goWEM! ha potuto vedere in dettaglio la nuova pala gommata L566 XPower

Equilibrio perfetto

Testo di Costantino Radis


Design aggressivo, ma nel segno della tradizione per la nuova L566 XPower

Design aggressivo, ma nel segno della tradizione per la nuova L566 XPower

Da sempre votata all'innovazione, Liebherr si è distinta nel tempo per le soluzioni originali rispetto alla concorrenza. Il credo della trasmissione idrostatica è nel DNA del costruttore tedesco ed è stato spinto verso frontiere sempre più avanzate, sia con le pale gommate che con i dozer, ambiti nei quali, con la "vecchia" L586 e con il nuovissimo PR776 sono stati battuti i rispettivi record di categoria per pale gommate e dozer a trasmissione idrostatica.


Con la nuova XPower si è voluto andare oltre unendo un cambio power-shift ed una trasmissione idrostatica, senza limitarsi ad un solo modello ma immettendo sul mercato una intera gamma (questo il link con tutte le potenze e i pesi) di macchine. Se le idrostatiche hanno infatti un evidente vantaggio competitivo nel carico, diventano meno efficienti sui lunghi percorsi. Lasciando così il campo al Power Shift per le applicazioni load & carry, dove una classica trasmissione meccanica ottimizza i consumi ed è meno soggetta a stress termici.


Per contro si è voluta mantenere la controllabilità e l'intuitività che solo l'idrostatica può dare. Ma al contempo eliminare quel ritardo di risposta che, soprattutto con l'aumentare del peso operativo, diventa un piccolo limite alla produttività. In buona sostanza, con la XPower si è voluto mettere insieme tutti i pregi delle due trasmissioni, eliminando al contempo i rispettivi difetti.

Ce l'avrà fatta Liebherr a compiere questo piccolo miracolo? Capiamolo insieme.

Per chi avesse fretta (ma non lo approviamo per niente) ecco un menù veloce per la navigazione nei nostri video:

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Posto Guida: uno stile senza tempo

A partire dalla Serie 4 le pale gommate Liebherr hanno messo in campo un nuovo family style che fornisce ulteriore valore aggiuntivo. Da allora, pur essendo passato un po' di tempo, lo stile Liebherr è chiaramente riconoscibile come evoluzione di un processo che conferisce al prodotto maggiore valore nel tempo.


La cabina ROPS e FOPS che troviamo sulla L566 XPower prosegue senza alcun dubbio quel cammino con differenze che sembrano superficiali, ma che, esaminate da vicino, sono invece sostanziali. Il nuovo disegno, più spigoloso, deriva dallo spostamento indietro dei due montanti anteriori con un aumento significativo della visibilità sull'area di lavoro. Il parabrezza è ora diviso in tre parti, mantiene l'andamento curvo e si spinge verso il basso sui lati.

La linea di cintura è inclinata, mantenendo uno stilema che caratterizza da quasi dieci anni queste macchine. L'accesso è fra i più sicuri grazie alla scala triangolare che semplifica in modo istintivo salita e discesa. La sua inclinazione, insieme alle maniglie ben collocate, permette con una semplice occhiata di vedere i gradini, riducendo il rischio di scivolare.


La porta è bloccabile per aumentare la sicurezza in fase di salita e discesa; si fissa facilmente sia dall'esterno che dall'interno con un semplice pedalino. Ovviamente non è raccomandabile mantenerla aperta mentre si lavora. Sul lato destro la scaletta di accesso per la manutenzione e i rifornimenti è fissata in posizione verticale mentre si lavora. Quando si rifornisce la macchina o si ispezionano i filtri cabina si fissa invece in posizione inclinata. La protezione sul tettuccio, composta in materiale plastico antiurto, integra i fari di lavoro che, in opzione, possono essere a led.

