L'integrazione e il controllo del processo produttivo è stato il tema fondamentale dell'evento organizzato alle Cave di Pilcante a cui hanno partecipato cento aziende su invito

Chi non si aggiorna è perduto!

Compagnia Generale Trattori

Testo di Costantino Radis


Il Bison della Simem racchiude la tecnologia e la produttività di un impianto al top del mercato nella trasportabilità di un semirimorchio

Il Bison della Simem racchiude la tecnologia e la produttività di un impianto al top del mercato nella trasportabilità di un semirimorchio

Tutti a smanettare sugli Smartphone. Tutti a usare le App per fare qualsiasi cosa nella vita di tutti i giorni.


Ma quando si parla di lavoro, di aggiornamento professionale e di aprire occhi e orecchie verso nuovi orizzonti i discorsi cambiano completamente. Si ergono muri costruiti sulle fondamenta della pigrizia e della presunzione. Accompagnati dalla frase peggiore del mondo: ‘Abbiamo sempre fatto così!’.


La crisi ha messo molti operatori del settore davanti alla realtà con un aumento della consapevolezza che le cose non potevano andare avanti in un certo modo. Il problema fondamentale è sempre lo stesso: la marginalità ridotta lascia poco spazio agli errori e l’unico modo per evitarli è saperli anticipare, individuare e risolvere.

Operazioni assolutamente non semplici in un settore in cui il processo industrializzato non è sicuramente di casa e, anche nella realtà più specifica delle cave, fatica a trovare spazio.


La tecnologia ricopre quindi un ruolo fondamentale nell’aumento di efficienza dell’azienda.



Artificial Intelligence

 

Inutile mentire a noi stessi: gli algoritmi, usati consapevolmente, sanno fare meglio di noi il nostro interesse. Anche e soprattutto nel lavoro dove arrivano a calcolare e prevedere elementi che sfuggono completamente al nostro controllo. Grazie a macchine che, monitorate e integrate fra loro, diventano parti pensati di un organismo di cui possiamo avere, in ogni momento, consumi e modalità operative in ogni tipo di scenario.


Un salto di mentalità difficile, che porta con sé grande diffidenza, legata ad aspetti più personali che oggettivi come, ad esempio, la convinzione (come vedremo errata) che tutto questo sia complicato e poco produttivo.


Si diceva la stessa cosa quando, anni fa, arrivarono i primi impianti laser montati su dozer, grader, scraper o lame trainate. Oggi solo un pazzo non farebbe spianamenti di piazzali e strade senza questi fondamentali e produttivi strumenti. Ma oggi si è già ampiamente oltre.


Una ‘accelerazione tecnologica’ che CGT, Ma-Estro, Sandvik e Simem hanno deciso di presentare insieme per fare capire che la tecnologia, correttamente applicata ed utilizzata, è la soluzione obbligata per risolvere i problemi di efficienza aziendale. Non è infatti un caso se, anche a livello governativo, gli investimenti che ricadono in questi specifici obiettivi di aumento di produttività siano fiscalmente premiati con l'iperammortamento.


Un incentivo sicuramente importante, che piace a molti, ma che ha un obiettivo ben più fondamentale: tornare alla marginalità per investire e crescere.



Nativi digitali

Nativi digitali: non parliamo delle nuove generazioni di ragazzi che uscirebbero di casa in mutande ma non senza l’immancabile telefonino, ma delle macchine Caterpillar che sono predisposte di serie per essere connesse alla rete. E costantemente monitorate grazie al Vision Link.


Non si tratta del ‘big-brother’ dei tempi moderni, ma di una grande e utile quantità di dati che, adeguatamente raccolti e documentati, formano una preziosa fonte di informazioni, in cui i consumi e le modalità di lavoro sono solo la punta dell’iceberg; ma sono anche quelli che più interessano perché rappresentano i centri di costo più gravosi che, ‘a sensazione’, non si riescono a controllare fino in fondo.


