Sono due i nuovi modelli di dumper compatti presentati da Fiori Group per i mercati maturi: il D 70 SW e il D 100 SW

Piccolo genio d’Emilia

Allison Transmission

Testo di Silvano Lova


A sinistra Fabio Natalini di Bosch Rexroth, a destra Enrico Santini, direttore tecnico e amministratore delegato di Fiori Group

A sinistra Fabio Natalini di Bosch Rexroth, a destra Enrico Santini, direttore tecnico e amministratore delegato di Fiori Group

Emilia terra di motori; in effetti, questo detto, che è ormai entrato nell’immaginario collettivo, ha radici ben più profonde e diversificate di quelle legate, ad esempio, al marchio Ferrari o, se vi piacciono di più le due ruote, a quello Ducati.

Per meglio capirci, se si parte da Reggio Emilia e si percorre la via Emilia verso il mare, basta buttarsi un sasso alle spalle e, molto probabilmente, ce lo tirerà indietro un proprietario di un’azienda che lavora nel settore della meccanica e dell’automotive.

Bernoccolo (e ironia) a parte, tantissimi dei marchi tedeschi hanno qui i loro fornitori di fiducia e centinaia di imprenditori Emiliani si sono fatti conoscere nel Mondo per la qualità e per lo scatto innovativo dei loro prodotti. Non solo (e qui arriviamo alla profondità delle radici) nel settore automotive puro (quello delle auto e delle moto), ma anche in ogni altro comparto in cui ci siano ruote o cingoli mossi da un motore.

Oggi vi portiamo nel cuore della Motor Valley, a Finale Emilia, per vedere in anteprima due nuovi nati in casa Fiori Group, i dumper da cantiere D 100 SW e D 70 SW (pesi operativi di 5.500 kg e di 4.500 kg).

Ne parliamo con il direttore tecnico e amministratore delegato dell’azienda, Enrico Santini, anche per approfondire le logiche industriali alla radice del progetto tecnico dei nuovi dumper (guarda la nostra videointervista a Santini sulla filosofia costruttiva alla base dei nuovi dumper Fiori Group).



Alla sfida dei mercati maturi

In Fiori Group, il dumper compatto ha una storia lunga, anzi lunghissima; di fatto è la prima tipologia di prodotto che esce dagli stabilimenti, nel 1956, se escludiamo gli adattamenti di veicoli bellici che i fondatori dell’azienda trasformavano in macchine per le costruzioni e le infrastrutture (come molti altri produttori dell’epoca).

I dumper compatti, assieme alle betoniere autocaricanti (del 1965 i primi modelli), si sono sparsi per l’Italia prima e per il mondo poi, seguendo l’internazionalizzazione dell’azienda che oggi esporta la gran parte della sua produzione nei mercati emergenti. Questa proiezione internazionale ha messo al sicuro (o almeno ne ha limitato l’impatto) Fiori Group dalla crisi del 2008, dando contemporaneamente luogo a una generazione di prodotti semplici, estremamente robusti e affidabili e con costi di manutenzione ottimizzati.

Un altro imprenditore si sarebbe potuto accontentare, ma non un emiliano; Enrico Santini, direttore tecnico e amministratore delegato di Fiori Group, sintetizzata bene la strategia per il futuro: “Ci siamo resi conto che, sebbene ci abbiamo dato (e continuino a darci) davvero molte soddisfazioni, i Paesi emergenti non possono essere l’unico obiettivo di sviluppo di un’azienda come la nostra, che si propone di crescere in maniere stabile e progressiva”.

Oggi ci sentiamo pronti a livello tecnologico, industriale e finanziario, per affrontare con un’ottica di medio-lungo periodo i cosiddetti mercati maturi, su cui siamo già certamente presenti, ma che vogliamo presidiare con prodotti nuovi. Ecco perché abbiamo appena presentato alla nostra rete (a metà settembre 2017, ndr) due nuovi modelli di dumper compatti, il D 70 SW e il D 100 SW. Si tratta di macchine innovative, con portate utili rispettivamente di 7.000 e 10.000 kg, con caratteristiche peculiari che altri nostri concorrenti non offrono e con una visione modulare pensata per semplificarne l’implementazione futura”.

Quando Santini parla di mezzi innovativi, non lo fa a cuor leggero; i due nuovi dumper, pensati appunto per l’Europa e il Nord America, hanno una peculiarità interessante: sono già progettati per rispondere alle normative future (con ovviamente una serie di integrazioni); lo sono, come vedremo, soprattutto dal punto di vista delle normative antinquinamento e su quelle della sicurezza.



Sul motore guardano lontano

E qui torna in campo la Motor Valley. Per la motorizzazione dei suoi nuovi dumper Fiori Group si affida a propulsori Kohler. E quindi? Direte voi, cosa c’entra l’Emilia, non sono americani?

C’entra, c’entra; dato che Kohler ha gli stabilimenti proprio nella Valley, a Reggio Emilia (tutti si ricordano la Lombardini vero?). I nuovi motori sono in regola con la normativa Stage IIIB, ma sono già stati pensati ed equilibrati per rispondere alle prossime evoluzioni fino allo Stage V. E non si tratta di un lavoro da poco, dato che non solo occorre avere un partner motoristico adeguato (e Kohler per queste potenze senz’altro lo è), ma bisogna anche progettare gli spazi sulla macchina per accogliere tutti i moduli di post-trattamento (SCR e DPF) che occupano, soprattutto sulle macchine compatte come i dumper FIori Group, davvero molto spazio.

Il Kohler che Fiori Group monta sul D 100 SW è un quattro cilindri in linea da 3.4 litri che sviluppa una potenza di 90 kW a 2.200 giri e una coppia di 480 Nm a 1.400 giri; prestazioni più che buone che consentono al D 100 SW di garantire alla trasmissione idrostatica un bel po’ di potenza.

