Un grande coda corta

Case Construction Equipment

Testo di Silvano Lova


Le luci LED che abbiamo visto sul CX245D SR sono opzionali, ma consigliatissime!

Le luci LED che abbiamo visto sul CX245D SR sono opzionali, ma consigliatissime!

Come migliorare un escavatore short radius, senza snaturarne le logiche costruttive? L’impresa non è senz’altro semplice, dato che lo spazio è per queste macchine una variabile davvero critica che lascia poco spazio ad altre considerazioni. In Case, con il nuovo CX245D SR sembra che abbiamo centrato l’obiettivo, presentando una macchina sempre compatta (la versatilità non dimentichiamocelo è un fattore importantissimo per questo tipo di escavatori), ma decisamente più stabile della versione precedente, senza per questo essere meno veloce sul ciclo, anzi.

Parliamo, infatti, di uno short radius che, nella versione con lama (braccio mono), raggiunge il ragguardevole peso operativo di 26 tonnellate, maggiore rispetto alla versione che sostituisce (anche per questo Case lo ha chiamato CX245D e non CX235D); nonostante questo importante aumento di peso che, come vedremo va di pari passo con l’irrobustimento del sottocarro, il CX245D SR resta all’interno dei tre metri di larghezza (per i più precisi tra voi, 2.990 mm).

Il CX245D SR sarà commercializzato in due allestimenti di braccio: mono e triplice (qui il peso arriva addirittura a 27 tonnellate).

Assieme al CX245D SR, Case ha appena presentato anche la versione D del suo CX145 SR che arriverà a breve sui mercati (i primi saranno disponibili a fine giugno 2017) e sarà certamente destinata a riscontrare il favore del mercato italiano, proprio per le sue dimensioni; parliamo infatti del “fratello minore” del CX245D SR, con un peso operativo di 14,8 tonnellate e una larghezza, nella versione con cingoli da 500 mm, di 2.490 mm (e quindi in sagoma per un trasporto senza autorizzazioni particolari anche nel nostro Paese).

Per Case entrambi questi short radium sono destinati a replicare il buon successo dei modelli tradizionali della serie D, dato che ne condividono i principi progettuali sia per quel che riguarda l’aggiornamento dello motorizzazioni sia dal punto di vista delle migliorate caratteristiche prestazionali.



Un occhio all’ecologia e l’altro alle prestazioni

Case monta sul suo CX245D SR un quattro cilindri Isuzu raffreddato ad acqua da 5,2 litri; la potenza disponibile, in regola con le normative antinquinamento Stage IV, arriva a 124 kW (misurata a 1.800 giri al minuto), con una coppia massima di 636 Nm a 1.600 giri.

Come da consuetudine ormai consolidata per il produttore dell’Aquila, lo Stage IV è raggiunto con il solo sistema SCR (nessun DPF), anche grazie ad un sistema common rail ad alta pressione particolarmente efficiente. Un serbatoio dell’ADBlue decisamente grande (anche con i problemi di spazio tipici degli escavatori compatti) e un’efficienza elevata nel suo consumo, garantiscono autonomie davvero ai vertici del mercato.

Nuovo anche impianto idraulico, come d’altra parte su tutte le macchine Case della serie D, che garantisce una maggiore rapidità nei movimenti, senza per questo peccare di precisione. Case ha, infatti, migliorato sia il distributore (ora più robusto) sia le pompe idrauliche (due, a cilindrata variabile): la portata abbinata delle due pompe raggiunge i 422 litri al minuto. Non solo: anche la gestione elettronica dell’abbinata motore/impianto idraulico è stata migliorata, con conseguente aumento della produttività e delle prestazioni operative.

Molto ben organizzata la componentistica, anche in ottica di una manutenzione particolarmente agevole; semplici da raggiungere tutti i filtri e i relativi livelli, molto ben disposti i grandi elementi radianti per una migliore capacità di raffreddamento. Ricordatevi che stiamo pur sempre parlando di un mezzo con “coda corta” dove tradizionalmente lo spazio è poco, anche se in Case sono riusciti con iL CX245D SR quasi a farcelo dimenticare con una sapiente disposizione di ogni componente.



