Volvo ECR35D: il compatto che ti aspetti

Volvo Construction Equipment

Testo di Silvano Lova


Con l’ECR35D Volvo Construction Equipment entra nell’arena combattutissima degli escavatori compatti da 3,5 tonnellate; lo fa con un modello che sostituisce la versione ECR38C che si colloca nella gamma del produttore svedese fra l’ECR25D (da 2,49 tonnellate) e l’ECR40D (da 3,88 tonnellate).

Stiamo parlando del segmento forse più difficile del mondo compatto, nel quale si affollano davvero tanti produttori, fra specialisti nei “pesi piuma”, nazionali e di respiro mondiale, e full liner internazionali. La lotta è quindi dura e il nuovo ECR35D ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo importante. Con l’introduzione dell’ECR35D (e quello contestuale del suo fratello maggiore ECR40D) la gamma Volvo CE arriva a contare 12 modelli, con pesi operativi compresi fra 1,64 ton e 8,6 ton.

Sul nuovo miniescavatore Volvo CE ha concentrato, come vedremo, numerose implementazioni, mantenendo ovviamente quello che già di buono c’era sulle versioni precedenti. L’ECR35D accetta la sfida della riduzione dei costi operativi (oggi senz’altro un “must” importante) senza per questo concedere nulla in fatto di prestazioni, anzi distinguendosi nella fascia alta, soprattutto considerando che stiamo parlando di un escavatore cingolato girosagoma.

Lo abbiamo analizzato presso la sede bolognese di Carmi, in compagnia di Danilo Triches, product manager Volvo CE Italia; ecco le nostre impressioni, accompagnate da una nutrita serie di video di approfondimento per conoscere davvero tutto (o quasi) del nuovo ECR35D.

Per chi volesse approfondire aspetti specifici prima di leggere questo articolo qui trovate i link diretti:

ECR35D :: Sottocarro

ECR35D :: Motore

ECR35D :: Idraulica

ECR35D :: Cabina

ECR35D :: Attrezzatura di scavo

E per chi fosse ancora più pigro e non volesse leggere per niente (male molto male) ecco i link diretti alle videointerviste a Danilo Triches:

ECR35D :: Video dimensioni e prestazioni ECR35D :: Video caratteristiche sottocarro e lama ECR35D :: Video vano motore ECR35D :: Video vano posteriore e idraulica ECR35D :: Video braccio di scavo ECR35D :: Video comfort, cabina e comandi



Tosto e compatto

Le dimensioni contano eccome, non credete a chi sostiene il contrario, ha qualcosa da nascondere. E contano soprattutto, quando si parla di miniescavatori quando la Casa che li produce riesce a contenerle, pur garantendo prestazioni di alto profilo.

Il nuovo ECR35D riesce nella difficile impresa; innanzitutto sgombriamo il campo dagli equivoci parliamo di un girosagoma vero, che protegge il montante di rotazione e il cilindro (posizionato con intelligenza sul lato sinistro) da danneggiamenti accidentali, riuscendo a farli restare entrambi sui 360° nella sagoma a terra dei cingoli. Lo fa sia nella versione con bilanciere corto da 1.250 mm, mentre in quella con bilanciere lungo da 1.500 mm, monta un contrappeso aggiuntivo (che è disponibile anche in opzione sulla versione con braccio corto) che sporge posteriormente dalla sagoma dei cingoli posteriormente di 65 mm (la sporgenza complessiva del contrappeso è di 85 mm). Molto poco tutto sommato considerato che il contrappeso aggiunge 170 kg di peso, utilissimi per garantire, come vedremo, prestazioni di sollevamento e di scavo davvero interessanti all’ECR35D.

L'ECR35D è una macchina davvero compatta che racchiude le sue 3,52 tonnellate di peso operativo in un raggio di rotazione anteriore compatto, anche considerando le notevoli possibilità garantite dal brandeggio che a sinistra arriva a coprire un angolo di  ben 76° (opzionale la funzione di offeset che consente il disassamento del braccio fino a 995 mm), mantenendo un più che interessante risultato anche a destra (56°). Dicevamo del raggio di rotazione anteriore: con il bilanciere da 1.500 mm si attesta a 2.418 mm, mentre con il bilanciere corto (ricordiamo 1.250 mm) è ancora più compatto e non supera i 2.394 mm.