Trasmissione idrostatica che assicura anch’essa un bel po’ di tecnologia (di quella utile all’operatore e all’imprenditore); intanto è marchiata Bosch Rexroth, come conferma anche Santini (vedi la nostra videointervista): “Abbiamo sviluppato con Bosch Rexroth una trasmissione idrostatica di filosofia decisamente 'automotive' che prevede sia la pompa sia il motore idraulico a cilindrata variabile, quest’ultimo anche con comando elettroidraulico e inversione di marcia a volante. La trasmissione è supportata da un cambio meccanico che prevede una marcia di lavoro e una marcia di trasferimento a comando elettroidraulico". Quattro sono le velocità disponibili (sia in marcia avanti sia indietro) con un interessantissimo rapporto trazione peso: 48%.

La trasmissione può contare poi, spostandoci verso il terreno, su un assale anteriore oscillante  (+6°) e su uno posteriore portante, entrambi sterzanti (tre le modalità di sterzata: a due, a quattro ruote e a granchio) e con riduzioni epicicloidali ai mozzi ruota. Comodissimo lo sterzo assistito mediante idroguida “load-sensing” a doppia cilindrata.

Fondamentale il principio di progettazione della cassa, soprattutto per quel che riguarda il sistema di ribaltamento trilaterale; in questo Fiori Group si distingue da gran parte della concorrenza dato che propone un sistema di ribaltamento azionato da due martinetti a doppio effetto; l’aspetto più interessante è la gestione dell’orientamento di scarico su 180° gestito da una ralla dentata “heavy-duty”, con rotazione idraulica e bloccaggio automatico tramite freno negativo. Sistema che garantisce una sicurezza e una stabilità di scarico molto più elevate e precise di quelle assicurate da altre tecnologie sul mercato.



Ottima la visibilità dal posto guida: il conducente riesce a vedere molto vicino all

Ottima la visibilità dal posto guida: il conducente riesce a vedere molto vicino all'impronta della macchina

La cabina? Avanti e indietro pari sono

Se sul motore e sulla catena cinematica Fiori Group ha messo davvero molta tecnologia in campo, anche in cabina la Casa di Finale Emilia non è da meno; soprattutto dal punto di vista della sicurezza gli sforzi sono stati davvero interessanti, anche in ottica (di nuovo) futura. La cabina dei nuovi dumper (in questo le cabine del D 70 SW e del D 100 SW sono uguali) è davvero ampia e spaziosa (ricordatevi che stiamo parlando pur sempre di macchine compatte), ma, soprattutto, ha una visibilità sul cantiere davvero da primato.

Questo grazie alle superfici vetrate molto ampie che garantiscono anche una visibilità laterale del terreno del cantiere molto vicino al dumper, scongiurando eventuali rischi di investimento accidentale.

Dicevamo poi che anche in fatto di sicurezza, Fiori Group ha già pensato al futuro come spiega Santini (guarda la nostra videointervista): “Nel progettare le nuove cabine, oltreché pensare al comfort dell’operatore e alla guidabilità del nostro dumper in ogni condizione, abbiamo già tenuto in considerazione quelle che saranno le evoluzioni future delle normative di sicurezza; ecco quindi che sulle nostre nuove macchine è già stato prevista l’implementazione di una doppia telecamera di sicurezza (ora è installata quella posteriore di serie) e di un doppio monitor (quello principale LCD e quello di servizio). Per noi la sicurezza di chi lavora in cantiere è, assieme alla riduzione dell’impatto ambientale dei nostri mezzi, il valore principale da tenere in considerazione quando progettiamo una macchina nuova. Non si tratta di uno slogan, ma di qualcosa che tutti sentiamo come parte del DNA aziendale”.

Da non dimenticare: il posto guida è reversibile, con torretta girevole sui 180°, con la quale si muove solidarmente il comodo sedile con sospensione elastica regolabile in altezza e cabina è ROPS e FOPS. 


Idrostatica con il pensiero all'elettronica

"La trasmissione idrostatica che Fiori Group ha scelto per i suoi due nuovi dumper è un prodotto estremamente consolidato e quindi affidabile in Bosch Rexroth - afferma Fabio Natalini che continua - la nostra soluzione si basa su una pompa A4VG71DA e su un motore A6VM80DA che assicurano un feeling di guida di tipo automotive". (guarda l'opinione di Santini sul rapporto con Bosch Rexroth).

"In sostanza la trasmissione riesce ad autoregolarsi, tenendo in considerazione le richieste istantanee dell'operatore, gestendo coppia motore e velocità per generare il massimo comfort di guida. Fattore ancora più importante, questo tipo di tecnologia assicura la stessa risposta del dumper sia che questo sia carico sia che viaggi a vuoto; un fattore molto importante in cantiere, anche e soprattutto per la sicurezza attiva di guida".

"Con Fiori Group stiamo poi - conclude Natalini - mettendo a punto, proprio in questi mesi, un passo avanti ulteriore: l'azienda sta pensando di introdurre l'elettronica di controllo sulla trasmissione indrostatica; si tratta di un passo in avanti davvero importante, che consentirà una gestione del motore ancora più efficiente, con vantaggi evidenti sia dal punto di vista dei consumi sia da quello delle emissioni, emissioni che verranno ulteriormente ridotte (e questo è un valido aiuto in vista dei nuovi step delle normative antinquinamento europee e americane). Non solo, proprio da richiesta esplicita di Fiori Group, la nuova trasmissione a gestione elettroncia dovrà essere estremamente affidabile, dato che, nel Mondo, le macchine della Casa di Finale Emilia lavorano praticamente dappertutto e quindi fanno della regolarità e della affidabilità due fattori chiave di successo".


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