Le differenze estetiche fra l'EXP 5020ZE e il modello standard risiedono tutte nella torretta con le batterie in vista

A beautiful mind


Testo di Costantino Radis


La presenza delle batterie sulla parte posteriore della torretta favorisce i dati in sollevamento della versione ZE

La presenza delle batterie sulla parte posteriore della torretta favorisce i dati in sollevamento della versione ZE

La schizofrenia è la principale qualità delle menti geniali. John Nash, e con lui altri brillanti matematici e fisici il cui pensiero permette a tutti noi di vivere la nostra ‘tecnologica quotidianità’, ce ne hanno dato ampia dimostrazione. E sembra proprio che i Solmec EXP 5020ZE ed EXP 5020 abbiano messo in pratica questa scissione delle proprie capacità (la schizofrenia è ritenuta erroneamente uno sdoppiamento della personalità) partendo da una identica base e puntando a target diversi.


Differenze prima di tutto estetiche, vista la presenza del grande pacco batterie sulla torretta. Ma che vanno oltre grazie a pesi operativi e prestazioni che si discostano fra loro. E che, grazie ai differenti obiettivi di mercato dei nostri ‘gemelli diversi’, allargano il loro potenziale operativo verso nuovi orizzonti.

Un confronto aperto e stimolante che vede contrapposte le due versioni più interessanti con 1° braccio dritto da 5,50 metri e 2° braccio fisso da 4,00 metri. Da veri material handler.



Con il motore dice la sua

 

Abituati a confrontarci con gli escavatori idraulici, potrebbe lasciarci di sorpresa la potenza di 90 kW (122 CV) a 2.100 giri/min su un mezzo gommato che supera le 20 ton di peso operativo; ma qui siamo su un material handler che ha un impiego dinamico, peso concentrato verso il basso per avere ampi sbracci e per muovere masse ingombranti, ma con pesi più impegnativi rispetto a una macchina da scavo ordinaria.


Il motore è il quattro cilindri Deutz TCD 3.6 L4 T4 che, con una cilindrata di 3,6 litri, iniezione Common Rail a gestione elettronica, turbo con intercooler aria/aria, ottempera allo Tier 4i grazie al catalizzatore integrato DVERT. La coppia è di 480 Nm a 1.600 giri/min. La portata massima di 285 l/min è data da una pompa a portata variabile che utilizza un distributore Load Sensing con valvole di sovrapressione. Si tratta di una soluzione ottimale per avere la massima fluidità di lavoro e una guida meno stressante per l'operatore.


La gestione elettronica prevede quattro livelli di potenza, selezionabili dal display digitale da 5'', che permettono all'operatore di regolare idraulica e potenza a seconda dei contesti operativi e delle manovre da effettuare Una funzionalità mantenuta anche nel modello a propulsione elettrica che permette di ottimizzare consumi e rendimento.

Per abbassare al massimo il costo a tonnellata di materiale spostato.



Bracci uguali, diagrammi diversi

Costruire un material handler non è semplice. Soprattutto quando si parla di macchine espressamente dedicate a questo impiego e non semplicemente derivate da escavatori idraulici. L'ottimizzazione dei pesi con il loro spostamento verso il basso, la capacità di potersi muovere in modo dinamico, un bilanciamento complessivo di tutto il corpo macchina per assolvere in modo specifico i compiti di un caricatore industriale sono da sempre le peculiarità dei Solmec.

Elementi che saltano ancora di più all'occhio nel confronto fra l'EXP 5020ZE e l'EXP 5020 convenzionale. Il confronto fra i due analoghi modelli porta ad evidenziare come la versione Zero Emission aumenti ulteriormente le già buone capacità del modello da cui deriva.

Il peso operativo passa infatti da 21.400 kg a 24.000 kg grazie alla presenza delle batterie al piombo. Con un evidente vantaggio per il bilanciamento della macchina in fase di lavoro grazie al loro logico posizionamento nella zona posteriore della torretta. Questo ha consentito un aggiornamento dei diagrammi di lavoro dell'EXP 5020ZE con un incremento significativo di portata che vede, su ruote, con sbraccio 7 metri e altezza 8, su asse longitudinale, il valore di 3,16 ton della versione contro le 2,30 ton della versione standard.