Il raggio di rotazione posteriore, invece, è ampiamente nella sagoma dei cingoli (in gomma da 300 mm nella versione standard) per la versione da 1.250 mm, dato che è di soli 885 mm, mentre per quella con bilanciere lungo la sporgenza laterale dall’impronta a terra dei cingoli (dovuta al contrappeso) è di 80 mm.

Molto compatta la torretta pur, come vedremo, garantendo un comfort operativo davvero interessante e ulteriormente migliorato rispetto alle versioni precedenti. La larghezza è di 1.575 mm, mentre l’altezza arriva totale da terra dell’ECR35D arriva a 2.481 mm.

Dimensioni di trasporto? Di altezza e larghezza vi abbiamo già parlato, manca solo la lunghezza: 5.380 mm con il bilanciere lungo e 5.345 mm con quello corto.



Il difficile compito di essere fra i primi della classe

Le dimensioni compatte e la coda cortissima non hanno però influenzato le prestazioni del nuovo ECR35D; in Volvo CE hanno, infatti, fatto un ottimo lavoro dal punto di vista dell’equilibrio dei pesi e della stabilità operativa in generale; come vedremo il braccio è stato completamente ridisegnato (GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULL'ATTREZZATURA DI SCAVO) con evidenti vantaggi dal punto di vista della robustezza e delle capacità di sollevamento e di scavo.

La corretta gestione dei contrappesi e, più in generale il sapiente posizionamento del motore e un sottocarro molto ben progettato, garantiscono prestazioni di sollevamento apicali (e in alcuni casi davvero di molto superiori alla concorrenza) nella categoria di peso delle 3,5 tonnellate. Parliamo, infatti, di ben 722 kg a 3 metri di sbraccio (e un metro di altezza dal suolo), in direzione frontale con lama sollevata, che crescono ulteriormente fino a raggiungere gli 1.239 kg quando si abbassa la lama (il 20% in più delle prestazioni del Volvo ECR38). Anche allo sbraccio massimo, le prestazioni restano comunque molto buone: rispettivamente 358 kg e 652 kg (parliamo sempre del modello che abbiamo provato, con bilanciere lungo e contrappeso).

Tra i leader di segmento anche le prestazioni in fatto di forza di strappo alla benna e di penetrazione: l’ECR35D garantisce, infatti, 3.072 daN per quel che riguarda il primo valore e 1.819 daN per il secondo.

Le prestazioni di scavo, infine. Anche qui i miglioramenti ci sono sia da punto di vista della profondità di scavo sia da quello dell’altezza di scarico (migliorato anche in qualità dalla nuova idraulica e dai limitatori di fine corsa dei cilindri). Il primo valore cresce, sempre rispetto all’ECR38, di un buon 10%, raggiungendo il considerevole risultato di 3.339 mm, mentre il secondo (e qui Volvo fa qualcosa in meno dei primi della classe) arriva a 3.290 mm. Buona anche la distanza di scavo a terra (5.370 mm), così come molto interessante anche la profondità di scavo massima in parete verticale (e anche qui il nuovo disegno del braccio conta molto): 2.494 mm.



Efficienza: il sacro Graal anche per i miniescavatori

Prestazioni certo, dimensioni anche, sicurezza sicuro, ma oggi il tema fondamentale (soprattutto quando il mercato è ancora così incerto nelle sue dinamiche) è l’efficienza. Efficienza che si declina sia dal punto di vista di un corretto dimensionamento dell’abbinata motore/idraulica sia da quello dei costi di manutenzione e possesso (per i più bravi TCO, Total Cost of Ownership).

Anche da questo punto di vista, l’ECR35D di Volvo CE stupisce in positivo; il motore (GUARDA L'APPROFONDIMENTO QUI) garantisce un risparmio sui consumi di carburante del 10% rispetto ai pari modelli della Casa svedese che sostituisce, mentre l’impianto idraulico load sensing (QUI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO) è molto ben equilibrato e dialoga bene con il propulsore per una velocità di risposta molto buona anche in presenza di movimenti simultanei e aggravanti.