L’efficienza parte proprio da qui. Dalla correzione di comportamenti diseconomici grazie a preziose indicazioni operative e organizzative. La pala gommata effettua continui ed elevati spostamenti a benna vuota? Forse occorre rivedere la logistica. L’escavatore lavora spesso in condizioni di sottoutilizzo o sovra utilizzo? Forse conviene una macchina più piccola o una più grande. L’operatore compie moltissimi movimenti inutili a vuoto? La formazione e l’ottimizzazione possono essere le strade giuste per correggere queste diseconomie.

Esempi che spiegano il livello di estremo dettaglio a cui è possibile scendere grazie alla Advance Productivity App. Una tecnologia integrata che permette un dialogo costante fra macchina e sistema di gestione per diminuire i costi di esercizio e aumentare i volumi di lavoro.



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L'interazione dinamica fra escavatore e impianto permette di controllare meglio i flussi di produzione ottimizzando tempi e costi

Più specializzazione nel cantiere

Sarò diretto: se un tempo molti si indirizzavano al lavoro di cantiere perché ‘non ne volevano sapere dei libri’, oggi le cose sono ben diverse.

Le potenzialità che Caterpillar ha messo a disposizione degli attuali operatori sono di altissimo livello e richiedono una formazione che parta da basi di curiosità personale e di volontà di crescita professionale; se, infatti, è più semplice impostare un ciclo produttivo industriale in una realtà estrattiva, meno banale è organizzare flussi di lavoro e logistica nei cantieri ordinari.

Caterpillar ha lavorato in questa direzione e, grazie all’integrazione nativa delle nuove tecnologie, le cose sono più semplici di quel che non sembri. L’interazione fra macchina e operatore segue logiche di interfaccia che, ormai, sono sempre più accessibili e intuitive. La comprensione di questi meccanismi diventa fondamentale per le aziende, che possono trarne un notevole risparmio, e comoda per gli operatori, che possono lavorare in modo più produttivo e con meno stress.

Un esempio ben illustrato da CGT, ma non è che una possibile applicazione, è stato l’accoppiamento integrato fra l’escavatore Caterpillar 330F e un impianto GPS 3D.

In molti credono ancora oggi che sia il GPS a guidare l’escavatore…nulla di più falso! L’operatore ha un ruolo fondamentale e la sua capacità di interazione con il dispositivo è la chiave di volta per aumentare la produttività del sistema. Che permette di eseguire i lavori in tempi molto più rapidi rispetto al passato.


Cantiere 4.0: il controllo della complessità

La Caterpillar 966MXE dialoga in modo costante con il sistema di gestione tramite la Advance Productivity App

La Caterpillar 966MXE dialoga in modo costante con il sistema di gestione tramite la Advance Productivity App

Da ‘Industria 4.0’ a ‘Cantiere 4.0’ il passo è breve, ma non banale. L’interazione uomo/macchina/dispositivo avviene su più livelli.


Si parte da un ‘normale’ sistema GPS 3D che permette di eseguire scavi, rilevati e sistemazioni senza tracciamenti sul campo e senza sistemi di riferimento aggiuntivi, per arrivare all’organizzazione dinamica dei flussi di lavoro fra escavatori, pale, dozer e dumper per razionalizzare i cicli produttivi; continuando su questa strada ci si spinge all’integrazione fra mezzi di scavo, trasporto, impianti di lavorazione dei materiali inerti e produzione finale di conglomerati cementizi e manufatti.


Un vero e proprio ciclo integrato in cui l'ottimizzazione è l'obiettivo fondamentale per essere competitivi, correggere le diseconomie aziendali e riuscire a usare le macchine per il massimo della loro produttività. Un sistema che va ben al di là delle macchine, ma investe tutta l'azienda in modo sinergico. Le macchine sono il fondamentale strumento sul campo, ma la 'mente pensante' è fondamentale per riuscire a utilizzarle al meglio.

Caterpillar ha considerato fin dall'origine a questo aspetto e l'integrazione macchina/software fa parte del know-how che il costruttore fornisce di serie all'utilizzatore. Sarebbe un peccato sprecare un valore aggiunto di questo tipo che permette, senza nessun elemento hardware esterno, ad esempio un monitor supplementare, l'interazione con sistemi di gestione e controllo personalizzabili con diversi livelli di complessità.

Un'occasione, a mio avviso, da non perdere.


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