Elettronica = personalizzazione


Testo di Silvano Lova


Solmec produce e commercializza in Italia e nel mondo le proprie macchine; spesso lo fa in modo diretto e quindi crea un rapporto con i propri clienti molto più stretto e fiduciario di altri produttori presenti sul mercato; un rapporto che richiede notevoli responsabilità, ma che, allo stesso tempo, consente all’azienda di Rovigo di poter customizzare le proprie macchine sulle esigenze specifiche di ogni applicazione.

Si tratta di un vantaggio competitivo molto importante che, tuttavia, richiede una progettazione dei caricatori che, a tutti i livelli, tenga in considerazione che le macchine possano garantire uno spettro di personalizzazioni davvero ampio, non solo dal punto di vista delle prestazioni, ma anche nelle regolazioni della sensibilità ai comandi, della velocità di risposta e sul ciclo.

L’unica soluzione possibile per fare contenti tutti (o quasi)? Inserire tanta elettronica e farla dialogare con tutte le componenti della macchina come conferma anche Alberto Carlo Barbaglio, key account manager di Bosch Rexroth: “in Solmec sono stati i primi, fra i nostri clienti, ad avere una gamma di macchine con gestione completamente elettronica; questo consente loro, in fase di consegna, di intervenire sul pacchetto software che gestisce l’idraulica per customizzare la risposta operativa del mezzo secondo le esigenze specifiche del loro cliente. E’ evidente come questo sia un vantaggio davvero importante, soprattutto per la soddisfazione del cliente stesso che vede accolte velocemente le proprie esigenze”.

Questa filosofia costruttiva consente a Solmec di intervenire anche in fase successiva per regolare le prestazioni della macchina, anche in remoto, agendo direttamente sulle regolazioni del software gestionale; anche in questo caso, la fidelizzazione del cliente è davvero molto importante, con vantaggi, tra l’altro, importanti sui costi degli interventi di postvendita”.



Obiettivo efficienza

Il progetto è stato seguito per Bosch Rexroth da Chiara Barrile, sales engineer della multinazionale tedesca: “La collaborazione sulla EXP 5020ZE nasce e si sviluppa su un progetto importantissimo per Bosch Rexroth e per Solmec, quello della EXP 5025, macchina davvero innovativa per il settore. Parliamo di un caricatore con motore diesel, più tradizionale della EXP5020ZE, che però introduceva una fortissima spinta verso l’elettronificazione”.

L’idea era quella di inserire una gestione elettronica integrata in ogni componente della macchina, per consentire notevoli vantaggi dal punto di vista progettuale, gestionale e operativo (per i clienti); sulla EXP 5025 avevamo, infatti, installato il nostro distributore elettroidraulico M7 (un progetto pilota per Bosch Rexroth)”.

La EXP 5020 ZE - continua Barrile - è il naturale proseguimento di questa linea progettuale che punta all’integrazione spinta dell’elettronica all’interno della macchina, con un elemento in più: in questo nuovo progetto Solmec ci ha chiesto di porre la massima attenzione sull’efficienza, stiamo, infatti, parlando di un motore elettrico. Per questo motivo Bosch Rexoth ha consigliato quei componenti e quelle soluzioni che potessero garantire a Solmec il massimo rapporto di efficienza”.

In particolare sulla EXP 5020 ZE montiamo il distributore flow sharing RS14 che, rispetto alle versioni precedenti, gestisce molto bene il problema delle perdite di carico che si possono presentare all’interno dei canali del distributore. In collaborazione con Solmec abbiamo eseguito da questo punto di vista una serie di studi specifici durante i test della macchina: l’obiettivo era quello di mantenere un ottimo controllo operativo, minimizzando contemporaneamente le perdite di carico soprattutto sui meter-out delle spole”.

Un esempio chiaro di questo principio progettuale è la gestione del movimento di rientro del secondo braccio: abbiamo scelto di inserire delle valvole di bilanciamento che consentono di avere un’ottima controllabilità con un meter-out molto libero. Risultato? Operatori soddisfatti e grande efficienza rispetto alle soluzioni tradizionali”.



Pensiero elettrico

Per gestire il rapporto con il motore elettrico - continua Barrile - abbiamo proposto a Solmec una pompa a pistoni  assiali a portata variabile con regolazione automatica della portata che garantisce un 15% in più di una pompa tradizionale con inclinazione del piattello; si tratta di un prodotto che Bosch Rexroth ha sviluppato e consolidato già da tempo e che garantisce una notevole affidabilità anche quando le ore lavorate diventano davvero molte”.

L’affidabilità dei componenti è, infatti, un altro tassello chiave del nostro progetto con Solmec; il settore in cui l’azienda opera, quello dei caricatori per il comparto industriale, è particolarmente sensibile a questo aspetto, dato che i clienti di Solmec molto spesso lavorano su tre turni e 24 ore su 24. E’ immediatamente evidente come la componentistica fornita, così come l’integrazione con le altre parti della macchina, debbano essere particolarmente ‘solide’; i fermi macchina devono essere ridotti al minimo e, anche in questo caso, gli interventi devono essere rapidi e risolutivi”.

Sempre per la EXP 5020 ZE, abbiamo messo a punto, assieme a Oil Control, azienda del gruppo Bosch Rexroth, un sistema che prevede un distributore dedicato ai circuiti ausiliari che viene alimentato dal circuito primario. Si tratta di un’innovazione rispetto alla consuetudine progettuale che vede i circuiti ausiliari gestiti da una pompa a ingranaggi. Dato che EXP 5020 ZE la sfida era sull’efficienza, una pompa a ingranaggi avrebbe consumato troppa energia e quindi abbiamo optato per un distributore con compensatore che lavora insieme all’RS14 e che gestisce anche i circuiti ausiliari, erogando la sola potenza necessaria per il movimento, senza alcuna dispersione di energia”.

Da non dimenticare, infine: sull’EXP 5020 ZE abbiamo montato una pompa A7 che garantisce livelli di pressione elevati (35 Mpa) e un regolatore di potenza che ci consente di settare la macchina a seconda della modalità d’uso, con un notevole vantaggio sulla produttività e sulla risposta ai comandi dell’operatore. Comandi che vengono gestiti da joystick elettronici in can-bus, sempre di Bosch Rexroth (con molti comandi integrati), per una risposta precisa, scalabile e veloce ai comandi”.
 





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