La storia di Scania è fondata su una tradizione di alto livello nei veicoli per impieghi ultra-pesanti come i Road-Train australiani

Non chiamatemi signorina!

Scania

Testo di Costantino Radis


Non solo autostrade, ma anche cantieri impegnativi con ritmi produttivi sfiancanti: anche questa è Scania

Non solo autostrade, ma anche cantieri impegnativi con ritmi produttivi sfiancanti: anche questa è Scania

Quando si diventa un punto di riferimento in un settore risulta poi difficile far cambiare idea agli utilizzatori. Scania sa molto bene cosa tutto questo significhi e con i nuovi XT è fermamente intenzionata a far cambiare idea a chi immagina il Grifone unicamente sulle strade asfaltate.


Non si tratta di immaginazione, ma di una storia reale legata allo sviluppo della Svezia, nazione che ha definitivamente lasciato alle spalle la povertà con l'arrivo del '900.


Con una rete stradale in cui i manti bituminosi erano quasi completamente assenti, i veicoli industriali Scania contribuirono in modo determinante alla costruzione della Svezia che oggi tutti conosciamo. Uno sviluppo continuo che aumentò in modo esponenziale fino agli anni '60 e che permise al costruttore di Soedertaelje di costruirsi una solida esperienza nel mondo del cava-cantiere.


Soprattutto in virtù di una normativa che limitava il carico a 8 tonnellate per asse, ma che, per contro, permetteva lunghezze e portate libere per la gioia dei veicoli.



Da nord a sud

Le strade svedesi dell'epoca non erano, ovviamente, le stesse di oggi; lunghe distanze coperte su vie di comunicazione completamente sterrate che, nella stagione primaverile, diventavano marroni solchi fangosi da ripristinare. E da percorrere!


La Svezia costruì, nel periodo fra il 1965 e il 1975, più di un milione di nuove abitazioni per soddisfare il fabbisogno nazionale. E i camion Scania furono utilizzati in ogni fase operativa dei cantieri, dal 'semplice' trasporto dei materiali alle lavorazioni più dure per l'esecuzione degli scavi, la costruzione delle nuove vie di comunicazione, il duro lavoro nei boschi nella sempre più fiorente e importante industria del legno.


Una incredibile e durissima palestra che ha permesso ai veicoli di Scania di superare test realmente difficoltosi. La 'deregulation' svedese in materia di lunghezze e pesi trasportabili aveva però, inconsapevolmente, aperto a Scania le porte dei mercati sud americani.


In modo del tutto inaspettato, infatti, i veicoli del Grifone erano pronti per affrontare le stesse problematiche ma...qualche grado di latitudine più a sud. Temperature a parte, le sollecitazioni di motori, ponti, telai e sospensioni erano di fatto identiche.


E i veicoli Scania si trovarono particolarmente a loro agio sulle piste che si snodavano all'interno delle fitte foreste equatoriali.


Lunghi convogli di rimorchi trainati da un solo veicolo su percorsi lunghi migliaia di chilometri e lontani da ogni centro di assistenza, anche una semplice officina.



Un potenziale globale

Le esportazioni iniziarono negli anni '50 e un così alto gradimento fu possibile grazie alla storia di Scania che, fin dagli esordi, si basava su una concezione modulare dei propri veicoli, aspetto, quest'ultimo, sviluppato grazie alla flessibilità dimostrata negli anni con i committenti.


Si lavorava con l'ente che gestiva la manutenzione stradale? E quindi si svilupparono insieme delle specifiche attrezzature per agevolare lavoro e allestimento. Si lavorava con le ferrovie svedesi? Ed ecco nascere altre specifiche soluzioni tecniche.


Questa esperienza positiva permise a Scania di diventare un punto di riferimento con il sostanziale monopolio proprio nel settore delle costruzioni e delle manutenzioni infrastrutturali. Lo studio di soluzioni specifiche permise al costruttore svedese di sviluppare sempre più quella modularità che già era alla base del proprio successo e che permise una personalizzazione dei propri veicoli con una filosofia del tutto simile al 'su misura'.


