Occhi a mandorla sul cantiere


Testo di Silvano Lova


Igino Elefante, direttore vendite e marketing di KatoImer

Igino Elefante, direttore vendite e marketing di KatoImer

Gli occhi restano a mandorla, ma il DNA imprenditoriale cambia drasticamente; il passaggio di proprietà delle attività IHI nel settore delle costruzioni, da novembre 2016 (qui il nostro articolo) in mano a Kato Works (azienda da 800 milioni di euro di fatturato), è destinato a imprimere un notevole impulso alle attività del costruttore di macchine per il cantiere a livello mondiale, ma anche (e ci viene da dire soprattutto) a livello europeo.

Kato Works, infatti, fondata nel 1895, già nel 1935 si specializza nel segmento produttivo delle macchine da cantiere, attività che diventa in breve tempo ampiamente dominante nell’offerta produttiva dell’azienda; qui sta tutta la differenza con IHI che, pur essendo un colosso internazionale, ha sempre visto le attività nel segmento delle macchine da cantiere come comparto ancillare nel proprio business (concentrato principalmente sui motori aeronautici e sull’energia).

La vocazione cantieristica è testimoniata dal ruolo di primo piano nel mercato giapponese delle autogru (Kato è il primo produttore nipponico); ora, con l’acquisizione di IHI Construction Machinery, il ventaglio di prodotti si amplia: alle autogru e agli escavatori cingolati, si affiancano i prodotti compatti, rappresentati da una gamma completa di miniescavatori fino ai dumper da cantiere, dagli skid (cingolati e gommati) fino alle motocarriole; senza dimenticare ovviamente le grandi gru cingolate.

E l’ampliamento coincide anche con la volontà di Kato di diventare un produttore di rango internazionale a tutti gli effetti, rafforzandosi sui mercati europei e su quello americano; il passaggio da azienda internazionale a gruppo multinazionale, già avvenuto con l’apertura di stabilimenti in Cina 2006 e Tailandia (nel 2016) si consoliderà quindi nei prossimi anni, secondo un ben preciso e concreto piano di sviluppo.



Obiettivo Bauma 2019

 

E proprio per capire meglio le strategie del gruppo abbiamo partecipato al dealer meeting che KatoImer ha tenuto appena prima delle feste di Natale, a Firenze; è stata l’occasione per conoscere meglio l’andamento delle vendite sul mercato italiano ed europeo e per valutare le strategie di Kato per l’Europa e, quindi, per l’Italia.

La strategia di Kato (e quindi di KatoImer) è, se vogliamo fare una astrazione estrema, molto semplice; aprire progressivamente il mercato europeo a tutta la gamma di prodotti che l’azienda giapponese realizza e farlo nel migliore dei modi, rinnovando completamente la gamma dei prodotti non ancora presenti, proprio nell’ottica di adeguarla al meglio ai nostri mercati.

E i tempi? Per un’iniziativa di questo genere ci viene da dire brevi, anche brevissimi, dato che Ishii Takatsugu, general manager per i mercati esteri di Kato Works, ci ha tenuto molto a sottolineare come il Bauma 2019 sarà un momento chiave nella strategia di globalizzazione che l’azienda giapponese intende sviluppare. “Con l’acquisizione delle attività del segmento costruzioni di IHI, ci proponiamo di entrare con decisione in Europa, proponendoci come partner globale nel settore delle macchine da cantiere”.

Non solo, quindi, vedremo una gamma completamente rinnovata di macchine compatte, ma Monaco sarà anche il trampolino ufficiale di lancio della gamma rivista degli escavatori cingolati; attualmente Kato propone ai mercati orientali cinque modelli (fra midiescavatori e escavatori cingolati core) con pesi compresi fra 7,3 e 46,2 tonnellate. Per poter aggredire il mercato europeo e quello americano, questi modelli verranno certamente riprogettati sia dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche sia da quello dell’estetica che infine sotto l’aspetto del bilanciamento delle gamme. A Bauma 2019 sembra certo che ci saranno i nuovi modelli fino alle 20-24 tonnellate, un bel modo di dire “ci siamo” da parte del produttore giapponese.



Italiani = stabilità

Con l’avvento di Kato, cambiano ovviamente anche diverse figure chiave in KatoImer (quelle di espressione giapponese naturalmente); arriva un nuovo presidente, Masashi Takaue, anch’esso presente al dealer meeting, che tiene a sottolineare come sia “la qualità dei prodotti il punto focale dell’azione di KatoImer nel mondo e a maggior ragione in Europa; un mercato, quello europeo, che vediamo in crescita anche nel 2018, così come in miglioramento vediamo le prospettive del mercato italiano. Come Kato, intendiamo supportare il vostro mercato, soprattutto oggi che presentiamo il nuovo marchio e i nuovi colori sociali delle macchine prodotte e commercializzate con il nostro partner europeo Imer Group”.

Imer Group che rappresenta in questo caso la continuità sia dal punto di vista della struttura societaria (con il 49% delle quote di KatoImer) sia dal punto di vista delle figure professionali, prima fra tutte quella di Paolo Venturi, vicepresidente di KatoImer.

