Due generazioni di imprenditori: da sinistra Marco Guidolin, Loris Giudolin e Filippo Guidolin

Da sempre, On the road

JCB

Testo di Silvano Lova


A sinistra Renzo De Luca, sales manager di Sofim, concessionario JCB, a destra Loris Guidolin, titolare di Adriatica Strade

A sinistra Renzo De Luca, sales manager di Sofim, concessionario JCB, a destra Loris Guidolin, titolare di Adriatica Strade

Passione e continuità: queste le due parole chiave che ci sentiamo di introdurre fin da subito nel nostro racconto dell’impresa di oggi, l’Adriatica Strade di Castefranco Veneto (guarda qui l'articolo sulla visita all'impianti di riciclaggio e vedi la pala gommata JCB al lavoro). E non sono due parole buttate lì a caso, tanto per riempire la pagina (pardon la schermata), ma sono due concetti che abbiamo ‘respirato’ fin dalle prime battute dell’intervista a Loris Guidolin (titolare con la moglie Annamaria dell’azienda), che la gestisce con l’aiuto suoi due figli Filippo e Marco.

Da una parte passione; e fin qui è facile, dato che la passione è il primo motore degli imprenditori veri, quella caratteristica fondamentale che li fa alzare ogni mattina all’alba e li fa restare in azienda ben oltre l’orario d’ufficio. Una caratteristica che ha consentito a molti, negli anni della crisi, di stringere i denti e di ‘buttare il cuore oltre l’ostacolo’.

E poi c’è la Continuità e qui di aziende che possono vantare questa caratteristica, purtroppo, in Italia ce ne sono pochine; sempre più spesso dobbiamo assistere al triste teatrino di figli supponenti e incapaci, piazzati a scaldar la sedia da genitori forse troppo amorevoli. Ebbene, qui i figli ci sono e non sono per niente supponenti né tantomeno incapaci, ma portano in azienda le loro idee, innestandole virtuosamente su quelle del padre.

Detto questo quale migliore descrizione dell’azienda potremmo dare se non quella che viene dalle dirette parole degli interessati. Eccovi quindi la nostra intervista esclusiva ai titolari di Adriatica Strade.



Tre generazioni in cantiere

 

La nostra azienda è nata nel 1984 - inizia Filippo Guidolin - sull’esperienza maturata precedentemente da nostro nonno Marco Guidolin, esperienza servita a nostro padre Loris Guidolin che ne è l’attuale titolare. All’inizio l’azienda lavora nel settore del movimento terra, dell’estrazione della ghiaia con alcune puntate nel settore ferroviario”.

Con il passar del tempo abbiamo cominciato ad acquistare maggiore rilevanza nel settore delle opere pubbliche, in principale modo quelle stradali, fognarie, per poi entrare nella gestione di bonifiche di siti inquinati con l’avvio di un impianto di recupero di rifiuti speciali ed inerti autorizzato dalla Provincia di Treviso”.

In tutti gli anni di attività abbiamo continuato a crescere, anche negli anni più difficili della crisi, in modo costante e strutturato, fino a configurarci oggi (ma è da anni che lo siamo) come impresa di costruzioni generali. Per meglio gestire l’intera filiera delle costruzioni ci siamo dotati nel 2010 di un impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi (inerti, calcestruzzo, ma anche asfalti) e successiva produzione di inerti. Per noi questo è stato un passo importante sia perché ci fa evolvere verso una migliore ecocompatibilità della nostra attività sia perché ci consente di avere un importante bacino di risorse rigenerate a norma di legge da utilizzare nei nostri cantieri”.

Oggi lavoriamo in tutto il Nord Italia, principalmente per committenti pubblici (75%) e, soprattutto con le demolizioni, ci spingiamo fino in Piemonte. Diamo stabilmente lavoro a oltre 40 persone. Tra le altre opere di cui andiamo orgogliosi ci sono tutte le opere esterne (scavi, movimentazione terra, asfaltatura piazzali) per il Polo Ospedaliero di Montebelluna, per il quale anche abbiamo curato la demolizione del vecchio ospedale. Stiamo poi, per conto di Venetostrade, effettuando una importante bonifica di terreni contenenti amianto, proprio qui a Castelfranco”.



Il divertimento di lavorare

La nostra più grande soddisfazione - interviene Loris Guidolin - nel nostro lavoro è vedere l’opera conclusa, sapendo che si è realizzato tutto a regola d’arte. Lo è sopratutto quando l’opera è in funzione e, quindi siamo certi che con il nostro lavoro abbiamo contribuito a dare un servizio alla Comunità. Iniziando un’opera da zero e seguendone tutto lo sviluppo in cantiere, è davvero un fattore di orgoglio per noi, e lo è ogni volta, vederla finita”.

Questa soddisfazione aumenta paradossalmente quando la sfida è più importante; ad esempio, stiamo realizzando un sottopasso ferroviario a Istrana: qui le tempistiche richieste dalla Committenza erano davvero sfidanti e quindi la gratificazione, quando il cantiere sarà terminato nei tempi previsti, sarà ancora maggiore”.

Questa passione ci porta a investire costantemente sull’innovazione, soprattutto adesso in cui cominciamo a vedere segni di una ripresa più strutturata. Oggi stiamo aggiornando e incrementando il nostro parco autocarri e stiamo cominciando a valutare l'acquisto di due nuovi escavatori di dimensioni superiori a quelli che sono già nel nostro parco macchine, uno cingolato e uno gommato. Anche per i prossimi anni intendiamo presidiare i segmenti che ci hanno visto presenti dalla nostra fondazione, con l’obiettivo di continuare a crescere con costanza come abbiamo fatto in passato. Le prospettive migliori sono nel comparto dei servizi alle multiutility: fognature, acquedotti e reti gas”.



