Il difficile mestiere del cercatore di macchine

Richie Bros.

Testo di Aurelio Coppi


Le statistiche sembrano parlare chiaro: negli ultimi due anni le vendite di nuove macchine per movimento terra e stradali in Italia sono continuate ad aumentare. E quindi? Direte voi, cosa c’entra questo con un’asta di macchinari usati?

Molto rispondiamo noi, soprattutto perché in genere all’acquisto di un nuovo corrisponde una contemporanea permuta di un usato (o di due o tre, non c’è limite alle richieste, a volte indecenti, degli imprenditori). Conseguenza diretta del crescere del mercato del nuovo dovrebbe quindi essere l’introduzione sul mercato dell’usato di nuove macchine.

Dovrebbe, ma non è così o almeno non completamente, come dimostra l’ultima asta che i super esperti di Ritchie Bros. (e primo player mondiale in questo settore considerando l’acquisizione di Iron Planet), hanno tenuto lo scorso 23 marzo 2017 a Caorso, in provincia di Piacenza.

La squadra di Ritchie ha, infatti, dovuto lavorare mesi per portare in asta 2.500 pezzi da vendere, tra macchine e attrezzature, anche considerando che, insieme al movimento terra, andavano in asta anche lo stradale, l’agricoltura e numerose autovetture.

2.500 pezzi non sono per niente pochi direte di nuovo voi… Certo, il numero è come al solito impressionante, tenete anche conto che stiamo parlando di un colosso di settore, ma quello che colpisce è la riduzione di macchine “fresche” che avevano caratterizzato gli anni scorsi.

Cosa è successo? Niente di particolare; semplicemente le hanno vendute quasi tutte (non solo Ritchie ovviamente) e oggi è davvero difficile pescare nella gamma alta se si vuole vendere usato.

Non fraintendeteci, in Ritchie, come vedremo, sono riusciti a portare in asta diversi pezzi interessante, ma, appunto, facendo leva su una rete di raccolta capillare, sulla riconoscibilità e sulla percezione del marchio e su tutti i rapporti istituzionali disponibili con le imprese.

Altri probabilmente non ci sarebbero riusciti ed è per questa professionalità che la sede italiana è stata premiata da un nuovo, impressionante record: quello dei partecipanti all’asta che, come vedremo ora sono stati davvero tantissimi.



Venghino signori, venghino!

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L’attrattività delle aste Ritchie Bros. di Caorso è ormai rinomata; la giornata dell’asta (e i due giorni precedenti durante i quali i clienti possono visionare le macchine in vendita) è un punto di incontro per tutti quelli che vogliano comprare o vendere macchinari, ma anche per chi vuole farsi un’idea precisa sull’andamento del mercato.

Una notorietà costruita su anni di lavoro che oggi continua a portare i suoi frutti: l’asta del 23 marzo 2017 ha, infatti, fatto segnare il record assoluto in fatto di utenti registrati, ben 1.670, molti dei quali presenti nella sala gremita di Caorso. Tra l’altro, anche nell’ultimo appuntamento continua la sperimentazione estesa dell’”asta virtuale”, parallela a quella fisica in rampa: i cingolati sono tutti stati battuti senza sfilare fisicamente davanti al pubblico, ma con offerte e rilanci effettuati davanti a un grande monitor in uno spazio parallelo (e anche qui affollatissimo) alla platea principale.

Platea principale che ha, comunque visto passare numerosi pezzi interessanti come ad esempio diverse pale gommate Hitachi (due ZW310 del 2006, una ZW250 dello stesso anno, una ZW180 del 2007) acquistate da imprenditori italiani, spagnoli e Tailandesi, ma anche una pala Caterpillar 930H del 2008 con braccio lungo venduta a 22.500 euro e una Hyundai HL740-9 del 2010 battuta a 40.000 euro.

Reginetta fra le pale una piccola Volvo L30B-Z in pratica mai usata (87 ore per i fanatici della precisione) venduta a 43.000 euro.



Quando il virtuale è reale

In rampa virtuale, dicevamo, sono andati gli escavatori cingolati, grandi e piccoli; tra questi meritano un richiamo particolare il Caterpillar 323DLN del 2009 (ma in asta c’era un 323D del 2007) o il Liebherr R916NLC Litronic del 2010 (marchio tra quelli che mantiene più alto in assoluto il valore dell’usato); sempre tra gli escavatori, sono stati battuti anche un Hitachi ZX350LCN-3 del 2009 e un grande ZX470LCH-3 (sempre della casa giapponese ovviamente). In totale gli escavatori cingolati core presenti nell’asta del 23 marzo erano più di 30.

L’Italia, si sa, è la patria dei miniescavatori e l’asta virtuale di Ritchie Bros., anche a marzo, non ha smentito la tradizione: sono stati battuti oltre 70 miniescavatori di tutte le marche e con i livelli di utilizzo più diversi, si andava dai mai usati Hitachi ZX19U-5A (2017), JCB 8018 (2016) e Volvo EC18C (2016) fino a pezzi che come diceva un famoso attore in un film su un gruppo di mercenari attempati, parlando di un’aereo “quello dovrebbe stare in un museo”.

Dall’asta virtuale, torniamo alla sala principale per vedere dal vivo come sono andate le attrezzature stradali; qui c’erano in effetti alcuni pezzi interessanti, come, ad esempio, il rullo ferro-gomma Hamm 3520HT del 2006 battuto a 57.000 euro (con 3.475 ore) o un altro Hamm, in questo caso un rullo tandem DV90VV del 2006, acquistato a 29.000 euro. Come ogni motorgrader che si rispetti, anche il Caterpillar 120H-ES ha calamitato la platea e, nonostante i suoi 18 anni (e 7.173 ore) è stato venduto negli Emirati Arabi a 45.000 euro.



Camion, trattori e agricolo

Come anticipavamo, anche la prima asta del 2017 in Casa Ritchie Bros. ha visto sfilare un bel po’ di camion; a noi interessano i cava cantiere e gli allestimenti, i più notevoli? Sicuramente i 5 Iveco con allestimento pompa calcestruzzo (4 con Mecbo e uno con Cifa): i Trakker 410 con pompa Mecbo da 42,5 metri sono stati venduti tra i 100.000 e i 110.000 euro, mentre il 330-30H con Cifa Metro 31 è stato acquistato a 70.000 euro da un offerente che partecipava online dall’Olanda.

Sempre nel segmento cava cantiere, sono stati ben venduti tre Astra HD8 84.44 8x4 del 2009 (tra i 200.000 e i 240.000 km percorsi) con quotazioni comprese tra i 44.000 e i 38.000 euro. Bene anche la Stella da cantiere; diversi i Mercedes Benz in asta, tra i quali ricordiamo solo un Actros 41.50 del 2005 con allestimento ribaltabile battuto a 39.000 euro.

Infine l’agricolo; in questo comparto Ritchie sta investendo molti per far crescere clienti e venditori; a Caorso quindi sono sfilati un bel po’ di trattori (41 pezzi) tra cui un bellissimo Class Xerion 3800VC del 2009 acquistato per 87.000 euro.

Per chiudere una parola sui sollevatori telescopici: probabilmente l’asta di Ritchie è oggi il luogo in cui, almeno in Italia, se ne vendono di più sia nel comparto edile sia in quello agricolo; in quest’asta ne sono stati venduti 29 in totale, praticamente di tutte le marche presenti sul mercato.

Appuntamento alla prossima asta, il 15 giugno; informazioni sul sito di Ritchie con l'elenco macchine aggiornato man mano che arrivano a Caorso o telefonando direttamente alla sede Italia allo 0523.818801.



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