Il PrimeTech PT-475 è uno dei due nuovi modelli del costruttore italiano ed ha prestazioni da macchina di categoria superiore

Prima Linea


Testo di Costantino Radis


Il PT-475 è un prime-mover in grado di eseguire lavori forestali, strade di accesso, piste da sci, stabilizzazione dei terreni e molte altre applicazioni

Il PT-475 è un prime-mover in grado di eseguire lavori forestali, strade di accesso, piste da sci, stabilizzazione dei terreni e molte altre applicazioni

Arrivano prima di tutti, sanno fare il lavoro sporco e non si arrendono mai. Sono i prime-mover di PrimeTech, costruttore made in Italy di FAE Group, che nascono per un impiego forestale pesante, ma che, nel tempo, stanno allargando il proprio campo d’azione grazie a una efficienza e una capacità di movimento da soldati d’assalto.


Una task-force composta da cinque modelli per l’impiego in ambito civile (Serie PT) e tre modelli radiocomandati (Serie PT D: Mine) per lo sminamento di scenari bellici o post-bellici. Macchine per lavori duri ma che non lasciano nulla al caso.

Alla base del successo di questi prime-mover non ci sono solo prestazioni di alto livello, ma anche un posto guida che oggi non ha eguali sul mercato e che si distingue nel filone di quel 'made in Italy' di qualità che si fa largo nel mondo. I due ultimi nati sono il PT-300 e il PT-475 (guarda qui il nostro approfondimento) che si inseriscono al centro dell'offerta del brand, allargando il proprio campo d'azione rispetto ad analoghi mezzi della stessa categoria.



Quando il peso non è tutto

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Per un prime-mover il peso non è tutto. Anzi. La leggerezza è fondamentale per riuscire a muoversi in ambiti difficili e l'agilità è una qualità quanto mai apprezzata. Quel che conta è la potenza installata e la capacità idraulica per le trincia anteriori che richiedono immani quantitativi di olio idraulico. Il PT-300 ha, infatti, un peso operativo di 13.440 kg in versione standard e 14.110 kg in versione LGP (Low Ground Pressure) con una potenza di 225 kW (302 CV) fornita dal motore Caterpillar C7.1 Acert Stage IV.


Il fratello maggiore PT-475 ha invece una silouette che porta 22.800 kg in standard che salgono a 23.900 kg in LGP. Con un motore Caterpillar C13 Acert Stage IV che eroga 354 kW (475 CV). Impressionanti le forze di trazione che sono di 18.100 daN per il PT-300 e 36.300 daN per il PT-475.


Due veri marines in cui il peso forma si accompagna a una portata d'olio all'attrezzatura di 371 l/min a 350 bar per il PT-300 e 580 l/min a 375 bar per il PT-475. Oltre ai 395 l/min del PT-300 e 446 l/min del PT-475 per la trasmissione. Niente male. Impianti idraulici ad altissime prestazioni nati dall'esperienza diretta con le trincia idrauliche FAE (guarda il nostro approfondimento sulle trincia FAE) e da un impiego che spazia dalle fredde lande dell'Alaska e del Canada fino alle pianure africane.

Qui non si scherza: i motori passano dallo stallo a oltre 2.000 giri/min in frazioni di secondo con le pompe che hanno picchi di pressione altissimi e cercano di imballare il propulsore senza nessun riguardo. Ogni componente è chiamato in causa.



Global inside

Prestazioni da garantire ovunque nel mondo. Questa è la principale mission di PrimeTech che, come logico aspettarsi, si rivolge a un mercato il cui target è rigorosamente globalizzato. Un approccio che ha guidato la progettazione del PT-300 e PT-475, usando componenti di comprovata qualità e che abbiano un'assistenza capillare ed efficiente.

Le motorizzazioni, come abbiamo già visto, sono Caterpillar. Una partnership che si sta sempre più consolidando nel tempo e che fornisce quelle garanzie che i clienti PrimeTech richiedono. L'idraulica è invece appannaggio di Danfoss, altro grande nome che si trova ovunque nel mondo. Tubazioni e raccordi sono Parker. Cosa dire di più?

Si tratta però di nomi che, a prescindere dalla rete assistenziale, garantiscono una qualità e una serenità operativa di alto livello. Fondamentale per macchine che lavorano sempre in condizioni limite e al massimo delle loro potenzialità meccaniche. Un approccio globale a poco servirebbe se poi, infine, la qualità non fosse reale.

Con il PT-300 e il PT-475 il costruttore della Val di Non ha introdotto tutti quegli accorgimenti sviluppati con le serie precedenti, tenendo  conto di tutte le problematiche operative affrontate nel tempo. Il PT-475 impiega un sistema di gestione elettronica di motore e pompe, sviluppato da PrimeTech (approfondisci qui il sistema di gestione dei prime mover PrimeTech), che agisce come un flow-sharing e va ad equilibrare le prestazioni di trincia e traslazione in modo del tutto automatico. Evitando inutili stress a motore e pompe.



La visibilità dal posto guida e il comfort di lavoro sono altri elementi qualificanti dei PrimeTech

La visibilità dal posto guida e il comfort di lavoro sono altri elementi qualificanti dei PrimeTech

Macchine da prima linea

I prime-mover sono macchine da prima linea. Macchine impiegate da tempo in nord America per l'apertura di piste nelle zone desolate coperte da ghiacci per lunghi mesi. Oppure per la formazione di accessi per la ricerca mineraria. O ancora, ma in zone geografiche climaticamente più calde, per la bonifica di piantagioni arrivate alla fine del proprio ciclo e che devono lasciare il posto ad altre colture. O, infine, come nel caso di alcune macchine vendute a grandi imprese italiane, nella pulizia dei terreni per la preparazione dei cantieri di nuovi metanodotti.

Sono i primi ad arrivare, in questi casi, e rendono 'confortevoli' le zone di lavoro per chi verrà dopo. Ecco perché la loro è sempre una lotta contro il tempo e, soprattutto, non possono permettersi di essere ferme. Metterebbero in gioco il lavoro di tutti quelli che vengono dopo il loro passaggio.

Un lavoro di responsabilità e con ritmi produttivi incalzanti, svolti spesso in condizioni al limite della percorribilità. Ecco perché sia il PT-300 che il PT-475 sono macchine che fanno tesoro della esperienza PrimeTech e si propongono come valida alternativa a tecniche ormai superate e costose, portando un nuovo modo di intendere queste macchine che, all'occorrenza, possono anche essere allestite per impieghi ancora più particolari montando lame o ripper.



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