Il segreto? Lavoro, specializzazione e ancora lavoro!

Case Construction Equipment

Testo di Silvano Lova


Adriano Cazzaro, titolare della Cazzaro Spa, di fronte all

Adriano Cazzaro, titolare della Cazzaro Spa, di fronte all'escavatore cingolato Case CX300D

Che in Veneto il lavoro fosse una ragione di vita, pochi possono negarlo senza sapere di mentire. Per questo la crisi è stata qui, nelle Province della piena occupazione, più devastante che in altri luoghi: non solo hanno chiuso tantissime imprese di costruzione (solo nel 2013 hanno lasciato in Veneto 2.370 imprese, l’85% artigiane), ma anche chi è rimasto a casa ha dovuto rassegnarsi a lunghi periodi di inattività, che, spesso, vengono vissuti come un fallimento personale (anche se non è quasi mai così).

Per questo ci fa sempre piacere quando, come goWEM!, visitiamo delle imprese che la crisi hanno saputo combatterla e vincerla, intervistandone i titolari che sono stati in prima linea in questa durissima battaglia, che, ancora oggi, non può dirsi vinta.

Se, infatti, i dati nazionali fanno segnare qualche timidissimo segnale di ripresa, anche nel 2016 (e in questo primo scorcio del 2017) sono i lavori pubblici che mancano; e quando ci sono le poche gare vedono la partecipazione di numerosissime imprese con il maggior ribasso (e non l’offerta economicamente più vantaggiosa) a farla da padrona. Così i margini si assottigliano, mentre i pagamenti sono ancora troppo dilazionati (e il credito bancario non è ancora tornato).

Che fare quindi? Un bell’esempio di un’impresa che ha saputo trovare una strada vincente arriva da Zero Branco, piccolo centro di 12.000 abitanti della provincia di Treviso; accompagnati dai responsabili di zona di MAIE (Mauro Pasinato, Massimo Cesarotto), guarda l'intervista a Antonio Conte, amministratore delegato di MAIE), dealer di Case Construction Equipment per il Veneto, il Trentino Alto Adige le Marche e le province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini (guarda qui la nostra intervista a Antonio Conte, amministratore delegato di MAIE), abbiamo incontrato Adriano Cazzaro, titolare della Cazzaro Spa.

Con lui abbiamo parlato certo anche di crisi, ma anche e soprattutto di prospettive e di opportunità, capendo meglio perché il Veneto è stato per anni una delle locomotive d’Italia. Ecco cosa ci ha raccontato.



Dall’agricoltura alle reti

Siamo nati nel 1968, come impresa famigliare, operante nei lavori agricoli, soprattutto in qualità di contoterzisti” - introduce così la storia della Cazzaro Spa, Adriano Cazzaro, titolare e fondatore dell’azienda con i suoi cinque fratelli (Renzo, Mario, mancato nel 2004, Giuseppe, Bruno e Giannino, in rigoroso ordine decrescente d’età) e continua “come terzisti abbiamo molto velocemente deciso di ampliare il nostro parco macchine per rispondere rapidamente e al meglio alle richieste dei nostri clienti. Abbiamo quindi investito in mietitrebbie, trattori agricoli e molte altre attrezzature”.

Dopo qualche anno - continua Cazzaro - abbiamo introdotto nel parco macchine i primi escavatori (in verità stiamo parlando più di caricatori che di escavatori veri e propri) e, subito dopo, è arrivata la prima terna, un adattamento di un nostro trattore agricolo. L’evoluzione è continuata con l’arrivo delle prime pale cingolate. Contemporaneamente, nel 1980, abbiamo cambiato la ragione sociale, diventando snc, e qui sono cominciati ad arrivare gli escavatori veri, come il nostro primo Simit 85, seguito poi da un Simit 105B che all’epoca ci sembrava una macchina enorme e potentissima (Cazzaro sorride ricordando l’episodio, ndr)”.

E’ in quegli anni che che abbiamo cominciato a lavorare nel segmento del movimento terra e all’incirca nel 1978, nel settore dei metanodotti (ovviamente il nostro parco macchine era cresciuto significativamente). Per svolgere al meglio questo tipo di lavori, in cui nulla può essere lasciato al caso, ricordo che avevamo appositamente acquistato due Fiat Allis Simit S15. All’inizio i primi lavori erano nella nostra zona, ma poi, in seguito al consolidarsi del nostro rapporto con Snam, abbiamo cominciato a realizzare impianti per l’adduzione del metano in tutta Italia (anche in subappalto di altre imprese)”.

Nel 2002 abbiamo deciso di trasformare l’azienda in SPA, proprio per essere in grado di rappresentare un fornitore credibile nel settore dei metanodotti, ma non solo; abbiamo, infatti, eseguito numerosi importanti lavori in Veneto, come la tratta dell’alta velocità (con Matarrese) tra Mestre e Padova, opere d’arte comprese”.

Oggi, anche perché ci sono pochi bandi interessanti di altro tipo nella nostra zona, lavoriamo per circa l’80% su appalti Snam e devo dire che, anche negli anni di crisi, abbiamo continuato a incrementare il fatturato, con buone previsioni anche per il 2017 e il 2018. Una cosa è certa, per poter concludere con successo (e con la giusta redditività aggiungo) lavori di questo tipo, occorre essere qualificati, ben preparati e disporre di un parco macchine adeguato. E poi ci vuole la passione, ma questa, nella famiglia Cazzaro, non è mai mancata”.