Venturi ci tiene a sottolineare il portato strategico della nuova partership con Kato: “Kato ha una vocazione storica nella produzione delle macchine da cantiere ed è per questo che sono convinto che l’azione del nuovo socio giapponese avrà un impatto positivo ben maggiore rispetto a una semplice iniezione di capitali. Dal punto di vista di Kato, l’acquisizione del portafoglio prodotti di IHI Costruction porta l’azienda a consolidarsi nel segmento delle gru, precisamente nella gamma di gru cingolate IHI. Ovviamente anche l’offerta delle macchine compatte avrà un significativo impatto, così come quella dei trasportatori cingolati, soprattutto per il mercato USA”.

Sono convinto che - continua Venturi - le prospettive di crescita sul mercato europeo siano davvero importanti e che i nostri clienti, da qui all’edizione 2019 del Bauma, avranno davvero molte sorprese. Il cambio della livrea, dal verde al giallo, è solo la punta dell’iceberg; un iceberg fatto di ricerca e innovazione, di nuove gamme e, soprattutto, di qualità produttiva, un fattore fondamentale questo per i nostri partner giapponesi. Abbiamo già avuto qualche assaggio delle novità che ci saranno nel settore dei miniescavatori per Bauma 2019: non solo nuovi propulsori, ma anche nuovi e implementati diagrammi di scavo, più spazio per gli operatori in cabina e tanta tecnologia. I nostri partner e i nostri clienti saranno senz’altro soddisfatti delle novità che stiamo preparando, novità che sono certo, ci faranno guadagnare quote di mercato in Europa, ma, più in generale, anche in tutto il mondo”.



Uno dei miniescavatori della gamma KatoImer con i nuovi colori e il marchio aggiornato

Uno dei miniescavatori della gamma KatoImer con i nuovi colori e il marchio aggiornato

Bene il 2017, meglio il 2018?

Ok, gli obiettivi per il futuro sono ambiziosi, ma com’è andato il 2017 di KatoImer? Igino Elefante, general manager vendite e marketing Europa di KatoImer ha ragione di essere soddisfatto, commentando i risultati dell’anno appena chiuso: “Il 2017 è stato un anno record per lo stabilimento di Cusona, con numeri superiori a quelli che avevamo registrato nel nostro picco storico massimo precedente, nel 2007. Dallo stabilimento sono uscite complessivamente oltre 1.600 macchine (tra miniescavatori, skid e dumper compatti, ndr); questo risultato è stato, certo, reso possibile da una ripresa interessante dei mercati europei, ma anche dal fatto che abbiamo esteso il numero di modelli che produciamo qui in Europa, con positive ripercussioni anche sui tempi di consegna”.

“I ricavi hanno superato i 27,8 milioni di euro, il 78% realizzati all’Estero e il 22% frutto di vendite sul mercato italiano; questa nostra propensione a vendere sui mercati internazionali ci ha consentito di superare una delle crisi più forti della storia industriale europea, crisi che ha colpito davvero molto duro in Italia. Detto questo devo sottolineare che il 2017 ha segnato un’inversione di tendenza con le quote di vendita sul mercato italiano in crescita, dinamica questa che dovremmo consolidarsi, secondo le nostre stime, anche nel 2018”.



“Attualmente è la Francia il nostro primo mercato, con il 30% di fatturato realizzato Oltralpe, buoni i risultati della Cina (13,5%), bene anche la Svizzera (9%). Risultati davvero stimolanti ci arrivano anche dagli antipodi con l’Oceania che pesa il 6% del nostro fatturato”.

Entrando nel dettaglio Italiano, siamo storicamente forti nel centro sud per quello che riguarda le macchine da movimento terra classico; non è un segreto, infatti, che la nostra rete sia più densa in queste regioni, ma anche in questo caso devo registrare un’interessante inversione di tendenza, con quote di vendita in aumento al Nord, con i nostri dealer di più recente nomina che hanno fatto registrare risultati davvero molto lusinghieri; mi riferisco, ad esempio, alla G&G Macchine Srl di Sant’Agata Bolognese che quest’anno si è posizionata al secondo posto nella nostra classifica di venduto in Italia, subito dopo la Movimac srl di Casoria”.

L’obiettivo del 2018 è quello ovviamente di un'ulteriore capillarizzazione della nostra rete di vendita; la conseguenza diretta? Anche in relazione a una situazione generale del mercato che ci aspettiamo in miglioramento, intendiamo aumentare i nostri volumi di vendita in Italia in generale, con particolare attenzione al centro nord. Gli ottimi risultati fatti registrare da alcuni nostri modelli di miniescavatori (Elefante fa riferimento al 17VXE, ndr) ci fanno essere fortemente confidenti in questo senso, anche se il mercato resta uno dei più agguerriti di tutto il movimento terra, con davvero numerosi produttori presenti nel nostro Paese sia con filiali dirette sia con reti di dealer più o meno organizzate”.



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