 

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Struttura: fatta per lavori pesanti

Se la struttura di base funziona a dovere, non ci sono motivazioni per cambiarla. La L566 2plus2 era già apprezzata per essere una pala robusta ed equilibrata ed è su questi presupposti che nasce la nuova L566 XPower. Con un peso operativo in ordine di marcia in configurazione standard di 23.900 kg per un carico di ribaltamento in posizione articolata di 15.900 kg e in posizione rettilinea di 18.150 kg, la nuova pala gommata di Liebherr si candida ad essere una macchina per lavori gravosi sia in carico che in movimentazione.


Un evidente miglioramento di quanto fatto nel passato con alcuni evidenti cambiamenti e un generale affinamento. Con un intelligente pensiero a due bracci completamente diversi forniti, a scelta, allo stesso prezzo.


Proprio così. La L566 XPower può essere equipaggiata indifferentemente sia con braccio per impieghi generici con geometria a "Z" che con quello industriale con cinematismo in linea (approfondisci a questo link le logiche costruttive dei cinematismi Liebherr sulle Xpower). Una scelta intelligente che va incontro alle reali necessità del mercato e permette di scegliere fin da subito l'allestimento più adatto alle proprie esigenze.


Se la struttura di base è rimasta pressoché invariata, i cambiamenti sono però evidenti. Il semitelaio anteriore si presenta meno massiccio senza però rinunciare alla robustezza. La struttura è oggi più aperta,  consentendo in questo modo sia un'evacuazione dei materiali più agevole sia una superiore accessibilità per la manutenzione. Il tutto è molto più snello e funzionale. Per pulire il parabrezza sono ora presenti dei comodi appoggi per i piedi, accessibili sia da sinistra che da destra.

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Il Liebherr D936 A7 è un sei cilindri da 10,52 litri ed equipaggia la L566 XPower erogando una potenza di 200 kW fra 1.000 e 1.800 giri/min

Il Liebherr D936 A7 è un sei cilindri da 10,52 litri ed equipaggia la L566 XPower erogando una potenza di 200 kW fra 1.000 e 1.800 giri/min

Motore e manutenzione; un progetto in evoluzione nel solco dello 'Spirito di una volta'

L'impostazione con il motore in posizione arretrata (utilizza l'SCR anche se Liebherr ha impiegato entrambe le tecnologie, vedi il nostro approfondimento) e i radiatori collocati dietro la cabina è un must per le pale Liebherr. Si tratta di un vantaggio competitivo di non poco conto che accompagna i modelli del costruttore tedesco dalla serie 4. Solo CASE, ma non su tutta la gamma, riprende questa architettura con grandi vantaggi in merito a stabilità e carichi di ribaltamento.
Se dalla serie 4 2plus2 alla serie 6 2plus2 l'impostazione di massima era veramente cambiata di poche virgole, con le nuove XPower c'è stata una rivoluzione di non poco conto. Una breve rivisitazione del passato non fa sicuramente male per capire l'evoluzione di questo progetto (guarda la storia costruttiva che ha portato alla moderna generazione di trasmissioni XPower).

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Idraulica, idrostatica e powershift: nasce XPower

La catena cinematica è il fiore all'occhiello della L566XPower. Unire i vantaggi di Power Shift e di trasmissione idrostatica è l'esigenza a cui tutti i costruttori, in qualche modo, stanno cercando di andare incontro.

Il merito di Liebherr è di avere presentato al mercato nel 2016 una intera gamma di pale gommate di classe medio-alta con questo sistema che era stato presentato solo tre anni fa a livello prototipale.

Oggi solo Caterpillar, ma sostanzialmente con un solo modello da cui derivano due pale, si presenta sul mercato con un concetto simile. Nel mondo dei sollevatori telescopici, invece, JCB propone la trasmissione DualTech VT in opzione per tre modelli della gamma Agri.
La Fendt, altro grande costruttore tedesco, con i propri trattori della serie Vario ha fatto della trasmissione a variazione continua la propria bandiera da due decenni, ossia dal lontano 1997.

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