La pala JCB 457 viene utiizzata spesso anche dai titolari di Adriatica Strade (in queste foto la usa Loris Guidolin)

La pala JCB 457 viene utiizzata spesso anche dai titolari di Adriatica Strade (in queste foto la usa Loris Guidolin)

Inglesi in terra Veneta

Abbiamo iniziato ormai da circa 5 anni la collaborazione con JCB - sottolinea Loris Guidolin - oggi abbiamo diverse macchine della Casa inglese.  Siamo soddisfatti della qualità che i mezzi fino ad ora hanno dimostrato, sono macchine che funzionano bene; abbiamo iniziato acquistando due terne, per poi comprare due miniescavatori e due minipale cingolate, un escavatore cingolato JS 235 e un gommato JS 145W”.

Come dicevo siamo soddisfatti della qualità dei mezzi, ma devo sottolineare - continua Loris - che un aspetto altrettanto importante è rappresentato dai servizi di manutenzione e assistenza postvendita. Nessun mezzo infatti non si guasta mai, l’importante per noi è che, in caso di guasto, l’intervento sia tempestivo e qualificato. Anche sotto questo aspetto JCB, rappresentata in questo caso da Sofim, si è dimostrata sempre molto affidabile: il nostro referente in Sofim è, infatti,  molto presente e risolve eventuali problemi davvero in brevissimo tempo. Non abbiamo mai avuto problemi di ritardi di consegna nei ricambi o di fermo macchina prolungati. E questo, voglio ripetermi, per noi è un aspetto davvero fondamentale”.

Con JCB è stato un crescendo, almeno per quello che riguarda le dimensioni delle macchine; dalle terne agli escavatori, fino alla pala gommata più grande che l’azienda inglese ha in gamma, la 457. Dopo 7 mesi di lavoro (la visita in cantiere si è svolta in agosto, ndr) possiamo già tracciare un primo bilancio ed è più che positivo; la nuova pala gommata conferma, anche in questo segmento tipologico, la buona impressione che avevamo avuto sulle terne e sugli escavatori di JCB. Molto buona la cabina che garantisce una visibilità eccezionale sul cantiere; questo è un fattore per noi molto importante perché visibilità vuol dire sicurezza”.


L’arte di fare il dealer

Le parole di Loris Guidolin su Sofim fanno piacere a Renzo De Luca, sales manager del dealer JCB presente al nostro incontro in Adriatica Strade; ovviamente una reputazione di questo tipo (considerato anche che i clienti sono sempre restii a fare troppe lodi ai fornitori) non si costruisce in poco tempo, ma con un lavoro costante e coerente di anni come ci conferma De Luca: “Sofim nasce nel 1964, fin da subito con una doppia vocazione, industriale e agricola; già dal 1967 inizia il nostro rapporto di collaborazione con JCB tramite Moncalvi (all’epoca importatore per l’Italia di Manitou e JCB)”.

Sono quindi 50 anni che lavoriamo ininterrottamente con la Casa inglese - continua De Luca - io ho iniziato nel 1977 e ho seguito tutta l’evoluzione di JCB nel tempo (oggi seguiamo il Friuli Venezia Giulia, le province di Padova, Treviso, Belluno e Venezia). Oggi Sofim da lavoro a 50 persone e ha attraversato mantenendo la continuità aziendale anche le varie crisi che si sono succedute, compresa quella iniziata nel 2008 che sta terminando, si spera, proprio in questi ultimi anni. E la ripresa si vede anche nelle nostre vendite, dato che nel 2016 abbiamo realizzato un fatturato in crescita del 40% rispetto all’anno prima nel segmento del movimento terra. Anche il 2017 sta continuando a dare segnali di crescita, con alcune discontinuità probabilmente dovute al nuovo bando Inail che ha effetti distorsivi sugli acquisti”.

Ritengo che due siano i nostri punti di forza; innanzitutto siamo sempre a fianco dei nostri clienti, dato che la continuità della nostra ragione sociale è ininterrotta da più di 50 anni e questo vuol dir molto per chi compra le macchine da noi. Secondariamente, ma è un fattore oggi più importante che mai, cerchiamo di garantire il più alto livello qualitativo possibile nei nostri servizi di assistenza. Investiamo costantemente in mezzi e figure professionali in questo senso e oggi abbiamo stabilmente 14 meccanici, sei magazzinieri (i ricambi sono fondamentali), un bilico per il trasporto mezzi, otto furgoni per l’assistenza. La copertura del territorio è capillare: oltre alla sede di Pradamano, abbiamo una filiale a Pordenone e 5 officine autorizzate tra cui una proprio qui a Castelfranco Veneto”.

Spendendo una parola per le pale JCB - conclude De Luca - ritengo che con la nuova gamma la Casa inglese abbia fatto un deciso passo avanti, anche se già da tempo le pale si sono distinte per la loro affidabilità. Da alcuni clienti ne abbiamo al lavoro con 17.000 ore, senza nessun problema. La nuova linea è ancora migliorata, per la cabina certo, ma anche per i parametri operativi e ovviamente per i consumi che sono davvero bassi. Dobbiamo farla conoscere di più ed è per questo che lo scorso anno abbiamo acquistato una 457 per la nostra flotta noleggio. Tutti i clienti che l’hanno provata si sono detti molto soddisfatti non abbiamo avuto neanche una recessione negativa”.


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