIS, commenta così la fornitura delle due pale gommate Komatsu al colosso del travertino Estraba: “Sono molto orgoglioso  che Estraba abbio deciso di concederci la loro fiducia, acquistando le nostre due pale gommate. Sono professionisti che pretendono il massimo dalle macchine, le sanno valutare e non si muovono mai a caso nei loro acquisti; d’altra parte non potrebbe essere altrimenti dato che qui le condizioni operative sono tra le più sfidanti del mercato”.

Come Komatsu e come GIS - continua Grassi - stiamo approciando il segmento delle cave presenti nei territori che copriamo in modo strutturato, con grande convinzione e dedizione. Le macchine certo sono fondamentali e Komatsu ci garantisce un prodotto di assoluto valore sia al livello delle prestazioni sia a quello dell’affidabilità, ma anche il servizio di assistenza postvendita e quello di consulenza in fase di acquisto sono altrettanto importanti, soprattutto su applicazioni difficili come la movimentazione blocchi. Abbiamo dimostrato e vogliamo continuare a dimostrare ai clienti del comparto del Travertino di essere al loro fianco in modo tempestivo, efficiente e professionale”.

Devo dire che questa dedizione è stata premiata dai produttori di questo comparto, dato che, oltre alle pale gommate che abbiamo visto oggi, GIS ha venduto ad altre importanti realtà altre pale gommate e molti escavatori, tra i quali anche i nostri fiori all’occhiello, gli escavatori cingolati ibridi, ormai giunti alla terza generazione. Nel comparto del travertino lavorano, infatti, i nostri modelli HB215LC-2 e HB365NLC-3, macchine davvero eccezionali che garantiscono notevoli prestazioni e risparmi sui consumi di carburante che possono arrivare al 40% rispetto ai modelli tradizionali di pari peso”.

Il successo di Komatsu nel comparto - conclude Grassi -, come in numerosi altri settori industriali (Komatsu negli ultimi anni ha incrementato le proprie quote di mercato, ndr), è per me e per gli uomini e le donne di GIS, fonte di orgoglio professionale, il riconoscimento di una dedizione continua tutta volta all’ascolto dei clienti, per fornire loro le migliori soluzioni che il produttore giapponese ci mette a disposizione”.


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