La benna frantoio BF90.3 di MB Crusher lavora in cantiere su un PMI 822

Frantumazione d’annata

MB Crusher

Testo di Silvano Lova


E’ proprio vero che il vino buono con il tempo migliora e si differenzia dal “vino in cartone”; una gradita conferma ci arriva direttamente dal Lodigiano: non parliamo certo di vino, ma di frantumazione, anzi, per essere precisi di benne frantoio.

In un cantiere di demolizione industriale gestito dalla Fratelli Morelli di abbiamo visto all’opera una benna frantoio “ben invecchiata”, una MB Crusher BF90.3, con alle spalle 14 anni di lavoro. E l’età, non ha lasciato grandi segni sulla prima benna frantoio appartenente alla prima serie commercializzata dalla Casa di Fara Vicentino, anzi, il titolare dell’impresa (con il fratello Giovanni), Lorenzo Morelli, è particolarmente soddisfatto dei bassi costi di manutenzione e della produttività della benna.

A onor del vero, Morelli non è un impresario qualunque, per lui le macchine (e la meccanica quella vera, da officina) sono una vera passione, basta vedere gli escavatori che troviamo in cantiere, tutti in perfetta forma, nonostante l’età.

Ci vuole tanta passione e altrettanta tecnica per mantenere in queste condizioni un Laltesi 441B e un PMI 822. Stessa attenzione che, immaginiamo, sia stata anche dedicata alla BF 90.3. Ma la cura non basta se alla base le macchine non sono ben progettate e robuste.

Quindi vediamo assieme come si è comporta la BF90.3 in cantiere: precisamente parliamo di un intervento di demolizione di platee in calcestruzzo in un sito industriale dismesso (qui un breve video della riduzione volumetrica operata con la benna frantoio montata sul PMI 822).



Tra acqua, calcestruzzo e terra

 

La passione traspare subito nelle parole di Lorenzo Morelli, titolare dell’azienda: “La nostra azienda, la Fratelli Morelli, è stata fondata nel 1962 da mio padre e mio zio e abbiamo sempre lavorato nel segmento del movimento terra, nell’edilizia civile e nella protezione fluviale (sia direttamente per i Consorzi di Bonifica sia in subappalto di imprese terze); operiamo in provincia di Lodi e con il tempo abbiamo affiancato al movimento terra anche l’attività di demolizione di piccole strutture civili e industriali”.

Da sempre per noi, che siamo un’azienda familiare, la qualità e la precisione sul lavoro sono fondamentali; anche i nostri escavatori (me ne occupo personalmente dato che sono appassionato) sono sempre in condizioni perfette, non solo revisionati, ma curati nei minimi dettagli" (e il Laltesi e il PMI che vediamo in cantiere sono la prova evidente e tangibile, ndr).

Continua Morelli: ”Questo cantiere dove ci troviamo oggi è un esempio tipico del tipo di attività che stiamo svolgendo in questi ultimi anni; stiamo ultimando la demolizione delle pavimentazioni in calcestruzzo in un’area che prima era occupata da un’attività di recupero metalli. Parliamo di 5.000 metri quadri di pavimentazioni da demolire per un volume complessivo di circa 1.300 metri cubi”.

Abbiamo quasi ultimato i lavori, lavorando con martello demolitore e pinza e successiva riduzione volumetrica; tra l’altro le lavorazioni sono state rese più complesse dal tipo di armatura delle platee: invece della classica rete elettrosaldata posta nel centro del getto, abbiamo trovato bacchette da 10 mm incrociate fra loro con un passo piuttosto denso alla base del getto stesso. Questo non solo ci ha creato problemi nella demolizione (il materiale non poteva essere inserito direttamente nel frantoio), ma anche era inutile dal punto di vista della resistenza strutturale delle pavimentazioni”.



14 anni di versatilità

La riduzione volumetrica in cantiere viene realizzata con una benna frantoio BF90.3, la prima serie di questo tipo realizzata da MB Crusher e acquistata dall’impresa Morelli nel 2003; Lorenzo Morelli ha ben chiari i vantaggi su questo tipo di demolizioni: “Utilizzare un’attrezzatura di questo tipo ci consente di effettuare la riduzione volumetrica senza portare in cantiere un frantoio mobile. Viste le volumetrie in gioco, infatti, non sarebbe economicamente vantaggioso utilizzare il nostro frantoio, i costi di trasporto inciderebbero pesantemente sulla redditività del cantiere”.

Abbiamo acquistato la benna frantoio 14 anni fa e l’abbiamo usata nel tempo per le lavorazioni collaterali nei cantieri di lottizzazione edilizia (riduzione delle pezzature per sottofondi, riduzione volumetrica, sono solo alcuni degli esempi); ora, in cantieri come questo, la BF90.3 ci consente di poter frantumare i materiali demoliti con molta versatilità; non occorre, infatti, un trasporto speciale, basta caricare la benna sullo stesso carrellone con cui trasportiamo l’escavatore. Una volta in cantiere il montaggio è semplice e veloce e siamo in grado in pochi minuti di poter iniziare a lavorare”.

Inoltre - conclude Morelli - la benna frantoio non ha bisogno di particolari manutenzioni, bastano poche attenzioni per tenerla in perfetta efficienza; le regolazioni idrauliche sono semplici e consentono all’attrezzatura di lavorare senza problemi su tutti gli escavatori di nostra proprietà”.



La specie si evolve

La ricerca tecnologica e la conseguente evoluzione dell’offerta produttiva sono i cardini dell’attività imprenditoriale di MB Crusher; non si tratta di slogan, ma di un’attività che è costante nell’azienda e che ha portato non solo all’allargamento dell’offerta tipologica del produttore di Fara Vicentino, ma anche all’aggiornamento periodico dei prodotti in gamma.

Anche la benna frantoio 90.3 acquistata nel 2003 dalla Fratelli Morelli, come tutti gli altri prodotti MB, ha beneficiato di questa evoluzione; siamo arrivati alla quarta serie; la BF90.3 S4 ha migliorato la produttività e la resistenza strutturale, garantendo alle imprese la massima efficienza anche sui cantieri più difficili.

Parliamo, infatti, di una benna frantoio che, a seconda del materiale trattato, garantisce una produttività che può arrivare fino a 42 metri cubi ora. Pensata per essere montata su escavatori con pesi superiori alle 21 tonnellate, la BF90.3 S4 ha una capacità di carico di 0,9 metri cubi e richiede, per lavorare, una portata d’olio di 180 litri al minuto (con una pressione di 220 bar).

La produttività è certamente aumentata rispetto alle prime serie di benne, ma, paradossalmente, le dimensioni di ingombro sono diminuite (la S4 è lunga 2.185 mm, larga 1.340 mm e alta 1.390 mm), così come è stata semplificata ulteriormente la manutenzione ordinaria. Ampliata, infine, la gamma di pezzature che sono ottenibili: si va da 15 a 140 mm, con una bocca di carico larga 910 mm e alta 540 mm.



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