I nuovi mini escavatori JCB 16C-1, 18Z-1 e 19C-1 hanno messo in luce caratteristiche mutuate dai modelli più grandi del costruttore

Mini escavatore o escavatore in mini?

JCB

Testo di Costantino Radis


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L'impianto idraulico dei nuovi modelli JCB è un Load Sensing Bosch Rexroth che associa velocità a precisione

I mini escavatori stanno diventando sempre più importanti. E i costruttori lo sanno molto bene. Tanto che oggi, in Italia, rappresentano il 50% del mercato. Una situazione che ha portato anche uno stravolgimento delle abitudini degli operatori professionali. Con molti di loro che utilizzano regolarmente queste macchine ogni giorno dopo aver usato, per anni, macchine pesanti.

Cosa comporta tutto questo? Un aumento delle aspettative in termini di prestazioni, di comfort e di dotazioni.

I costruttori non sono stati a guardare con JCB che, da sempre attenta a questo specifico segmento, ha messo in atto un rinnovamento completo della sua gamma prima di molti altri. Partendo dalle macchine da 5 ton, al contrario di molti competitor, ha poi declinato la sua nuova visione di queste macchine ai modelli più grandi e, infine, a quelli più piccoli.

Una strategia che potrebbe sembrare strana ma che, invece, ha un solido fondamento. Che ha portato oggi i nuovi 16C-1, 18Z-1 e 19C-1 a sbarcare sul mercato (qui il video che abbiamo girato in occasione della nostra visita).



Dai grandi ai piccoli

 

La logica seguita da JCB si basa sulle proiezioni di mercato che, qualche anno fa, prevedevano in forte crescita i segmenti dei mini escavatori da 4 e 5 ton e quello dei midi escavatori che gravitano intorno alle 8 ton. Con un andamento stabile del segmento più combattuto della classe da 1,5 a 2 ton.

Una strategia che ha visto il colosso inglese rivedere completamente i mini e midi escavatori più grandi con una rivoluzione nelle linee e nei contenuti tecnici che ha portato sia a un rinnovamento di immagine del marchio sia a stabilire nuovi standard progettuali e costruttivi.

Questi nuovi standard hanno caratterizzato in positivo le nuove macchine JCB e hanno portato nuove aspettative nei clienti del costruttore. Ma anche l'abitudine a un'immagine nuova e, per certi punti di vista, un po' in controcorrente.

Principi di base che dai modelli più grandi sono stati trasferiti in quelli più piccoli con l'arrivo sul mercato, a fine 2017, dei nuovi mini 16C-1, 18Z-1 e 19C-1. Se i modelli più grandi avevano dato un taglio netto con le linee curve del passato, qui il salto è ancora più grande.

Sia esteticamente, sia tecnicamente. Il mercato, anche su macchine di questa classe, vuole solidità e contenuti. Esattamente come per i modelli construction. Questo proprio in virtù di una loro sempre più ampia diffusione e per reggere un impiego intenso e professionale.

JCB non si è fatta cogliere impreparata con macchine in cui la sostanza si tocca con mano ed è ben percepibile già a prima vista.



Piccoli a chi?

I nuovi mini escavatori JCB che combattono nella fascia di mercato più gettonata sono decisamente cambiati.

L'attenzione del costruttore si è concentrata in modo metodico sulle esigenze effettive di chi lavora nei cantieri, mettendo sulla carta una lunga serie di accorgimenti che aumentano durata, robustezza, comfort e prestazioni.

Di cosa si tratta? Parliamo di elementi come braccio e carro, la struttura della torretta, il posto guida e l'impianto idraulico. Ad un primo esame superficiale appare evidente come JCB abbia alzato l'asticella.

Il braccio ha ora un disegno completamente diverso in cui le tubazioni sono ben protette e quelle dei circuiti supplementari sono tutte interne. Piacciono la pulizia delle linee, il chiaro disegno che privilegia comode geometrie di lavoro e una cura che deriva da una impostazione produttiva completamente rinnovata.