Apprezzabile la modalità di lavoro ECO che limita al 90% i giri massimi del motore, senza per questo ridurre in alcun modo la velocità di risposta e le prestazioni del miniescavatore. Il 10% sembra poco, ma vi assicuriamo che, alla fine del mese, il conto del carburante sarà più leggero e questo con la semplice pressione di un pulsante.

L’irrobustimento di numerose componenti nel sottocarro (VEDI L'APPROFONDIMENTO), nel braccio e l’impiego di componentistica di qualità ha allungato l’aspettativa di vita del miniescavatore, riducendo quindi i costi di possesso, così come influiscono molto positivamente una serie di intervalli di manutenzione che sono stati estesi. Tra gli altri, colpisce l’intervallo di ingrassaggio ora esteso fino a 50 ore; allungati anche (e di molto) gli intervalli per il controllo della tensione dei cingoli (da 50 a 250 ore), quelli per la pulizia del separatore acqua (da 50 a 500 ore) e quelli per il controllo della cinghia del ventilatore (da 250 a 500 ore). Tutti i principali controlli (filtro e olio motore, filtro gasolio, filtro idraulico, filtro aria) ora sono da fare ogni 500 ore. Gli interventi di manutenzione, infine, sono molto semplici dato che, grazie ai due ampi cofani (posteriore e laterale destro) l’accesso a tutti i filtri e controllo è veloce e immediato (lo spazio a disposizione è molto in quasi tutti i casi).


In conclusione

Volvo CE interpreta con il nuovo ECR35D il segmento compatto con il consueto stile, con enfasi (che approviamo molto) sulla sicurezza operativa (ricordiamo che la cabina è ROPS, TOPS e FOPS), proponendo una macchina ben strutturata, che abbina doti preziose dal punto di vista degli equilibri operativi a prestazioni davvero interessanti (quasi da “ti piace vincere facile”) in fatto di capacità di sollevamento.

L’ECR35D è un vero girosagoma e ci sembra perfetto per i cantieri italiani dove lo spazio è sempre poco e dove la pressione sugli operatori è sempre molto alta; apprezzabilissima, quindi, la spaziosa cabina (GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO), con una visibilità operativa (anche questo è sinonimo di sicurezza) davvero eccellente sia sull’attachment sia sul lati che sul posteriore. Notevoli le luci Led (anche se solo opzionali, ma ve le consigliamo caldamente) che garantiscono una illuminazione decisamente migliore rispetto ai sistemi di illuminazione standard sia dal punto di vista della profondità del campo illuminato sia da quello della percezione dei dettagli.

Apprezzabilissima, poi, la scelta di montare un motore con cilindrata più contenuta rispetto alla media del mercato, ottenendo comunque prestazioni di vertice grazie a un migliorato equilibrio generale dei pesi della macchina, nonché a un più attento bilanciamento del rapporto motore/impianto idraulico (qui l’elettronica gioca una parte davvero importante e sarà sempre più così anche in futuro).

Funzioni come il ritorno al minimo in automatico e la modalità ECO (che pochissimi implementano in questo segmento di mercato) vi riserveranno, se ben impiegate, davvero piacevoli sorprese in fatto di consumi di carburante (rassegnatevi il diesel non scenderà di prezzo nel futuro, anzi).

Ci è piaciuto anche il restyling della livrea e del design, soprattutto per quel che riguarda il posizionamento del logo Volvo nel posteriore della macchina, ora collocato in orizzontale (prima era in diagonale); nel suo complesso il design è più aggressivo di quello che sostituisce, senza per questo risultare volgare, anzi l’ECR35D proprio per le sue dimensioni compatte, da il meglio di sè nel disegno dei cofani posteriore e laterale, davvero azzeccato, anche per quel che riguarda elementi costruttivi strategici come le griglie di protezione del radiatore.

Belle sorprese, infine, anche per quel che riguarda i costi di manutenzione e dal punto di vista del TCO, ormai un parametro fondamentale che ogni buon imprenditore deve prendere in considerazione quando si accinga a comprare una macchina.


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