Un aumento di prestazioni che investe in generale tutte le combinazioni di lavoro sia su ruote, sia su lama e stabilizzatori che solo su stabilizzatori. Caratterizzando il nuovo modello di Solmec e rendendolo ancora più interessante per il mercato.



La cabina delle due versioni è identica, così come l

La cabina delle due versioni è identica, così come l'elevata visibilità a 360°

Tutti i vantaggi dell'elettricità

Maggiori prestazioni, minore potenza installata. Un'alchimia raggiungibile solo con la propulsione elettrica che, come noto, è in grado di fornire una coppia elevata in modo pressoché istantaneo. Ma non solo. Come abbiamo già spiegato, i tecnici Solmec e Bosch hanno ottimizzato il comportamento del nuovo EXP 5020ZE in modo che nulla fosse lasciato al caso.


I vantaggi della propulsione elettrica sono quindi evidenti anche ai non addetti ai lavori: minore potenza necessaria, reattività della macchina, possibilità di ulteriori regolazioni rispetto al motore a gasolio. Con 40 kW per 2.300 giri/min massimi del motore elettrico e una coppia massima di 300 Nm, il Solmec EXP 5020ZE è infatti una macchina molto interessante.


L'impianto idraulico è stato appositamente calibrato a 185 l/min per una pressione di lavoro di 310 bar. Una portata inferiore di ben 100 l/min rispetto al 'gemello', ma che si spiega proprio grazie all'ottimizzazione dell'impianto che prevede anche il completo bilanciamento del braccio tramite il Load Energy Saving System. Laddove, su queste macchine, gran parte della portata idraulica è destinata proprio al sollevamento del braccio.


Un modo per risparmiare energia che fa muovere importanti passi in avanti verso l'ottimizzazione completa del ciclo di movimentazione. Da tutti i punti di vista. Anche tenendo conto che il serbatoio dell'olio idraulico ha una capacità di 160 litri, elevata in rapporto alla portata massima, che agevola il contenimento delle temperature.


Safety first

Il carro è comune alle due versioni con particolari espressamente progettati per questo impiego

Il carro è comune alle due versioni con particolari espressamente progettati per questo impiego

Nelle macchine Solmec la sicurezza è uno degli aspetti fondamentali in modo del tutto trasversale. A partire dalla cabina che, per l'elevazione, sfrutta un cinematismo a pantografo con cilindri che, alla massima elevazione, sono in posizione estesa. Con un fattore di sospensione e di comfort superiori rispetto ad altre soluzioni.


Sedile e comandi sono integrati con una soluzione che assorbe le sollecitazioni sia verticali sia orizzontali. I manipolatori sono elettronici nella versione Zero Emission e funzionano con logica CAN-BUS. Gli attuatori elettroproporzionali permettono di comandare le funzioni secondarie come lama e stabilizzatori. Tutto si comanda in modo comodo e sicuro con due mani.


Conforme ROPS e FOPS Liv. II, la cabina permette all'operatore di tenere sotto controllo la zona di lavoro in modo ottimale. Il display digitale è di lettura immediata ed è l'interfaccia con cui l'operatore si rapporta all'EXP 5020ZE, modificando tutti i parametri di lavoro e selezionando le opzioni di funzionamento che maggiormente interessano. Le routine di comando sono di facile memorizzazione e l'interfaccia grafica è molto chiara. Punti qualificanti che accomunano entrambe le versioni dell'EXP 5020.

Siamo dell'avviso che la chiarezza e la semplicità nella trasmissione delle informazioni siano alla base di un uso sicuro delle macchine. Concetto molto chiaro ai progettisti Solmec. Punti chiave che rafforzano le potenzialità della propulsione elettrica e aprono un mercato vivo in termini applicativi.


TAG: Solmec | Bosch Rexroth | caricatore gommato | material handler