Il carro segue la stessa strada. Di serie con carreggiata variabile anche sul più piccolo 16C-1, chiaramente destinato al noleggio, ma che non rinuncia alla sicurezza e alla versatilità di una soluzione di questo tipo, è costruito badando alla sostanza e alla semplicità. Le trasverse di allargamento sono infatti costruite con sezioni piene ad elevata inerzia verticale. In questo modo si hanno elementi robusti, ma che scorrono più facilmente. La distanza fra le due trasverse, grazie al cilindro centrale con valvola di blocco, permette di avere una struttura solida che contrasti le sollecitazioni in fase di lavoro. Differenze importanti.



La struttura del carro si distingue per un progetto che tende a superare alcuni problemi tipici dei carri con larghezza variabile (da 98 cm a 133 cm)

La struttura del carro si distingue per un progetto che tende a superare alcuni problemi tipici dei carri con larghezza variabile (da 98 cm a 133 cm)

Torretta da grandi!

Le sorprese più grandi arrivano però dalla torretta. Linee squadrate che riprendono i modelli più grandi e che racchiudono tante belle soluzioni comode sia per l'operatore sia per chi effettua la manutenzione.

I cofani sono ora completamente in acciaio e incernierati fra loro. Si accede semplicemente aprendo i cofani che 'spacchettano' tutta la meccanica in meno di un minuto. Per effettuare i controlli di routine c'è invece uno sportello posteriore ancora più rapido da utilizzare.

La razionalità non è solo esterna, però, ma anche interna. Il motto di JCB per i suoi nuovi 'piccoli' è sicuramente 'un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto'. Il layout è infatti chiaro e ordinato con spazi corretti che agevolano la manutenzione ordinaria.

Il posto guida segue la stessa filosofia con una superiore attenzione al comfort dell'operatore e all'ergonomia. Occorre essere molto chiari: siamo su dei mini escavatori da 1,5 a 2,0 ton per cui lo spazio a disposizione è ovviamente limitato, ma le attenzioni di JCB sposano in pieno la filosofia, rivista e ridimensionata, delle macchine più grandi.

Un processo che sta portando il brand a livelli qualitativi superiori.

La cabina, in opzione, è caratterizzata da accessi comodi e da una superficie vetrata da record. Nonostante questo la rumorosità interna è molto bassa: non è scontato che sia così perché i vetri tendono ad andare in risonanza, rappresentando uno degli ostacoli maggiori nella insonorizzazione. I tecnici JCB hanno lavorato bene.


Idraulica da 'precisini' e motore 'vintage'

Il motore è il Perkins 403D-07 da 12,2 kW (16,3 CV) a 2.550 giri/min e dalla coppia di 45,6 Nm a 2.000 giri/min

Il motore è il Perkins 403D-07 da 12,2 kW (16,3 CV) a 2.550 giri/min e dalla coppia di 45,6 Nm a 2.000 giri/min

Idraulica e motore sono anglosassoni: Bosch Rexroth e Perkins sono due nomi ben reputati. Gradito ritorno del costruttore inglese nella fascia di piccola potenza con il 403D-07 da 762 cm3 che eroga 12,2 kW (16,3 CV) lordi a 2.550 giri/min. Con una coppia di 45,6 Nm a 2.000 giri/min.

L'impianto idraulico dispone di 36 l/min a 235 bar per i movimenti canonici. La prima linea ausiliaria, di serie su tutti e tre i modelli, ha una capacità di ulteriori 32 l/min a 200 bar. Che crescono ancora di 32 l/min con la seconda linea di serie sul 19C-1. L'operatore, sul modello più grande, ha quindi a disposizione 100 l/min da dosare fra macchina e attrezzature supplementari.

Sia che si scelga macchine convenzionali come il 16C-1 o il 19C-1, sia che si scelga uno Zero-Tail come il 18Z-1, la gestione avviene tramite distributore con logica Load Sensing. Nella versione E-prop del 19C-1 sono presenti i comandi elettroporzionali per le attrezzature ausiliarie...esattamente come su alcuni escavatori construction.

Un'idraulica veloce e precisa con risposte all'altezza delle aspettative degli operatori professionali. Ma che risulta facile e semplifica la vita a quelli meno esperti. Lo abbiamo constatato nella nostra prima presa di contatto in Inghilterra dove la sorpresa, a contatto con questi nuovi modelli, è stata decisamente piacevole.

Risposte precise ma aggressività tipicamente JCB. Bell'equilibrio complessivo. Macchine che piaceranno a chi è abituato ad usare escavatori di maggior dimensione.


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