Coda corta, ma piedi ben saldi

Il sottocarro è stato ulteriormente rinforzato e, nella versione con lama del CX245D SR, è stato anche allungato; il disegno complessivo della macchina è stato inoltre rivisto, non solo per massimizzarne le caratteristiche di compattezza, ma anche per aumentarne la stabilità complessiva (e quindi le prestazioni in fatto di sollevamento e scavo). Le prestazioni, secondo quanto comunicato da Case, grazie a questa nuova architettura si allineano a quelle di un escavatore cingolato tradizionale da 22 tonnellate. Giusto per essere precisi e facendo riferimento a una macchina con bilanciere da 2.400 mm: la forza di penetrazione del CX245D SR raggiunge i 13.300 daN, mentre la forza di strappo arriva a 15.400 daN (entrambi i valori con Powerboost); molto buono anche, parlando di sottocarro appunto, lo sforzo di trazione alla barra che garantisce 20.100 daN.

Dato che stiamo parlando di prestazioni, eccovi quelle di scavo (anche qui con il bilanciere da 2.400 mm, ma ci sono anche quello HD da 1.900 mm e quello lungo da 2.950 mm): la distanza di scavo a terra arriva a 9.180 mm, la profondità di scavo raggiunge i 6.120 mm, l’altezza massima di scarico massima garantita dal CX245D SR è di 7.630 mm. Mica male per un coda corta…

Il mezzo che abbiamo potuto vedere a Monthyon montava un attacco rapido marchiato Case (e fornito all’azienda del gruppo CNH dalla Miller) che è ovviamente opzionale; di serie ci sono  (direttamente da fabbrica con tutte le garanzie e le certificazioni del caso) le predisposizioni proprio per l’attacco rapido.



Ed ecco il nuovo monitor multifuzione con pulsantiera molto ben organizzata; davvero tutto sotto controllo

Ed ecco il nuovo monitor multifuzione con pulsantiera molto ben organizzata; davvero tutto sotto controllo

Compatto, ma per niente scomodo

La cabina sul CX245D SR è stata riprogettata (è ROPS e FOPS di livello II) nel solco di quelle degli escavatori con ingombro tradizionale; molto ben organizzata, si sviluppa attorno a un sedile con schienale alto particolarmente comodo e pieno di punti di regolazione e ha davvero molto spazio per le gambe. La visibilità anteriore laterale è di alto livello, con un monitor molto luminoso e ben disposto lungo il montante di destra in modo da consentire all’operatore di controllare agevolmente ogni parametro operativo (comprese le immagini dalla retrocamera posteriore di serie) senza staccare gli occhi dal cantiere.

Utilissimo, anche se purtroppo ancora solo opzionale, per la sicurezza e la gestione del cantiere, il sistema di visione assistita a tre telecamere (opzione disponibile direttamente da stabilimento), che consente di avere una visione laterale e posteriore che arriva a coprire un angolo davvero importante, ben 230°. Sulla versione che abbiamo visto a Monthion c’erano poi le luci LED sia in posizione frontale sia accanto al toolbox sia sul braccio che di supporto alla telecamera posteriore; si tratta di un kit opzionale, ma, visto il miglioramento della visibilità assicurata dai LED quando si debba lavorare in ore serali o notturne (e capita sempre più spesso), ci sentiamo davvero di consigliarla a chiunque.

Tanti infine i dettagli che migliorano la sicurezza operativa; dal design particolarmente curato del percorso di salita verso il cofano al corrimano superiore, sul lato destro della torretta, che può essere ripiegato, per migliorare la sagoma di trasporto dell’escavatore.


La retrocamera posteriore è di serie, ma consigliamo caldamente il sistema di visione avanzata a tre telecamere che coprono 230°

La retrocamera posteriore è di serie, ma consigliamo caldamente il sistema di visione avanzata a tre telecamere che coprono 230°


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