I camion Scania-Vabis acquisirono di fatto un potenziale globale che permise la loro sempre più diffusa presenza nei paesi dell'Africa, del Medio ed Estremo Oriente e nel Sud-est Asiatico.


Da qui ai progetti speciali il passo fu breve con l'inizio della collaborazione, nel secondo dopoguerra, con la tedesca Meiller, specialista degli allestimenti off-road. Così come i primi veicoli per molteplici applicazioni in Cina e una specializzazione sempre più crescente per il settore boschivo e dell'industria del legname.

Applicazioni in cui la potenza risulta determinante e, anche in questo caso, affonda radici lontane.



Le flotte Scania a servizio di grandi cave e miniere sono la regolarità in molti paesi

Le flotte Scania a servizio di grandi cave e miniere sono la regolarità in molti paesi

Specializzati in alte potenze

Già negli anni '20, infatti, Scania si era distinta come azienda in grado di fornire veicoli industriali dalle catene cinematiche specifiche per gli impieghi off-road e nel 1936 lanciò il suo primo motore Diesel. In seguito presentò una serie di motori modulari a 4, 6 e 8 cilindri sia Diesel che ciclo Otto.


Già allora Scania divenne famosa per i motori con potenze e cilindrate elevate, grazie ai motori da 10 e 11 litri che dal 1958 furono installati sul modello L75.


La leggenda del motore V8 nacque nel 1969: con 350 CV e 14 litri di cilindrata, il nuovo motore rimase sulla cresta dell'onda fino al 2000, anno in cui arrivò il suo successore da 16 litri di cilindrata. La tradizione nel cava-cantiere e nei veicoli da trasporto super-pesante, impiegati su lunghe percorrenze off-road sia in nord Europa che in sud America, portò Scania ad imporsi anche in mercati più difficili ed ulteriormente esigenti come quello Australiano.


Moltissimi 'Road-Train' che solcano le sabbiose e lunghe strade desertiche australiane portano sul volante il simbolo del Grifone: condizioni proibitive, totale assenza di asfalto, carichi da brivido.


Questa è forse la peggiore palestra per un veicolo industriale e le super-potenze dei veicoli 'made in Soedertaelje' hanno trovato qui la migliore possibilità di sfogo.


Ordinaria 'straordinarietà'

 La trasformazione per trasporti speciali e veicoli speciali è affidata alla società affiliata Laxa Special Vehicles

La trasformazione per trasporti speciali e veicoli speciali è affidata alla società affiliata Laxa Special Vehicles

Tante le preziose esperienze da trasferire nei camion 'di tutti i giorni' che popolano i nostri cantieri. Cantieri sicuramente meno affascinanti degli scenari fantastici in cui operano gli autisti di Australia, Brasile, Svezia o medio Oriente. Ma non meno faticosi, non meno impegnativi, non meno difficili. E spesso con carichi per asse e con intensità produttive analoghe.


Una scuola di pensiero che ha una storia lunga e ricca alle proprie spalle con veicoli nati per essere 'trattati male'. E che ha portato alla nascita di specifiche linee di veicoli a trazione integrale per impieghi militari prodotti in migliaia di esemplari per l'esercito svedese.


Una specializzazione che ha consolidato la società affiliata Laxa Special Vehicles che si occupa di tutte le trasformazioni e dei veicoli speciali del costruttore svedese.


Scania è anche questo. Apprezzata in modo incondizionato per i suoi veicoli di linea, ha dalla sua anche una eccellente tradizione di veicoli per impieghi 'heavy-duty' che, anche in tempi recenti, ha dettato legge nelle foreste della Scandinavia, nelle miniere di India e Indonesia, nei grandi cantieri del centro America.


I nuovi XT raccolgono tutto questo background specifico, frutto di quasi cento anni di storia nel trasporto speciale e pesante, per renderlo accessibile alla più larga fascia possibile di utilizzatori. Una visione che porta la 'straordinarietà' in un mondo ordinario che, concretamente, ha bisogno di affidabilità, durevolezza e produttività nel tempo. La concezione dei nuovi XT va in questa direzione e mette l'accento su questa lunga storia di costruttore heavy-duty.


TAG: Scania | storia cava cantiere | camion | movimento terra