Una SPA “famigliare”, nel segno della qualità

Ritengo che uno dei motivi per i quali siamo riusciti a superare la crisi senza dover ripensare le nostre dimensioni è che Cazzaro Spa è una società a conduzione fortemente famigliare che ha fatto della qualità e della programmazione aziendale i valori fondanti del suo operare (questo rispetto ci ha consentito di superare continuando a lavorare, grazie alla fiducia guadagnata, gli anni più duri della crisi). Come dicevo la Cazzaro è stata fondata da noi sei fratelli, ma il valore aggiunto è stato portato anche dalle generazioni successive; in azienda, oggi, infatti lavorano anche nove nipoti, che portano ogni giorno il loro contributo, consentendo all’azienda di crescere e di rispondere al meglio alle nuove sfide del mercato”.

Nel 2016 abbiamo portato a termine, in anticipo sui termini temporali stabiliti (circa tre mesi prima), un lavoro molto importante per Snam, la posa di circa 40 km di tubi di vari diametri, in un’area con falde molto alte, quasi affioranti (abbiamo lavorato quasi sempre con mediamente 150 pompe idrovore in cantiere); da anni stiamo contribuendo, poi, alla realizzazione di uno dei metanodotti più importanti d’Italia che va da Zimella a Mortara. Ci occupiamo in quest’ultimo caso di tutte le opere specialistiche, in particolar modo delle trivellazioni. Sono orgoglioso di poter affermare che abbiamo in questo campo, commesse per un arco temporale piuttosto esteso: circa un anno e mezzo”.

Penso poi - continua Cazzaro - che il nostro successo aziendale sia dovuto anche al fatto che siamo in grado di eseguire, con alta qualità, lavori estremamente particolari; lo possiamo fare perché siamo sempre stati convinti che il parco macchine di un’azienda sia l’asset più importante sul quale investire. Oltre alle macchine tradizionali, abbiamo anche mezzi personalizzati per le nostre esigenze, come ad esempio numerosi spingitubi messi a punto in collaborazione con un’industria specializzata in questo genere di macchine. Avere le attrezzature giuste ci consente di concludere senza sorprese anche i lavori più complessi, riuscendo tra l’altro a salvaguardare il corretto margine aziendale. Per clienti come Snam, è un valore importantissimo: per loro il rispetto dei tempi di consegna è fondamentale, nessun ritardo è ammesso. E in questo fino ad oggi siamo riusciti a soddisfarli al 100 %”.

Infine credo - conclude Cazzaro - che sia anche fondamentale per il successo di un’azienda come la nostra che, ripeto è una ‘Spa famigliare’, i nostri dipendenti siano sicuri di lavorare in squadra con i titolari. Solo così possiamo essere certi di mantenere sempre alta la qualità nonostante la nostra dimensione sia cresciuta notevolmente: oggi diamo lavoro a 80 persone, con picchi di 150 assunti in occasione di cantieri importanti. Solo se si lavora tutti nel rispetto e nell’armonia, anche se in cantiere nessuno si risparmia, si può pensare di raggiungere dei buon risultati, oggi e in futuro”.



Un’Aquila per chi ha Fiat nel Cuore

Abbiamo sempre avuto tutto Fiat (e anche qui sorride Adriano Cazzaro, ndr) fin dai primi Simit, passando per tutti i marchi che la Casa di Torino ha di volta in volta portato sul territorio. Lo abbiamo fatto sia perché è sempre stato un prodotto italiano, e ritengo che lo sia anche ora dato che produce in Italia, sia perché ci siamo trovati sempre bene per quel che riguarda le prestazioni; non dimentico neanche l’assistenza (del concessionario di zona MAIE che da sempre ci segue) che è sempre stata puntuale, precisa e presente. Questo per noi, soprattutto sui lavori dei metanodotti è un fattore importantissimo come, ovviamente, la produttività dei mezzi”.

Quando è arrivata Case che sostituiva i New Holland, onestamente, sono rimasto spiazzato dato che eravamo soddisfatti degli escavatori prodotti con il marchio precedente; abbiamo deciso di provare comunque con un escavatore, il CX300D, ma devo dirla tutta, ero sospettoso. Dopo averlo testato, mi sono dovuto ricredere: la macchina, che lavora in cantiere ormai dai 10 mesi, ci ha dato davvero molte soddisfazioni. Sia al livello dei consumi sia a quello delle prestazioni operative è un escavatore davvero molto buono che migliora i risultati degli escavatori New Holland di pari classe”.

In dieci mesi, poi, non abbiamo avuto il minimo problema e gli operatori che si alternano sul CX300D sono davvero molto soddisfatti per le forze di scavo e le produzioni che mette in gioco, ma anche per la risposta, molto veloce e sensibile, ai comandi”.

Devo anche dire che non abbiamo preso in considerazione altri marchi perché siamo molto contenti di come il rivenditore di zona, la MAIE, ci segue e ci affianca, un fattore fondamentale questo quando si ha un parco macchine esteso vario come il nostro”.

Una bella sorpresa quindi questo Case, anche per noi, da sempre  innamorati del marchio New Holland, anzi, per meglio dire, del marchio Fiat”.



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